Qui c'è bisogno di voi!
Poiché non esiste un modo nuovo di parlare dei lager così come invece il sottoscritto ha cominciato a fare, siete pregati di riempire questa pagina con testimonianze, fatti, date, argomenti, idee, proposte, materiale vario che però attengano al suddetto modo di presentare la realtà dei campi di concentramento nazisti e non. Dobbiamo completare la storia dei lager. C'è bisogno di voi. Mandatemi il suddetto materiale o sottoponetemi domande, problemi, richieste via E-MAIL. Il mio indirizzo E-MAIL è il solito lager@interfree.it
Resta inteso che alle mie risposte si possono apporre integrazioni, obiezioni, ulteriori elementi purché severamente connessi a dati, documenti, e saggi escludendo argomentazioni ideologiche e astratte.
Ecco le vostre domande e le relative risposte: ultimo aggiornamento
7-1-2000D:
Vorrei avere informazioni sugli effetti psicologici degli internati dei lager (devo preparare la tesina per la maturità, e c'è poco materiale in giro!). Grazie, Romina.R:
Non sono a conoscenza di testi che trattino specificamente della psicologia degli internati nei lager. Si trovano ampie pagine che descrivono pensieri, gesti, azioni dei deportati in diverse pubblicazioni e da queste si può risalire "alle psicologie"(amplierei il concetto di psicologia unicuique suum) indotte dalle inumane condizioni di internamento. Tra le mie più recenti letture potrei suggerire, come primo fra tutti i testi che vengono incontro alla sua richiesta: "UNO PSICOLOGO NEL LAGER" di Viktor E. Frankl (ed. ares Mi '94) inventore della logoterapia, che vide sterminata tutta la sua famiglia e rimasto solo al mondo si salvò e in seguito sviluppò una attività enorme sul tema di suo interesse. Ecco, credo che una facile quanto veloce ricerca su questo autore e le sue pubblicazioni in Italia le darebbe buoni risultati a riguardo. Non posseggo una bibliografia del dott. Frankl ma sul libro che le segnalo o chiedendo le sue pubblicazioni in libreria sono certo che troverà quel che le serve. Il recentissimo libro- testimonianza "IL SILENZIO DEI VIVI" di Elisa Springer (ed. Marsilio) documenta una certa psicologia degli internati. Una serie interminabile di episodi che descrivono la psicologia dei deportati si trovano su un testo poco conosciuto in Italia perché scritto in Francia e di recente pubblicato da noi è "I cristiani nell'inferno dei campi di sterminio". Se posso permettermi le suggerisco una idea sul suo tema: poiché la tematica sui lager è inflazionata e l'impostazione è sempre di tipo politico o di eccessivo biografismo, si potrebbe affrontare l'argomento dal punto di vista di una psicologia degli internati che NON SI LIMITI a descrivere lo sfaldamento dell'umano, il sensazionalismo di uno psichismo umano squassato da tortura, esperimenti, sevizie varie…ma dal punto di vista di una psicologia fortemente determinata dal senso religioso, dalla fede e da tutte quelle risorse- la poesia, la pittura, la scrittura- di cui l'uomo è dotato e che scopre a volte nei casi disperati( come i lager) e spesso nell'educazione ricevuta e riscoperta. Personalmente ho curato una ricerca di atti umani ed eroici nei lager di questo genere: "UOMINI E LAGER". In tale ricerca riporto dati tratti dal grande libro di Daniel Jonah Goldhagen, " I VOLONTEROSI CARNEFICI DI HITLER", riporto alcuni testi poetici (POESIE DA TEREZIN) di bambini e adolescenti nei lager…Infine se le occorrono dei testi per documentare una psicologia "positiva" nei GULAG, le segnalo il bel testo di Herling "UN MONDO A PARTE" ED. FELTRINELLI di cui ho stralciato brani utili e lirici sempre sugli internati.-----------------------------------------------
D:
salve sono Simone, mi ha molto colpito il suo modo di trattare il delicato argomento dei lager. ho una domanda da porle , lei ha mai letto il libro "in quelle tenebre"(le chiedo scusa ma l'autrice mi sfugge)? in questo libro si parla di un coinvolgimento della chiesa cattolica nel far fuggire criminali nazisti(nascondendoli ,procurando documenti falsi,...). Non le sembra di aver esposto i fatti da un solo punto di vista? Io sono convinto che sarebbe molto meglio esporre tutti i fatti alla gente (non solo quelli che ci fanno comodo o che fanno stare in pace la nostra coscienza), di modo che la gente possa conoscere tutto sull'argomento e farsi una propria opinione. (tra l'altro ,non pensi che io magari possa essere un ateo che può avercela con la chiesa ;sono cattolico e credo in dio). Aspetto impaziente una risposta. SimoneR:
