I salvati dal...silenzio.
Dopo l'8 settembre 1943, i tedeschi presero il controllo del paese; il Papa allora incoraggiò i superiori di tutti i conventi e i monasteri a nascondere gli ebrei.
1- Il Vaticano fece circolare la "parola d'ordine" per la quale le porte dei conventi dovevano essere aperte ai perseguitati; subito le suore ammisero nei loro chiostri tutti coloro che ne avevano bisogno, compresi gli uomini: 1- i preti ignorarono le leggi dello Stato che imponevano di non dare asilo agli ebrei; 2- i funzionari delle banche non resero noti alle autorità fasciste i conti degli ebrei; 3- gli albergatori e i padroni di casa nonché gli abitanti dei piccoli villaggi non denunciarono alle autorità la presenza di "ospiti insoliti"
Qualsiasi assistenza agli ebrei era classificata come aiuto al nemico punibile con la tortura e con la deportazione nei lager.
Isaac Dostis, un ebreo greco che ora vive a Leonia, New Jersey, perse 30 congiunti ad Auschwitz. Si salvarono otto membri della sua famiglia che stavano nascosti nelle case di alcuni cattolici. Se fossero stati scoperti sia per gli ebrei sia per i cristiani che avevano provveduto al loro rifugio non ci sarebbe stato scampo. Sarebbero stati deportati o uccisi subito. <<Se uno era fortunato - ha fatto notare Dostis - sarebbe stato fucilato; se sfortunato sarebbe stato impiccato e lasciato appeso al cappio per giorni, quale avvertimento per chi aiutava gli ebrei>>
Sisto e Alberta Gianaroli erano due contadini che per dare asilo agli ebrei rischiarono la propria vita con quella dei loro sette figli. Pio Troiani e Torquato Fraccon invece furono uccisi insieme ai loro figli per l'aiuto che essi avevano dato all'opera di salvataggio degli ebrei.
2- Ogni qual volta le proteste contro le atrocità dei nazisti furono fatte dalla Chiesa, migliaia di preti nei campi di concentramento tremavano. Il Vescovo Jean Bernard di Luxembourg, internato a Dachau dal febbraio del 1941 all'agosto 1942 dichiarò che il trattamento dei prigionieri peggiorava immediatamente...Testimone oculare e attivo operatore, Monsignor Carrol - Abbing scrive chiaramente nel suo libro Butfor the Grace of God: "Strano, quanta poca attenzione sia stata data al punto di vista delle persone che furono coinvolte più direttamente. Nulla di più facile per Pio XII, a distanza, se avesse voluto ignorare le conseguenze inevitabili per milioni di persone già torturate, di parlare chiaramente, e di fare una protesta clamorosa contro i crimini di guerra dei tedeschi e si capisce dei russi"
3- Quando il Capo Rabbino di Gerusalemme s'incontrò con Monsignor Arthur Hughes, delegato papale per l'Egitto e la Palestina, il 5 settembre 1944 parlò con lui dell'opera di liberazione svolta dal Vaticano. Monsignor Hughes citò le parole del Santo Padre: << Noi dobbiamo fare tutto quanto sta nel nostro potere per salvare il popolo di Israele. Ma ogni passo che noi facciamo dev'essere calcolato con la più grande cautela, perché non potrei sopportare l'idea che la nostra attività possa avere un effetto opposto a quel che intendiamo e possa causare la morte di ancor più ebrei>>
N.B. L'elenco di fatti episodi gesti di solidarietà a favore degli ebrei che qui esponiamo hanno un solo senso: la natura di un cristiano è l'amore all'uomo, nella fattispecie storica gli ebrei!
4- Carlo Sestieri, un ebreo ben noto già ospite di uno dei palazzi vaticani, ha dichiarato: "Migliaia di ebrei romani sarebbero stati catturati dalle truppe naziste il 16 ottobre 1943(ndr un mese dopo l'armistizio) se non fosse stato per la politica prudente del Vaticano". Anche la moglie di Sestieri trovò ospitalità e protezione in un convento. Sestieri ha scritto che " forse solamente gli ebrei che furono perseguitati capiscono perché il Santo Padre, Papa Pio XII, non poteva denunciare pubblicamente il governo nazifascista...la politica del Vaticano è stata prudente ma SENZA DUBBIO questo ha evitato sciagure peggiori".
Lo storico Renzo De Felice ha pubblicato un elenco di circa 150 conventi a Roma col numero degli ospiti che ebbero ospitalità, aiuto e protezione. Oggi migliaia di persone che allora vennero aiutate, riconoscono che non avrebbero potuto sopravvivere senza questa assistenza.
5- Il senatore Giulio Andreotti ha lasciato un documento interessante in cui spiega che da giovane studente, aveva servito come messaggero per il Vaticano. "...mettemmo in piedi una piccola organizzazione per procurare carte di identità ai perseguitati. Le stampavano le Benedettine di Priscilla, nella loro piccola tipografia archeologica, ed in particolare il professor Gonella le completava con i timbri di alcuni comuni del Sud, già liberati e quindi non controllabili dai nazifascisti. Ero allora presidente della Fuci (federazione universitari cattolici) e più volte fui ricevuto in udienza privata da Papa Pio XII. Nell'udienza del 17 aprile 1944, il Papa mi disse che i tedeschi avevano minacciato di deportarlo e altri (non so a chi alludesse) spingevano perché si allontanasse da Roma; ma affermò con decisione che egli non aveva paura e rimaneva al suo posto in Vaticano"
Il dottor Giuliano Vassalli, vice presidente della Corte Costituzionale italiana, era ben noto come comunista e membro della Resistenza. Insieme a tanti prigionieri in Via Tasso, fu condannato a morte dai nazisti. Presentatosi, il comandante delle SS, Herbert Kappler, gli disse:<< Puoi ringraziare il Santo Padre che non vai al muro per essere fucilato>> Fu liberato il 3 giugno 1944. Il padre di Giuliano Vassalli aveva fatto appello a Pio XII.
