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Per Saddam la risoluzione "annuncia la guerra" |
| Iraq: 09/11/02 (tratto da www.warnews.it) |
| Il Consiglio di
sicurezza delle Nazioni Unite è riuscito ieri a votare la risoluzione
contenente l'ultimatum all'Iraq per la riammissione degli ispettori
incaricati di controllare se il paese produce armi di distruzione di
massa. Dopo un dibattito durato quasi due mesi si è arrivati a trovare un salomonico accordo che consente a tutti i protagonisti del contenzioso di sostenere di aver ottenuto quello che volevano. Putin e Chirac, poco dopo l'approvazione, hanno spiegato che considerano "soddisfacente" il testo perche' "e' fermo nei confronti dell'Iraq e offre l'opportunita' per una soluzione pacifica". A convincere la Francia e' stato l'inserimento di una clausola che attribuisce solo agli ispettori il potere di decretare eventuali violazioni dell'Iraq ai suoi obblighi nei confronti dell'Onu e riferirne al Consiglio di sicurezza. Ma la risoluzione non richiede un'autorizzazione specifica del Consiglio per un'azione militare e lascia di fatto Washington libera di attaccare, una volta che l'esecutivo Onu si dovesse riunire per certificare violazioni. Baghdad ora ha una settimana per accettare i termini della risoluzione e impegnarsi a rispettarli. E l'Iraq ha già fatto sapere che la risoluzione "annuncia la guerra", ribadendo che non c'era alcuna necessità di adottarla perché Baghdad "ha già manifestato la sua disponibilità a dare tutte le facilitazioni agli ispettori per portare a termine la loro missione". Nel primo comunicato ufficiale dopo il voto, reso noto nella notte dall'agenzia di stato Ina, il regime iracheno ha definito "ingiustificata" la risoluzione approvata ieri dalle Nazioni Unite. In effetti Washington ha subito mostrato di leggere il documento come un via libera alla guerra, anche se i tempi dovranno slittare, visto che Saddam - salvo decida di respingere l'ultimatum - avrà alcuni mesi di tempo prima che possano scattare le minacciate "gravi conseguenze". Ma il voto unanime del Consiglio - con l'adesione anche di un paese arabo quale la Siria, e della Cina - lo ha già interpretato come una specie di carta bianca ad agire con ogni mezzo per disarmare l'Iraq e centrare così l'obbiettivo di destituire Saddam. Alcuni esperti sottolineano che la risoluzione mette con le spalle al muro il rais di Baghdad, perché lo obbliga ad aprire le porte anche dei siti presidenziali e, soprattutto - attraverso l'interrogatorio dentro e fuori il paese di persone che abbiano partecipato a programmi segreti - offre nuovi scenari all'intelligence. Ora scattano tutte le procedure collegate. Entro il 15 novembre, l'Iraq dovra' accettare i termini imposti per le ispezioni e impegnarsi a collaborare in pieno. Il primo portavoce dell'AIEA, Mark Gwozfecky, specifica che tra il 15 e il 18 di novembre, partiranno alla volta di Baghdad i due capi degli ispettori Onu, Hans Blix e Mohammed El Baradei, accompagnati da venti esperti di disarmo. Dopo una settimana il 25 novembre la prima squadra di ispettori dovrebbe arrivare in Iraq per predisporre il lavoro ed effettuare le prime verifiche. Entro l'8 dicembre, l'Iraq dovra' far arrivare all'Onu una lista "completa e dettagliata" di tutti i suoi programmi di produzione delle armi di sterminio. Entro il 23 dicembre dovranno essere riprese a pieno regime le ispezioni. Da Vienna, intanto, l'AIEA ( Agenzia Internazionale dell'Energia Atomica ) fa sapere che un primo contingente di ispettori per il disarmo è già pronto alla partenza. Dopo l'approvazione unanime della risoluzione il segretario generale Kofi Annan ha invitato il regime di Baghdad ad "approfittare dell'opportunita'". Annan ha assicurato che la decisione del Consiglio di Sicurezza "ha rafforzato la causa della pace e ha dato un rinnovato impulso alla ricerca della sicurezza in un mondo sempre piu' pericoloso". Infine, l'alto rappresentante Ue Javier Solana ha accolto con soddisfazione l'adozione della risoluzione del Consiglio di sicurezza Onu sull'Iraq. Solana ha sottolineato che "il messaggio a Baghdad e' molto chiaro". La risoluzione - ha aggiunto Solana - riflette pienamente le posizioni dell'Ue, in particolare "l'obiettivo chiave del disarmo dell'Iraq". Bush: "Saddam sarà disarmato in ogni caso, spetta a Baghdad decidere come" Dopo l'ultimatum dell'Onu, arriva perentorio e risoluto anche quello di Bush. "La risoluzione approvata oggi dal Consiglio di sicurezza dell'Onu costituirà il test finale per Saddamn Hussein. L'Iraq sarà in ogni caso disarmato, ora spetta a Saddam decidere come, e se l'Iraq violerà anche la nuova risoluzione, allora toccherà agli Stati Uniti ed ai suoi alleati disarmarlo''. Toni duri, che lasciano intendere chiaramente che il regime di Baghdad o obbedirà alle decisioni degli ispettori, oppure ci sarà la guerra. Bush ha anche elogiato l'Onu. "Con la risoluzione appena approvata il Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite ha assolto le sue importanti responsabilità, difeso i suoi principi, inviato a Saddam Hussein un ammonimento chiaro e giusto sulla necessità che distrugga le sue armi di distruzione di massa - ha detto il presidente Usa - Saddam Hussein deve accettare ogni metodo richiesto per verificare l'attuazione di tali richieste". "Il mondo ha decretato che il regime fuorilegge iracheno non può produrre o possedere armi chimiche, biologiche o nucleari - ha detto Bush - Questo è il giudizio del Congresso degli Stati Uniti. Questo è il giudizio del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Ora il mondo deve insistere perché questo giudizio sia rispettato". M.Cochi |