Caro Simone, sono lieto di poter rispondere alla tua domanda e spero che anche per l'avvenire potremo scambiarci opinioni ed eventualmente informazioni e dati. Per cominciare ti chiedo la gentilezza di farmi avere - del libro che mi segnali - l'editrice così che possa trovarlo con più facilità. Ora rispondo.Prima però due premesse: 1- Io sono convinto che l'hitlerismo si stia attuando oggi sul piano antropologico. Fa venire i brividi vedere le vecchie pellicole che la TV tedesca mandava in onda nel '41/42 sull'AKTION T 4 [ il programma di eliminazione di disabili, malati di mente, vecchi] sulla purezza della razza ariana e nello stesso tempo constatare come tanta parte della cultura OGGI pensa le stesse cose! I filmati sono stati messi in onda da RAITRE nell'ambito della trasmissione FORMAT. Fa pensare che nella mentalità di oggi circolano gli stessi argomenti (e pratiche!) che gli imbonitori della TV tedesca usavano per convincere il popolo tedesco ad aderire alle idee naziste. Ti faccio un esempio piccolo: forse saprai già come sia diffusa nei paesi occidentali la diagnosi prenatale che permette di conoscere se il bimbo è down (o meno) e regolarti di conseguenza - se vuoi! Il totalitarismo hitleriano è vivo perché si sta saldando col materialismo consumistico. La causa di ciò a mio avviso consiste nel fatto che la storiografia del dopoguerra ha raccontato la storia della vittoria militare politica e ideologica e non ci si è attrezzati per "batterlo" - il nazismo- alla radice, anche sul piano delle premesse teoriche. Quanto hai trovato sul mio sito è 1/10 del lavoro che io ho fatto alla ricerca di fatti ed episodi di un'altra resistenza che c'è stata e che è stata taciuta. Le testimonianze che io ho riportato mettono in luce l'operato soprattutto di uomini e donne che alla scuola di Cristo e nella Chiesa hanno imparato ad opporsi al male rischiando la vita e spesso versando anche il proprio sangue. Nella mia ricerca diventata libro riporto testimonianze anche di uomini e donne che cristiani non erano e che allo stesso modo si sono battuti contro il nazionalsocialismo: alcuni in forza di un comune senso di giustizia, altri per un'idea politica, altri ancora in nome dell'arte o del senso di umanità. Come vedi nessun unilateralismo. Ma ciò che a me interessa è colmare la grave e sospetta lacuna storiografica sulla testimonianza dei cristiani nei lager e fuori! Lungi dal costituire una semplice omissione, ciò è la dimostrazione che alla storiografia dominante non interessava lo sradicamento della concezione di uomo e società del nazismo che oggi ritorna sotto altra forma, e perciò essa non ha ritenuto degno di nota la resistenza di quanti si opponevano da cristiani e in quanto cristiani, accreditando l'idea - politicamente utile nel dopoguerra- che il Cristianesimo fosse solo debolezza, favola buona per mettersi a posto la coscienza come dici tu, o per l'al di là come dico io. Anche ad una certa DC ha fatto comodo usare il Cristianesimo! 2- Tanta parte della storia dei lager è stata scritta dai "vincitori": A) perché non sono stati processati per crimini contro l'umanità i responsabili americani che hanno sganciato la bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki? B)Stalin e i comunisti occidentali sono riusciti a far dimenticare l'esistenza del gulag - realtà di certo terribile almeno quanto i lager; e chi ricorda i 20 milioni di vittime della collettivizzazione -delle purghe - delle deportazioni etniche? Non sono crimini contro l'umanità?
Ora Simone entro nel merito della tua domanda.
Concludo concordando con te che i criminali vanno puniti severamente e quelli nazisti non li si doveva aiutare a scappare; d'altra parte non li si doveva consegnare agli sbudellatori di turno. Che fare? In ogni caso la via di uscita ERA inadeguata. Il metodo storico non risponde ai canoni della morale…tanto più alla nostra che veniamo 50 anni dopo! Non si deve confondere la storia con l'etica. E' mia convinzione comunque che sul ruolo avuto dalla Chiesa nella fuga dei criminali nazisti pesa l'insinuazione di sempre da parte del laicismo storiografico, emanazione di una certa fazione politica, quella che non ha mai visto di buon occhio la Chiesa e ne enfatizza solo limiti, errori o ciò che gli fa comodo perché la vuole tenere lontana dalla costruzione della società, emarginarla culturalmente: ne intuisce infatti la forza dirompente, lontana eco di una Presenza che da sempre la inquieta: Cristo. E ci inquieta tutti, cristiani e no.
D:
Ebreo di merda.Mittente: Guido (Il cognome c'era, per sua distrazione, ma lo ometto)
R:
Caro Guido,