LUIGI TENCO 
"Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato 5 anni della mia vita. Faccio questo non perche' sono stanco della vita (tutt'altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda "io tu e le rose" in finale e una commissione che seleziona "La rivoluzione". Spero serva a chiarire le idee a qualcuno". Con queste poche righe, nel gennaio del 1967 (al festival di Sanremo), Luigi Tenco ci ha lasciati. Ero in dubbio se mettere il suo nome in queste pagine. Tenco non e' un perfetto sconosciuto. Chi non ricorda canzoni come: "Vedrai, vedrai", "Mi sono innamorato di te", "Lontano lontano"?. Ma non e' del suo suicidio che volevo parlare, ne' dei brani famosi, ma di quelle canzoni (considerate minori) che non hanno avuto una gran popolarita'. "Ciao amore, ciao", la canzone presentata nel 1967 al festival di Sanremo (luogo della tragedia) parla dell'immigrazione: "Andare via lontano, cercare un altro mondo. Dire addio al cortile, andarsene sognando". Il testo originale era completamente diverso. Era una canzone antimilitarista. Parlava di un gruppo di soldati che partivano per il fronte: "Eran trecento, erano giovani e forti. Andavano al fronte col sole negli occhi". Fu costretto a cambiarlo completamente. Fortunatamente non e' andato perso. Tenco ne registro' una versione e tutt'ora e' recuperabile anche in cd. Oltre alle bellissime canzoni d'amore, ci fu un periodo in cui registro' anche brani di protesta, tra cui "La ballata della moda" (dal taglio ironico), "Vita familiare" (sul divorzio), "Ballata del marinaio" (ancora sulla guerra), "E se ci diranno", "Io sono uno". Tutte canzoni scritte tra il 1965 e il 1966. C'e' da considerare che in quegli anni, la maggior parte dei cantautori venivano sopravvalutati. Bisognera' aspettare il 1968 (anno di grandi cambiamenti nell'ambito culturale), perche' trovino la giusta considerazione. Tenco si tolse la vita nel '67. Se avesse aspettato ancora un anno... Pare che da poco, siano state trovate delle bozze, dei progetti, per un presunto album costituito da brani di musica etnica. Cosa aveva intenzione di fare Tenco? Probabilmente un'opera di ristrutturazione, di aggiornamento della musica popolare. In pratica, un po' come fece Fabrizio de Andre' nel suo "Creuza de ma". Tenco pero' ci era arrivato 20 anni prima.