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 VOCI DAL GULAG

L'uomo non può credere nel trionfo della galera e il nostro modello di socialismo è precisamente la galera (Aleksandr Ginzburg)

Quivi sospiri, pianti e alti guai

Risonavan per l'aere sanza stelle ...

Diverse lingue, orribili favelle,

parole di dolore, accenti d'ira,

voci alte e fioche, e suon di man con elle,

facevano un tumulto... [Dante Alighieri, Inferno, canto III]

 

Testimonianze tratte da alcuni libri : iniziamo con il libro di Jurij Brodskij, " Solovki. Le isole del martirio. Da monastero a primo lager sovietico" edito nel 1998 da La Casa di Matriona, Milano.

I gesti eroici e gli atti umani che abbiamo scoperto e selezionato in questo libro di Jurij Brodskij li puoi trovare nell'ultima pagina.

 

 seguiranno i resoconti sulla biografia "Stalin" di Boris Souvarine e pagine significative di "Il passato di un illusione" di François Furet

 

SOLOVKI, IL PRIMO LAGER SOVIETICO

 

Le isole Solovki sorgono sul mar Bianco a circa 160 km dal Circolo Polare artico. Nel XV secolo nell’arcipelago fu costruito un monastero ortodosso. 

Nel 1920 data la rigida condizione climatica fu creato il primo campo di concentramento per i prigionieri della guerra civile. Oltre un milione di detenuti lasciò la vita alle Solovki o sul canale del Mar Bianco. L’isola di Solovki ha un diametro di 17/20 km. Ha una fitta vegetazione di abeti e betulle. Sull’isola si contano circa 500 laghi ricchi di pesce. I monaci avevano unito parte di questi laghi mediante canali, che svolgono anche la funzione di vie d’acqua.

NOMI di grandi carnefici : Nogtev - Bokij - Ejchmans - Vas’kov -

e…di grandi lager :isola di Muksalma, Kem’ovvero le porte delle Solovki, Kolyma

Scritte 

 <<Senza istruzione e pulizia non si cammina verso il socialismo>>

  <<Il lavoro irrobustisce l’anima e il corpo>>

  <<Indicheremo una nuova via alla terra, signore del mondo sarà il lavoro>>

  <<Il potere sovietico non punisce, corregge>>

  <<Attraverso il lavoro, verso la liberazione !>>

 

 Il 25 settembre 1924 circa 400 detenuti indicono lo sciopero della fame contro il tentativo di instaurare i lavori forzati ; dopo 15 gg. di sciopero della fame a cui sarebbe seguito quotidianamente il suicidio di un detenuto tirato a sorte, la direzione del lager recede dai provvedimenti.

Voci dal silenzio...

 Volkov :<< Sotto i nostri occhi pestavano la gente, la ricacciavano da un posto all’altro, l’addestravano a mettersi in fila, la perquisivano, la intimidivano con i fucili puntati dalle torrette e con colpi sparati a vuoto....Nelle baracche dove tutti stanno stesi sul pancaccio di fianco e si girano a comando( !)...io non riuscivo a stare sdraiato per l’incredibile quantità di cimici. Queste si arrampicavano lungo i montanti dei pancacci in file continue come formiche lungo un tronco d’albero...Uscivo all’aperto. Ma qui c’era un altro nemico :nugoli di zanzare, una specie settentrionale di insetti che succhiano sangue, tipici della tundra, da cui non c’è verso di proteggersi.>>

 Dalla richiesta di rinvio a giudizio dell’istruttoria (1930) a carico di un aguzzino :<< Oltre ad essere picchiati a colpi di bastone e di castigamatti(carbonizzati) d’estate i detenuti venivano esposti nudi e sull’attenti alle zanzare oppure seduti sui trespoli cioè su strette assi su cui dovevano rimanere accovacciati senza muoversi e in perfetto silenzio...Per la minima infrazione si finiva in celle di rigore senza riscaldamento dove i detenuti venivano tenuti fino all’assideramento...speciali celle di rigore erano alte un metro dove nel pavimento, nel soffitto e nelle pareti erano confitte punte acuminate e i detenuti che non resistevano ci lasciavano la pelle...Gli uomini del corpo di Sorveglianza costringevano a portare l’acqua con le mani da una buca all’altra, o a spostare la neve da un posto all’altro o a contare i gabbiani, cioè a gridare "Un gabbiano, due gabbiani" fino a 2000, fino allo stremo delle forze ! Si organizzavano messinscene di fucilazioni, si praticava l’omicidio col pretesto di fughe>>

Allora le Solovki erano semplicemente una galera con un regime durissimo, il regno dell’arbitrio assoluto, un mattatoio in cui annientare gli ultimi nemici reali e potenziali dell’ideologia sovietica. Il pesante lavoro di 12 ore al giorno, superiore alle forze della maggior parte, era solo un metodo di omicidio di massa ma non serviva ancora agli scopi di sfruttamento e di profitto economico.

