scelta delle scene

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Nella seconda fase del lavoro abbiamo riscontrato certamente maggiori difficoltà.

Il nostro obiettivo era quello di individuare le scene più adatte ad essere doppiate in ciascuna lingua (inglese, tedesco, spagnolo, latino) e ognuno di noi ha espresso la propria opinione.

Era anche opportuno, secondo noi, far si che le scene prese in esame autonomamente, consentissero tuttavia, attraverso una corretta giustapposizione, la comprensione della trama dell’intero film.

I criteri di scelta non erano affatto unanimi, neppure tra gli insegnanti.

Riflettendo, ci siamo resi conto tra l’altro che ognuno di noi ha un’idea stereotipata delle diverse lingue straniere.

Per esempio molti di noi trovano lo spagnolo allegro, musicale e dolce; “diplomatico” e neutrale l’inglese, decisamente aggressivo il tedesco, strano il latino perché non più utilizzato nella comunicazione orale.

Questi stereotipi sono evidentemente conseguenza di esperienze che ci hanno inconsapevolmente condizionati: lo studio della storia recente, i film, i personaggi pubblici della nostra epoca, le esperienze di studio all’estero, il rapporto con le lettrici madrelingua…

A causa di tutto ciò le opinioni erano divergenti e c’è stata una certa difficoltà nell’identificare di volta in volta la lingua più adatta a esprimere un certo stato d’animo o una certa situazione.

La scelta era inoltre condizionata dalla mimica e dalla gestualità molto disinvolta di Benigni, alla quale la lingua in questione doveva potersi adattare.

Una difficoltà particolare è stata riscontrata nello scegliere le scene per il tedesco: abbiamo, per esempio, cercato di evitare questa lingua là dove compaiono protagonisti tedeschi, in quanto il doppiaggio avrebbe fatto scomparire quel contrasto tra il mondo italiano e il lager tedesco che caratterizza il film.

Un altro criterio tenuto in considerazione per la scelta delle scene è stato l’attinenza di queste con la programmazione didattica (in particolare con il programma di storia).

Il latino è stato poi scelto per il valore epigrammatico e il tono solenne della sequenza iniziale, nonché per il carattere peculiare del personaggio dello zio, saccente e erudito, adatto ad esprimersi in tale lingua.

Dopo numerose e varie discussioni siamo riusciti infine  a concordare le scene e le lingue prese in esame: il nostro lavoro non ha la pretesa di essere esaustivo ma è di certo il risultato di un’interessante e proficua collaborazione.  

 

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