Io la mattina mi sveglio prima degli altri. E' ovvio,
direte voi, è una questione di abitudine, io
sono l'unico che lavora, sono abituato ad alzarmi presto.
Gli altri indugiano di più, e poi siamo in vacanza,
perché dovrebbero alzarsi presto ?
Anche io sono in vacanza eppure quando sono le 8,00
mi sveglio, e devo alzarmi, non ci sono santi, non
so più cosa fare dentro il letto, una volta
sveglio. Mi giro e mi rigiro, ma niente.
Che questo abbia qualche cosa a che fare col fatto che
quello dispari sono io? Può darsi, altri danno
la spiegazione alla pressione, ma io non mi sono mai
fatto misurare la pressione in vita mia, quindi non
posso confermare di averla né alta né
bassa, semplicemente non lo so.
E' un fatto che anche stamattina, alle 8,00 mi sono
svegliato, e, zitto zitto per non dare fastidio a nessuno,
sono uscito per andare a comprare i cornetti e i giornali,
per una colazione da vacanza come si deve.
Mentre percorro i pochi metri fra la casa e il bar,
cerco di ripassare mentalmente i conti: Panza ne mangia
almeno due, ma se avanzano può mandarne giù
tre senza fatica, Mansu, la sua fidanzata di allora
(adesso non lo è più: è la moglie)
non ne prende neanche uno, ma sicuramente assaggerà
un'ascella da quello del Panza, magari spargendolo
di Nutella (siamo in vacanza, no? Che diamine, sarà
permesso uno strappo!).
Dustòmaci ne vuole quattro, per tenere fede al
suo soprannome, mentre Sissi ne vuole uno, ma ne prende
regolarmente almeno un'altra metà, rubandola
a Dustòmaci, che deve sopportare per motivi,
diciamo così, contrattuali, essendo il suo uomo.
Sissi però il suo lo vuole con la marmellata
di nespole, senza lo zucchero glassato sopra, e con
un angolo abbondantemente cosparso di nettare di ambrosia
della Baviera.
Il Penombra e Raffica, sua moglie, ne prendono tre in
due, magari ne considero mezzo in più per Giulia,
che ci ha fatto sapere che metterà alla luce
la sua testolina solo a settembre, ma intanto, per
interposta mamma, mangia quasi come un adulto.
Infine ci sono io, il Condor, che ne mangio normalmente
due, ma partecipo alla spartizione degli avanzi con
gli altri maschi del branco.
Conclusione siamo sette (quasi otto) quindi non posso
prenderne meno di venti, anche perché potrebbe
arrivare il Carota (tre cornetti) con Lisadora (un
cornetto scarso, con cessione al Carota dell'avanzo).
Ok, adesso i giornali: Repubblica per me, Corsera per Panza, Corriere dello Sport per tutti i maschi e Settimana Enigmistica (oggi è giovedì) per le ragazze. Se trovo Sposa Moderna lo prendo per Mansu, così potrà scegliere tutti i vestiti da sposa da scartare per il suo imminente matrimonio.
Torno a casa che stanno ancora tutti dormendo.
Metto su il caffè e il bricco col latte, apparecchio
il tavolo sotto il gazebo, illuminato dal sole, scelgo
il cd adatto al mio stato d'animo (Santana Supernatural)
e lo faccio partire a basso volume sempre per non disturbare
il sonno dei giusti, anche se so per certo che non
si sveglierebbero neanche con una cannonata.
Tanto già lo so come finirà.
Appena mi siederò col mio caffè fumante
davanti, pronto ad addentare un cornetto, e a sfogliare
la prima pagina del mio giornale intonso, il primo
degli zombie mi comparirà davanti, presumibilmente
una delle ragazze, con difficoltà di deambulazione
ed evidente incapacità ad articolare non dico
un pensiero, ma neanche tre parole, con gli occhi gonfi
e con voce roca mi dirà: 'Hai già fatto
il caffè?'
Non 'Buongiorno' o 'Hai dormito bene?', ma 'Hai fatto
il caffè?'.
Succede esattamente così. Oggi tocca a Sissi
(ieri era apparsa Mansu).
Dovrei avviare uno studio su questo fenomeno: sono sicuro
che non è la musica a svegliarli, né
il tramestio in cucina, ma l'odore del caffè
caldo.
Eppure, appena compaiono sulla porta, con l'aria distrutta
di chi ha appena terminato la maratona di New York,
malfermi sulle gambe, l'unica cosa che riescono a dire
è: 'Hai già fatto il caffè?'.
Io credo che dipenda dal fatto che sono convinti di
aver sognato l'odore del caffè, che invece è
reale, e confondono il loro desiderio con la realtà.
Non può succedere, non in questa vita - io credo
che pensino - che qualcuno abbia già preparato
il caffè per me.
La loro parte emotiva è già attiva, mentre
quella razionale dorme ancora. La maggior parte delle
sinapsi sono disattivate (è proprio la caffeina
ad attivarle, lo dicono seri studi scientifici!). E'
un momento da gestire con delicatezza, rispondere bruscamente
potrebbe provocare degli shock, sarebbe come svegliare
un sonnambulo.
Mi limito a dare le indicazioni fondamentali: 'Fai tre
passi avanti, attenta allo scalino, scosta la sedia
dal tavolo, siediti. Troverai una tazzina pochi centimetri
avanti la tua mano destra, è caffè, è
già zuccherato, attenta a non scottarti'' Un
sorriso a metà fra il deliziato e l'ebete accompagna
i movimenti suggeriti.
Naturalmente la prima sorsata è accompagnata
da un : 'Ahi, scotta !' al che io replico 'Te l'avevo
detto'.
