2° doc. "IMPEDIRE L'ESTENDERSI DEL CONFLITTO "
Il 1° settembre le truppe tedesche entrano in territorio polacco: è l'inizio del secondo conflitto mondiale; Mussolini annuncia la non belligeranza dell'Italia. Ed ecco Pio XII non lasciare intentata alcuna strada affinché l'Italia resti neutrale. Il 21 dicembre rivolge un pubblico elogio della neutralità italiana ricevendo in udienza il re Vittorio Emanuele e la regina. Facendo uno strappo al protocollo, il 28 dicembre 1939 Pio XII decide di recarsi al Quirinale per ricambiare personalmente la visita dei sovrani italiani.
Il 5 gennaio 1940 Mussolini in una lettera personale al Fuhrer lo rassicura sulle proprie intenzioni e, pur non avendo partecipato agli incontri di Pio XII con i sovrani italiani, invita Hitler a considerare infondata l'ipotesi di un'influenza del Pontefice sulla politica italiana. Frattanto il presidente Roosevelt paventando l'entrata in guerra di Mussolini e di altri, invia in Europa il sottosegretario di stato degli Usa, Sumner Welles per dissuadere chiunque da un eventuale estensione del conflitto. In effetti Roosevelt e Pio XII non si sbagliavano: Ribbentrop annunciava una propria visita lampo a Roma(11 marzo1940) in apparenza per rispondere personalmente alla lettera del duce del 5 gennaio '40 in realtà per preparare l'incontro al Brennero (17 marzo '40) in cui Hitler avrebbe spinto Mussolini ad entrare in guerra! L'11 marzo '40 Ribbentrop è ricevuto in udienza da Pio XII il quale per un'ora (ore 11/21.10) "subisce" la visita (vedi confidenze orali a Tardini e vescovo di Breslavia). Intanto Welles terminato il giro delle consultazioni nelle capitali europee, di ritorno in America ne riferisce al Presidente l'esito sottolineando che tutto dipende da Mussolini, e che la principale richiesta rivoltagli dal Papa nonché dal conte Ciano (contrario alla guerra) era quella di sollecitare lui, (il presidente Roosevelt) ad esercitare tutta la sua influenza per mantenere l'Italia fuori dal conflitto.
Pio XII filo-nazista?
L'11 gennaio 1940 Pio XII convocò il rappresentante della Gran Bretagna e gli spiegò di aver ricevuto il rappresentante di alcuni capi militari tedeschi, dal quale aveva appreso che si stava approntando una massiccia offensiva per la metà di febbraio e aveva anche appreso che i generali si dichiaravano pronti a sostituire l'attuale governo con un regime, con il quale sarebbe stato possibile negoziare, sulla base di una restaurazione della Polonia e della Cecoslovacchia, mantenendo però l'annessione dell'Austria alla Germania. La sera del 6 febbraio il maestro di camera incaricato di introdurre i visitatori presso il Santo Padre si era recato da Osborne per pregarlo di recarsi il giorno dopo alle 12.30 nel suo ufficio dal quale egli lo avrebbe introdotto discretamente nell'appartamento pontificio. Osborne non avrebbe dovuto indossare l'abito da cerimonia e nulla sarebbe stato reso pubblico. La comunicazione ricevuta dal Papa era stata la seguente: un nucleo consistente dell'esercito intendeva eliminare Hitler. L'attentato sarebbe avvenuto in una località fuori Berlino...(pag.53 del libro di Blet) Pio XII affermò addirittura che pur riluttante a dare quel messaggio per conto dei congiurati, tuttavia lo aveva fatto per "aver sentito l'obbligo di coscienza di non lasciare intentata neppure una via su un milione per salvare delle vite umane"