 

Urla dal silenzio...

 Volkov :<<C’erano sempre persone con la febbre alta e il delirio. Presto venimmo a sapere che non erano malati di polmonite : era l’eterno compagno della miseria, del sovraffollamento e della sporcizia cioè il tifo petecchiale... avevamo dimenticato che cosa fosse la biancheria ed eravamo pieni di pidocchi. L’isola si era trasformata in un grigio putiferio, fetido e brulicante...Per combattere il tifo prendevano misure insane...Ci chiudevano a chiave negli edifici, non ci lasciavano uscire ma ciononostante sui pancacci si continuava a vaneggiare e a morire, senza contare che bisognava pur lasciarci uscire per andare alle latrine, alla mensa per il pane>>

 Sederchol’m :<<La maggior parte muore nel giro di due anni per malattie polmonari, scorbuto, pazzia o fucilazione quando sotto l’influsso della più nera disperazione questi uomini resi folli dalle sofferenze tentano di protestare....L’orrore del lager delle Solovki consiste nel fatto che nessun detenuto è mai sicuro di quel che sarà di lui un istante dopo>>

 Lichacev :<<Ci portarono al bagno accanto all’essiccatoio nel mulino del monastero. La mia situazione era terribile. Mi tolsi gli abiti, mi bagnai, ma quando feci per lavarmi le pustole provocate dai pidocchi che si erano già chiuse, queste si aprirono nuovamente e io mi ritrovai tutto insanguinato. I pidocchi si concentrano là dove gli abiti aderiscono maggiormente al corpo. Il sangue grondava, non riuscii a lavarmi ma il numero dei pidocchi diminuì>>

 Zajcev :<<Per difendersi dal freddo in quella stanza i disgraziati formavano dei gruppi di calore a quattro o sei persone. Questi gruppi erano grovigli di corpi umani attorcigliati l’uno all’altro...Il comandante della compagnia si beffava dei detenuti :a volte ne cacciava qualcuno al cesso e lo obbligava a ficcare la testa nel buco sopra la fossa, finché quello non perdeva i sensi ; altri li mandava nudi nell’impastatoio di argilla dove in mezzo metro di argilla impastavano con i piedi. Con questa pena poteva concorrere solo la Sekira o l’Ovsjanka>>

 Olechnicov:<< Altri che non rubavano cercavano nelle immondizie le teste di aringa, le lische di ghiozzo e se le cucinavano aggiungendo ortiche. Dopo il tifo petecchiale così iniziò il tifo addominale con la dissenteria oltre il solito scorbuto nonché la pellagra. I gatti erano scomparsi dal lager, li avevano mangiati...e quando una cagna spelacchiata andò in giro coi suoi cuccioli anche quelli finirono nelle pentole>>

 Rozanov :<<Tra il 1931 e il 1932 trasportarono al canale Bianco, l’intera linea a scartamento ridotto, con le traversine e il materiale rotabile, la segheria, la fonderia di ghisa, la tipografia, una parte del bestiame e il magazzino viveri. La GPU aveva accumulato alle Solovki, nei sotterranei del monastero farina, granaglie, carne, pesce e lardo in quantità tali che avrebbero potuto nutrire 20mila prigionieri per 10 anni...Tutti quelli che avevano vissuto il periodo degli abusi del 1928-1929 erano finiti tra gli invalidi, deportati sugli Urali e in Siberia per decreto della commissione...Ben presto incominciarono a sparire i gabbiani. I delinquenti gli davano la caccia a dispetto dell’ordine : "Per ogni gabbiano ucciso, da sei mesi di arresto alla Sekira a una nuova condanna a tre anni">>

  

Orrori dal silenzio...

 

 Nei distaccamenti Beluz’e, Ovsjanka, Novaja Sosnovaja e Staraja Sosnovaja prendevano gli uomini e li facevano assiderare, li immergevano nell’acqua gelida della baia. A Novaja Sosnovaja e a Ovsjanka ancora adesso nel bosco ci sono gli scheletri dei morti assiderati.

