Amori ancillari


Amori ancillari


La osservo trepido
con l'occhio cupido:
col panno umido
stira con l'amido;
ha il seno turgido,
il labbro tumido,
l'animo candido.
Mi sento stupido,
non sono timido
né ho il cuore arido,
ma ho il palmo umido,
il corpo rigido,
lo sguardo torbido,
mi sento algido
mi muovo torpido.
D'un tratto, impavido,
alfin mi décido:
con gesto fluido
abbraccio rapido
quel corpo morbido
che è tutto un brivido
(momento splendido!).
Il bacio è torrido
sul labbro avido,
sul collo tiepido.
Poi torno lucido,
mi chiedo, pavido:
"Se poi l'ingravido?"

Finale squallido.

(Alberto, 11/4/2000)


Son Monty, l'azteqo,
dall'occhio un po' bieqo,
chiedete al tolteqo
che danni gli arreqo
col mio furor cieqo.
La vita del vinto
non vale un copeqo:
mi prendo un olmeqo
il col gli reseqo,
e poiché depreqo
ogni forma di spreqo
allo stadio mi reqo
col capo che ho meqo:
con tiro un po' sbieqo
in rete lo imbuqo!
La folla fa eqo.
Son Monty l'azteqo,
il dio del futbal!

(Alberto, 16/3/2000)


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