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ORIGINE di VILLA di BRIANO-La REGGIA di RE POTO ( il Longobardo,dalle lunghe lance,Ferramanu, da cui Frignano) -

CORTE BIZANTINA LONGOBARDA del DESPOTA POTO di BISANZIO(REX LANGOBARDORUM-

da cui Corte delle LUNGHE LANCE-FERRAMANU. FREYANBURG-BORGO di VENERE AVRIL, FREYA, mitodegli

antenati dei Puoti e degli Aprile di Saint Genis Saintonge detti Beinstein Hohenstaufen).Re Poto, era nipote di Re Desiderio,

Pothos significa infatti Desiderio.

PALAZZO DUCALE PUOTI-Villa di Briano-dei Principi  Poti (Puoti)di Costantinopoli- Duchi di Benevento-Avellino, discendenti di  Re Desiderio  e del nipote Principe Re Poto , figlio di Re Adelchi.Poto  di Castelpoto,Principe di Corte Ferramanu oFreyanburg-Frignano-attualeVilla di Briano

(dal Principe Longobardo Brienno oBrian ,nipote di Re Poto, antenato della Principessa Yasmin).

(Archivio Re Desiderio-Fondazione Longobarda-Bizantina)

BIOGRAPHY-

Princes Avril de Burey Anjou Hohenstaufen Poti

PRINCESS YASMIN von HOHENSTAUFEN AVRIL BUREY d'ANJOU Puoti

UNA PRINCIPESSA di NOME DESIDERIO.

(POTHOS, in greco DESIDERIO)

PUOTI deriva da POTO, ovvero dal Principe POTHOS, nipote di RE DESIDERIO:

POTHOS significa infatti DESIDERIO.

La Principessa Yasmin Gelsomina  Aprile von Hohenstaufen Puoti , discendente diretta del Principe Potone (DESIDERIO), o Poto, detto Baud, nipote di  Re Desiderio, attraverso la nonna paterna ed il nonno materno,  e' nata nell'Antica Corte Ferramanu del Principe Poto, tra cui il  Palazzo Ducale Puoti di Villa di Briano(Freyanburg  Frignano) il 15.6.46-Era la Dinastia dei Re Longobardi Lithingi di Teodolinda e Re Desiderio. I Principi Poti o Puoti erano i diretti discendenti di Adelchi  e del figlio Potone cui apppartenevano   anche le linee   del Celebre  Chirurgo Marchese Francesco Puoti e pronipote del Marchese Giovanni Maria Puoti  Magistrato Presidente e Vicario del Regno presso la Suprema Corte di Giustizia, da cui discendeva la nonna paterna Giovanna Puoti -della linea Colonna di Stigliano e la stessa madredella Principessa Yasmin.

La Dinastia di Re Desiderio era imparentata con i piu' antichi e prestigiosi Casati Imperiali d'Europa ed i principi Poti o Puoti erano connessi ai Visconti , Della Gherardesca, i Colonna, Pallavicini, Pignatelli,Aragona-Capece -Borbone-Lascaris Ventimiglia Macedonio ed i nonni materni Allegro - Puoti Obrescov  Perelli Filomarino Caracciolo -Aragona-Avalos-Sangro-Ventimiglia-Ruffo-Macedonio. La Principessa Giovanna Puoti aveva sposato il Principe Curlandese Vincent Aprilov Hohenstaufen von Buren Kourland , italianizzato da Re Vittorio Emanuele nel 1873, diretto discendente della linea anglo svevo russa des Avril de Burey d'Anjou (Angoumois) che traduceva Veiblinghen Buren Hohenstaufen Plantagenet , linea di Federico figlio di Isabella d'Anjou e Federico II. (I figli di Isabella d'Anjou e Federico II-Die Zeit der Staufer)Avril de Burey d'Anjou -Genealogie Ordine della Sacra Colomba Avril de Saint Genis Saintonge- Genealogie degli Youssopov - Estherazy-Dolgoruky-Centro Genealogico dei Mormoni(Boston) Supremo Consiglio Logge Madri Legittimo Scozzesismo.Archivi Lanza-Savoia Uksull- Minghetti, Von Bulov.Elspis von Schwarze, Julie von Schwaben -Hohenzollern( La Sindone e Le Bende di Cristo presso gli Hohenstaufen edito ECP)

ORIGINE DEI PUOTI o Poti-di Castelpoto

-Re Longobardi-Principi di Costantinopoli

(Istoria Antichissima  citta' di Suessola  e del vecchio e nuovoCastello di Arienzo-

Nicola Lettieri-1778:Origine dei Principi Puoti)

Puoti o Poti -Principi di Castelpoti-duchi di Benevento, Caserta, Avellino.

La Dinastia Puoti -Principi-Duchi Marchesi-Patrizi- discende dal Re dei Longobardi  Radelchi

"Nec Laeditur" 

Sotto il segno della Pietra Santa (Saintonge-Avril de Saint Genis-"Fortis Renascitur Proles") e di Fortis  il Potente o Boaz , che era anche  antenato di Stupor Mundi."

 

 

I Puoti, Principi  duchi -patrizi ,  erano nipoti e discendenti diretti di Re Desiderio, Re Adelchi , Re Poto(Baud Patricius ,Flavius ) , Re Radelchi, Re dei Longobardi.(Principi Poti o Puoti  di COSTANTINOPOLI, di Santamaria a Vico, di POTITO in Abruzzo, ad Alife -Telese(BN), e Potito di Avellino)

 

____________

Basilica San Salvatore, fondata da Re Desiderio 753

Re Poto,figlio di Re Adelchi.

 

 Re  Desiderio,Re  Adelchi,ed i figli Principe Poto Rex Langobardorum, detto Baudo(capostipite dei Puoti ,antenato della Principessa Yasmin)  con il fratello Principe Answaldo : Donazione dei  Mulini.

__"Che nelle Nostre Terre non esistano indigenti! A ciascuno sia pagata la giornata , non in misura del raccolto. Al malato sia data UGUALMENTE LA PAGA, assistenza  medica  e conforto "!Re Desiderio -Re Adelchi ed i figli -Re Poto(detto Baudo)-Principe di Costantinopoli, di Castelpoto, duca di Brescia (Capostipite dei Puoti)ed il fratello Vescovo di Brescia Answaldo

www.biblio-net.com/lett_ita/docs/adelch_r.htm

Manzoni, notizie storiche dalla tragedia Adelchi.

 

Principi Puoti 

LO STEMMA Avito  dei Puoti era il Serpente azzurro di Re Desiderio.

                                                                   POTI(Puoti)

 

 

O lo Stemma dell'Aquila bicipite d'oro su rosso .

 

 

Princes Puoti

(Princes Desiderio)

de gueules ,à l'aigle bicephale     

         

     DESPOTA

  Princeps Bisantii Patricius Romanorum

Potis

Rex Langobardorum

 

 

Altra Arma era il Leone di Fortis  su campo azzurro con il braccio , la cui mano simulava la bocca del serpente(Simbolo dei Re taumaturghi).Lo stemma alludeva ad una delle fatiche di Ercole  che vinse il Leone. La Dinastia di Re Desiderio custodiva i misteri del Culto di Ercole(Gens Potita o Potitius  Romana).e nil bscione entrò a far parte dello stemma dei Visconti:
i narra che l’antenato dei Visconti era anche l’ultimo re dei Longobardi, il suo nome era Desiderio. Durante una guerra Desiderio decise di riposarsi e s'addormentò su un prato. Dopo alcune ore i suoi soldati temendo che il loro re stesse perdendo troppo tempo, decisero di svegliarlo. Avvicinandosi al re però, s'accrsero che gli s'era arrotolata sulla testa una vipera, e per paura che potesse morderlo, decisero d'aspettare il risveglio al suo filmente Desiderio si destò, e la vipera scivolò via in mezzo ai cespuglcorve. L’avvenimento procurò parecchio scalpore e dopo ore di dibattiti decisero che si trattava di qualcosa di miracoloso, Desiderio allora decise di porre l’effigie della vipera nel suo stemma, così, di generazione in generazione arrivò fino a M

 

King Desiderio(† Corbie 774 ca) nonno  di King Pothos(Desiderio)

 

*******

 

A Costantinopoli la dinastia Poto(Da RE Pothos o Desiderio, figlio di Re Adelchi) si chiamo' anche Teodoro o Teodate , Principi di Bisanzio.

