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COMMODORE
64 e SINCLAIR ZX SPECTRUM
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LO SPECTRUM ERA VERAMENTE MIGLIORE ? |
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Perché questa pagina Qualche tempo fa mi imbatto casualmente in una pagina di un Super Esperto Informatico ex possessore di uno ZX Spectrum e, a quanto sembra, accanito detrattore del Commodore 64. Il Super Esperto Informatico (da ora in poi indicato come S.E.I.), prendendo a spunto un corso di home computer a fascicoli edito nel 1983, molto probabilmente all' epoca sponsorizzato dalla Commodore e quindi non proprio imparziale, inizia un confronto tra le due macchine basato principalmente sui propri ricordi, sulle proprie esperienze, senza alcun link o riferimento né prove concrete (viste le fonti citate quali l' onnipresente "mio cugggino" o gli amici "U' chiattone" e "U' Marucchìno" certamente persone di ampia competenza informatica con cui confrontarsi), con una conoscenza apparentemente minima sulla macchina che si propone di denigrare, senza inquadrare il periodo storico ed il fenomeno, insomma senza un minimo di obbiettività, il tutto condito con un violento sarcasmo pretende di dimostrare che NON SOLO lo ZX Spectrum è migliore del C64 sotto tutti i punti di vista, ma addirittura tratta le macchine Commodore alla stregua di pezzi di ferraglia definendole come "a dir poco indegne", mentre i "sessantaquattristi" sarebbero una massa di incompetenti, senza alcuna capacità tecnico informatica, "spocchiosi" ed "arroganti" a differenza dei possessori dello Spectrum, veri esperti ed appassionati volti a tirare fuori il meglio dalla macchina. Non contento, il S.E.I. se la prende anche col povero VIC-20, il fratello minore del C64 ed uno dei computer che molto ha contribuito alla rivoluzione informatica. Un home computer dalle caratteristiche avanzate per l'anno in cui è stato progettato e che esamineremo in seguito, così come vedremo la sua storia e il perché di scelte di compromesso quali la ridotta memoria. Il confronto del S.E.I. è velato (ovviamente) ma sullo sfondo aleggia sempre lo Spectrum 48k, contro cui il VIC non può che perdere ma che da una chiara misura dell' indice di faziosità. Prima di iniziare voglio premettere alcune cose. Non sono un programmatore né un esperto di informatica né intendo esserlo, sono laureando in ingegneria delle telecomunicazioni e di tecnologia li ce n'è anche troppa. Ma sono cresciuto con le macchine Commodore e ritengo di aver una certa esperienza delle loro capacità. Sono comunque sempre disposto ad imparare, analizzare e documentarmi. Come retrocomputerista oggi posseggo 2 VIC-20, 5 Commodore 64 e, nel momento in cui scrivo, 9 Spectrum di vari tipi ed oltre 100 giochi e programmi originali per questa macchina con i quali ho potuto fare alcuni esperimenti. Sicuramente più di quanti ne abbia fatti il S.E.I. che probabilmente non ha mai visto una macchina Commodore per più di 10 secondi consecutivi. Preme inoltre far notare come l' unica fonte di informazioni sul C64 citata dal S.E.I. sia la suddetta pubblicazione non proprio imparziale e, si badi bene, la pubblicità della Commodore (!!!). Vorrei anche precisare che sarebbe fin troppo facile denigrare il povero Spectrum e ricoprirlo di fango con lo stesso stile del S.E.I. ma non è questo il mio scopo. E' invece quello di riportare le cose nella giusta prospettiva, riparando, per onore della verità, ad una mistificazione sistematica e valutando gli eventi riuniti in una visione d' insieme che abbraccia un arco temporale di almeno 3-4 anni (1983-1986) ovvero il periodo d'oro di questi home computer. C'è qui il dovuto rispetto per l' attività legata ai prodotti Sinclair negli anni 