E' così tutti i giorni, quando siamo qua, indipendentemente
da chi sia il primo a comparire.
In genere la stessa scena si ripete anche con la seconda.
Infatti Mansu si affaccia alla porta e borbotta (ma
lei è convinta di urlare): 'Dov'è la
macchinetta del caffè?' Il suo meccanismo mentale
è un po' diverso, del tipo : 'Sento l'odore
del caffè, voglio il caffè, se lo voglio
me lo devo preparare da sola'.
'E' qui' rispondo io 'e tu non ci crederai, ma c'è
anche il caffè dentro'.
Non è che io sia particolarmente cattivo con i miei amici, ma è che io ho il coltello dalla parte del manico: io li vedo quando si svegliano, e loro non vedono me.
Comunque anche oggi non posso leggere in santa pace il giornale, perché un po' alla volta arrivano tutti, e si fa conversazione.
L'inizio è sempre lo stesso, con domande che
non richiedono risposta, oppure alle quali si può
rispondere con un rassicurante grugnito, che in ogni
caso vuol essere rassicurante verso colui che pone
la questione.
Esempio: 'Come hai dormito?' 'Sgrunf' cioè 'Bene!'
'Mi hai sentito quando sono andato in bagno?' 'Groauff'
cioè 'No'
'A che ora siete andati a letto ieri sera?' 'Smunfersiemezzo'
cioè 'Poco dopo di voi, verso l'una e mezzo'
'Che dice il giornale?' Questa è rivolta a me,
che sarei in grado di rispondere, ma mi limito a fulminare
l'incauto con un'occhiataccia: se non la smettete di
chiacchierare come faccio a leggerlo?
Poi, a mano a mano che i neuroni si attivano, si passa
a cose più impegnative, dalle domande alle richieste:
'Mi passi la Nutella?' 'Quanti cornetti hai comprato?'
'Ma cosa c'è su questo cornetto - io lo volevo
con la marmellata di nespole della Transilvania!' 'E'
finito il latte?' 'Perché non hai preso più
latte?' 'Ma che è 'sto disco, ti pare ora di
ballare il mambo?' (confondere Santana con il mambo,
farebbero perdere la pazienza ad un santo).
Domani faccio colazione al bar.
Sono circa le 10,00 e siamo tutti sotto il gazebo a
spazzare allegramente i cornetti ('perché domani
non ne prendi di più?' 'ma se sono avanzati'
dice Raffica 'dove sono?' chiede con voce finta-tranquilla
Dustòmaci 'No! Non prenderne di più,
sennò continuo ad ingrassare!' 'Oddìo,
se continuo a mangià cornetti, divento 'na palla'),
sotto la luce piena del sole che non filtra fra i rami
degli alberi.
Infatti i rami non ci sono più, mentre sono rimasti
una dozzina di alberi in fila, come gli stuzzicadenti
di un gigante. Il fatto è che un giorno di primavera,
la stagione più adatta alla potatura, come ben
sanno tutti, un parente acquisito del padrone di casa,
decise di fare una bella sorpresa a tutti, e potò
gli alberi con la sfumatura alta come quella di un
cadetto dei marines.
Non si può dire che i padroni di casa non furono
sorpresi, tanto sorpresi che rimasero senza parole,
e visto lo scempio, risalirono in macchina e tornarono
a Roma senza profferir verbo. Però da allora
in quella casa, non c'è niente che possa ricordare
neanche da lontano un'attrezzatura da giardinaggio.
Si sparecchia la tavola, si sfoglia il giornale, si
spazzolano via gli ultimi avanzi di cornetti Nutella
e caffè. Adesso i cervelli lavorano a pieno
ritmo (mi rendo conto che l'espressione è un
po' forte, ma prendetela con beneficio d'inventario),
e si passa alle questioni essenziali della giornata
: 'dove andiamo al mare?'.
Verso le 11,00 il livello delle risposte si è
coagulato su due possibilità: l'Ultima Spiaggia,
a sud, verso Gaeta, e Torre Paola, a nord, oltre il
Circeo.
Sissi e Mansu parteggiano per l'Ultima Spiaggia, gli
altri sono più orientati su Torre Paola.
Raggiungiamo un compromesso, oggi Torre Paola, domani
Ultima Spiaggia.
Le due ragazze hanno ceduto per un solo motivo: dimostrarci
che non si fa sempre come vogliono loro, e per una
volta la soddisfazione di noialtri è quasi tangibile.
Ci sentiamo come se avessimo vinto le elezioni.
Soddisfatto per la piega degli avvenimenti, mente Mansu
e Sissi finiscono di sparecchiare non senza qualche
borbottìo, arrivo alla penultima pagina del
giornale, e mentre già mi sto avviando trionfante
verso l'ultima, due paroline attirano il mio sguardo.
Fisso meglio il titolo incriminato, mentre il senso
di quelle parole comincia piano piano a fare breccia
nel mio cervello: 'La mucillagine di Torre Paola'.
In poche parole, il litorale laziale è stato
invaso da una mucillagine rossastra, leggermente urticante,
che rende impossibile la balneazione fino all'altezza
di ... Torre Paola.
Niente da fare, non si può competere contro Sissi,
Mansu e il fato cinico e baro, che congiura alle nostre
spalle.
Mentre viene cambiata la meta della nostra giornata,
Mansu imprime una netta accelerazione alle operazioni
preliminari, e lo sguardo di Sissi si illumina come
il faro di Civitavecchia in una notte buia e tempestosa.
Ah, le donne!
Adesso si tratta di fare la spesa per il pranzo al sacco da portarsi in spiaggia.
(Andrea)