Re  Poto Rex Langobardorum et Patricus Defensor Romanorum , aveva il Rango di Divus ,

Flavius, Jocundus ,Arghiros(Ossia Ari-Ghiros Rango di "Signore degli Anelli", secondo la mistica pagana graalica dei Longobardi)

Il Principe Bizantino  Poto Argiro fu a Comando dei  Generali Bizantini.

(da  Re Poto ebbe origine anche la linea dei  DESPOTA-des-Pota-Catapani Principi e duca di Bari e delle Puglie, Imperatori di Bisanzio Argeadi o Argiro)

fino ai normanni, con cui erano imparentati(Sikelgaita Principessa  di Salerno, discendente di Poto era la madre di Ruggero II, primo Re di Sicilia))

CastelPoto o Castrum Potonis (Chronicon Anonimi Salernitani)

Il vero cognome di Puoti e' Adelchi (Ossia Dalla Pietra Alke', ovvero Da Fortis-Boaz )Discendevano dal Principe Potone , il cui vero nome era Adelchi

Principe Potone capostipite dei Puoti, Nipote di Re Desiderio, antenato della Principessa Yasmin.

da Breve Storia di Brescia http://digilander.libero.it/Marisau/Breve storia di Brescia.htm

 

"Due duchi di Brescia furono eletti re dei Longobardi: ROTARI, riordinatore delle leggi longobarde e  DESIDERIO, sotto il quale si compì la catastrofe della monarchia longobarda, nel 776.Desiderio nutrì uno speciale affetto per questa città e ne rimangono testimonianze alcune importanti costruzioni,come  la Basilica di San Salvatore  e il monastero(oggi museo) di Santa Giulia,l'acquedotto o canale maestro delle Fontane,i ricchi doni  da lui fatti al monastero citato, tra cui ancora oggi è ammirata la Croce di Desiderio....A Brescia fu educato il figlio di Desiderio, Adelchi, suo compagno negli ultimi anni di regno e nella lotta contro i Franchi. Nel monastero di Santa Giulia(di cui era abbadessa Anselberga.una delle figlie di Desiderio) si rifugiò un'altra figlia di Desiderio, Ermengarda, che aveva sposato CARLO MAGNO e che fu da questi ripudiata ;qui  ella morì di dolore.Sulla sua morte il Manzoni fece una delle scene più patetiche ed ispirate del suo Adelchi. In questo luogo,inoltre, volle esere rinchiusa e poi  sepolta Ansa,moglie di Desiderio,dopo che ebbe perduto il marito e il regno, e il figlio ramingo.Lasciò per testamento al monastero la sua corona regale fregiata di gemme preziose e le sue vesti auree.

Un nipote di Desiderio, Potone,tentò una resistenza contro il nuovo invasore,ma Carlo Magno mandò il figlio Pipino, che aveva nominato re d'Italia, ad assediare la città; venne inviato in nome del re un conte palatino, Ismondo,uomo valoroso ma feroce, che in breve fece prigionieri Potone e molti nobili, che poi vennero impiccati.[ll"Campo Carlo Magno" sul passo di Campiglio ricorda l'attraversamento delle Alpi da parte dell'imperatore Carlo Magno: il re dei Franchi vi combatté "contro pagani ed ebrei. Non raramente allora gli ebrei erano in possesso di castelli". Carlo Magno fece uccidere il Signore di Forte Iseo "perché non volle né sottomettersi, né accettare la fede cristiana". Per lo stesso motivo fu ucciso anche il re Carnerus, possessore del Castello Braitino, oggi Brenno. Non altrimenti andò agli altri castellani ebrei delle valli vicine (Atz)]."

-Castel Poto- del Principe Potone, detto anche Castello di Arechi a Salerno-

I Puoti , come conferma anche iscrizione funeraria che si trova nella chiesa Puoti, detta "Pietra Santa"-da Saintonge Avril de Saint Genis - in Napoli, sulla Tomba di un Giovane Sacerdote  della Casa dei Principi Puoti, discendevano dal Re Longobardo Adelchi , attraverso il Principe Radelchi Junior detto   Poto o Potone di Castelpoto, detto anche Despota-.(ossia principe, dinastia sovrana) , per distinguerlo dallo Zio e dal  Nonno  Radelchi .Il termine Poto  deriva da Alkè o Adelchi, Pietra Alkè da Fortis o Anfortas o Boaz , detta Avril de Saint Genis Saintonge o Beinstein - Pietra Santa -in Svevia detti Hohenstaufen- dal Titolo della Regalità Trascendente che diede nome anche al Castello della Dinastia sveva, ma anche alla Dinastia longobarda..  Dalla Dinastia di Boaz o Fortis discendeva oltre che Adelchi, la stessa  madre di Potone, principessa  merovingia che  per la consuetudine di trasmettere la regalità anche per via femminile, chiamò il figlio  con l'epitome il Potente,il Forte, da cui Poto o Potone. (il motto della Pietra Santa o Avril de Saint Genis Saintonge era "Fortis renascitur Proles").

Non a caso nella Cappella Avril  de SaintGenis Saintonge, oltre all'aquila sveva, si nota una plaque con il Leone Davidico dei Puoti (vedi anche stemma di Grifone Aprilis les chanoines il Leone davidico o il Leone di fronte al Grifone, per indicare il Melkisedec-come dallo stemma della Cloche  de Lyon della Principessa Anna Aprile ). Alla medesima mistica  essenica   appartiene Petra Alkè o Pietralcina, ed il fiume Poto che prende il nome dalla linea di sangue dei Re Radelchi.

***

La Dinastia Puoti è dunque strettamente connessa  alla Dinastia Beinstein- Hohenstaufen ( da cui derivò il nome )anche per l'ascendenza comune da Sonichilde , principessa Bavarese e da Teodolinda .

***

Genesi dei Principi duchi Puoti dal Principe Longobardo Potone,figlio di Adelchi, nipote di Desiderio e Radelchi Re longobardo , (cognato di Tassilone di Baviera connesso a  Sonichilde, madre del Principe  Grifone ,antenato di Federico II)di Castel Poto  Castrum Potens- Petra Alke o Pietra Santa o Petri Roseti che sorgeva  nei pressi della Contrada Santo Spirito  . Castel Poto che rimase sotto la tutela degli Abbati della Dinastia Longobarda , fino al 900 e poi ai discendenti del Principe Poto che  anche sotto Atenolfo I di Capua  mantennero  i loro castelli e domini fino allXI sec.Con l' occupazione normanna ,il Duca Ugo de  Potis  de Puoti o di Castiellopotonis  stipulo' la pace tra Normanni e Beneventani .1114 (Chronicon di Falcone Beneventano). I de Puoti, come risulta dagli Annali , sotto i Normanni si videro aumentare considerevolmente i loro possedimenti.Familiari dei Normanni li seguirono a Bari  nel Sud Italia , a  Gerusalemme e in Siria. Il loro Totem era il Leone d'oro Davidico ed il braccio  la cui mano simulava la bocca del serpente, simbolo avito di RE Desiderio,stirpe dei Lithingi  e dei Re taumaturghi. Il Loro motto: Nec Laeditur! Familiari degli Aragona, Colonna, Macedonio-Pallavicini, Pignatelli, Caracciolo, Perelli Filomarino, Avalos -(Dinastia di Santa Maria a Vico, ove era custodita l'avita iscrizione su una antichissima Pietra  in un maniero dei Puoti)   Nella Dinastia dei Principi Puoti di Costantinopoli , si estinse quella  del

 ramo  Plantageneta  detto Palmieri.Dinastia di Medici- Chirurghi-Giuriconsulti-Scrittori-Vescovi .Dai Principi duchi  Puoti  discende, tra l'altro, il famoso Marchese purista Basilio Puoti, avo  della nonna paterna e del nonno materno  della Principessa Yasmin. 

