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Piero Fabris

 

 

Nato a Baudour (Belgio) nel 1965. Vive e lavora a Bari e si occupa attivamente di pittura e poesia. Nella sua produzione artistica trasferisce spontaneamente il frutto delle sue ricerche appassionate nel campo dei simboli. Attraverso le sue opere dalle suggestioni surreali egli cerca di porre l’attenzione verso spazi mentali, paesaggi naturali nei quali l’essere umano può incontrare se stesso. Ha esposto per la prima volta nel 1987 nella sede dell’Accademia Europea Federico II di Bari. Nel 1988 con il gruppo dell’Aurora Boreale ha svolto ricerche sugli insediamenti rupestri, in molti luoghi della Puglia e Basilicata; ha partecipato a varie personali e collettive, non ultima l’esposizione presso la sede della cooperativa di arte archeologia e ambiente “Koiné”, nel borgo antico di Bari. Ha pubblicato per Ladisa Editore:“Gessetti per tratti incerti” (1990) e “Testapersa, dialogo con Rosaluna” (1991). Ha collaborato con diverse riviste scrivendo articoli e disegnando vignette.

 

È autore del testo “Rosa HRand...agio”, dedicato al poeta armeno Hrand Nazariantz di cui ha curato la sceneggiatura con Mimmo Laudadio. Nel 1993 ha scritto “F.A.T.A (Fuoco, Acqua, Terra, Aria)” e “La scogliera dei sogni”. Nel 1994 ha scritto per il teatro “Labirinti di terre e di lune”, messo in scena nell’autunno dell’anno successivo. Nel 1996 si è dedicato insieme allo scultore Pietro De Scisciolo all’approfondimento e alla sperimentazione di materiali, tecniche e linguaggi. Svolge contemporaneamente una ricerca sul territorio pugliese di favole e leggende, il cui frutto è stato il lavoro dal titolo “Le fiabe di Pietra Pugliese”. Ha scritto per il teatro: “Chi lo deve rivoltare” con il quale desidera recuperare il dialetto ed il valore della famiglia come luogo di incontro e trasmissione dei valori umani. Nel 1997 si dedica all’approfondimento della spiritualità nell’arte. Nel 1998 ha collaborato a “Singolarità e Sintonia”, raccolta di lavori poetici, scientifici di autori diversi. Nel 1999 insieme a Vittorio Nicolardi e Piero Martiradonna ha curato la raccolta “Scomposizione in ghiaia e silenzio. Il 2000 ha scritto un libro di fiabe intitolato “Un drappo di stelle sulle stoppie dorate” e nel 2001 ha composto un insieme di poesie intitolato “Raccordi e ricami di Ambra per Ebano”. Nel 2002 si è dedicato, in collaborazione con la moglie, all’approfondimento della storia medievale con una particolare attenzione alle melodie dell’epoca, e alle loro relazioni tra la struttura dei  castelli e delle abbazie. Il frutto di detta ricerca è confluito nell’idea di uno spettacolo multiespressivo (musica, danza, teatro, poesia): “Lo Splendore del Cigno e il Calice Verde”, con la collaborazione di vari artisti, che con il loro specifico hanno contribuito a renderlo armonico.