Indice
- Clean no Fear: il cavaliere senza macchia e senza paura
- Della vendetta e del perdono
- I lai del giovane Clean. Propositi di vendetta
"Alzheimerstan, addì 5 del mese terzo dell'anno ultimo del millennio secondo.
Signora,
è oggi dunque gran giorno, rallegrato ancor più
dal Vostro riapparire tra noi (epifania solo epistolare,
ahimè) che dal tiepido sole marzolino: dopo
il cattivo tempo di ieri - infatti - gran vento di
libeccio spazzò i nembi e oggi la Ligure Riviera
sorride due volte!
Vero sì, è che verrà Aprile, che
è il più crudele dei mesi3 ma per intanto
l'inverno del nostro scontento cede il passo a questa
dolce primavera di Pieve Ligure (GE).4
Lasciate ordunque ch'io Vi confessi, Signora, che non
tutto compresi dell'epistola Vostra, dacché
- nuovo come io son di queste Terre - poco conosco
di Leghe Sante, di Grandi Evangelisti e così
via dicendo. E di venefiche pozioni, poi...!
Appresi sol ora di festosi banchetti su bene acconci
navigli ch'io credo sian nomati, nel canoro idioma
della Vostra Laguna, "gòndole" o
"gondòle",
mentre da noi - rozzi contadini del mare - soglionsi
appellar sciabecchi o gozzi o, se maggiori, leudi;
e poco sono adatti a que' lieti convivii che sì
Vi rallegraro nei dì trascorsi.
E se taluno, nell'indagar sulla Vostra eclisse, Vi fu
scortese o men che discreto, il perdonerete ove appena
Vi facciate certa che fu solo l'ammirazione grande
e devota che Vi si porta a indurlo a tanto.
Ed altra e maravigliosa apocalisse ebbimo dallo scritto
Vostro! Non Klausia di Cadonia Voi siete, ma Dogaressa
di Ca' dei Doni. E mai nome fu più acconcio
alla persona Vostra, che di dovizie di doni è
ricolma! E ben si vede che dalla sapienza degli avi
Vostri non potean che procedere la grazia e la finezza
che V'adornano.
E s'alcuno fastidioso di bel nuovo avesse ad importunarVi,
sicché più Serenissima non foste, siate
immantinente ad indirizzarlo al Vostro Cavaliere, ch'io
abbia a rammentargli quell'aria del Maestro Salisburghese
che canta:
"Se vuol ballare Signor Contino, il chitarrino
Le suonerò!".
E di qual nerboruto legno sia quell'istromento costrutto,
ahilui!, s' accorgerà a suo danno.
Abbiatemi, Signora, servitore Vostro umilissimo e compiaceteVi
di tenermi ancora e sempre tra' Vostri epigoni più
devoti.
In fe'
Clean No-Fear
Cavaliere Senza Macchia e Senza Paura
Body Guard Award 1998
Alzheimerstan"
(In minuta grafia trovasi scritto d'inviare al Cavalier dell'altro mare.)
D'in su la vetta della torre antica
nel stendere queste minute bozze
pensavo che qui mi si invita a nozze.
Parmi che diviam le consonanze
così ho raccolta Vostra protezione
e vorrei dirVi che ho in elezione
che io propendo, insomma, a quella forma
che per seconda mette quel maestro,
sperando che non siate sì maldestro
da far le capriole al posto d'altri
"l'arte schermendo, l'arte adoprando
di qua pungendo, di là scherzando".
Si volea che gli cantassi
"Batti batti o bel Marchetto
la tua povera Claudina
starò qui come agnellina
le tue botte ad aspettar"
Ma il buon nome mi fu offeso
e mi tocca profferire,
di concerto col mio Sire:
"La vendetta, oh la vendetta,
è un piacer serbato ai saggi
obliar l'onte gli oltraggi
è bassezza è ognor viltà."
Un dì s'io non andrò sempre fuggendo
ritornerò su quella torre antica
per molcere il tuo cuor, mia dolce amica.
Ti basti pel momento di sapere
che tutto io son fuorché un giullare:
tutto so far ma non caprioleggiare.
Nel petto alberga un cuore di poeta:
muovemi come il sole e l'altre stelle
solo l'amore per le cose belle.
E se alcun al buon nome recò offesa
ricordati il proverbio e ciò che detta:
havvi il perdon quale miglior vendetta.
Ma se vendetta è l'ultimo tuo fine
fa' che il tuo cuor sia freddo come ghiaccio:
vendetta è un piatto che si serve diaccio.
P.S. "Cavalier de l'altro mare" mi è
piaciuto proprio.
Dove si tratta di accenti e di belle dames sans merci.
Dal Vizir di Alzheimerstan al Sire di Biaghstan:
"Son le etère quella cosa
che si scrivon con l'accento
grave sì come un concento
di campane a mezzanott.
Mentre l'étere è una cosa
che se aspiri sei fregatto:
in un lampo sei assuefatto,
anzi peggio, sei drogatt.
Abusando delle etère
dopo avrai le ossa peste.
Se con l'étere fai feste
ti verrà la dipendenz.
Io non so se hai ben capito
dove sta la differenza.
Suggerisce la mia scienza:
lascia stare tutte e du'.
Sono entrambe delle cose
da tener per perniciose
sono assai pericolose
per salute e conto in banc."
