4° doc

4° doc. "IL PAPA CONTRO L'INVASIONE NAZISTA DEI PAESI BASSI"

Intanto dal 3 al 6 maggio 1940 la segreteria vaticana informa tramite i nunzi che i tedeschi avrebbero invaso in modo massiccio Francia Olanda e Belgio! Si configura qui una verità elementare dell'intero periodo bellico: prudenza ed equilibrio faranno guadagnare alla Santa Sede informazioni tali che all'occorrenza si riveleranno utili per prevenire, almeno parzialmente , i danni della furia nazista sui popoli. Puntuale ...come da indiscrezione, il 10 maggio 1940 Hitler ordina l'invasione dei suddetti paesi! E senza ultimatum né dichiarazioni di guerra! Tutti, proprio tutti gli ambasciatori degli Usa, Francia, Inghilterra, Belgio, Olanda tempestano di telefonate la segreteria vaticana per essere ricevuti nella stessa mattinata del 10 maggio. Tutti chiedono al Papa una condanna pubblica dell'invasione tedesca. Pio XII aveva deciso di dare ascolto a quelle istanze e la sera stessa del 10 maggio erano già pronti un comunicato ufficiale da pubblicare sull'Osservatore Romano e tre telegrammi scritti personalmente da Pio XII sulla sua macchina da scrivere e indirizzati al re del Belgio, alla regina d'Olanda e alla Granduchessa di Lussemburgo(pure invaso) La sera stessa alle ore 21 si procedeva all'invio. E la sera del giorno dopo, sabato, venivano pubblicati in grassetto sulla prima pagina dell'Osservatore Romano.

 

Pio XII pavido: Una bufala !

Il comunicato sull'Osservatore Romano e i telegrammi non furono una azione diplomatica di poco conto se "venditori e acquirenti del quotidiano della Santa Sede vennero bastonati, alcuni esemplari strappati dalle edicole e bruciati"; non solo lo stesso Mussolini diede l'incarico all'ambasciatore Dino Alfieri di farsi ricevere in udienza dal papa e protestare contro i tre telegrammi del 10 maggio. Durante l'udienza l'ambasciatore aveva lasciato intendere che Sua Santità aveva sconfessato con quei telegrammi la politica del duce, e pertanto che avrebbe potuto verificarsi qualcosa di grave; Pio XII rispose che come già a Monaco non aveva avuto timore delle rivoltelle puntate contro di lui non ne avrebbe avuto per una seconda volta, a Roma. Inoltre aggiunse: <<Gli italiani sanno sicuramente le cose orribili che avvengono in Polonia. Noi dovremmo dire parole di fuoco contro simili cose, e solo ci trattiene dal farlo il sapere che renderemmo la vita di quegli infelici, se parlassimo, ancora più dura>>

Quando il 15 maggio del 1940 pervenne in Vaticano la notizia ufficiosa dell'imminente entrata in guerra dell'Italia, si prese in esame l'ipotesi di scomunica di Mussolini su suggerimento dell'ambasciatore degli USA...Ma queste cose non si dicono o forse non si devono far sapere perché non è politicamente corretto. Comunque è una riprova di un uso strumentale della storia!

 


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