Personaggi:
Fulvio: Petone
PG: Pigicrato
Carlo: Carlibulo
Alessandra: Aleximena
Claudia: Cleusia
Marco: Markomenos
Sergio: Serpione
Joe: Biofido
Duccio: Ecchecrate
Alberto: Alzhibulo
Cecilia: Cecistrata
Piergiorgio: Georgolito
L'Ippolita, ovvero della Cavalla (1)
Pigicrato: Salve, amici, vi vedo intenti in una discussione, ma - giungendo solo ora da un trekking sul Monte Ida - non so quale sia l'argomento. Petone stava forse ancora discettando dell'immortalità dell'anima e del luogo donde essa n'esce dal corpo quando l'uomo muore? E ancora sostiene che tra i plurimi orifizi che l'uscita le consentirebbero, da quello men nobile e più oscuro essa se ne fuggirebbe per raggiungere l'Ade?
Alzhibulo: Si discuteva, mio saggio e buon Pigicrato, di ben diverso ma non meno nobile argomento.
Petone: Ebbene sì, amico mio, di una ippocritto. Ché Alzhibulo qui sosteneva che se si parla di un piccolo quadrupede subito s'abbia a pensare ad una cavallina ancorché l'aedo abbia voluto nomare la sua ode alla CAVALLA...
Alzhibulo: Attento, o Petone, ai falsi sillogismi. Che se io dico PETONE E' MORTALE, LA DONNA E' MORTALE fallerei s'io concludessi che Petone è una donna...
Pigicrato: Ne convengo, o Alzhibulo. Altro sarebbe dire PETONE E' MORTALE, L'ASINO E' MORTALE.....
Alzhibulo: No, o saggio amico, anche tu così facendo rischi di cadere nella trappola del falso sillogismo!
Carlibulo: (entrando affannato) Scusate, o amici, se giungo sol ora - e dico giù-ngo perchè vengo dall'Acropoli, che se dal Pireo io venissi avrei detto sù-ngo, visto che siamo a mezza via tra il mare e la collina....Sentivo parlare di... rischi a go-go, chi paga da bere?
Alzhibulo: No, Carlibulo, si dicea che se si parla di un piccolo quadrupede vien prima di pensare alla CAVALLINA non fosse che per la poesia...
Carlibulo: La poe...sia? Ah, sì, Il corvo, del barbaro Edgara'llano...
Pigicrato: Vedo che si è fatto già il tramonto e forse convien che si rimandi a domani il seguito, quando vi saranno anche Aleximena e Cleusia e Ecchecrate e Marcomenos e Biofido.
Alzhibulo: A domani, dunque.
Carlibulo: A do-mani o a do-piedi per ma ve bene lo stesso.
(Escono)
(Alberto)
Ombre (2)
Petone: ....e così ciò che noi vediamo non è realtà, ma ombre. Simulacri...
Carlibulo: Acri veri o simulacri? Non comprate, questa è una sòla, anzi due!
(Cleusia si avventa sull'ombra di Petone e comincia a calpestarla furiosamente)
Petone: CarCarlibulo, per una volta cerca di non sviare dal suo corso il discorso. Qui si parla di filosofia della natura, non di terreni. Comprendo che l'argomento sia al di là delle tue (scarse) capacità, ma potresti avere un po' di pazienza.
Ecchecrate: Ecchevvordì, pazzienza! Si nun te fai capì, mica sarà corpa de quer deficiente de Carlibbulo, no?
Marcomenos (compiaciuto): Ecco, io credo che potrei spiegare la teoria di Petone con un gioco, che ho creato per l'occasione e che potrei chiamare, che so..
Petone, Carlibulo, Ecchecrate, Aleximena, Serpione, Alzhibulo, Pigicrato, Biofido e Cleusia (in coro): Kriptografia!!!
Marcomenos (seccato): Sì, certo, kriptografia, ma come avete fatto? Immaginate dunque di voler comunicare un concetto a qualcuno, ma senza descriverlo in dettaglio, anzi, pensate di voler procedere obliquamente, per allusioni, per richiami a cose già note, a frasi che forse non hanno un senso univoco, e che proprio questa loro ambiguità permetta l'individuazione dell'idea. Avete capito?
Gli altri (in coro): Sì!!!
Marcomenos (ignorandoli): Bene, allora dovrò spiegarmi con un esempio. Per aiutarvi non vi darò solamente l'indizio, ma anche il numero delle lettere di cui si compongono le parole che descrivono l'idea a cui sto pensando. L'indizio è "Avanti al centro", penta e...
Aleximena: Bruno Giordano!
Petone: Oi cazzaroi! Aleximena, per una volta, lasciaci almeno il tempo di provare!
Ecchecrate: Eccheccazz, a Peto', ma datte 'na regolata, ma tte pare er modo de parla' a 'na domina quale Aleximena?
Fior de verbeeeenaaaaa,
che me te magno sempre dopoceeeenaaaa,
guarda quant'è bbona Aleximeeenaaaa,
che cià 'n sorriso che manco 'na jeeeenaaaaa....
Aleximena: E l'ambiguità e' con Giordano Bruno, gran pensatore della natura, laddove il primo era un atleta di straordinario talento, che svendette per un pugno di talenti.