Il Principe di Biaghstan aveva inserito le coordinate
della magione di Pigiberus nel pilota automatico di
Twingo, e attivato il sistema di navigazione satellitare.
Per cui, rilassato sulla sella, si leggeva il messaggio
della Doghessa appena ricevuto. Alla fine della lettura
esclamò "Ellamadonna!", che in antico
dialetto Longobardo voleva dire: "Porcavacca,
questa si è davvero incazzata!".
Mentre rifletteva sui fatti arrivarono a un quadrivio,
dove contemporaneamente stava sopraggiungendo dalla
sinistra un bruto enorme con un nerboruto legno in
una mano che gli intimò, minaccioso: "Fate
luogo!". "Fate luogo voi, la diritta è
mia" - fu la fiera risposta del Principe - "E
chi siete voi che osate apostrofare in cotal modo il
Prence di Biaghstan?".
"Io sono Clean No-Fear, Cavaliere Senza Macchia
e Senza Paura, Body Guard Award 1998, e dei prenci
me ne sbatto i coglioni!!" gli urlò il
bruto, avvicinandosi mulinando il nerboruto legno.
Il Principe si chinò verso l'orecchio del destriero
e gli disse "Vecchio mio, qui se non mi dai una
mano ci ritroveremo in una merda cha al confronto quella
in cui ero prima sembrerà un bagno di schiuma
Badedas!". Il cavallo emise un nitrito che significava
"D'accordo ma cazzo, te le vai proprio a cercare
tutte le rogne tu!". Fece una rotazione di novanta
gradi e quando il bruto fu a portata di culo, emisero
contemporaneamente due peti olimpionici che, oltre
a fargli diventare la chioma bionda e riccioluta, lo
schiantarono contro un pino secolare che pensò
tra sé e sé "Minchia, proprio a
me dovevano venire a rompere le pigne?".
Il principe scese da cavallo e si avvicinò a
quel povero rottame; si accorse che da una tasca gli
spuntava un foglio e cominciò a leggerlo. Cominciava
così:
"Signora,
è oggi dunque gran giorno, rallegrato ancor più
dal Vostro riapparire..."
Alla fine della lettura il Principe era in preda a una
crisi di riso tale che Twingo temette seriamente per
lui; gli si avvicinò e non trovò niente
di meglio da fare che tirargli una zoccolata in testa.
Quando riprese i sensi dopo circa mezz'ora il Principe
gli disse: "Ti ringrazio, mio fedele amico, troppo
mi esilarò quel testo: è evidente che
l'aria dell'Alzheimerstan ha effetti deleteri sulle
menti dei suoi infelici abitanti: pensa che ha addirittura
definito essere questo l'ultimo anno del secondo millennio!!
Orsù, non attardiamoci ulteriormente, Pigiberus
ci attende."
La regina apostrofò la Peppina "Ma quali
Re Magi d'Egitto? / è Re Stacummé: era
scritto". Ubalda volle credere che l'uomo col
cammello fosse Re Stacummé, uscito una mattina
per andare a caricare il narghilé e mai più
tornato. La Regina non aveva mai smesso di aspettarlo.
Si affacciò alla finestra:
Di qui messere si domina la valle
popolata di buoi e di cavalle,
di poeti e scrittori in ogni calle.
Del passato non ha memoria il tempo,
Re Stacummé, e fuggisti come il lampo
ma al destino del nome non c'è scampo.
Il Tuareg si rivolse al capofila: "Ce l'ha con te?". "Cummé? Cutté!". Il Tuareg non ci capiva assolutamente niente, ebbe anche la tentazione di tornarsene per la sua strada, ma la bellezza di quella Regina alla finestra lo abbagliò, e scese da cammello. Ma chi era il Tuareg? Le alture di Golem.
"Stanco d'andar cacciando
le straniere bellezze forestiere
voglia ancora nel castello
ritentar la sua sorte"
così che con questo nocchiuto randello abbia
a occludergli per sempre il mefitico orifizio! Ma come
indurlo a venire nel mio castello? Qui occorre un piano..."
Uno Steinway a coda da concerto apparve immediatamente,
trascinato da 'Orpo, il fedele e gigantesco ecc.ecc.
"Che cosa ci suonate di bello, mio Signore Clean
No-Fear, Caval..." Una randellata nocchiuta e
nerboruta nei denti lo fece desistere dal proseguire.
"Forse" - proseguì Clean - "coll'arguzia,
coll'astuzia, col giudizio, col criterio si potrebbe...
Trovato!
Gli farò tendere una trappola dall'Ubalda, che
se la toccano dov'è il suo debole6 le mille
trappole prima di cedere farà scattar (qui Clean
faceva confusione tra Figari, ma era ancora obnubilato
dal fetore). Voglio vedere se non avrò la mia
vendetta. E si allontanò per mandare un e-mail
all'Ubalda, canticchiando:
"Non più andrai farfallone odoroso
notte e giorno d'intorno girando
delle belle turbando il riposo
Narcisetto, Adoncino d'odor..."
__________________________________
1 Grazie Fucini
2 Grazie Pascoli
3 per graziosa concessione di Ser T.S. Eliot
4 per graziosa concessione di Ser W. Shakespeare
5 per graziosa concessione di A. Manzoni
6 si ignora quale sia in realtà il debole dell'Ubalda,
visto che tutti la toccano dappertutto...
Alla pagina dei giochi di parole