La luna illuminava le quattro grandi statue di Abu Simbel.
Al suo pallido chiarore si riusciva comunque a distinguere la piccola
sagoma di Nefertari "la bella che viene da lontano " posta sotto la
ciclopica statua del marito Ramsete II.
Il rumore delle mille voci e dei mille passi di turisti accaldati e
straniati era adesso svanito.
Il deserto si era riappropriato del silenzio.
" Siamo tornati Padre, siamo ancora con voi Madre " mormorò il Grande
Architetto Ka Twitdyrd uscendo dall'oscurità di una duna e avvicinandosi
al tempio.
Dietro ad una duna più grande, la grande capsula spaziale del pianeta
EgyP3 ronfava in attesa di accogliere al suo interno tutto il complesso
templario di Abu Simbel e di riportarlo nel pianeta dei Padri.
Stavolta però il tempio non si sarebbe spostato di soli quattrocento metri
come erano riusciti a fare 50 anni prima i terrestri per salvarlo dalle
acque del lago Nasser.
"No - pensava Ka Twitdyrd - stavolta Ramsete II e Nefertari sarebbero
tornati a casa , a 22 anni luce di distanza........... e adesso quel
maledetto immenso meteorite poteva pure schiantarsi sulla Terra e
distruggerla".
(Pier Giorgio)