Marcomenos: Brava Aleximena, anche se hai ricordato un triste episodio, le cui conseguenze funestarono a lungo la vita della piu' grande compagine che gli dei abbiano ammirato, dal momento in cui Kronos iniziò a sbranare i suoi figli. (Marcomenos piomba in uno stato di profonda depressione. Gli altri, turbati, escono)
(Marco)
Della correttezza (3)
CLEUSIA: Ti vedo perplesso e meditabondo, o Alzhibulo, come uno che avendo dolore ad un piede si senta, perciò, Edipo tebano...
ALZHIBULO: Ebbene no, o Cleusia, e poi il mio piede è solo acciaccato, non forato: stavo tra me e me dibattendo su ciò che, nelle azioni degli uomini, sia corretto e ciò che corretto non sia.
ALEXIMENA (entra soffocando uno sbadiglio): Buongiorno, amici. No, grazie, io il caffè non lo prendo corretto.
CARLIBULO: Kalimera tò pantou's, a proposito di cor-retto, ecco giungere anche Petone.
ALZHIBULO: Ecco, qui vi volevo. E' golemisticamente corretto che un uomo, che pure è ritenuto timorato degli dei e onesto cittadino di Golepolis, si svegli un mattino e decida di dialogare e non già solo con se stesso (che allora non un dialogo sarebbe ma un monologo, che se poi dialogasse con sua moglie - che è di lui la meta' - sarebbe un semiologo) e neanche con uno solo di voi, che allora sarebbe un biologo, ma con tutti voi e mettesse a ciascuno in bocca frasi e pensieri che essi - cioè voi - non pensate anche se potreste pensare, e vi attribuisse dei nomi che pur somigliando a vostri nomi, di quelli - cioè dei nomi - sono solo ombre (Cleusia ricomincia a calpestare furiosamente l'ombra di Petone) e cioè simulacri... (prende qualche cosa dalla veste e la inghiotte rapidamente)
TUTTI (in coro): No, o Alzhibulo, la cicuta no!
ALZHIBULO (sconcertato): La ciché? Ah no, miei devoti amici, quale cicuta, è Prozac....
MARCOMEMOS (cavando dalla manica un a'baco): Dunque se un simulacro è pari a un terzo di stadio - Alée ohoho Alée ohoho Forza Lazioooo - un simulettaro...
CARLIBULO (seccato): Ecco chi è scor-retto, o Marcomenos: cominci a copiarmi le battute....
petone: Ho qui una domanda indomita da domare: chi ha battuto la Fiakka?
CLEUSIA: Io credo che non si debba - con il pretesto della correttezza - porre vincoli e ceppi alla fantasia di ciascuno di noi...
ALEXIMENIA: E poi, nulla può più turbarci, dopo che Petone ci deliziò con uno dei suoi trastulli lessicali sulle fermate che gli atleti delle velocissime corse sui carri tirati da 1500 cavalli fanno alle stalle per cambiar i ferri ai destrieri e rifocillarli con la biada...
CARLIBULO: Ah ecco, amici, quei trastulli lessi-cali non li lessi-affatto...
TUTTI (in coro): Un'altra volta, o Carlibulo, un'altra volta....
(Alberto)
Il frutiore o dell'anagramma (4)
ALZHIBULO: Ho udito, o amici, che si è aggiunto a noi, che siamo soliti frequentare questa agorà per il solo gusto della parola in libertà, tal Vasco di cui però non ho bene inteso il cognome. E ho udito che usa anch'egli parole in libertà, ciò che è - ne converrete tutti - un suo diritto. E poco vale il protestare che le sue parole son acide e non giocose, astiose e non lievi: anche questo è un suo diritto. Quello che invece mi colpisce è che nell'usare le sue asprigne parole è incorso in un lapsus, quello che Stefanòs chiamerebbe anagramma involontario: anagrammò FUITORE e ne cavò FRUTIORE. E qui l'amico Vasco si è tradito. Egli è in realtà quello che il maestro Socrate rese immortale con lui discettando su come non fosse degno di un uomo ligio alle leggi dello stato sottrarsi a quella pena che lo stato gli aveva comminato.
ECCHECRATE: Aho', 'a Alzhibbulo, ce stai a dì che er Vasco sarebbe Craxi? Nun ce posso crede...
ALZHIBULO: No, mio prediletto Ecchecrate, non si tratta dell'Esule Africano, anche perché l'anagramma del suo nome non è pertinente.
PETONE: E allora di chi si tratta dunque?
ALZHIBULO: Tentate ancora amici miei.
MARKOMENOS: ZEMAN = MANZE! Ecco un anagramma!
CLEUSIA: KANT = TANK, cioè "bidone", eccone un altro!
CARLIBULO: MARTA , che anagrammato fa TRAMA e qui sotto una trama c'è!
CECISTRATA: Io ce l'ho qui sulla punta della lingua, ma devo sistemare gli armadi e non ho tempo di ricordarmelo!
PIGICRATO: Io osservo, sorrido e taccio....
ALEXIMENIA: Ecco, lo so! Vedete amici che aver fatto il classico serve: IL CRITONE! Che anagrammato fa....
ALZHIBULO: (interrompendola) E' così.
(Tutti ridono, meno uno)
(Alberto)