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Castel del Monte si impone subito come unopera programmatica assoluta, un autentico manifesto di pietra, che rappresenta un discorso dottrinale compiuto, una costruzione concettuale il cui significato appare tuttavia occulto. Esso rappresenta perciò unemittente che comunica a differenziati livelli fruitori: se ci si fermerà infatti a recepire - destinatario un pubblico profano - il suo esteriore assetto formale, ne deriverà un gradito giuoco di forme.
Se poi si procederà ad indagare le sottili regole associative e lunitario castello geometrico e proporzionale che ne costituisce la griglia progettuale e la matrice generatrice dellassetto armonico risultante, se ne dedurranno i principi geometrici proporzionali e le leggi associative che governano il sistema progettuale. Ma, a monte di tutto ciò, esiste un linguaggio superiore che si appoggia su schemi concettuali appartenenti alla sfera cosmologica, il quale linguaggio, risulta il motore e la ragione ultima dellopera, e che appare recepibile, come in ogni procedura esoterica che si rispetti, soltanto da pochi iniziati i quali in definitiva sono i destinatari privilegiati dellopera, in altre parole sibi et paucis.
I tre livelli qui individuati corrispondono sostanzialmente agli stessi gradini della conoscenza della scolastica (in exterioribus, in interioribus, in superioribus). A questo punto parrà un atto di superbia il volersi collocare al terzo gradino per interpretare i significati nascosti dellopera, e la consapevolezza di tanta avventatezza mi ha fatto sin qui tratteggiare soltanto parzialmente quanto, con un certo sgomento, ho intravisto nella sua complessità.
Nondimeno gli eventi han maturato la necessità di ulteriori messe a punto che sottopongono, sia ben chiaro, in tutta umiltà nella matematica certezza di non essere un privilegiato fruitore del linguaggio superiore, ma un occasionale passante.
Castel del Monte nella sua struttura verticale obbedisce, come abbiamo visto, a ben precise leggi della gnomonica che lo ingabbiano, potremo dire, con estrema precisione. Per quanto riguarda invece limpianto orizzontale, pur essendo il castello orientato, scarta rispetto agli assi cardinali di 5°.
È opportuno premettere a questo riguardo che dei monumenti orientati dellantichità soltanto la piramide di Cheope raggiunge la massima approssimazione allesattezza mentre lo stesso astronomo Tyge Brahe nella seconda metà del 1500 non riuscì ad orientare esattamente il suo osservatorio astronomico di Uraniborg. Da ricordare che neppure losservatorio astronomico di Parigi, costruito circa 150 anni fa e tuttora in uso, risultò esattamente orientato.
Ma non consoliamoci di un mal comune, tanto più che 5° non sono trascurabili. Prendiamo quindi in considerazione che si tratti di un errore del costruttore. È ovvio che Castel del Monte è stato minuziosamente progettato sulla carta da astronomi e successivamente realizzato da maestranze che poco avevano a che fare con lastronomia. Premetto ancora che non condivido lipotesi che segue, ma la illustro egualmente e la commento con obiettività.
Quindi lo scarto sul terreno di 5° gradi può essere un errore del costruttore e, ad avvalorare questa ipotesi cè la strana leggenda, tramandata da molti autori, dellarchitetto che si svenò nella famosa vasca ottagonale. La leggenda dice che Federico mandò un suo incaricato a Castel del Monte a vedere come procedessero i lavori. Costui, amante dei piaceri e delle donne, si fermò a lungo a Melfi e ritornato da Federico, dopo aver dato unocchiata fugace a Castel del Monte, riferì al sovrano che il castello si era rivelato un insuccesso.
Federico irato ordinò di condurgli innanzi larchitetto il quale appresa la notizia si svenò nella vasca. Ora ditemi qual è quellindividuo che sapendo di non aver colpe e di aver operato correttamente si ammazza prima che gli siano mosse delle accuse delle quali può provare linfondatezza? | Allora larchitetto sapeva di aver sbagliato qualcosa? Che cosa? Resta il seguito della leggenda che vede Federico a Castel del Monte soddisfatto dellopera e, sdegnato nei confronti del suo inviato, precipita il mentitore di sua mano dallalto di una torre.
Allora il castello era riuscito alla perfezione? E perché larchitetto si era svenato? Oppure Federico elimina il suo cortigiano, che era lunico ad essersi accorto che lopera non era esattamente riuscita nellorientamento, affinché non rendesse noto ad altri il fallimento di una impresa tanto a cuore a Federico? Ho già detto che ho illustrato ipotesi nei particolari, ma non la faccio mia per i motivi che seguono. Nel corso delle mie ricerche ho trovato molti monumenti cosiddetti orientati che scartano, nondimeno, di cinque gradi rispetto agli assi cardinali, ma qui ne cito due ai quali andrebbe dato un credito astronomico quanto a Castel del Monte. | |
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Si tratta per primo del Palazzo della Ragione di Padova. Questo manufatto nellosservanza dei mensionati canoni scolastici della conoscenza rispetta i tre gradini in exterioribus, in interioribus ed in superioribus e vediamo perché. I 313 affreschi del salone rappresentano allegorie dei pianeti, dei segni zodiacali, delle stagioni, ecc.; il quadrante solare collocato sulla facciata sud del palazzo segna le ore; il foro eliottrico praticato nella parte sud consente al Sole di indicare nellinterno del salone i giorni dellanno e tutto ciò appare evidente a chiunque.
