Considerazioni sul Giardino
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... nel giardino incantato...



Considerazioni sul progetto di costruzione del giardino pubblico attrezzato
nel comune di Mola di Bari del geometra Pietro Di Giorgio
in arte Don Pedro


Per la valutazione dei beni spirituali e dei beni materiali gli uomini si servono di criteri completamente diversi.
Tutto ciò che porta un immediato guadagno è accolto con inni di giubilo, diversa è la sorte di chi si propone di donare un bene squisitamente spirituale, egli è guardato con sospetto e respinto con sdegno. La storia ci offre tanti esempi di questa maniera di guardare le cose perciò non ci suonano strane le notizie di uomini che sono stati ripagati con ira autentica e isolamento per aver scelto di regalare qualcosa di insolito.
Sorte migliore non è toccata a Don Pedro che ha voluto donare alla sua città natale un’opera che il nostro oggi, misero e presuntuoso non è riuscito a capire, ma che sarà capace di stupire le generazioni che verranno. Sembra che la gente non sia interessata a completare l’opera, non sa che farsene di tale dono ed è altrettanto difficile trovare gente di stature elevata pronta ad impegnarsi affinché il monumento possa essere finito e reso funzionante, ma si dovrà realizzarlo e noi sentiamo di evidenziare con enfasi la grandezza e la ricchezza della potenzialità di questa opera che è un’anticipazione dei tempi futuri posta come è all’ingresso di una nuova era.
Ci duole essere costretti a palesare quel che per lungo tempo era sembrato ovvio e cioè che il giardino e quanto in esso è compreso possa essere polo d’attrazione per i cercatori autentici.
Di fatto visitare ed interessarsi al giardino sembra più una moda o una speculazione per interessi privati. Tutti sembrano stupiti e meravigliati per le spiegazioni e le illustrazioni che Don Pedro si affanna a dare; al termine della visita si legge su di essi una espressione di soddisfazione che è semplicemente di sollievo lo stesso di chi ha compiuto un atto dovuto e del quale è felice di essersene liberato.
Con malinconia, con amarezza constatiamo il generale disinteresse verso i beni spirituali e di non trovare attenzioni lì dove si dichiarano gli alti ideali, non per questo, però molliamo; al contrario teniamo duro mettendo in evidenza alcuni aspetti di questo lavoro titanico per far sentire, a chi può intendere l’intima struttura mistica della sfera sul mondo che in quel di Mola si sta costruendo. Ai tanti, forse pochi, che cercano una fonte di mistiche energie e sanno che l’arte pura è un mezzo specialissimo che favorisce il processo di trasformazione ed elevazione, che sanno che l’arte è un dono per l’uomo grazie alla quale si allargano le sue capacità di comprendere, sentire, vibrare, segnaliamo questo posto, questo pozzo della conoscenza, questo luogo particolare pensato come luogo della meditazione; è un invito all’ascolto delle diverse correnti che albergano nelle nostre interiorità e dal profondo ci scavano, ci modellano, ci plasmano. La natura offre possibilità di confrontarci, sperimentare, scoprire le energie costruttrici e il buon uso che se ne può fare, cosicché attraverso questo specchio ideato da Don Pedro si può riflettere e comprendere l’ignoto che scintilla in noi. È un cammino individuale quello che il pellegrino dello spirito compie incontrandosi e scontrandosi nell’oceano della Vita e in tanta cornice potrà più facilmente sintonizzarsi ed intonarsi alla Armonia di cui risuona il creato. Le caratteristiche proprie di questo spazio favoriscono la visione mistica, il sincero interrogarsi, il crescere dello spirito. Pozzo a cui è meraviglioso affacciarsi, abbraccio di acqua appunto all’apparenza enigmatico ed insondabile che custodendo l’ordine della bellezza sa svelare e velare la memoria ed ancora dirci della nostra natura giocosa e litigiosa, misera e gloriosa, della serpe e dell’aquila, della gradualità delle cose. Questo pozzo delle civiltà è punto d’approdo illusorio per quelle menti prese soltanto dal vortice delle passioni indagatrici. Contemplare nel giardino è imparare la calma, la pazienza, l’osservazione, tutte cose che don Pedro ha voluto travasare con la sua grande esperienza, egli all’età di ventiquattro anni lasciò la terra che gli diede i natali per emigrare in Venezuela dove ebbe a collaborare con uomini come Carlos Villanueva, architetto della città di Caracas e con Felix Candela, il primo a realizzare i parabolici iperbolici chiamati “Umbrellas”. In Italia ha realizzato opere edilizie quali il centro di villeggiatura di Cozze.
Sono in tanti quello che lo hanno apprezzato quale maestro del pennello le sue opere pittoriche sono state esposte un po’ in tutto il mondo le quali riflettono la vastità dei suoi interessi che spaziano dall’antropologia alla psicanalisi dalla melanistica alla filosofia. Ha anche collaborato con le maggiori riviste di urbanistica.
 
Piero Fabris