80 ed alcune ulteriori note compariranno nelle conclusioni finali. Spero in futuro di avere un pò di tempo per poter arricchire la pagina con diverse scansioni che mi piacerebbe aggiungere. LEGENDA: Le considerazioni originali del S.E.I. le trovate scritte in nero. Le mie saranno in verde o verde scuro. Le citazioni in rosso scuro. Ove possibile saranno citate fonti o link ad altri siti. Alcune parti ininfluenti o ridondanti della pagina originale del S.E.I. sono state tagliate. Le sue pagine complete sono visibili ai link riportati ma poiché potrebbero essere cambiate ne trovate la cronologia nella sezione Tutte le pagine del S.E.I.. Suggerisco vivamente di leggerle prima di proseguire, in modo da avere una visione d' insieme del suo scritto. Per confronti sui prezzi verrano riportati i prezzi di listino all' interno di uno stesso numero della rivista MC Microcomputer, sebbene gli street price fossero inferiori (spesso di molto); per favore non si dica "ma da TIZIO&CAIOSOFT si poteva trovare a L. XXX" perché sarebbe facile ribattere con lo stesso argomento. Ove non disponibili si useranno prezzi estratti dalle inserzioni sui detti MC in maniera obbiettiva. |
[CUT]
Anni ottanta, l'epoca dei pionieri dell'informatica casalinga: questi erano i computer che cominciavano a spuntare nelle case. C'era il ridicolo Vic 20 (3583 bytes totali liberi per l'utente, a fronte di una enorme tastiera di mezzo metro di larghezza), il mefitico Commodore 64 (il "Pomodoro", che doveva il suo successo solo a una colossale campagna pubblicitaria, con 38911 bytes totali liberi per l'utente a fronte di una vantatissima "memoria di sessantaquattro kappa", e che girava ad 1,02 MHz - uno virgola zero due megahertz), qualche sperduto Atari, qualche patetico MSX (che uscirà poi)...
No, niente da fare: il migliore in assoluto è sempre stato lo Zx Spectrum. Frutto delle fatiche di sir Clive Sinclair tra la fine degli anni settanta, quando lanciò la prima macchina della serie, lo ZX80, e subito dopo lo ZX81 versione base (con un INTERO kilobyte di memoria RAM), e la primavera del 1982, quando lanciò questa macchina che ha fatto storia.
[CUT]
[Questo da una precedente pagina del S.E.I. , la pagina relativa alle 2 macchine inzia ora]
Nel
1983 in Inghilterra la Orbis Publishing Ltd di Londra pubblicava "The Home Computer
Course" (Corso di computer caserecci). A ottobre 1983 l'Istituto Geografico
De Agostini registrava "Il mio computer. Corso pratico di informatica: micro,
mini e personal computer", consistente nell'adattamento e traduzione dell'opera
inglese.
In edicola il primo numero, con in omaggio il secondo, ed una "eccezionale
offerta dei computer Commodore". Hmmm... A pagina 4 del primo fascicolo si dice che la CPU di un computer è "spesso
un 6502 della MOS Technology o uno Z80 della Zilog". Ehi!!! Gli Z80 erano
ben più famosi dei 6502, che nel 1984 erano assai in declino... Ad ognuno di questi computer è associato un commento. Metto qui in parallelo
i commenti del Commodore 64 e dello Zx Spectrum, per vedere quale dei due "super-campioni"
è il favorito:
Memoria standard: "64 Kbyte; non espandibili". Vediamo
la prima argomentazione del S.E.I. Il
Commodore HA 64k di RAM, che sono tutti quelli indirizzabili dal 6510
(come dallo Z80), ciò che è vero è che non tutti
i 64k sono utilizzabili dall' utente in particolare per programmi in basic,
e probabilmente la Commodore ha giocato un pò sull' ambiguità.
Ma vediamo più in dettaglio. All' accensione il C64 mette a disposizione
38k di RAM mappati da $0800 a $A000 contigui (cfr. una qualsiasi mappa
di memoria del C64). Nello Spectrum la RAM disponibile ammonta a 48k meno
la memoria video, la memoria colore e l'area delle variabili di sistema,
circa 6.5-7k in tutto (cfr.
QUI).