 Zajcev :<<Comandante della postazione era un certo Potapov. Non solo permetteva di non riposare durante il lavoro che durava dalle 16 alle 20 ore ma sapendo che tutti erano intirizziti dal freddo accendeva a bella posta un falò e si sedeva lì vicino con il revolver in mano. Se qualcuno si avvicinava lui gli sparava...e nel rapporto scriveva "tentativo di fuga". Altro divertimento di Potapov era di lasciar assiderare gli uomini. Sceglieva qualcuno che non riusciva a completare la norma, lo faceva salire su un ceppo e gli faceva versare addosso l’acqua raccolta dal lago attraverso un foro praticato nel ghiaccio. Talvolta giocava alla fucilazione, sparava vicino all’orecchio o a una ciocca di capelli, poi costringeva il detenuto assordato a seppellirsi nella neve. Gli altri aguzzini non erano da meno di Potapov. Nel campo 45 dei lavori di disboscamento i detenuti erano costretti a ingoiare gli escrementi e quelli che invocavano il nome di Dio venivano crocifissi nudi. Nel campo 129 i cekisti se la spassavano mutilando gli uomini, spezzando loro le ossa...lì lavoravano ex carnefici della Ceka di Mosca, veri malati psichici>>

 Zilov,medico del campo :<<Internare nel lager delle donne di fatto equivaleva a venderle sul mercato delle schiave. La tratta delle donne iniziava fin dall’arrivo del contingente. Centinaia di occhi avidi e libidinosi soppesavano le donne, scegliendole e valutandole>>

 Solov’ev :<<Molte in preda alla fame e sfinite dai lavori comuni acconsentivano alla "convivenza" con i capi che avevano diritto alla cuoca o ad una serva>>

 Olecknovic :<<Alle Solovki, il criminale comune I.K. aveva perso al gioco la sua donna. Allora l’aveva invitata nel bosco come per fare una passeggiata, poi, in un luogo stabilito, sei giocatori del giono prima l’avevano violentata. Il debito d’onore era stato saldato come si deve entro le 24 ore>>

 Da un’altra inchiesta del marzo 1933 :<<L’apparato della sezione è coinvolto in abuso di alcolici, rapporti intimi con le detenute, orge, risse...ha accettato di legarsi a doppio filo con gli elementi criminali, ricevendone tangenti per coprirne i delitti>>

 Zajcev :<< Era il rigido inverno 1925. Mobilitazione per scaricare un rompighiaccio : furono spediti tutti :malati, debilitati, zoppi...lo scarico durò 48 ore. Molti si congelarono : di notte nella bufera di neve un gruppo di disperati si rifugiò dalla parte in cui non c’era acqua sotto la neve, disponendosi a mucchi di 4 - 5 uomini stretti forte uno all’altro. La bufera li seppellì, coprendoli con una spessa coltre di neve.>>

 Olechnovic :<<Fino al 1928 di solito fucilavano nel cimitero del monastero, di notte, alla luce delle torce. I condannati venivano messi sul bordo delle fosse scavate per loro e gli agenti(e spesso il loro capo Degtjarev) gli sparavano alla nuca.>>

 Andreev :<<Alle 4 del mattino si sentono le urla dei piantoni : "Alzarsi !Alzarsi !" Dopo aver mandato giù in fretta il semolino e l’acqua calda, ci mettiamo in fila. L’assegnazione del lavoro... Alla fine riceviamo la scure, le seghe e in fila per due ci trasciniamo penosamente al lavoro. E solo alle dieci di sera crolliamo addormentati senza sentire la biancheria umida, il fetore, le punture di pidocchi e le cimici. Alle 4 del mattino si ripete la solfa di ieri....In primavera nel bosco delle Solovki si trovano molti cadaveri :uomini assiderati, ammazzati a fucilate dalla scorta o uccisi dai caposquadra>>

 

D’inverno per facilitare alle renne e ai cavalli il trasporto del legname, venivano spediti nella neve fonda gruppi di sei- otto uomini, in file compatte, che passavano una dopo l’altra per battere la neve, che arrivava fino alla cintura ; dopo una certa distanza le prime due tre file venivano arretrate, altre passavano in testa e così avanti finché tutta la strada era battuta.

 

Grida dal silenzio...

