Respira l'atmosfera di mistica attesa che aleggia in questo spazio circoscritto: Don Pedro lo ha pensato come inno all'Assoluto. Taci e lascia che sia il sole a guidarti tra le geometrie di pietra, tra le forme armoniose con i chiari e gli scuri. Segui l'energia insufflata nei volumi. Segui le tracce della memoria fissata sui muri. Lo sai, le pietre cantano! Alle pietre sono affidati i ritmi, quelli del giorno e della notte, dei mesi e degli anni, delle stagioni che ben si accordano con i nostri ritmi interiori. Raccogliti su questi sentieri. Contempla la muta rappresentazione dell'umanità in cammino verso stadi sempre nuovi ed alti. L'umanità si schiude con forza silenziosa sugli oceani interiori dell'invisibile alla ricerca continua delle vie maestre. Tuffati in quel sogno che questa coppa di pietre porge davanti ai tuoi piedi e lento percorri l'epoca primordiale, egizia, caldea, ellenica, cristiana, scendi nel passato, nella profondità incandescente dell'oggi e nota all'orizzonte l'alba del domani. Ascolta il canto dell'acqua di lì nasce la vita. Affidati allo scorrere di quelle trasparenze, la carezza ondeggiante, il brusìo cristallino sanno ben dire della processione di gocce che col tutto si avvia verso la beatitudine dell'Eden. In quello specchio è affacciato il cosmo, inebrianti danze di colore, onde mutanti, altalena armonica dell'unità che si svela e svelandosi ci meraviglia. Rifletti sulla vita, quando scandita dal viaggio intorno al sole, girotondo tra le stelle, sboccia tra le piazze, gli atri, si addormenta, sotto le volte a botte, si raccoglie nelle corti. Congiungiti col tutto davanti ai muretti delle tante civiltà, nota la bellezza, la singolarità della diversità. C'era una volta il Castello, c'erano una volta l'artigiano e il contadino che sapevano guardare le cinquanta facce della luna per la semina ed il raccolto ... e quando si affaccia l'industria, il seriale, le grandi vie di comunicazione sembrarono svilupparsi insieme alla tecnologia quale mezzo per esplorare gli alti spazi. Tutto questo è affidato al cemento che è pietra raffinata passata per il fuoco. Nel giardino tutto si intona alla nobiltà del cielo. Tutto risuona tra i profumi della natura. È l'enciclopedia dell'interiore che ha trovato collocazione! Tanta ricchezza non ci separa dal reale, ma ci arricchisce e ci interroga profondamente sull'uomo e sul suo paesaggio. Questo giardino, monumento alla memoria, che Don Pedro ci sta donando, è realizzato solo per un terzo del reale progetto. |