*** 

 Il Principe Potone ,( detto anche Baud,che significa Fortis, vedi FORTIS RENASCITUR PROLES ,motto della dinastia Avril de Saint Genis )  nipote di Ermengarda ,e della Sorella Adelsberga,Badessa nell'Abbazia del Salvatore o di Santa Giulia Brescia ,costruita dalla nonna Regina Hansa(significa GIOVANNA della linea Alke-Boaz,quindi e' la capostipite delle Principesse Giovanna  Puoti che ha dato i nomi ai diversi Giovanni PUOTI, dal nome di un figlio di POTONE,Principe di Costantinopoli ,Giovanni Poti), discendeva dalla linea di sangue del Graal , detta Pietra-Alke'-Pietra Potente .Pota o Potta significa infatti Graal o Vaso-Coppa .Non a caso Castrum Potonis sorgeva sul tempio di Venere (Avril Aprilis Aphros o Venus Genitrix che ,nelle Carte del Graal ,si chiama Fortis ed ecco perchè, in codice , la dinastia Fortis  rinasce sotto il nome di Avril de Saint Genis Saintonge o Beinstein- Buren -Veiblinghen- Hohenstaufen) - Da "Il  Genoma del Graal " ed- European Council of Princes- di Yasmin von Hohenstaufen

Villa di Briano-Ce-(antica Freyanburg-Borgo di Freya o Afrodite, Aphros,Aprile)Tutto il Complesso sorgeva sulla Corte del Re Longobardo Desiderio, detta Castrum  Ferramanu del Principe Poto . Il Palazzo giallo ocra , dove e' nata Yasmin ,era l'avito  Castrum Potonis .Da Frignano (Freyanburg longobarda)muto' il nome

in Villa di Briano, dal nome di Brian, il principe Longobardo , nipote di Re Poto

  Memorie

http://www.sardimpex.com/colonna-stigliano.htm

 

 FONDAZIONE RE DESIDERIO

Tratto da Biografie dei Vescovi Alifani - http://spazioinwind.libero.it/mgiugliano/ -

58. CARLO PUOTI. – Nella nobile famiglia dei Poto (italianizzata in Puoti), signori di Castelpoto, nacque in Napoli il 12 Giugno 1763 dal marchese Gian Maria, giudice della Gran Corte della Vicaria, e da Anna de Masi patrizia leccese. La patriarcale famiglia era composta di nove fratelli e due sorelle, e dei primi, cinque si dettero a vita religiosa. Don Carlo era zio di Basilio, il famoso «purista» della lingua italiana, ed era nipote di Antonio arcivescovo di Amalfi, al quale lo affidarono i religiosi genitori affinché ne curasse la formazione. Ne venne il primo periodo di studi, e gli restò nell’anima un’impressione incancellabile: lo zio lo condusse ad Arienzo a baciare la mano a s. Alfonso. Questi gli pose le mani sul capo, e previde in lui il santo sacerdote e vescovo.

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Entrò fra i Redentoristi. I Puoti ne erano benemeriti, in quanto un altro zio, mons. Giuseppe Puoti, ne aveva fatto approvare la regola. Vi completò gli studi. Fu ordinato prete, e si distinse subito in conferenze e missioni. Il 16 Marzo 1791 fu ricevuto nella compagnia di Bianchi della giustizia, e quando per i truci assassini ostinati nell’odio, c’era la pena di morte, i Redentoristi e i Bianchi dicevano: «Questo è boccone per don Carlo». Fu sempre fedele a Casa Borbone, nel cui assolutismo vedeva la fermezza paterna.

Nel 1818, con biglietto di Re Ferdinando I veniva nominato arcivescovo di Rossano in Calabria, e nel concistoro, Papa Pio VII convalidò la nomina. Per ragioni di salute chiese il trasferimento, e Re Francesco I, il 30 Maggio ’26 lo trasferì ad Alife-Telese. Nel concistoro del 15 Luglio, Papa Leone XII convalidò l’atto. Il 13 Agosto ’26 venne a Piedimonte, e prese possesso di Alife, ma ritardò il possesso a Cerreto al 22 Marzo ’27. Risiedé abitualmente a Piedimonte, capoluogo del distretto, e in ogni Pasqua si recava a Cerreto.

Affabile nei modi e di sentità umanità, dava udienza a chiunque in tutte le ore. La sua liberalità era tanta che sembrava prodigalità. Disse a un debitore che gli restituiva una somma: «Benedetto Dio che provvede a tempo. Domani non avea che dare ai poveri». E molto dette nell’alluvione del 1841. Schivo di ogni mostra, non permise si facesse il suo ritratto.

Contribuì signorilmente nel rifare il campanile della cattedrale di Cerreto, diroccato nel terremoto del 1805; contribuì al restauro delle vie che portano a Guardia Sanframondi, all’antica cattedrale di Telese, e per quella dietro il giardino dell’episcopio. Donò arredi alle due cattedrali, e per quella di Alife affrontò forti spese nei restauri. A Piedimonte, in S. Maria Maggiore ordinò il pavimento del presbitèrio (c’è lo stemma), e le due artistiche balaustre a intaglio presso gli altari del Sacramento e di s. Marcellino.

Vacato il beneficio di S. Caterina in Alife, lo divise (su proposta del Comune) in sei posti, e aggiunse i sei cappellani nominandi ai mansionari, e nel ’40 anche all’Annunziata; a incrementare la pietà in S. Maria fondò l’associazione del Cuore di Gesù, l’8 Dicembre 1836 istituì l’Opera della Propagazione della Fede, e il 14 Giugno ’40 benedisse il cimitero di Piedimonte. Nel ’33 riunì il clero di Sant’Angelo in recettizia, e concesse la mozzetta all’arciprete di San Gregorio.

Devoto e pio, osservò fino alla morte i digiuni quaresimali, e nel cholera morbus del 1837, il 26 Giugno, fece uscire le processioni di penitenza dei santi patroni di tutte le quarantatré parrocchie delle due diocesi. Egli, a Piedimonte, seguì s. Marcellino e s. Rocco a Porta Vallata e, di fronte all’apprensione del popolo, offrì a Dio la sua vita purché fosse scampato quello.

Assai stimato a Napoli dove aveva accesso alla reggia, e da dove venne due volte il Card. Ruffo a Piedimonte a visitarlo, lo fu anche a Roma. A Papa Gregorio XVI non sfuggì la santa vita di lui. Appena eletto, nella lettera del 16 Aprile 1831 si raccomandava alle sue preghiere: «…Fraternitati tuae, a cuius pietate fructum deprecationis uberem, et utilem a studio pastorali operam speramus». E lo stesso papa, nel Maggio ’39, in occasione della canonizzazione di s. Giovan Giuseppe della Croce, lo invitò alla cerimonia a Roma.

Morì di colpo apoplettico, la sera del 14 Marzo 1848.

Pubblicazioni: lettere pastorali in latino, fra cui: Ep. Past. ad archiepiscopalem ecclesiam rossanensem (Romae MDCCCXVIII), altra Epistola per l’ingresso nelle diocesi di Alife-Telese, orig. presso la raccolta del dottor R. Di Lello in Piedimonte.

