Un modo nuovo di parlare dei lager e dei gulag

"Non bisogna buttarsi via!" (Kafka)

Insegno lettere e storia nella scuola superiore; vorrei dedicare questo sito ai lager ed ai GULag trattati in maniera nuova, diversa da quella dei libri di testo e fondata sui documenti.

Si può presentare agli studenti la realtà dei lager nazisti con un "taglio" diverso da quello strumentale e politico? OGGI sì, si può: ti aiuta questa raccolta, unica nel suo genere, di episodi positivi accaduti nei lager. Questa iniziativa nasce da una evidenza. Non se ne può più di retorica! perfino le terribili testimonianze dei sopravvissuti "appaiono" alle giovani generazioni resoconti stucchevoli .Come s’è arrivato a tanto? Appannaggio di una certa cultura, i lager sono stati in Italia uno strumento nelle mani della propaganda antifascista [pubblicistica e saggistica] che ha imposto soprattutto nelle scuole - vedi i manuali- una lettura del fenomeno lager totalmente funzionale all’ideologia!! La riprova è il fatto che si sia riusciti a cancellare (o quasi) l’esistenza dei gulag sovietici.

Solitamente la ricostruzione storica dei lager viene fatta calcando sul : 1) sensazionale, ovvero l’orrore e le sevizie ; 2) sulla lotta politica al nazifascismo . Si esclude l'impostazione che tende a restituirci la memoria piena e il significato di quanto è accaduto vale a dire l'altra resistenza cioè l' opposizione morale e antropologica all’utopia nazista e comunista. Per quest’ultimo aspetto riteniamo fondamentale acquisire le seguenti evidenze :

    1. Il nazismo è stato battuto sul piano politico e militare dalle potenze occidentali ma ancor più esso è stato battuto sul piano morale, culturale e antropologico. Manca la storia di questa resistenza, peraltro irriducibile a quella politica. Diceva Berthold Brecht che "è ancora fecondo il grembo che ha partorito" i Totalitarismi ! insomma occorre superare la mentalità totalitaria.
    2. Sono passati 56 anni da quei fatti ed è forse venuto il momento di introdurre i giovani d’oggi al mondo dei gu-lager in un modo diverso dal solito: per esempio, accostando i tanti episodi e gli atti di eroismo di persone singole o gruppi che hanno operato sia nella società civile che negli stessi lager, opponendosi alla violenza totalitaria col ricorso alle armi della dignità della coscienza e della responsabilità morale.

Ripartiamo dalla realtà: il "caso" Kolbe! Che in Italia la "storia" sia stata deformata dalle lenti dell’ideologia, è dimostrato dal recente caso Priebke. Si grida al crimine di guerra per il caso dell’SS Priebke ma non per gli attentatori di Via Rasella che provocarono indirettamente e scientemente la rappresaglia delle Fosse Ardeatine! E’ ora di cambiare... "questa" storia! Come? ripartendo dalla realtà, ad esempio dal "caso" Kolbe! Kolbe è il frate polacco che ad Auschwitz ha offerto la sua vita al posto di un altro nel bunker della fame, dove dieci deportati-scelti a caso- furono mandati a morire per una rappresaglia. Restituiamo la storia alla sua realtà: quella di essere un cammino verso la verità! Nel contesto della nuova periodizzazione di storia che prevede lo studio del Novecento nell'ultimo anno di ogni ordine di scuola,- qui si propone questo strumento didattico come "esemplificativo" dell’approccio al lager nazista e gulag , non appiattito sulla storiografia "di parte". Si sa che il disagio degli studenti nello studio della storia può dipendere sia dagli insegnanti (con "angoscia" da programma) che dai manuali (con "sindrome" da enciclopedia): ciò concorre alla riduzione degli eventi di tipo storicistico ["è tutta uguale!"] e alla parzialità (politica o economica ecc.ecc.) che fa disamorare il ragazzo alla storia. Raccolta e video sono strumenti: 1-utili agli studenti per superare la "riduzione" manualistica degli eventi, offrendo uno spaccato della realtà dei lager nazisti; 2- utili ai docenti in quanto stimolo all’ innovazione didattica .

Introdurre alla realtà...del lager! ? Kolbe dimostra: 1-che l’idea più splendida non vale un solo essere umano, la sua unicità e irripetibilità, che è ciò che i totalitarismi (fascismo e comunismo compresi)hanno negato "facendo" milioni di morti. Le più grandi astrazioni non reggono il confronto con il singolo uomo "in" carne e ossa; ? La Realtà- anche quella del lager!- non è un ostacolo, ma cammino- drammatico- al vero ; la realtà è comunque positiva perché in essa opera un Altro, principio più forte del male e visibile nel volto e nei gesti di tanti di cui questa raccolta vuole riportare la testimonianza.

A conforto della nostra tesi ricorreremo soprattutto agli studi fino ad oggi insuperati di Hannah Arendt che come nessun altro ha scandagliato la più potente macchina moderna del dominio sull'uomo rappresentata dai totalitarismi. I suoi due volumi (Le origini del totalitarismo e la banalità del male) ci accompagneranno a far piazza pulita di tutti i luoghi comuni e le fesserie trite del blaterare ideologico e politico...e a capire quel che è stato e che in forma ben più raffinata e diversa potrebbe ritornare!


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