Non appare a tutti, bensì a pochi che la lunghezza del salone è un sottomultiplo decimale della lunghezza di un grado del parallelo su cui sorge Padova, che la larghezza e laltezza sempre del salone sono in rapporto equinoziale e, infine, tutto il complesso nella sua longitudine è orientato est-ovest, però con uno scarto, guarda caso, di 5°.
Al Palazzo della Ragione di Padova non dimentichiamo che ci mise mano anche lastronomo Pietro dAbano che proprio a Padova fu accusato di magia ed eresia. Questi elementi astronomici non evidenti rientrano nelle categorie scolastiche superiori e uniti ai primi fanno classificare il Palazzo della Ragione di Padova tra quei monumenti che hanno avuto una particolare attenzione da parte di dotti versati nelle discipline astronomiche. E allora come mai anche questa costruzione orientata, ha 5° di scarto essa pure?
Un altro celebre monumento dellantichità scarta di 5° rispetto ai punti cardinali ed è il Pantheon a Roma. Come è noto il Pantheon è circolare, è concepito come una sfera una metà della quale, la parte superiore, rappresenta la cupola del monumento, quella inferiore si traccia idealmente nel vuoto dellaula. | Il cornicione che divide le due mezze sfere può identificarsi con lequatore terrestre o, meglio, con quello celeste se consideriamo la sfera la allegoria del cielo. Il foro della sommità è il Sole che, infatti, agli equinozi proietta un raggio di luce che taglia il cornicione proprio come lastro in quel giorno taglia lequatore celeste.
Ora anche in questo bel giocattolo tanto preciso e così monumentale il portale dingresso e laltare che gli sta subito di fronte (il primo a nord ed il secondo a sud) non sono sullasse cardinale ma scartano di 5°. In questi monumenti che sembrano tutti calibrati secondo regole astronomiche sorprende rilevare che poi lesatto orientamento non è rispettato e sempre per 5°. Mi si chiederà: e allora? Allora credo che lo scarto sia voluto e che a sua volta abbia un significato che rientra nel gradino in superioribus.
Lastronomia di un tempo era anche astrologia e lastrologia era scienza esoterica, gli antichi non erano come noi per il rigore scientifico, arido, asettico, ai calcoli astronomici e matematici mescolavano immaginazione e fantasia (e quanto ci hanno tramandato parla chiaro) ora per capire le loro opere è necessario scrollarci di dosso per un po il nostro rigorismo e guardare le cose con i loro occhi. Per loro era molto più importante inserire una allegoria anche a discapito dellesatto orientamento.
Torniamo quindi a Castel del Monte e ricordiamo brevemente che le angolazioni delle culminazioni solari coincidenti con determinati elementi architettonici sono inequivocabilmente una allegoria del Sole nel suo corso annuo considerato mese per mese e perciò ogni 30° dei 360 delleclittica.
Poi abbiamo detto che le pareti del cortile sono diseguali tra loro e congiungendo quella est con quella ovest, mediante diagonali, otteniamo al centro due angoli opposti di 47° anziché di 45° come li otterremmo se operassimo su due lati di un ottagono regolare. Abbiamo anche detto che questi 47° sono il doppio dellangolo di inclinazione dellasse terrestre rispetto allasse delleclittica e rappresentano langolo del cono della precessione degli equinozi. | Questo invisibile gioco di angoli al centro del cortile è chiaramente lallegoria della Terra, in quanto tutte le allegorie, in Castel del Monte, sono fatte soltanto mediante angolazioni. E qual è lelemento caratterizzante la Terra sia sul piano astronomico (sua posizione rispetto alleclittica) sia sul piano del suo ritmo vitale (le stagioni) se non la sua inclinazione del suo asse che, peraltro, obbedisce alla precessione degli equinozi?
Quindi nellaltrimenti inspiegabile diseguaglianza dei lati del cortile io vedo linserimento di queste angolazioni che fanno palese riferimento alla Terra. Ma procediamo. La bisettrice dellangolo di 47° si identifica con lasse delleclittica per cui se tracciamo una linea perpendicolare a questasse, passante per il punto dincrocio delle diagonali dei lati del cortile considerati, otteniamo il piano delleclittica. È questa linea che scarta il 5° rispetto alla direzione nord-sud. Sinora abbiamo trovato le allegorie del Sole e della Terra, ma in quale momento della storia umana questi due corpi celesti sono rimasti disgiunti dalla Luna? Non è qui il caso di sottolineare limportanza della Luna, sarebbe addirittura ridicolo, è invece il caso di dire che i 5° di scarto che il piano immaginario delleclittica presenta con lasse nord-sud sono lallegoria della Luna come è noto lorbita lunare rispetto alleclittica ha una obbliquità di 5°.
E se massima allegoria della Terra è lobbliquità del suo equatore rispetto alleclittica (che è lo stesso che dire del suo asse rispetto allasse delleclittica) massima allegoria della Luna è lobbliquità della sua orbita dalla quale discende tutto il ritmo delle eclissi di Sole e di Luna e di conseguenza il ciclo metonico, il Saros e quantaltro concerne la meccanica lunare.
Appare chiaro che tutte le allegorie son fatte in ragione di angolazioni riferite alle pietre del castello, rispetto ai punti cardinali e alle culminazioni solari, cioè secondo il piano verticale e quello orizzontale, ma in modo leggibile soltanto da pochi.
È scontato che a questo punto noi moderni, piuttosto sbrigativi e abituati a risultati concreti ci chiediamo perché tutto questo mistero e tutte queste complicazioni, ma la domanda va rivolta agli studiosi delle scienze esoteriche, misteriche, occulte, ermetiche, ecc., di cui la storia delluomo è stracolma e il Medio Evo in particolare. | |
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