 Kurilko, Kem<<Non di rado venivano mandati al lavoro seminudi, nel gelo...Nelle postazioni di lavoro nei boschi l’arbitrio era all’ordine del giorno : picchiavano tutti a partire dal caposquadra fino ai soldati della scorta. C’erano molti casi di autolesionismo, la gente si tagliava con la scure le dita delle mani e dei piedi per potersene andare. Perdere una mano o un piede era meglio che sopportare la vita in quel posto>>

 Nokonov :<< Beh, da noi a Novo-Sosnovaja non espongono alle zanzare, ti mettono in una cella piena di acqua. Ti lasciano assiderare fino alla morte. E poi non è che congelino e basta, serve anche da avvertimento. Tirano fuori il morto assiderato davanti ai ranghi : guardate un po’, voleva fuggire e ha ricevuto la sua punizione. I cadaveri congelati vengono ammassati dietro le latrine. Quando si sono ammucchiati venti uomini, vengono gli infermieri e li buttano nelle fosse comuni>>

 Zajcev :<< Isakovo. Inverno. La buia notte polare. Dalla sera prima si era scatenata una tempesta di neve. Alle 4 del mattino risuonano le grida bestiali dei piantoni... I tronchi degli alberi sono seppelliti da cumuli di neve. Prima di segare bisogna liberare i tronchi. I deboli già sopraffatti dal regime decidono di aspettare l’alba. Si ritirano a coppie sotto i frondosi rami di abete, si sistemano comodamente stringendosi l’uno all’altro...Spesso queste coppie si trasformano in cadaveri congelati, muoiono assiderati...Quando il caposquadra, facendo un giro di ispezione, da uomo esperto qual è cerca sotto gli abeti e trova i cadaveri congelati...>>

 Fatti non foste a viver come bruti...

 Sederchol’m :<<Data l’imminenza dell’inverno ci ordinarono di smontare i binari che passavano sulla palude di torba...il ferro gelido delle rotaie tagliava a sangue la pelle delle mani. Era una tortura indicibile camminare in tre sulla palude, portando a braccia un pezzo di binario del peso di 160 Kg....La stazione della ferrovia a scartamento ridotto era a quasi un km dalla garitta delle guardie. Si levò la luna e sotto la sua pallida luce, piegati sotto il peso di un lavoro disumano, gli uomini davano l’impressione di essere degli spettri.>>

 Solov’ev :<< Dopo una dura giornata di lavoro, terminata la cena i cekisti spedirono un gruppetto ai lavori di notte...Immersi nell’acqua fredda fino alla cintola, sotto un forte vento bisognava ripescare dall’acqua i tronchi d’albero. Formalmente lavoravamo fino alle 7 di sera e quello notturno non era lavoro ma semplicemente... straordinario>>

 Nikonov :<<Bisognava eseguire in fretta l’obbiettivo concordato e imparare a caricare e a portare 25 carriole di sabbia, ossia fare 25 km col carico e 25 senza carico. Cinquanta km di marcia. Questo voleva dire conseguire l’obbiettivo che dava diritto a 600 grammi di pane....Inseguito dalle grida e dagli improperi, scaricai la sabbia non dove andava scaricata, rovesciai la carriola di lato e mi fermai ansimando con le braccia e le gambe che tremavano per lo sforzo. Sollevai la carriola vuota...le gambe tremavano e si piegavano, avevo davanti agli occhi stelle e cerchi neri. Camminavo senza neanche accorgermi di quello che avevo intorno>>

 Gorelov  morto nel 1992 scontò 17 anni di reclusione :<<Ci avevano trasportati nella stiva di un barcone lurido ; stipati all’inverosimile all’arrivo si scoprì che parecchi detenuti erano morti soffocati. Mi misero in cella cogli stranieri : c’era gente di 16 nazionalità diverse : c’erano anche le brigate internazionali che si erano battuti in Spagna, comunisti tedeschi scappati dai nazisti...anzi parte di questi Stalin li restituì a Hitler !>>

 Gazarjan :<<Avevamo sete ma ogni volta ci davano l’acqua solo dopo grandi scenate...Il capo scorta ci avvertì che al cesso si andava solo due volte al giorno, mattino e sera. Eccezioni per nessuno ! Incominciammo ad usare ogni tipo di recipiente, anche le scarpe. C’era un puzzo intollerabile. Ci mancava il fiato. Si faceva di tutto per umiliare la nostra dignità umana... Giunti all’isola di Muksalma, ci spogliarono completamente, ci rasarono i capelli, ci perquisirono. Ispezionavano le orecchie, la bocca, l’ano>>

