Un silenzio ragionevole e sensato è ...d'oro!
Lo storico belga Léon Papeleux che pure critica la politica del Vaticano durante la guerra, nel suo libro Les silences de Pie XII (pubblicato nel 1980) ha dovuto ammettere: <<E' indiscutibile; Pio XII si sentì circondato da un dilemma terribile: parlare chiaramente senza la certezza che questo avrebbe arrestato i crimini e col rischio di peggiorare il destino delle vittime; o rimanere zitto e rischiare l'impressione che l'autorità morale più alta stava coprendo i crimini col suo silenzio"
Lo scrittore ebreo Pinchas Lapide nel suo libro Three Popes and the Jews cita un ebreo che, con l'aiuto del Vaticano potè scappare durante la razzìa degli ebrei romani nell'ottobre del 1943 e che anni dopo ebbe a dichiarare: <<Nessuno di noi voleva che il Papa parlasse apertamente. Noi eravamo fuggiaschi e non volevamo essere designati così. La Gestapo avrebbe solamente intensificato le perquisizioni>>
Forse però il dettaglio più esplicativo dei silenzi di Pio XII è stato il fatto di non aver mai denunciato il trattamento dei 2.000 preti cattolici a Dachau: il tutto sempre per non provocare disastri peggiori assicurati!
David Kaplan ha notato nel New York Tribune che gli "americani non volevano più ebrei negli Stati Uniti, gli inglesi non li volevano in Inghilterra...sembrava che nessuno avesse una risposta al problema eccetto quello di lasciare che Hitler continuasse ad ucciderli...Gli Stati Uniti e i suoi alleati durante la Seconda Guerra Mondiale avrebbero potuto fermare la soluzione finale degli ebrei d'Europa ma scelsero di non farlo" [David Wyman in The abandonment of the Jews] Eppure notizie del programma di sterminio degli ebrei circolarono durante la conferenza stampa a Washington, D.C., il 24 novembre 1942! Una delle "scuse" addotte dallo Stato Maggiore interalleato fu che si dovesse in via assolutamente prioritaria vincere la guerra! La scusa ha un suo fondamento...ma non per questo gli alleati vennero denunciati di antisemitismo.
N.d. R.
Gli alleati ritennero di non dover intervenire militarmente e strategicamente per impedire la soluzione finale, ma non per questo sono tacciabili di antisemitismo; se però la Santa Sede ritenne opportuno il silenzio onde salvare vite umane, allora quel silenzio dimostra che Pio XII era complice, filonazista e antisemita! Ai critici e al New York Times che lo hanno scritto bisognerebbe ricordare che Sua Santità non denunciò neppure il bombardamento di Dresda né la bomba di Hiroshima: e perché? Ma è evidente: era filo americano-yankhee! E ancora Pio XII non denunciò la deportazione postbellica da parte degli alleati di 2 milioni di persone verso la morte quasi certa nell'Unione Sovietica...e perché mai? È evidente: era stalinista!Vediamoli i risultati di questo silenzio... d'oro! Per il quale storici seri hanno potuto parlare addirittura di: " La Resistenza in convento "