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RINO GAETANO

Ho un'immagine sfuocata di quel Festival di Sanremo del 1978, dove Rino Gaetano si esibė cantando la sua "Gianna". Avro' avuto 7 o 8 anni. Degli altri partecipanti, nulla! Nessun ricordo. Quel cilindro in testa, quello smoking e la canzone apparentemente spensierata a quel tempo mi fecero un po' sorridere: come se fossi stato di fronte ad una specie di clown.

Passano tre anni. Una voce alla radio annuncia la morte di un noto cantante: un certo Rino Gaetano. Col tempo avevo rimosso quel nome dalla mente, quella figura clownesca. Poi, ancora continua lo speaker...Cita i titoli di qualche sua canzone: "Aida","Mio fratello e' figlio unico", e poi ..."Gianna"! Allora cominciai a ricordare. Quella notizia mi colpė molto. Anche se in quel periodo non avevo ancora la passione per la musica che ho ora, Rino Gaetano da quel giorno e' sempre stato nei miei ricordi.

Non fu certo di Gaetano il primo disco che comperai (fu una raccolta delle prime canzoni di De' Andre'), scoprii piu' tardi i suoi dischi. E fu una bella scoperta. Entrai in possesso di una collezione delle sue piu' belle canzoni, il disco si chiamava: "Gianna e le altre", che se non sbaglio era del 1988.

Diverso dai cantautori di quel momento. In Fabrizio de' Andre' vedi il poeta, il sommo cantautore. Guccini il profeta, tra il candido e l'arrabbiato. De' Gregori, sempre visto come l'intimista tra Leonard Cohen e Bob Dylan. Grandi personalita', grandissimi autori...Il mito irraggiungibile! Gaetano invece dava l'impressione di essere uno qualunque, per questo forse, non era poi difficile affezionarsi.


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