Questo porta la memoria disponibile a circa 41.5k ovvero 3.5k in più
del C64. Ecco la prima contraddizione del S.E.I. : nonostante la memoria
dello Spectrum ecceda solo dell' 8% quella del 64 essa "surclassa
abbondantemente" quella del C64 di una quantità
pari alla memoria del VIC-20 che lo stesso S.E.I. definisce più
avanti "strettissima". Ma allora
questa differenza è tanta o è poca?? Ovviamente i due
computer sono praticamente alla pari. MA ATTENZIONE: il S.E.I.
ignora (o finge di ignorare) che il C64 dispone di 4k extra per programmi
o routines in linguaggio macchina a $C000-$D000 e che scaricando l'interprete
basic si guadagnano altri 8k mappati... indovinate dove ? a $A000-$C000.
La memoria adesso ammonta a 50k da $0800 a $A000. Questo significa poter
disporre di applicazioni o giochi in linguaggio macchina grandi fino a
50k, non infrequenti visto che molti
ragazzi appassionati del loro 64 (e della rivista MC) e tutti programmatori
erano al corrente di questa caratteristica, esplicitamente riportata anche
nella Guida di Riferimento. Eliminando qualche altra
routine ad esempio parti del S.O. non necessarie per una certa applicazione,
si può guadagnare qualcos'altro (fino ad arrivare ad oltre 60k
in situazioni particolari). Ovviamente a seconda dell' uso che si intende
fare per la grafica una parte di memoria andrà sacrificata ma il
bello è che la memoria video può essere allocata dove vi
pare con un semplice registro e resa tutta accessibile al chip grafico
a "botte" di 16k alla volta. Si può in pratica decidere
quanta memoria lasciare al video e quanta al codice a seconda dell' applicazione
che dovete implementare. Io questa la chiamo flessibilità. Per
una mappa di memoria del C64 vedi QUI. Resta
il fatto che se 3.5k "surclassavano" il concorrente, i "bytes
remoti", adesso divenuti 10k o più, cosa dovrebbero
fare, incenerirlo? Se dovessimo guardare il pelo nell' uovo lo Spectrum
avrebbe dovuto chiamarsi non "Spectrum 48k" ma "Spectrum
40k" o magari "Spectrum 8K" per la versione ridotta. Ma
qui interessa realizzare se tale macchina fosse così terribilmente
superiore o se i due "antagonisti" siano invece comparabili.
In realtà chiunque abbia un minimo di competenza informatica sa
che per confrontare due computer della stessa classe non basta certo fare
il conto della RAM o dei megahertz. Riguardo
alla memoria video bitmapped (ovviamente anche quella del 64 lo è)
il S.E.I. omette di dire che il bitmap vale solo per i pixel (acceso spento)
mentre il colore deve essere encodato con qualche trucco altrimenti la
memoria video necessaria si mangia tutta la RAM disponibile (in pratica
si potranno usare solo 2 colori per macroblocco) ma torneremo in dettaglio
sulle capacità grafiche al momento opportuno. La
successiva argomentazione del S.E.I. tocca diversi punti che dovrebbero
essere trattati separatamente: Collegabile a: "registratore a cassette, TV, monitor, unità dischi,
stampante, joystick". L'
unica unità veramente proprietaria è il drive 1541, del
quale parliamo più sotto vedendo anche il perché del costo
elevato. La presenza di un connettore A/V (audio/video) sul retro del
C64 permetteva la connessione a monitor Commodore o di altre marche (non
ultimi i gloriosi monitor Hantarex), impianti stereo, videoregistratori,
insomma qualsiasi cosa avesse degli ingressi A/V, con la semplice realizzazione
di un cavetto "a costo zero" come
direbbe qualcuno. Del registratore Datassette esistevano dei "cloni"
di altre marche (Datamark, Commander ecc...) ed anche piccole interfacce
che consentivano l'utilizzo con normali registratori audio (come quelle
che di tanto in tanto troviamo pubblicizzate sulle pagine di Micro&Personal
Computer, dal costo di poche decine di migliaia di lire). Il Datassette
era comunque il più diffuso e su di lui torneremo dopo. Ma dove
quanto sopra affermato non corrisponde assolutamente al vero è
nel settore stampanti. Le stampanti commodore erano stampanti semi professionali
come la 1526, MPS801, MPS802, MPS803 tutte 9 aghi, 80 colonne, da 60 ad
oltre 80 cps, ne esistevano sia di grafiche che non, e per la qualità
offerta il prezzo era paragonabile alle stampanti concorrenti della stessa
categoria, ne più ne meno. E sopratutto si potevano usare stampanti
di terze parti sia attraverso interfaccia Centronics hardware (da acquistare
a parte ovviamente) SIA COLLEGABILI DIRETTAMENTE tutte 9 aghi 80
colonne come ad esempio la Seikosha GP500 VC, la GP700 VC a
7 colori, la Star STX termica 80 colonne grafica a 480 punti,
la Star SG10C da 120 CPS(!!) con capacità grafiche e di
near-letter-quality o la Riteman C+ 80 colonne che permette "la
possibilità di abilitare un modo a 132 colonne" (cfr.
