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Si premette che in riferimento alla fase preparatoria
In questa fase abbiamo fatto una traduzione
individuale con l’aiuto delle nostre insegnanti. A questo punto del lavoro, ci
siamo resi conto della fondamentale importanza dei dizionari e della lettrice
madrelingua: la più grossa difficoltà riscontrata è stata, infatti, quella di
tradurre giochi di parole, parole particolari, specifiche (padiglione
auricolare, cartilagine mobile, girasole…in latino), parole spesso
intraducibili (cipite, bicipite, tricipite; bricco, briconcello…) modi di dire
improvvisati o propri del dialetto toscano (sono stato scelto dagli scienziati
italiani per dimostrarvi acciocché voi sappiate.., come avete testè sentito..,
babbo), mantenendo il senso ed il tono del discorso. Abbiamo osservato che alcune parole o frasi potevano essere tradotte in vari modi: tutto ciò rendeva il ritmo di lavoro molto lento ed in alcuni casi ci siamo riservati di scegliere in un momento successivo la versione più adatta. Un’altra osservazione importante è quella che l’italiano è sicuramente meno rigido rispetto al tedesco, le strutture delle due lingue sono molto diverse e non ci si può certo limitare alla sola traduzione di vocaboli. Ci siamo resi conto più che mai che tradurre per il cinema significa in fondo creare qualcosa di nuovo restando fedeli allo spirito dell’originale e che questa operazione richiede moltissimo tempo ed una grande sensibilità. A tale proposito è stata per esempio oggetto di discussione la resa nella prima scena tradotta in inglese del nome proprio “Nuvolari”. Ci siamo chiesti se sarebbe stato opportuno sostituirlo con quello di un pilota più noto in area anglosassone, decidendo alla fine di mantenere l’originale. Traducendo
poi la scena 19 ( discorso di Benigni sulla razza) abbiamo dovuto sostituire
nella traduzione spagnola l’aggettivo “spagnole” attribuito ad orecchie,
scegliendo “francese”, per evitare un’incongruenza. |