6- Nel solo seminario di San Lorenzo vissero per mesi vestiti da preti sei alti ufficiali dell'esercito italiano. Monsignor Quadraroli, segretario in Vaticano fece le carte di identità false per due fratelli di nome Di Veroli e gli altri membri della loro famiglia. Tutti furono accolti in un convento in Via Cicerone. Olga Di Veroli dichiarò: "A Roma, le persone aprirono non solo le porte ma i loro cuori; misero sulla tavola quel poco che avevano e lo condivisero con noi"
7- Mino Moscati racconta che suo padre era il custode del tempio ebraico, tra l'altro dichiarato monumento nazionale. La mattina della razzia dei nazisti( 16 ottobre '43) i suoi genitori bussarono disperatamente alla porta del convento di Via Fienili. LE SUORE si presero cura di sua madre e delle sue sorelle; un panettiere si prese cura di lui, di suo fratello e di suo padre.
I PP. Francescani di Roma salvarono miracolosamente - oltre a molti ebrei - anche i libri sacri e la Torah, nascondendoli nel muro dietro il Tabernacolo della chiesa di San Francesco.
8- Ines Ghiron scrisse in una lettera alla La Repubblica(27 aprile 1986) di aver trovato rifugio presso un convento di suore canadesi grazie ad un monsignor del Vaticano; prima erano in due poi - in seguito all'invito di Pio XII - videro il convento popolarsi di profughe ebree. "Se Pio XII non parlò in compenso agì. E mi domando se, proprio con la sua prudenza, non riuscì a salvare molte vite umane, comprese la mia!"
9- Il card. Dalla Costa è certamente una delle figure di spicco che si occupò della rete clandestina di aiuto agli ebrei. Quando nel 1938 Hitler si trovò in visita a Firenze insieme con Mussolini, tutte le finestre degli edifici pubblici sfoggiarono drappi bandiere e svastiche...non quelle dell'Arcivescovado nel bel centro della città espressamente vietate dal presule. Come di concerto con Pio XII, anch'egli chiese alle istituzioni della sua diocesi di aprire le porte agli ebrei. A Firenze più di 20 istituzioni risposero (a Roma oltre 200) e centinaia di ebrei ebbero asilo. Padre Aldo Mei aveva 22 anni quando fu ucciso dai nazisti perché nascondeva ebrei e partigiani a Lucca.
Papa Pio XII intervenne in favore di molti capi della Resistenza senza distinzione di razza o di religione: debiti di riconoscenza con lui hanno Bruno Buozzi, Giacomo Mattei, Leone Ginzburg, Giuseppe Lo Presti, Enzo Malatesta, Gianfranco Mastei, il gen. Oddone, Mario Sbardella, Carlo Scalara, Stefano Siglienti e il capo dei GAP di Roma, Antonello Trombadori.
10- Sotto la direzione dei salesiani, c'erano circa 200 studenti che frequentavano l'istituto Pio XI; un terzo di loro erano ebrei. Il 22 giugno 1944 il Rabbino André Zaoui, capitano dell'esercito francese scrisse a papa Pio XII per dire che aveva visitato l'Istituto Pio XI e lo ringraziava per aver salvato tanto ebrei in Italia. Peraltro l'istituto sarà riconosciuto ufficialmente durante la cerimonia sull'Olocausto dell'14 dicembre 1956 sul Campidoglio a Roma. Il presidente dell'Unione della comunità ebraica in Italia, Sergio Piperno disse:<<Questa manifestazione non sarebbe completa se noi non rinnovassimo i nostri ringraziamenti al Sommo Pontefice per la sua sollecitudine. Sollecitudine che si protrasse per tutto il periodo dell'occupazione tedesca sia ricevendo ebrei negli edifici extraterritoriali della Città del Vaticano sia cercando di far mitigare le misure delle Leggi Razziali sia facendo accogliere intere famiglie nei conventi dove sacerdoti e suore malgrado il pericolo fecero a gara per assisterli.>>
A riprova dell'opera salesiana in favore degli ebrei, è nota a tutti la figura del veneto monsignor Camillo Faresin, vescovo emerito di Guiratinga (Mato Grosso, Brasile), insignito nel 1989 del riconoscimento della Menorah da parte delle autorità ebraiche di Belo Horizonte per l'opera svolta a favore di tante famiglie ebree di Roma. Quando era un semplice sacerdote don Faresin era ospite dell'istituto Sacro Cuore di via Marsala: una casa salesiana, quella presso la stazione Termini, in cui la parrocchia spese ben 7 milioni - un'enormità per quel tempo- per soccorrere decine e decine di famiglie ebree della zona.