prova MC Microcomputer Luglio 1985) mantenendo una buona qualità
ed invariati i caratteri grafici Commodore. Si noti infine che queste
non sono oscure stampanti prodotte in capo al mondo ma oggetti tutti pubblicizzati
su MC e disponibili tranquillamente in Italia. Il
drive 1541 era l'unità a dischetti standard della Commodore, derivata
dal 1540 e dalle precedenti unità per i PET di fine anni '70. Era
una unità lenta a causa dell' implementazione di un protocollo
seriale misto IEEE488 / RS232. Era però una unità "intelligente",
con un suo processore on board, una sua RAM, una sua ROM ed un suo sistema
operativo che la rendeva flessibile e "smanettabile". Il costo,
simile a quello del solo C64 era quindi dovuto alla presenza di tutti
questi componenti. Aveva dalla sua due vantaggi che il S.E.I. guarda caso
omette: si collegava direttamente al C64 ed utilizzava dei floppy standard
da 170k (leggete nel riquadro accanto e capirete perché erano dei
vantaggi). Il punto debole era la lentezza, MA ATTENZIONE: il S.E.I.
ignora (o finge di ignorare) che girava un ben noto programmino chiamato
Turbo Disk (oppure c'era il Fast Loader se preferite), il quale aumentava
di diverse volta la velocità di caricamento. Dall' 84-85 cominciano
a diffondersi cartucce di utilities contenenti fast loader software che
velocizzano di 5-6 volte le operazioni del 1541 ed essendo su cartuccia
esterna non si mangiano la RAM, incorporano quasi sempre una serie di
utilities ed un monitor LM e spesso sono prodotte da aziende nostrane
quando non da negozi di elettronica-informatica locali ! Citiamo
ad esempio da MC Novembre 1985 p.24: "La Electronics
Service di Pisa presenta la cartuccia ES-9 per Commodore 64 che espande
le possibilità di questa macchina [...] il Supermon64 [...] il
noto Turbotape [...] il Fast Disk Loader che aumenta di quasi 5 volte
la velocità di caricamento da disco [...] il tutto risiede su una
eprom [...] e non interferisce in alcun modo con altri programmi esterni"
ed ancora a p.26 "Più velocità
al disk drive 1541 per C64 con Turbo Disk 64" altra cartuccia
di tool su eprom compreso un monitor LM, prodotta stavolta dalla Softcom.