Bibliografia: AC 54 f. 523; P. Dat. 189, 1826 f. 1-11, da cui Ritzler-Sefrin VII, 68, che porta il trasferimento ad Alife, al 3 Giugno; Gams: Suppl. II 9; manoscritto di S. Maria Maggiore 618; Rossi: Catalogo 211; Iannacchino: Thelesia 286; Vaiani G.: Elogio funebre di mons. Carlo Puoti nei suoi funerali, il 16 Marzo 1847 (Napoli

*********

Non sembra suscitare dubbi l’etimologia del nome di CASTELPOTO.
Il paese avrebbe preso il nome da Potone, duca longobardo, nipote del principe Radelchi di Benevento e che fu prigioniero di Siconolfo di Salerno entrando a far parte in uno scam-bio di prigionieri nell’anno 844, come si rileva dal “Chronicon Anonimi Salernitani”.
Oltre queste esistono altre due interpretazioni circa l’origine del nome Castelpoto.
La prima del Rev. De Mennato che, considerando la posizione geografica del paese, domi-nante sul tracciato della Via Latina, ne fa derivare il nome dall’etimo latino “Castrum Po-tens”.
L’altra è avvalorata da un memorialista napoletano sulla base di un’iscrizione funeraria che si trova nella chiesa della “Pietra Santa”, in Napoli, sulla tomba di un giovane sacerdote di casa Puoti.
Sulle origini di CASTELPOTO non è possibile, allo stato attuale, avere notizie precise.
È probabile che sia stata abitata fin da tempi molto antichi.
Sembra che il primo nucleo abitativo, tenuto conto della presenza di sorgenti perenni e di un’ampia fetta di territorio pianeggiante, fosse da localizzare alle contrade Motta e Santo Spirito.
La vicinanza con Benevento e la posizione predominante sulle Via Latina e Appia, giustifi-cano a sufficienza la presenza di resti di epoca repubblicana e imperiale.
Già nel secolo scorso, Mommsen aveva catalogato (rep. n. 1704) un’iscrizione in lingua latina rinvenuta nel territorio di Castelpoto
D. M.
VIBBIAE. PRIMA
E. VIBBIA. SAE
CUNDA. PATRONAE. B. M. F.....

Castelpoto durante il primo periodo della dominazione longobarda non doveva essere altro che una dipendenza di Benevento; e tale dovette restare fino al IX secolo, quando fu dato come feudo, dal principe Radelchi, signore di Benevento, al nipote Potone.
Nel corso delle lotte per la supremazia sul principato beneventano, Potone, poiché si era schierato, a quanto pare, con la fazione che faceva capo ai signori di Capua, fu privato del ducato e le sue terre furono concesse all’abbazia di Santa Sofia di Benevento.
Castelpoto resta, così, sotto la signoria degli abati fino al 900.
Ma quando Atenolfo I di Capua, dopo aver sconfitto Radelchi II, divenne signore di Benevento è molto probabile che i discendenti di Poto siano rientrati in possesso dei loro castelli e domini e che li abbiano mantenuti fino all’XI secolo, data della conquista nor-manna.
Il Mellusi parlando dell’origine longobarda di Castelpoto ebbe modo di affermare: “Castelpoto, castrum Potonis, sospeso sul fiume, serba non solo nel nome l’impronta del-l’origine Longobarda, se è vero che il costume degli abitanti restò proclive alle vendette”.
Agli inizi dell’XI secolo l’Italia meridionale fu invasa da un nuovo popolo di guerrieri e di predoni provenienti dal nord dell'Europa: i Normanni.

Palazzo ducale  Puoti di Villa di Briano(Freyanburg o Frignano)

 

I Puoti o Des Pota di Costantinopoli oltre che Patrizi e Marchesi furono duchi -Principi -Re:discendevano da Poto Principe -duca e Signore di Benevento, Caserta e Castelpoto, nipote di Radelchi Re dei Longobardi.

(Fondazione Principessa Giovanna Puoti Aprile von Buren Hohenstaufen di Curlandia )

 

La Principessa Gelsomina Yasmin Aprile von Hohenstaufen  Puoti  ,pronipote  dei Principi Longobardi Puoti,o Des Pota di Costantinopoli  o Poti di Castelpoto, pronipote di Re Radelchi ,discende dai Principi Avril de Saint Genis Saintonge detti Beinstein Hohenstaufen.

Palazzo Puoti,una delle Residenze della Famiglia Aprile von Hohenstaufen Puoti  dove il 15 giugno 1946 e' nata la Principessa   Gelsomina  Aprile von Hohentaufen Puoti .Erano i giorni del Corpus Domini :le strade erano un tappetto di rose e foglie di limone .La Corte del Palazzo del Principe Puoti e le scale di marmo antico profumavano di mirto e di malvarosa .Il sole di giugno brillava tra  gli arazzi  bizantini, esposti  sui davanzali del Palazzo , per la Processione del Corpus Domini. Un Giorno Gravido di Premonizioni.

Nasceva Yasmin  che un giorno avrebbe restituito al mondo la vera immagine del Corpo di Cristo, scoprendo le Bende di Cristo,  proprio dietro ad una Arazzo russo degli Avril de Burey Anjou, gli Hohenstaufen Plantagenets , detti Buren Curlandia, che ereditarono la Sindone e le Bende dall'antenato  Federico II. 

*Solo sette mesi prima , ancora nel grembo della mamma Filly,Principessa Allegro von Hochstaden,Duchessa  von Hostade , era scampata alla fucilazione nei  drammatici episodi di rappresaglia  tedesca contro il Borgo.La  Duchessa Filly, (Philomene Allegro di Hochstaden Hostade )

217. Hochstaden
Alegre de Hostade
Description :
De gueules, à l'aigle d'argent.
L'escu de gueules a l'aigle blanc, alemant.

La Dinastia Allegro ,il cui nome piu' antico e' Puoti von Costantinopoli o de Alegre de Hochstaden,ossia  von Hochstaden , era un ramo dei Puoti, infatti entrambe discendevano da Potone, nipote di Re Desiderio e figlio di Re Adelchi.La  famiglia Allegro si chiamava, infatti, Azzonen o Ezzonen von Hochstaden da Azzone, figlio di Poto detto Baudo, come riporta anche Manzoni.

Il Principe Gherardus   von Hochstaden , discendente di Potone , sposo' Clemence de Poitier la cugina di primo grado dell'Imperatore Enrico IV, imparentandosi con gli Svevi.

In Francia, la dinastia di Gherardus von Hochstaden ,

nell'Ordine dello Spirito Santo , mutera' il nome in Vaillant(da Baudo -Potone- Adelchi detto Fortis  )o Alegre von Hochstaden .Un ramo degli Allegro , attraverso Marguerite Alegre , dara' inizio alla linea Alegre Bourbon , dopo la legittimazione dei  figli avuti dal Re di Francia. Seguiranno infine i Borboni nel sud Italia, dove il cognome sara' italianizzato in Allegro de Poti .Furono  Cavalieri di San Michele , della Sacra Annunciata e dello Spirito Santo .Si imparentarono con i Puoti di cui erano consanguinei.Il Medico Chirurgo Francesco Puoti ,Principe e Marchese , della linea di Basilio Puoti, fu benefattore dell'Ordine di San Michele e dello Spirito Santo degli Allegro de  Poti  de Tourzel Bourbon von Hochstaden.   

Filly Allegro( de Puoti Hochstaden)  era ,quindi una nipote del Chirurgo Francesco Puoti Principe Allegro von Hochstaden  e della giovanissima e ribelle  Caterina Allegro Puoti, dai riccioli rossi,che abbandono'il pedante e severo cugino . Lady Caterina,bellissima nonna di Filly,(Caterina , lentiginosa dagli  occhi verdi , era detta  "la Rossa" che sposo' poi il nobile Martello )  era una nipote di Giovanna Puoti , madre  del Principe  Giuseppe Aprile von Hohenstaufen Puoti  che ,sebbene tedesco di origine  , aveva salvato centinaia e centinaia di Ebrei , distruggendo ,di notte fonda ,i loro elenchi, calandosi dai tetti ,nel Comando Tedesco della Zona.Qualcuno aveva riferito  che   dava loro asilo e rifugio  nei Casali di famiglia  in campagna o nelle grotte dei palazzi  di parenti in  casi estremi,  ed addirittura nella corte e  nei pozzi del Palazzo.  La Duchessa Filly Allegro von Hostade und von Hochstaden  era stata prelevata con altre donne .