 Oliker :<<Il regime imposto aveva lo scopo di portare al disgusto la vita. Nella cella dove è prima viveva un solo monaco ora ce ne stanno sei. Era vietato stendersi dalla sveglia fino al silenzio, cioè 16 ore. Per tutte queste ore bisognava star seduti senza stendersi né piegarsi : il corpo doveva stare in perfetta verticale. Entro due tre mesi tutti avevano i piedi gonfi. Stando seduti ininterrottamente, dopo le cinque e le sei di sera veniva una sonnolenza invincibile, era impossibile tenere sollevate le palpebre...Bastava che qualcuno si tirasse il lenzuolo sul viso che tutta la cella veniva fatta scattare in piedi con urla, bestemmie...ci si doveva coprire solo fino alla vita, ma poi non si riusciva a dormire per il freddo !>>

 Oliker :<< Fumare era permesso ma il detenuto doveva restituire tutte le cicche delle sigarette per il conteggio. Per ogni detenuto si teneva un registro :quante sigarette aveva ricevuto, e quando, quanti mozziconi aveva restituito...Questi controlli si facevano per paura che la carta dei mozziconi venisse usata per una corrispondenza tra detenuti>>

 Sagajdak :<<Mi avevano dato tre giorni di cella di rigore per aver bussato. Infatti non si poteva bussare alla porta, bisognava che il sorvegliante aprisse di tanto in tanto. Dopo aver finito di lavare il pavimento avevo bussato alla porta appunto per restituire il secchio di legno... Durante la mia detenzione per due volte la nostra cella fu privata per un mese della passeggiata cioè della luce del giorno e dell’aria pura. La prima volta perché ci eravamo lamentati del pane pieno di sabbia, la seconda perché avevamo rifiutato la sbobba nella quale galleggiavano vermi bianchi in gran numero. I vermi furono raccolti in una scatola di fiammiferi e consegnati al sorvegliante. Apparve il direttore della prigione col medico. Questi dichiarò che i vermi erano assolutamente innocui per l’uomo e che le nostre proteste erano dovute all’odio verso il regime sovietico>>

 Oliker :<<Durante la passeggiata era vietato persino tossire, temevano che coi colpi di tosse ci scambiassimo dei segnali. Com’era difficile trattenersi e non sollevare la testa quando passava in alto un aereo ! Alzare la testa era severissimamente vietato. Prima di entrare nella latrina ciascuno riceveva un pezzo di carta grande come una scatola di fiammiferi. Guai a chi non usava la carta e all’uscita non la mostrava !>>

 

Se le Solovki erano un inferno, la Sekira ne era il cuore! la porta...

 

Per me si va nella città dolente

per me si va nell'etterno dolore

per me si va tra la perduta gente...

Lasciate ogni speranza voi che entrate

[Dante Alighieri, Inferno, canto III]

 Volkov :<< L’unico ingegnere ferroviario allora esistente alle Solovki ,un uomo sulla trentina dal carattere coraggioso e allegro capace di contraddire i capi e che cercava di salvaguardare i detenuti dall’arbitrio delle scorte, finì per una delazione alla Sekira : Kucharenok. Al ritorno era irriconoscibile, si era spento. Si venne a sapere che l’avevano sottoposto ad ogni genere di tortura. La più sopportabile erano le "pertiche"(sic!), vale a dire ti costringevano a star seduto per giorni e notti su delle pertiche infisse da un muro all’altro, senza permetterti né di alzarti né di dormire, niente...>>

 Dai servizi segreti polacchi : <<Alla Sekira erano detenuti i condannati ai lavori pesanti. Li si costringeva a portare l’acqua dieci volte al giorno su per la lunga scala di circa 300 gradini>>

 Lichacev :<< Dal colle della Sekira le guardie di scorta facevano rotolare i detenuti giù per le scale legati a un tronco. In basso non restava che un cadavere sanguinolento, riconoscibile a fatica. Li seppellivano direttamente in una fossa accanto>>

 Sederchol’m :<<Vidi un gruppo della Sekira condotti ai lavori di interramento del cimitero dove venivano sepolti i malati di scorbuto e di tifo. Il cimitero appestava l’aria, perché falde acquifere sotterranee avevano scalzato le fosse dei morti. Dico fosse e non tombe perché i detenuti venivano gettati nelle fosse come cani randagi>>

