Una giornata al mare


Una giornata al mare

(parte prima)


Siamo in una villetta al Circeo, siamo sette.
Numero dispari.

Io la mattina mi sveglio prima degli altri. E' ovvio, direte voi, è una questione di abitudine, io sono l'unico che lavora, sono abituato ad alzarmi presto. Gli altri indugiano di più, e poi siamo in vacanza, perché dovrebbero alzarsi presto ?
Anche io sono in vacanza eppure quando sono le 8,00 mi sveglio, e devo alzarmi, non ci sono santi, non so più cosa fare dentro il letto, una volta sveglio. Mi giro e mi rigiro, ma niente.
Che questo abbia qualche cosa a che fare col fatto che quello dispari sono io? Può darsi, altri danno la spiegazione alla pressione, ma io non mi sono mai fatto misurare la pressione in vita mia, quindi non posso confermare di averla né alta né bassa, semplicemente non lo so.

E' un fatto che anche stamattina, alle 8,00 mi sono svegliato, e, zitto zitto per non dare fastidio a nessuno, sono uscito per andare a comprare i cornetti e i giornali, per una colazione da vacanza come si deve.
Mentre percorro i pochi metri fra la casa e il bar, cerco di ripassare mentalmente i conti: Panza ne mangia almeno due, ma se avanzano può mandarne giù tre senza fatica, Mansu, la sua fidanzata di allora (adesso non lo è più: è la moglie) non ne prende neanche uno, ma sicuramente assaggerà un'ascella da quello del Panza, magari spargendolo di Nutella (siamo in vacanza, no? Che diamine, sarà permesso uno strappo!).
Dustòmaci ne vuole quattro, per tenere fede al suo soprannome, mentre Sissi ne vuole uno, ma ne prende regolarmente almeno un'altra metà, rubandola a Dustòmaci, che deve sopportare per motivi, diciamo così, contrattuali, essendo il suo uomo. Sissi però il suo lo vuole con la marmellata di nespole, senza lo zucchero glassato sopra, e con un angolo abbondantemente cosparso di nettare di ambrosia della Baviera.
Il Penombra e Raffica, sua moglie, ne prendono tre in due, magari ne considero mezzo in più per Giulia, che ci ha fatto sapere che metterà alla luce la sua testolina solo a settembre, ma intanto, per interposta mamma, mangia quasi come un adulto.
Infine ci sono io, il Condor, che ne mangio normalmente due, ma partecipo alla spartizione degli avanzi con gli altri maschi del branco.
Conclusione siamo sette (quasi otto) quindi non posso prenderne meno di venti, anche perché potrebbe arrivare il Carota (tre cornetti) con Lisadora (un cornetto scarso, con cessione al Carota dell'avanzo).

Ok, adesso i giornali: Repubblica per me, Corsera per Panza, Corriere dello Sport per tutti i maschi e Settimana Enigmistica (oggi è giovedì) per le ragazze. Se trovo Sposa Moderna lo prendo per Mansu, così potrà scegliere tutti i vestiti da sposa da scartare per il suo imminente matrimonio.

Torno a casa che stanno ancora tutti dormendo.
Metto su il caffè e il bricco col latte, apparecchio il tavolo sotto il gazebo, illuminato dal sole, scelgo il cd adatto al mio stato d'animo (Santana Supernatural) e lo faccio partire a basso volume sempre per non disturbare il sonno dei giusti, anche se so per certo che non si sveglierebbero neanche con una cannonata.

Tanto già lo so come finirà.
Appena mi siederò col mio caffè fumante davanti, pronto ad addentare un cornetto, e a sfogliare la prima pagina del mio giornale intonso, il primo degli zombie mi comparirà davanti, presumibilmente una delle ragazze, con difficoltà di deambulazione ed evidente incapacità ad articolare non dico un pensiero, ma neanche tre parole, con gli occhi gonfi e con voce roca mi dirà: 'Hai già fatto il caffè?'
Non 'Buongiorno' o 'Hai dormito bene?', ma 'Hai fatto il caffè?'.
Succede esattamente così. Oggi tocca a Sissi (ieri era apparsa Mansu).

Dovrei avviare uno studio su questo fenomeno: sono sicuro che non è la musica a svegliarli, né il tramestio in cucina, ma l'odore del caffè caldo.
Eppure, appena compaiono sulla porta, con l'aria distrutta di chi ha appena terminato la maratona di New York, malfermi sulle gambe, l'unica cosa che riescono a dire è: 'Hai già fatto il caffè?'.
Io credo che dipenda dal fatto che sono convinti di aver sognato l'odore del caffè, che invece è reale, e confondono il loro desiderio con la realtà.
Non può succedere, non in questa vita - io credo che pensino - che qualcuno abbia già preparato il caffè per me.
La loro parte emotiva è già attiva, mentre quella razionale dorme ancora. La maggior parte delle sinapsi sono disattivate (è proprio la caffeina ad attivarle, lo dicono seri studi scientifici!). E' un momento da gestire con delicatezza, rispondere bruscamente potrebbe provocare degli shock, sarebbe come svegliare un sonnambulo.

