FanfoleDue


FanfoleDue


I cirmi

Dedicami quell'iperbole maltùsa
allégrami di fanfole trastevoli
o intristami di giorni già rannuvoli
a frascandare il sogno d'Aretusa.

Ma s'arrùbia, nel chiedere, infolàta,
la memoria di notti fastigliose
sfolte a chiedersi il senso delle cose:
aspèria narda e sempre maltronata.

Forse mi allescherebbe la parola
che astanisci ritrevole nel dirmi
ma che lasca ripeti a te da sola

parola di dolcissimi sensirmi
di faria blanda, che salzisce e vola
nella quiete freschissima dei cirmi.

(Alberto, 11/5/1999)


F. stitolata

Sparano e fanno sempre sbombardacci
come se avessero il calume al piaso.
Orrendi, acchiompano tutti i ligacci
e senzacuore atticcano arcio e viaso.

E spadronazzano, e fanno rasoraso
e urlano, del mondo i parradacci
La misia non conoscono, attonaso
ognun di loro è sempre. Poteracci.

(Alessandra, 11/5/1999)


Fanfoletana

La musica nel suoglio arristunava
e trabballacche, ngasàtte e cobburdella
o jesciaccà crisommelo frangiava
ammaruzza accussì, ammaruzzella.

(Alessandra, 11/5/1999)


Fanfunga

Vinudicotilerzo

(Marco, 11/5/1999)


You, wicked Mark...

Cherpe - teche no possi -
cinudici tilerzo?
Vesla l'arcona, rigama
ame toslanto,o corma!

(Alberto, 11/5/1999)


Frat

Mi sollazzo zeppa zeppa
senza scampo nella nebbia
cambia il tempo ed io attendo
senza pane ne salame
corre il cane nella sera
e di liete notti spera
si dimena nella cuccia
si trastulla nell'astuccia
che d'astuccio non si adatta
alla faccia che si agrotta
e dimena la sua coda
e così io resto sola
corre il vento sulla cima
e del monte si confina
si dimentica del mondo
che lassù sembra più tondo
e di psiche resta privo
corre il dente sul corsivo
ed il cane si trascina
su e su fino alla cima
e di golem sente voglia
ma non trova una storia
da narrare su tastiera
meno buona di pastiera.
Corre corre è già qui arriva
la finita mia strarima.

(Federica, 13/5/1999)


Cerino Cadoni Celano

Che carino
re Cadoni
ch'a Cerino
da' ceroni
checca Rino
reca doni
don Cerino
da' cenoni
c'e' Radoni
cera doni
cade Rino
damerino
cad'Ernani
re d'inani
c'era Dino
re di nani
cade 'r nano
da renano
caro Dino
ridi cane
Corradino
corredino
con Celano
dolce mano

(Marco, 13/5/1999)


fanfando sotto la pioggia

aim singhin in de rain
e senza più contegn
rigetto il detto
che poi va tutto ben
non sono mica scem
la vedo la realtà
e pioverà
già si sa.

Tichetitac tichetitac
tichetitac tichetiritac
(passi di tip-tap)

aim singhin acor in rein
e l'acqua aumenta un assain
la cosa si fa disastrosa qui per noi
che siamo nella rein
ed anche molto in pein
senza ombrein
ostreghein

tichetitac e tichetiritac
tichetitac e tichetiritac

se lo dicevan prim
non stavo nella rein
ed ora che sono come un pesce nell'acquain
mi setto molto sceim
e sopratutto il time
non va pù
porca rain

tichetiritac e ritichetiritac
tichetichitace tripumtichitac
slach (scivolono in una pozzanghera)

mi sono rotto un brac
e adesso cosa fac
la rein continua in giù
ed io non ce la faccio più
finirà anche questo film
che umido mi par
io mi rivolgo al tar
per i dain
ostregain

tichetrachitac e cractichetracheta tichetiritcrac e
tichetachetrac
crac crac
(tip-tap con braccio rotto)

(Federica, 13/5/1999)


Casaling faiv

E i fulminanti mobili
sbrazzolo coll'aspiro
stendo la sfoglia immemore
orba sull'asse stiro.

(Claudia, 13/5/1999)


Ga vazzo facciamo quispersi?

Tosse capisse fosse
(tufùm troppi cigari)
che il mediomasso ignari
chr ci attrappiamo qua?

(Claudia, 13/5/1999)


Orlocchi e pregiutempi

Checcaggio d'orlocchio
avete accattato!
Sarà illanceolato
ma crònica mal

(Claudia, 13/5/1999)


L'orlocco illanceolato

Tu mi domandi, trémida,
"Ma la tèmpora curre?
Già suffìcita un'ora
e come è breve!"
Neanche in amore,
amore,
si sfùsa il tempo lieve
scandùto dall'orlocco
illanceolato
nel trascondere folle
e sgangherato
del cronoscopio ambiguo.
E mi ci sperdo.