*


390 Le Quens de Hostade

tellez [de gueules a j aigle dargent]

Gules an eagle displayed argent

Alegre de Hochstaden

217. Hochstaden
Alegre de Hostade

Dinastia Aprile von Hohenstaufen PuotiOr

 

Perche' Puoti e' predicato di Aprile:il segreto e' nel Vril (di Avril , A-Vril)la potenza generativa nascosta  della Spiga e dell'Uva. Ecco perche' Barbarossa deriva da Biberach , ossia Vril forza vitale della radice  dell'uva.In provenzale ach e' l'acino dell'uva , racine.Venere e' anche la Demetra, dea del Grano. Origine graalica dagli Avril de Saint Genis della Dinastia dei Principi Puoti , pronipoti di Re Desiderio, Tra miti e leggende. La Gens Potita

.Perche' Gens Potita ?Pothos e' Venere Amore,forza generativa , nascosta  , interscambiabile con Avril , ossia Anthesterion (Aprile)Avril deriva infatti da A-Vril, come conferma il Burwerlytton, nel 1871.Vril , e' la forza generativa nascosta , nella vite e nella spiga -Viriditas -vitalita', potenza. Sia la Gens Potita che la Staufer Frius hanno quindi il nome arcano interscambiabile:dire Aprile o Puoti e' quindi la medesima evocazione e l'uno e' anche il predicato dell'altro, per paranomasia.

motto des Avril de Burey d'Anjou de Potis e'

Fortis Renascitur Proles o Semper Virens!

 

Re Desiderio ascende alla Gens Potita che custodiva il culto di Ercole all'Ara Pacis. Il nome di Re Desiderio era Pothos(ecco perche' il nipote si chiama Poto o Baud) che significa Desiderio. Era il nome della Gens Potita che aveva il culto di Pothos,  dio dell'amore e del Desiderio, interscambiabile con Venus Afrodite Avril o Aprilis.

Secondo Platone vi erano due differenti personificazioni dell'Amore, una volgare Aphrodite -Pandenia , l'altra Celeste ,ossia Aphrodite -Urania. 

L'Afrodite o Avril della Gens Potita, da cui discendeva Re Desiderio era Afrodite Urania, o Elfica, ossia della luce .La Venus Genitrix degli Hohenstaufen era quella quella Pandemica dai piedi di serpente , che viene attraverso i Venti di Borea (rappresentato con i piedi serpentini)

Lo scultore greco ,Scopa ,ritrae Pothos sempre accanto alla statua di Afrodite,

anche a Samotracia. Rispetto ad Eros e' individuato con uno sguardo ascetico e lontano, assente,secondo la definizione platonica, diretta verso un essere lontano ed un mondo celestiale  Secondo la tradizione ,la Gens Poto o Avril  ha uno sguardo ieratico e divino.

La statua di Pothos e' rappresentata spesso come un efebo nudo alato , appoggiato ad un tirso , ai piedi un'oca come simbolo della vigilanza guardinga .In Grecia l'oca assunse presto il significato di animale sacrificale e sembra che la sua carne aumenti l'eros, mentre la sua bile aumenta la potenza dell'Amore Universale , simbolo della Solidarita' , quasi intuizione sovrannaturale. i Potiti erano  Figli della Luce, che penetravano i misteri e combattevano  i figli delle tenebre. Desiderio deriva anche da De-Sidera , ossia dalle stelle(Venere Uranica), ma anche da Svid, sid , risplendere, i risplendenti.,ossia  gli Elfi.Si riscontra una evocazione di tale ananmnesi negli  Avril de Saint Genis Detti Staufer Friius o Anthesterion  , mese d'aprile in greco, nel termine Veiblinghen che traduce Fiore di Istar , ossia Venere.Il Termine Istar viene stesso indicato come Stelle(Esterhazy infatti era una linea  baltica degli Anthesteri-Veiblinghen -Aprile ),  In Peru' Venere viene detta Kaska o koskin o Koski, ossia dai lunghi capelli (chiaro riferimento alla peculiarita' dei Merovingi), metre tra gli Incas, viene rappresentata come Venere dalle lunghe Lance. L'Etimo della Parola Longobardo , riporta ad entrambe le significanze.In piu' il termine Grifone di Aprile di Lanslebourg, con cui veniva indicato nel nome arcano, Federico, figlio di Sonichilde, pronipote di Teodolinda e del duca longobardo di Baviera Agisulfo, stigmatizza la divina ascendenza . Infatti l'avito sito di Lanslebourg  si chiamava Langobardorum.Vieppiu' i Romanov anticamente avevano per nome Koskin o Koska, ossia Venere Grifone , ossia Aprile Grifone, era Della Kabbala, ossia Dinastia Gralica della linea della vite o dell'uva, infatti il Termine AVRlL significa proprio , dall'Uva . Vril, nella letteratura esoterica e' la forza vitale  germinativa nascosta  viriditas , vitalita', potenza (jens Potita ).La Spiga ed il g

Origine della Dinastia dei Principi Puoti , pronipoti di Re Desiderio, Tra miti e leggende. La Gens Potita

 

Re Desiderio ascende alla Gens Potita che custodiva il culto di Ercole all'Ara Pacis. Il nome di Re Desiderio era Pothos che significa Desiderio. Era il nome della Gens Potita che aveva il culto di Pothos,  dio dell'amore e del Desiderio, interscambiabile con Venus Afrodite Avril o Aprilis.

Secondo Platone vi erano due differenti personificazioni dell'Amore, una volgare Aphrodite -Pandenia , l'altra Celeste ,ossia Aphrodite -Urania. 

L'afrodite o Avril della Gens Potita, da cui discendeva Re Desiderio era Afrodite Urania, o Elfica, ossia della luce .La Venus Genitrix degli Hohenstaufen era quella quella Pandemica dai piedi di serpente , che viene attraverso i Venti di Borea (rappresentato con i piedi serpentini)

Lo scultore greco Scopa ritrae Pothos sempre accanto alla statua di Afrodite, anche a Samotracia. Rispetto ad Eros e' individuato con uno sguardo ascetico e lontano, assente,secondo la definizione platonica, diretta verso un essere lontano ed un mondo celestiale  Secondo la tradizione la Gens Poto ha uno sguardo ieratico e divino.

La statua di Pothos e' rappresentata spesso come un efebo nudo alato , appoggiato ad un tirso , ai piedi un'oca come simbolo della vigilanza guardinga .In Grecia l'oca assunse presto il significato di animal sacrificale e sembra che la sua carne aumenti l'eros, mentre la sua bile aumenta la potenza dell'Amore Universale , simbolo della Solidarita' , quasi intuizione sovrannaturale. i Potiti erano  Figli della Luce, che penetravano i misteri e combattevano  i figli delle tenebre. Desiderio deriva anche da De-Sidera , ossia dalle stelle(Venere Uranica), ma anche da Svid, sid , risplendere, i risplendenti.,ossia  gli Elfi.Si riscontra una evocazione di tale ananmnesi negli  Avril de Saint Genis Detti Staufer Friius o Anthesterion  , mese d'aprile in greco, nel termine Veiblinghen che traduce Fiore di Istar , ossia Venere.Il Termine Istar viene stesso indicato come Stelle(Esterhazy infatti era una linea  baltica degli Anthesteri-Veiblinghen -Aprile ),  

 

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Un Santo  tra gli antenati di Re Desiderio:il martire Potito

Durante la persecuzione cristiana si ricorda il martire Potito, un Principe della Gens Potita e discendente di Potius ,patrono di diversi paesi.