Mi limito a dare le indicazioni fondamentali: 'Fai tre passi avanti, attenta allo scalino, scosta la sedia dal tavolo, siediti. Troverai una tazzina pochi centimetri avanti la tua mano destra, è caffè, è già zuccherato, attenta a non scottarti'' Un sorriso a metà fra il deliziato e l'ebete accompagna i movimenti suggeriti.
Naturalmente la prima sorsata è accompagnata da un : 'Ahi, scotta !' al che io replico 'Te l'avevo detto'.
E' così tutti i giorni, quando siamo qua, indipendentemente da chi sia il primo a comparire.
In genere la stessa scena si ripete anche con la seconda. Infatti Mansu si affaccia alla porta e borbotta (ma lei è convinta di urlare): 'Dov'è la macchinetta del caffè?' Il suo meccanismo mentale è un po' diverso, del tipo : 'Sento l'odore del caffè, voglio il caffè, se lo voglio me lo devo preparare da sola'.
'E' qui' rispondo io 'e tu non ci crederai, ma c'è anche il caffè dentro'.

Non è che io sia particolarmente cattivo con i miei amici, ma è che io ho il coltello dalla parte del manico: io li vedo quando si svegliano, e loro non vedono me.

Comunque anche oggi non posso leggere in santa pace il giornale, perché un po' alla volta arrivano tutti, e si fa conversazione.

L'inizio è sempre lo stesso, con domande che non richiedono risposta, oppure alle quali si può rispondere con un rassicurante grugnito, che in ogni caso vuol essere rassicurante verso colui che pone la questione.
Esempio: 'Come hai dormito?' 'Sgrunf' cioè 'Bene!'
'Mi hai sentito quando sono andato in bagno?' 'Groauff' cioè 'No'
'A che ora siete andati a letto ieri sera?' 'Smunfersiemezzo' cioè 'Poco dopo di voi, verso l'una e mezzo'
'Che dice il giornale?' Questa è rivolta a me, che sarei in grado di rispondere, ma mi limito a fulminare l'incauto con un'occhiataccia: se non la smettete di chiacchierare come faccio a leggerlo?

Poi, a mano a mano che i neuroni si attivano, si passa a cose più impegnative, dalle domande alle richieste: 'Mi passi la Nutella?' 'Quanti cornetti hai comprato?' 'Ma cosa c'è su questo cornetto - io lo volevo con la marmellata di nespole della Transilvania!' 'E' finito il latte?' 'Perché non hai preso più latte?' 'Ma che è 'sto disco, ti pare ora di ballare il mambo?' (confondere Santana con il mambo, farebbero perdere la pazienza ad un santo).
Domani faccio colazione al bar.

Sono circa le 10,00 e siamo tutti sotto il gazebo a spazzare allegramente i cornetti ('perché domani non ne prendi di più?' 'ma se sono avanzati' dice Raffica 'dove sono?' chiede con voce finta-tranquilla Dustòmaci 'No! Non prenderne di più, sennò continuo ad ingrassare!' 'Oddìo, se continuo a mangià cornetti, divento 'na palla'), sotto la luce piena del sole che non filtra fra i rami degli alberi.
Infatti i rami non ci sono più, mentre sono rimasti una dozzina di alberi in fila, come gli stuzzicadenti di un gigante. Il fatto è che un giorno di primavera, la stagione più adatta alla potatura, come ben sanno tutti, un parente acquisito del padrone di casa, decise di fare una bella sorpresa a tutti, e potò gli alberi con la sfumatura alta come quella di un cadetto dei marines.
Non si può dire che i padroni di casa non furono sorpresi, tanto sorpresi che rimasero senza parole, e visto lo scempio, risalirono in macchina e tornarono a Roma senza profferir verbo. Però da allora in quella casa, non c'è niente che possa ricordare neanche da lontano un'attrezzatura da giardinaggio.

Si sparecchia la tavola, si sfoglia il giornale, si spazzolano via gli ultimi avanzi di cornetti Nutella e caffè. Adesso i cervelli lavorano a pieno ritmo (mi rendo conto che l'espressione è un po' forte, ma prendetela con beneficio d'inventario), e si passa alle questioni essenziali della giornata : 'dove andiamo al mare?'.
Verso le 11,00 il livello delle risposte si è coagulato su due possibilità: l'Ultima Spiaggia, a sud, verso Gaeta, e Torre Paola, a nord, oltre il Circeo.
Sissi e Mansu parteggiano per l'Ultima Spiaggia, gli altri sono più orientati su Torre Paola.
Raggiungiamo un compromesso, oggi Torre Paola, domani Ultima Spiaggia.

Le due ragazze hanno ceduto per un solo motivo: dimostrarci che non si fa sempre come vogliono loro, e per una volta la soddisfazione di noialtri è quasi tangibile. Ci sentiamo come se avessimo vinto le elezioni.
Soddisfatto per la piega degli avvenimenti, mente Mansu e Sissi finiscono di sparecchiare non senza qualche borbottìo, arrivo alla penultima pagina del giornale, e mentre già mi sto avviando trionfante verso l'ultima, due paroline attirano il mio sguardo.
Fisso meglio il titolo incriminato, mentre il senso di quelle parole comincia piano piano a fare breccia nel mio cervello: 'La mucillagine di Torre Paola'. In poche parole, il litorale laziale è stato invaso da una mucillagine rossastra, leggermente urticante, che rende impossibile la balneazione fino all'altezza di ... Torre Paola.

Niente da fare, non si può competere contro Sissi, Mansu e il fato cinico e baro, che congiura alle nostre spalle.
Mentre viene cambiata la meta della nostra giornata, Mansu imprime una netta accelerazione alle operazioni preliminari, e lo sguardo di Sissi si illumina come il faro di Civitavecchia in una notte buia e tempestosa. Ah, le donne!

Adesso si tratta di fare la spesa per il pranzo al sacco da portarsi in spiaggia.

(Andrea)


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