IL SILENZIO

IL SILENZIO

Pio XII aveva più volte preso in considerazione l'eventualità di dichiarazioni pubbliche, e certamente non fu con leggerezza che decise di optare per un'azione silenziosa. In varie lettere ai vescovi tedeschi confidò le sue esitazioni e i suoi dubbi. Così il 20 febbraio 1941:<<Là dove il Papa vorrebbe gridare forte, è purtroppo un silenzio di attesa che talora gli viene imposto; là dove vorrebbe agire gli è imposta un'attesa paziente>> e così il 3 marzo 1944:<< è dolorosa-mente difficile decidere se si impongano una riservatezza ed un silenzio prudente, oppure una parola decisa ed un'azione energica>>

Non poche voci autorevoli si espressero nella stessa linea del Pontefice. Robert M.W. Kempner, ex delegato degli Stati Uniti al Consiglio del Tribunale dei crimini di guerra di Norimberga ha scritto:<<Ogni tentativo di propaganda della Chiesa cattolica contro il Reich di Hitler non si sarebbe rivelato che un suicidio provocato, come ha dichiarato Rosenberg (ideologo del nazismo) ma avrebbe accelerato l'esecuzione di un numero ancor più alto di ebrei e di sacerdoti>> Pertanto il riserbo di Pio XII fu tutto il contrario di una forma di indifferenza nei riguardi delle vittime. Mentre il Pontefice mostrava in pubblico un apparente silenzio, la sua Segreteria di Stato sollecitava nunzi e delegati apostolici in Slovacchia Romania Ungheria prescrivendo loro di intervenire presso i rispettivi governi e presso gli episcopati allo scopo di suscitare un'azione di soccorso, la cui efficacia fu riconosciuta all'epoca, dai ripetuti ringraziamenti delle organizzazioni ebraiche e che uno storico israelita, Pinchas Lapide, non esitò a tradurre in cifre: 850.000 persone salvate.

La Santa Sede abituata com'era alle delusioni, ai rifiuti, ai fallimenti non coltivò alcuna illusione sulla portata della propria influenza, anche se altri, mossi da buone intenzioni, o , al contrario, da intenzioni ostili le accreditavano un potere illimitato.

Quando nel maggio 1952 in un discorso alle infermiere, rievocò quegli anni tragici, Pio XII si poneva il quesito: cosa avremmo dovuto fare che non abbiamo fatto? In altre parole Papa Pacelli si dichiarava consapevole di aver compiuto tutto ciò che aveva creduto di poter fare. Relativamente ai risultati, affermare che egli stesso, o un altro al suo posto, avrebbe potuto fare molto di più, significa uscire dal seminato della storia per avventurarsi nella palude delle supposizioni e del sogno.

 

Per una argomentazione ulteriore sull’utilità o meno del silenzio di Pio XII confronta anche "Le accuse al Pontefice"


Ritorna al sommario