(Alberto, 13/5/1999)


M'aggio the 13th?

Nosse capisse posse:
novantanove addusse.
Che l'anticlimax fusse
ad attrapparci qua?

(Claudia, 13/5/1999)


In tempore Ale (con omaggio a Valerio Magrelli)

O tempora! (e le more?) A quandoforse
s'imburdella il forunco fanfoloso
e ognuno sfrattola le sue rimorse
(rime pentite); e quelle nel piccioso

spaziotempo rimballano a piacere,
da terzosettimo a dopodomòggi,
e riscoccano poi nell'avvedere
i golemaici tutti froggi froggi.

(E sto dove non stavo
dove prima soffiavo)

(Alessandra, 13/5/1999)


Risbiglio

Sonnacchiando a brancìco, quando il giorno
appaglia alla finestra e mi disluce
mi càngolo, e ceccata intornotorno
cerco l'astride assola che sperduce

e come me sonnacchia brancicando.
E insieme andiamo al risbiglio saputo
e stupèfiche, tuttolo imbranando,
vagoliamo nell'allorquando muto.

(Alessandra, 13/5/1999)


La fanfola portovese

Oum sciatu da marinna assuleià
cuem buarche feste e ben arriculè
de veje e d'àrbui e simme arittisè
cumme la sciàmmua quand'è ammuginà.
Em furesti chi passu là inta meinna
quan bellunde s'amùan sà inscio bansìgu
en demuaggio de trèscine da umbìgu
ertu da um porto, screito da 'a cadenna.
Bem fitu sem pescòu tracca in sciarìva
da a rè resciòrtem sarve de lascèrti
tam che s'impinna n'anima balìva
e de criàggi de i fuenti seu conscèrti
e muriàgian e sértan sciupp'e creuse
ìrpide ammésu a scèrbe antigue reuse.

(Alberto, 13/5/1999)


Raccantole di giorno

La bella si dinava
e nel butto del villo
resa capa
capì il mistillo
e sciapa

con rondini raccolte
in fresche bacche andava
molto assente
restò in piccola e contava
la serpe

Mitolo di nanna
ramarro colorato e schivo
con gomitoli lucenti
tutto il becco avea corsivo
e sola si lagnava

Scappa via mia donna
corri dove c'è silenzio ancora
e dormi agiata
che non affretti nuovamente l'ora
e calma imminente sta

Ti si inondi il petto
di fiamma bassa e rossa grazia
il soccorso del dio
che resta cheta soluzione e sazia
ciò che alimenta serio

Ancora un verbo concedi
che rimanga il cuore astuto e desto
non siu perda in facilate
si districhi il rumore del protesto
questo in pace il fio.

(Federica, 13/5/1999)


Rousseau !

Rousseau !

Mais elle était du monde,
où toutes les ronfleuses
ont le pipi destin,
et Rose
elle a vecu
ce qui vivent les roses:
l'espace d'un Jervolin.

(Fulvio, 13/5/1999)


Proverbe

Je pen que la Rose
ne dure qu'un jervolin
parcequi la nuit elle rousse.

Comme dit l'ancient proverbe (citè dans le Romanz de
Rose):
"Roussau la Rose tutta la nuitte
fin ch'al matèn
profuma il jervolén"

(Claudia, 14/5/1999)


Poétie

veulez m'escussoir
si je prends la liboire
de citer Paul Verlaine
a propos du golaime
qui go vite ou plus lemme:

"Sans relâche, à travers toutes remises vaines
Impatient des mois, furieux des semaines !"

(Claudia, 14/5/1999)


a Claudia

Giacché io ti conobbi
on paper paper-ata
su carta ti desidero
d'averti ormai contrata.

D'entrar in te non spero
ma nei tuoi testi si;
nei tuoi pensanda d'esserci
mi basta, sia così.

(Anodimo claudiano cadoniano, 14/5/1999)


Europantofanfola

Est-ce que nous sommellierons
with calice grato
para la election
du presidente al Qui-rit-non?

(Claudia, 14/5/1999)


Contre-poétie

Dans ce monde folle (*)
j'abandonne la famphole
moi j'cherche l'hyperbole
quand-même elle soit drôle
en vous dédiant
ces vers étincelants.
Ma douce madame
il n'y pas de blâme
vous êtes excusée.
Le temps est brisé
et pourtant l'horloge,
où même la montre,
faillit la rencontre,
et s'en va moge moge
en frac et plaquettes
semblant Mistinguette.