 

Architettura e decorazioni della Basilica di San Salvatore-Ricordando la Regina Giovanna Puoti oAnsa,nonna di Re Poto, capostipite dei Principi Puoti.Il Principe Poto(detto Baudo duca di Brescia )difese strenuamente l'abbazia dai Franchi con il Padre Re Adelchi, ivi custodendo la zia Gerberga , vedova di Carlomanno, ed eleggendo i i cuginetti Re Dei Franchi.Nel Monastero di famiglia era Badessa Anselberga , zia di Poto che accolse

 Ermengarda nel Convento.(Manzoni-Adelchi)

La chiesa eretta da Desiderio e Ansa è a 3 navate con 3 absidi

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Colonne e capitelli sono in  parte di  reimpiego in parte coevi alla costruzione

Le pareti della navata centrale sono affrescate con riquadri raffiguranti vite di santi e scene del Nuovo Testamento

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Un'iscrizione ricorda il re Desiderio

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Stucchi con fiori in vetro decorano gli archi

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Nella navata nord è raffigurata l'apocalisse

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Nel perimetrale sud una tomba ad arcosolio è tradizionalmente riferita alla regina Ansa

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Alcuni sarcofagi romani erano utilizzati per i corpi dei santi e/o per le sepolture della famiglia reale

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Le  tre Grazie

Combattimento delle Amazzoni

Tre tombe affrescate vennero collocate nella navata centrale

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L'arredo liturgico comprendeva bassorilievi marmorei

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Archetto

Lastra triangolare di ambone con pavone

 

Description :
De gueules, à l'aigle d'argent.

Anello di Re Poto , Patricius  Romanorum

Princeps  Bisantii

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(NBC 25 ott.2003)
Castelpolpoto -La Fuga di Adelchi-L'Origine dei Principi Puoti o Poto di Castelpoto

Nel Castrum di Castelpoto si rifugiò Adelchi inseguito dai Franchi. Il Borgo che sara' feudo del principe Poto o Potone, nipote di Desiderio, re dei Longobardi, è la culla della dinastia Puoti, da cui trasse origine il celebre purista marchese Basilio Puoti. La presentazione del saggio "L'Enigma di Castelpoto" è stato presentato a Sain Genis presso L'Archivio Araldico Longobardo, patrocinato dal Corpus Saecularium Principum. L’autrice è la principessa Yasmin von Hohenstaufen. Castrum Potonis, ovvero Castelpoto. Il sito ha un'origine graalica. I misteri di Castelpoto nell'Archivio dell'European Council of Princes di Edinburgh. Il sito prende il nome dal Principe Poto, nipote di Re Desiderio e di Radelchi, da cui trasse origine la Dinastia dei Principi Puoti di Costantinopoli, duchi di Benevento, Avellino, Pavia, Brescia, Puglia. Varato un gemellaggio graalico tra Saint Genis e Castelpoto. La Dinastia Puoti o Poti ebbe origine dal Re Longobardo Desiderio.

Adelchi (Il Mattino 22.ott.2003 BN)

Nel Castrum di Castelpoto si rifugiò Adelchi inseguito dai Franchi. Il Borgo che sara' feudo del principe Poto o Potone, nipote di Desiderio, re dei Longobardi, è la culla della dinastia Puoti, da cui trasse origine il celebre purista marchese Basilio Puoti. La presentazione del saggio "L'Enigma di Castelpoto" è stato presentato a Sain Genis presso L'Archivio Araldico Longobardo, patrocinato dal Corpus Saecularium Principum. L’autrice è la principessa Yasmin von Hohenstaufen. Castrum Potonis, ovvero Castelpoto. Il sito ha un'origine graalica. I misteri di Castelpoto nell'Archivio dell'European Council of Princes di Edinburgh. Il sito prende il nome dal Principe Poto, nipote di Re Desiderio e di Radelchi, da cui trasse origine la Dinastia dei Principi Puoti di Costantinopoli, duchi di Benevento, Avellino, Pavia, Brescia, Puglia. Varato un gemellaggio graalico tra Saint Genis e Castelpoto. La Dinastia Puoti o Poti ebbe origine dal Re Longobardo Desiderio.

LEGAMI dei PUOTI con RE EDOARDO  d'Anjou PLANTAGENET-In Inghilterra  la Principessa  Judith Poti,

discendente di Re Poto, sposa del nipote del Re , vive nel Castrum Poto o CASTELPOTO  che dara' il nome alla Contea  di Caccia alla volpe Puoti o Potone .

CASTELPOTO(POTONE oPOTTON)nei pressi di Londra ,dimora della Principessa Giuditta Puoti,

antenata della Principessa Yasmin, veduta della Cappella della Vergine.

(I CESPITI di LONDRA di cui si narrava nella Dinastia Aprile von Hohenstaufen Puoti)

 

Legami i Re Poto con i Duchi di Baviera  ed Alemanna:

Tassilone III( figlio di Odilone-748 e di Iltrude ,figlia di Carlo Martello ,sorellastra di Grifone (figlio di Carlo Martello e

Sonnichilde, capostipite dei Principi di Buren), nipote di Agilulfoe figlia di Teobaldo)sposa Liutperga , figlia di Re Desiderio,

 Re dei Longobardi e sorella di Re Adelchi .Geroldo , cugino di Sonnichilde e' il padre di Ildegarda ,

 terza moglie di Carlo Magno-la cui sorella Gisla e' madre di Re Poto , in quanto moglie di Re Adelchi.
Le sorelle di Re Adelchi, Ermengarda, detta anche Desiderata o Putina che significa Desiderata da Pothos  e' la moglie ripudiata da Carlo Magno.Anseperga , invece era badessa  nell'Abbazia di Santa Giulia a Brescia.

Re Poto , sposa una nipote di Ildegarda  e di Irene di Bisanzio.

Principe di Costantinopoli, Re Poto(da Pothos che significa Desiderio, nome del nonno) ricopre il rango

di Patricius , Flavius Jovius e DESPOTA-rango di Principe Imperiale e familiare dell'Imperatrice  di Bisanzio

In basso il frontale di Re Agilulfo , che riprende il Re nell'atto di benedire ,

con la mano destra, mentre con la sinistra regge il fodero

 Leg








Nella foto, il frontale d'elmo detto "di Agilulfo", dove il re è raffigurato nell'atto di benedire con la mano destra, mentre con la sinistra regge il fodero della spada.

 

 

  Nell’ VIII secolo, esse furono di pertinenza del longobardo Potone e fin da allora entrarono a far parte della sfera d’influenza beneventana specie in rispondenza a precise scelte politiche e militari.

L'Alto Medioevo i Longobardi
... divenne la capitale sede del Re e dei parlamenti generali dei Longobardi ... I Longobardi
sostituirono i Bizantini nell'organizzazione sia politica che giudiziaria ...

Alegre de Hochstaden

Arme de la  Princesse  Philomene   Allegro von Hockstaden  duchesse von  Hostade Jagelloni.Gli Jagelloni di Pomerania , Re Di Polonia, discendenti del Duca Jogaila pronipote di Re Poto d'Alegre  von Hochstaden Avril de Saint Genis Griffon ,conservarono come totem il Grifone , stemma della Pomerania.