 Nikonov :<< Il comandante viene ogni giorno e fa stendere tutti a terra. Poi conta i piedi. Tante paia di piedi, tante razioni di pane, minestra e semolino. Il giorno dopo annusa l’aria : "Ci risiamo, vi siete tenuti i cadaveri". Si mette a cercarli e ne trova 5 o 6...I vivi dormono accanto ai morti per ricevere la loro razione. Allora comincia a far tirare giù i morti dai pancacci , alcuni li trascinano per i piedi, solo la zucca picchia per terra. Le fossi comune sono piene di corpi. Trasportano i cadaveri alla fossa e per tutto l’inverno le fosse non vengono coperte. Immaginatevele queste fosse...attorno girano le volpi polari. A che pro cercare topi e altre prede se qui c’è tanta carne umana ?>>

1928 : detenuti alle Solovki 20.244 ; aprile 1930 : sono 53.323 ; maggio 1931 :71.957

Ed ecco che un giorno si diffuse una notizia , nelle stalle dell’ "Azienda agricola" è scoppiata una epidemia di tifo. Enormi fosse comuni vennero scavate ai piedi delle mura del Cremlino. Tra le mura e la baracca femminile...Lì buttavano i morti. Naturalmente prima gli toglievano i denti con le capsule d’oro e li spogliavano nudi...

N.B. Le fossi comuni vicino alle mura vennero ritrovate nel 1975 durante i lavori di costruzione di una casa.

Nel 1930 sulla stampa occidentale si incomincia a parlare delle atrocità che si compivano nel lager delle Solovki.

Gli omicidi commessi dai cekisti ai vecchi lavori forzati non erano niente in confronto allo sterminio di una massa di detenuti per sottoalimentazione cronica e ritmi di lavoro insostenibili, stimolati dalla caccia al pezzo di pane.

 

I volonterosi carnefici della Causa proletaria!

 Solonevic :<<Qualunque sia il giudizio che diamo sul sistema sovietico, resta indiscutibile il fatto che nessun potere nella storia dell’umanità si è mai posto scopi tanto grandiosi e nessun altro potere, nella strada per raggiungere i propri scopi, ha mai accumulato tanti cadaveri. E nonostante ciò è rimasto ben saldo. Nel 1918 nella Kiev occupata dai tedeschi, parlai a cuore aperto con Manuil’skij, segretario Komintern...gli dimostrai che il bolscevismo era condannato perché non incontrava le simpatie delle masse. - Senta bene, mio caro - sorrise sprezzantemente - cosa vuole che ci interessi la simpatia delle masse ? A noi serve un apparato di potere. E ce lo faremo. La simpatia delle masse ?ce ne facciamo un baffo ! - Molti anni dopo mi diventò chiara la risposta di Mauil’skij :con chi si può fare un apparato di potere in mancanza delle masse :lo si può fare con le carogne e una volta fatto con le carogne sembrerà invincibile ; infatti per le carogne non esistono dubbi, pensieri, rimpianti, campassione. Questi attivisti non sono un fenomeno solo russo. E’ un tipo di uomo universale, col cervello di un montone, le mandibole di un lupo e il senso morale di un protoplasma.>>

 Zitov :<<Lo misero a capo di 4 distaccamenti del canale del mar Bianco, nominandolo vice- direttore del lager del canale mar Bianco- mar Baltico. I ritmi di lavoro che Uspenskij esigeva fecero sì che alcune migliaia di detenuti si riducessero a larve e schiattassero, intralciando gli altri che lavoravano. Io stesso ho preparato l’ordine di evacuazione di 12 mila persone allo stremo delle forze dall’enorme lager- cantiere che nel 1932 era diretto da USPENSKIJ>>

 

Il canale mar Bianco - mar Baltico è stato chiamato "Stalin", il genio del bolscevismo, primo maestro dell’edificazione socialista, nocchiero della rivoluzione proletaria mondiale.

Il 2 novembre 1939 l’NKVD a firma Berija decreta la chiusura delle Solovki.

 

Nel rapporto Molotov del 13 marzo 1931 pubblicato sull’Izvestija :<<Ad onta dei capitalisti, moltissimi disoccupati invidiano oggi le condizioni di lavoro e di vita dei detenuti nelle nostre regioni settentrionali>> ( ! ! !)