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In
quest’ultima fase il problema principale è stato la mancanza di doppiatori
maschili: infatti, la nostra classe è caratterizzata da una forte presenza
femminile, mentre nel film ci sono più personaggi maschili. Inoltre,
un particolare di cui spesso non abbiamo coscienza, ma che è molto evidente, è
quello relativo alla nostra pronuncia: non avendo una perfetta dizione, il
nostro doppiaggio è caratterizzato da un forte accento “bisiacco” (vocali
aperte, assenza di doppie…), certamente poco professionale. Dalla
nostra esperienza, ci siamo potuti rendere conto che, per doppiare un film,
bisogna avere un certo talento e un carattere estroverso, capace di
immedesimarsi nel personaggio. Nella
fase pratica abbiamo riscontrato molte difficoltà a mantenere ritmi, toni di
voce e teatralità tipici di un attore come Benigni. Abbiamo
potuto sperimentarlo per la prima volta all’Università di Gorizia, quando
abbiamo dovuto doppiare in diretta alcune scene del film, davanti a studenti
della facoltà di lingue. Rispetto
ai doppiatori professionisti, evidentemente abbiamo dovuto rinunciare ad una
sala di registrazione e, conseguentemente, agli strumenti tecnici necessari
e all’appoggio dei ruoli professionali (vedi introduzione). Non
siamo stati quindi in grado di riprodurre la colonna sonora e i rumori di
sottofondo, fondamentali per una corretta fruizione. |