 L'Agalmonia dello Stemma di Alegre von Hochstaden  e della Polonia, ascende a quella Merovingia dei Saintonge, Beinsten  o dei Lithingi, della dinastia Avril de Saint Genis Saintonge, ossia di Fortis , Boaz o Pedaia. Infatti Litingo traduce Beinstein e Saintonge, ossia Dinastia della Pietra  o del Signore, da LITOS, Pietra.Ma il Termine Litos deriva anche dallo Scandinavo  Leitils  o dall'Ang.Sass.Lytel  che Traduce Pedi'(Piccolo), nella  mistica graalica essenica , Dinastia di Yesou  , discendente di Pedaia e di Fortis-Boaz (nell'accezione pagana Anthesterion ,ossia Veiblinghen, Aprilis ,Avril,Venus .Freya).Infatti lo stemma avito degli Hohenstaufen(d'or all'Aigle de Sable )ascende a quello della Sancta Propago o  Saint Genis Merovingia e Provenzale di Saintonge (Pietra o Santa Coppa, in  Svevia  Beinstein, sul Reno Hochstaden Hostade)

 



390 Le Quens de Hostade

tellez [de gueules a j aigle dargent]

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Alegre de Hochstaden

 I Principi ALLEGRO VON HOCKSTADEN Hostade ou Alegre de PUOTI BOAZ di BOURBON-BUSSET-   (aquila dispiegata d'argento o bianca in campo rosso)inces Alegre

Discendenti di Re Desiderio e del Principe Baud Poto -Fortis

Dalla Dinastia Graalica  ascendente  alla Sancta Propago Avril ou Fortis de Saint Genis  Saintonge Arles Griffon .Da Re Poto o Alegre,trae origine la Dinastia dei Re Jagelloni di Pomerania che avevano per Totem il Grifone  e lo stesso stemma degli Alegre von Hochstaden.Jagellone significa infatti Baud Alegre (Epitomi del Principe Potone riconducibili al Rango di Flavius e Jovius(Luminosi e Gioiosi , qualita' dell' Imperatore Rex Divus Patricius et Defensor Romanorum )

Alegre de Hostade von Hochstaden ossia Allegro della Coppa o Vaso dello Spirito Santo o del Graal(Hostade-Coppa dell'Ostia ; Hoch-Vino del Reno, Staden Coppa , quindi coppa del Vino o del Graal)o della Rocca

-Ordine dello Spirito Santo- 

- Ordine dell'Aquila Bianca-(ou Aigle d'argent)- ((-



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Alegre de Hochstaden

detti in francese  Princes ALEGRE ou Princes  Vaillant , seconda linea dinastica dei Borboni Alegre.

  Princes Alegre ou Vaillant  de Hockstaden

Sono i discendenti di Baud Poto, detti Allegro o Principi Vaillant (Forte Baldanzoso, Allegro, o BAUD il nome di Poto);un'antica Ballata francese

commemora il Principe Vaillant ou Alegre . 

Arma .Leone d'oro recante una croce, campo azzurro.Corona di Principe , alias: Torre in campo azzurro seminato di sei fiordalisi,corona di Marchese  .

crie: Alegre,Alegre!

ou

Vaillant , Vaillant !

ou Baud ,Baud!  ou Fortis ,Fortis! (Fortis -o Boaz o Baldo,nelle carte del Graal e' Venere ,quindi il grido e' Ghimmel -Ghimmel!)

Allegro- Arme : d'Azur seme' de fleurs de lys d'or sans nombre

 




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( La  dinastia dei Re  della Coppa dell'Ostia, ossia I Re del Graal)

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Alegre de Hochstaden

Princes Allegre  de Bourbon

*

I Cavalieri dello Spirito Santo

(o di San Michele)

 La Dinastia Allegro discendenti di Poto o Puoti e legittimati  dal Re di Francia Borbone quali Principi di Carency..

 Dinastia dei Duchi Allegro Puoti discendenti des Princes Alegre  Bourbon Busset  la Tour d'Auvergne Princes de Carency,Cavalieri delloSpirito SANTO

 I Duchi Allegro  ,marchesi d'Auvergny. 

La Principessa Filly Allegro duchessa  di Hostade di Hockstaden (Philomene Alegre de Bourbon - Busset )

Legami di Parentela dei Duchi Alegre de Bourbon  de Busset con i Borboni di Francia,Spagna , di  Parma e Napoli

I Principi  Poti o Baud :Puoti ou Alegre ,duchi e Marchesi di Francia ,Conti di Joigny .Linea de la Princesse   Charlotte Aprilis  Chalon e  du Comte  Alegre de Joigny.

Castello  Allegro-Chateau de Poto-Baud o Vaillant(Potentia) deTourzel

I Principi Duchi Alegre,discendenti di Baud-Potone ,il nipote di ReDesiderio,in Francia, diventano Marchesi di Castrum Potens oPotentia o diChateauVaillant o Alegre e de Chateau Peronne . Lo stemma e' il Leone rampante dei Puoti(INTERSCAMBIABILE CON IL CASTRUM  su campo azzurro  di sei fiordalisi  d'oro ,   per le connessioni con les Avril de Burey d'Anjou, e per i legami di parentela con i Capetingi Borboni di Francia, dopo che i figli di Margherite Catherine Alegre de Busset furono legittimati dal Re di Francia, creando unaseconda linea dei Borboni detta dei Duchi Alegre Bourbon de Busset   .Un ramo di tale dinastia e' vitale a Genova . Altri rami seguirono i Borboni di Francia nel Suditalia. Sono in realta' i Principi Puoti , discendenti del Borbone , Re di Francia , e pronipoti di Re Desiderio e del nipote  Poto detto Baud (Baldo -Allegro .Alegre in francese ou Baud de la Vieuville(Poto di Viterbo detta Ciita' Antica  ou Grazal che traduce coppa o Potiri , che significa Coppa del vino.I Cavalieri Baud, ou Alegre ,  furono Cavalieri di Francia e Ministri di Giustizia , delle Acque e delle Foreste della Corona.Ebbero numerosissimi Castelli, furono Duchi, Marchesi, Conti,Baroni di Francia

www.mairie-allegre.com/histoire/deb.htm

 

 

 



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Alegre de Hochstaden

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Alegre de Hochstaden

           ALEGRE          

Yves d'Alegre (1653-1733)
Marquis d'Alegre et de Montaigu, Comte de Flageac
Maréchal de France
Chevalier du Saint-Esprit (reçu le 2 février 1728


  •  

     

    ALLEGRE: CHATEAU LA POTENCE

    OU CASTRUM POTONIS (CASTEL POTO-CASTEL BAUDO):

    http://www.ihpva.org/chapters/france/rando/allegre/pages/allegre_le-bourg.htm

  • __________________________________________________

                                  

      

    Le nom d'ALEGRE est apparu au XIIIè siècle venant du latin ALACER qui signifie VAILLANT, ARDANT..... SEE HERE

               

    (PRINCE VAILLANT)

    Prince Vaillant (fin)

    C'est la magie noire
    Qui rendra l'espoir
    Aux nobles épées
    De bons et de preux chevaliers
    Qui partent avec toi
    T'emboîtant le pas
    Les hommes au sang chaud
    Tournés vers un âge nouveau

    Refrain :
    Vaillant, Prince Vaillant
    C'est ta légende
    Tu vas où va le vent
    Vaillant, Prince Vaillant
    C'est ta légende
    Bats-toi, va de l'avant

    Il est dans tes songes
    Le mal qui te ronge
    Tu retrouveras
    La force qui grandit en toi
    Guide ton cheval
    Fuis les forces du mal
    Tu n'es plus très loin
    Chevauche vers ton destin

    Refrain

    Refrain

    Vaillant, Prince Vaillant
    C'est ta légende
    Tu vas où va le vent
    Où va le veeeeeent...


     
    E
                      

     _______________________________________________________________________

  • L'enfant a' la Croix  des Chevaliers  de la Colombe -Ordre d'Avril de Burey d'Anjou Saint Genis Saintonge  ou Saint Expury  ou Michele Cuxa .