(*) license poétique

(Alberto, 14/5/1999)


Mort per attila

Trippando la trappa
squiffando la riffa
chiurlando la grappa
snerlando la biffa
sbaffando la gniffa
grippando la chiappa
riffando la smappa
biffando la chiffa.
Ciampando l' Aurelio
al Quirinalcelio
sidente previsto
la Jervosansisto
Marini cioccuto
febbato cisputo
Ale luja Ale luja
Mazzan colle Quirin ale
mandato previdenzii ale
chi ce l' hano con a nuja?
'Affanfanfole ai păpă
(Anonimo, 13/5/1999)


513 maggio

Tarzù,
siccome lobile
dato il bratal congiro
stette la croglia redule
orba di gianto omiro
così vertossa mobita
la terra al puzio fa
muta, stompando l' antima
ora pergiaridale
nè sa quando amartibile
orma calmuccoidale
la sua darbenta grovere
calpe distillerà.

(Fulvio, 14/5/1999)


Tele Fanfola

'Affanfanfole ai pìpì
ed i rimango ancora ancora qui
a scoconarmi e a ridere
su questo tuo Tiggì?

(Claudia, 14/5/1999)


Nessun dolore...

Mi piaccion i due punti
le giacche senza senso
le maniche allungate
le dita intrufolate
nel naso del vicino
che miagola geloso
del prato tanto verde
che ho seminato ieri
e tutti sti dottori
che riempiono gli annali
e i pazienti se ne vanno
dai loro ospedali
van verso nuovi mondi
nella contrada steppa
senza letti ne consigli
pastiglie neanche mezza
e mi domando ancora
che male abbia mai fatto
per stare ad aspettare
un cinema geniale
dove ci sia un senso
e non solo una trama
che contro di me trama
per farmi addormentare
poema poemoso
è tutto dissestate
non lo rileggo affatto
non lo potrei cambiare
lasciamo senza senso
anche questo rimare
che senza rime viene
e ora deve andare.

(Federica, 14/5/1999)


Fanfilosofica

Io ti scrissi "Se tu mi anassi
mene, resterei eraclìto,
mia spinoza fanciulla,
ed abbagnano."
Mi rispondesti:
"Ma ti ho democrìto
quanto ti anassimandro!"
E così incominciammo
un cartesio infinito
di letterine locke,
socrate e sartre,
forse un poco hume.
Eri così anassagora
i primi tempi!
Ma l'amore - si sa -
presto si seneca:
diventasti pitagora.
Eri gentile
eppure d'una croce
io mi sentivo adorno:
quelle frasi platone
di parole talete
scritte quasi per hobbes!
Finchè un giorno di pioggia,
cupo, erasmo,
mi sfuggì un epittèto:
e ti gioberti.
E in un sol vattimo
senza accettar marcuse
tu mi cacciari!
Ora rimpiango
quei giorni feuerbacchi
quando sotto il bergson
bevevamo una coppa di cassirer.
Poi con passo epicuro
ce ne andavamo in giro
a schopenhauer.

(Alberto, 16/5/1999)


Vediamo se qualcuno la continua

C'era
una volta
una matta
che aveva una vacca vera
sul fuso
e una pecchia
sconfitta vicino al mare
con una minestra
e un casso dal pelo giù.

(Fulvio, 18/5/1999)


17 maggio ore 0.40

Alle faluche mandideggia notte
e vanne luna, vanne tutte stelle.
L'e-mele, nella posta, fanno veglie,
ma è tardi. Golemaici, buonanotte.

(Alessandra, 17/5/1999)


Uncertaine retard (nel forùm) - Asmacoeur

Smetti quell'aria da "Hesse homo"
col cuor che sanguineta
se pur mi hai scorto nella pineta
col siciliano su quella zolla
se in quella sala
(l'arco dei wiener che m'incolla)
nei gir del walser
colgo vir giglio
cerco thoreau
nel gir di verri,
pur penso a te
e ai bei ricordi.

Ma il pindaro batte le ore,
il nostro tempo fuentes:
Valerio massimo fosti,
ora soltanto flacco resti,
e calvino pure.
Più non si fuks, ohinoi!
Sei trascurato: in zavattini
(est quasimodo in rebus!)
per tutto il giorno tu ti catulli,
bevi viessieux, vuoi che ti bulli
e mi infliggi questo orazio
e Fuzawaka mi chiami.

Sarai ben strachov tu
io mi sono roth,
e infine vado via, esiodo
è l'ora in cui ti sciascio, adieu.

(Claudia, 18/5/1999)


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