  • Trattasi  dell'Ordine dello  Spirito Santo  che ha commissionato opere  anche  nella  Culla  della Dinastia  Graalica Provenzale  Fortis -Boaz da  cui discendono Gli Avril de Saint Genis il cui motto e' Fortis Renascitur Proles. Alla medesima stirpe appartiene la linea di Re Desiderio e di Poto detto Baud o Fortis o Adelchi, . In Francese Baud  e' tradotto Alegre , da cui il nome del Castello Fortis Potence . La Scultura in Pietra  testimonia che le Bende di Cristo erano custodite    con la Sindone dalla Dinastia di Fortis detta Avril de Burey d'ANJOU Saint Genis Saintonge , come testimonia anche le chapiteau de" l'Enfant a la Croix "nella Cappella di  San Michele   des Avril de Saint Genis. I Castelli dei discendenti del Principe Poto, detti anche Alegre sorgono anche a Borie ouBurey o Bourriade ,tutti discendenti della Linea gralica di Fortis -Boaz

  • .Molti di taliCavalieri furono Templari   

  •   

     

                      I tempi dei Jagielloni    

     

     

    Dopo la morte di Kazimierz Wielki (1370) i problemi dinastici provocarono una serie di unioni con gli stati confinanti: l'Ungheria (1370-1384; 1434-1444; 1576-1586), la Lituania (1386-1795), la Svezia (1587-1600) e la Sassonia (1697-1764). Soltanto l'unione con la Lituana riuscì, portando alla creazione di uno stato che dominò l'Europa Centrale e Orientale fino al XVII secolo. Questo evento fu senza precedenti in Europa. Sotto un Re, con un unico parlamento ed una comune politica estera i due stati conservarono due eserciti e tutte le cariche statali distinte.Questo organismo statale fu spesso chiamato "Res Pubblica delle Due Nazioni" (Rzeczpospolita Obojga Narodow) perché composto dalla Corona (Polonia) e il Granducato (Lituania). L'Aquila Bianca su sfondo rosso (lo stemma polacco ascendeva all'Agalmonia della Dinastia di Fortis - Boaz -Litinga Avril de Saint Genis Saintonge. Il Termine Lithingo oltre a tradurre Beinstein e Saintonge -ossia Linea o Pietra del Signore  da Litos -Pietra -inge -linea, traduce anche  lo scandinavo Leitils  o il sassone Lytel  che sta per Pedi, piccolo , nella mistica Essenica la Dinastia di Pedi o Pedaia  , quindi di Fortis Boaz) ) fu affiancata per 400 anni dall' "Inseguimento" (lo stemma lituano).

    Dal 1370 la Polonia fu governata per 12 anni dal Re dell'Ungheria Lodovico d'Anjou (figlio di Elisabetta, Regina dell'Ungheria, sorella di Kazimierz Wielki). Dopo salì sul trono polacco sua figlia Jadwiga. La legge polacca dell'epoca precludeva il governo alle donne quindi Jadwiga fu incoronata nel 1384 come il Re (non Regina) della Polonia - così i nobili polacchi eluderono la regola con grande saggezza e responsabilità. Nel 1386 il matrimonio di Jadwiga con il cugino Jogaila(Alegre von Hochstaden -AzzonenPoto-Baud), Grande Duca pagano della Lituania, battezzato come Wladyslaw Jagiello, iniziò l'unione polacco-lituana ispirata dallo scopo comune di resistere all'espansione dell'Ordine Teutonico. Tale unione era già stata decisa nel 1385 a Krewa. Le forze unite dei due paesi sconfissero lo Stato Teutonico - Wladyslaw Jagiello ottenne una vittoria schiacciante sul nemico a Grunwald (15.07.1410), che è una delle più grandi battaglie del Medioevo. Purtroppo questa splendida vittoria non fu sfruttata pienamente dalla Polonia ma permettè di stringere i legami con la Lituania con il trattato dell'Unione a Horodlo (1413). Wladyslaw Jagiello governò per 48 anni - il regno più lungo nella storia polacca.

    Nel 1440 gli Ungheresi offrirono a Wladyslaw III (il figlio di Jagiello) la corona del loro Regno; così la Polonia fu coinvolta nelle questioni dell'Ungheria che in quel periodo doveva far fronte alla crescente minaccia turca. Nel 1444 le forze polacco-ungheresi furono sconfitte dai turchi a Varna sul Mar Nero e Wladyslaw (chiamato "Warnenczyk" dal luogo della sua morte) fu ucciso sul campo di battaglia. 

    Il fratello di Wladyslaw Warnenczyk, Kazimierz IV Jagiellonczyk (incoronato nel 1447), avviò una lunga guerra contro l'Ordine Teutonico per recuperare la Pomerania e Gdansk (Danziga). La vittoria sfociò nella Pace di Torun (1466) dove, lo Stato Teutonico, battuto e umiliato, lasciò alla Polonia Malbork (la capitale teutonica), Gdansk e la Pomerania. La Prussia fu divisa in due parti: quella chiamata Reale (parte occidentale) incorporata dal Regno Polacco invece quella chiamata Ducale rimase sotto il governo del Grande Maestro che divenne il vassallo della Corona Polacca. Durante il periodo della Riforma Protestante il Grande Maestro Albrecht Hohenzollern trasformò (con l'aiuto di Luter) la Prussia in un ducato laico. Così, nel 1525, rese omaggio al Re di Polonia Zygmunt I Stary (il Vecchio) non più come Grande Maestro dell'Ordine Teutonico ma come Duca di Prussia.

    Nel 1471 uno dei cinque figli di Kazimierz Jagiellonczyk, Wladyslaw, diventò Re dei Cechi e nel 1490 Re dell'Ungheria. Gli anni 1490-1526 videro i Jagielloni dominare in Polonia, Lituania, Bohemia ed Ungheria. Il loro dominio andava dal Mare Baltico al Mar Nero e dai confini di Slesia alla Porta di Smolensk (300 miglia da Mosca). Fu un misto di nazionalità e di religioni più diverse: polacchi all'ovest e al centro; lituani, lettoni e gli estoni al nord, i tedeschi luterani in Prussia e all'occidente; ucraini ortodossi, bielorussi e tartari mussulmani ad est, ed ebrei sparsi ovunque.

    Nel 1493 (durante il regno di Jan I Olbracht), fu istituito un parlamento con due camere: il Senato (vecchio Consiglio Reale) composto dai dignitari, vescovi ed alti ufficiali del Regno; il Sejm composto da rappresentanti eletti. Nel 1505 (con il Re Aleksander I) fu emesso lo statuto legale "Nihil novi" il quale decretò che nulla di nuovo fosse deciso senza il beneplacito del Parlamento.

    Il regno dei ultimi due Jagielloni, Zygmunt I Stary (il Vecchio) e Zygmunt II August, è noto come "il seccolo d'oro". Quest'epoca rinascimentale attirò in Polonia molti studiosi, artisti ed architetti stranieri soprattutto dall'Italia. Tra i personaggi polacchi si ricordano tra i più grandi: Mikolaj Kopernik (Nicolò Copernico) in astronomia, Mikolaj Rey (che abbandonò il latino per scrivere esclusivamente in polacco) e Jan Kochanowski (il "padre" della poesia polacca) in letteratura e Andrzej Frycz-Modrzewski - famoso e stimato in tutta l'Europa scrittore politico. Mentre il resto d'Europa era terrorizzato dalle persecuzioni religiose, in Polonia, il Re Zygmunt August, si pronunciò nella disputa tra cattolici e protestanti dicendo: "Io sono il Re delle persone non il giudice delle loro coscenze". Questo spirito di tolleranza attirò molti rifugiati nell'arco della storia del Regno Polacco: ebrei nel XIII sec., hussiti nel XV sec. e cattolici dall'Inghilterra e dalla Scozia nei XVI e XVII sec.

    L'atto politico più importante durante il regno di Zygmunt August fu l'Unione di Lublin nel 1569. L'Unione avvicinò ancora di più la Lituania alla Polonia e con l'annessione al Regno della Polonia delle terre di Wolyn e Podolia (prima lituane) spostò gli interessi politici della Corona verso l'est. Questo fu l'inizio effettivo della Res Pubblica delle Due Nazioni. Tre anni dopo, nel 1572, morì a Knyszyn Zygmunt II August - l'ultimo Re di Polonia della Dinastia dei Jagielloni.


     










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