Non vi basta? a p.28 abbiamo "Turbo DOS per
C64" importata dalla Computerhouse "aumenta
di 6 volte la velocità di caricamento da disco [...] inoltre semplifica
i comandi basic per accedere al drive" ed ha il solito monitor
LM "tutto questo senza utilizzare neppure un
byte di RAM. Il costo della cartuccia è di 42.000 lire + IVA". La
pubblicità dello SpeedDOS II riportava addirittura aumenti di 10-20
volte. Può darsi che i valori corrispondano rispettivamente alle
modalità TURBO e WARP utilizzate nello Star Commander per trasferire
i dischetti da/verso il 1541 attraverso la parallela del PC. Se considerate
il tutto nella giusta ottica temporale vi accorgete che il C64 comincia
a diffondersi rapidamente in Italia alla fine del 1984 e questi prodotti
sono disponibili da pochi mesi a nemmeno un anno dopo. Ovvero, non appena
la macchina si diffonde ecco che fioccano migliorie, espansioni e potenziamenti
di ogni genere facilmente reperibili (posseggo ancora la cartuccia dell'
Electronics Service, comperata all' epoca sebbene usassi già da
tempo il Turbo Disk software). Collegabile a: "registratore a cassette, TV, micro unità a dischi,
modem, mini stampante, joystick". Già all'epoca dell'uscita di questi fascicoli c'era un'enorme quantità
di gente che usava un monitor con lo Spectrum. Certo, c'era da fare una
modifichina interna, ma a costo zero [CUT] Per "micro" unità a dischi
pare che si intenda il Microdrive, ma già all'epoca dell'uscita di questi
fascicoli erano disponibili numerose interfacce per lavorare con i floppy
disk (per esempio la Sandy) che andavano alla velocità della luce perfino rispetto ai drive
del PC IBM, talvolta addirittura più economici dei microdrive Sinclair
(e in ogni caso SEMPRE più economiche del costosissimo concorrente
tutto "fifì"), Ed
eccoci ai microdrive. Bisogna premettere che nella produzione di casa
Sinclair il fattore economico è sempre stato centrale. Ci si sforza
di trovare soluzioni economiche per tenere basso il prezzo il prezzo dei
computer e favorire una diffusione informatica di massa. Il risultato
è una serie di soluzioni a volte innovative (ma sfortunate) a volte
fatte di compromessi, anche pesanti, che a prima vista possono sembrare
non esserci ma ci sono. Il S.E.I. non osa addentrarsi in un analisi storico-sociale
della politica Commodore (è però probabile che non abbia
gli strumenti o le informazioni per farla) la quale è a grandi
linee la stessa, riassunta nel pensiero di Jack Tramiel che riporteremo
al momento dell' analisi sul VIC-20, ma con minori compromessi ed un maggiore
"value for money" unito inoltre ad una strategia marketing aggressiva
(da buona multinazionale qual' era). Il microdrive è la soluzione
economica di casa Sinclair. In realtà non si tratta proprio di
dischetti ma di una unità a nastro in loop continuo, più
veloce di un normale registratore (cfr. QUI).
MA ATTENZIONE: i microdrive sono economici ma delicati e non si
possono collegare allo Spectrum, per farlo bisogna prima acquistare la
INTERFACE 1. Insieme costano come uno Spectrum 16k. Inoltre l'adozione
di un formato proprietario ne ostacola la diffusione, le cartucce non
sempre sono facili da trovare e vincolano ad un solo fornitore (la Sinclair).
Il drive 1541 della Commodore viene di listino 630.000 Lire, il microdrive
169.000, l' interfaccia altre 169.000 (prezzi iva esclusa, cfr. MC Aprile
1984). Certo sono sempre 630.000 contro 340.000 ma, di nuovo, attenzione:
le cartucce dei microdrive costano intorno alle 8.000 lire (prezzo medio
nel 1985) l'una ed hanno una capacità effettiva di 85k (a fronte
dei 100k promessi). I normali floppy disk (di marca) costano intorno alle
3.000 lire (in realtà io arrivai a trovare quelli non marcati presi
in quantità a meno di 1.000 lire nel 1987 ma ci atterremo alle
3.000 lire) ed hanno una capacità di 170k (cfr. annunci pubblicitari
su vari MC 1984-85) che può essere facilmente raddoppiata "bucando"
l'altro lato. In effetti sono uguali ai doppia faccia (che costano circa
500 lire in più) solo che il lato B non è certificato error
free. Data la bassa densità questo non è un problema, tanto
che ho scoperto con piacere che dopo quasi 20 anni i miei floppy vengono
letti ancora perfettamente. Per
archiviare ad esempio 2 Mbyte di dati e programmi bastano (e avanzano)
7 dischetti ( 2048 / (170*2) ) per un totale di 21.000 Lire. Per archiviare
gli stessi 2 Mbyte servono oltre 24 cartucce per un totale di quasi 200.000
Lire. Se
i dati aumentato il divario diventa ben presto incolmabile. Come soluzione
economica niente male davvero... si tenga presente inoltre che stiamo
parlando del 1985, anno in cui le cartucce vengono ribassate a 2 sterline.
Nel 1983 il loro prezzo è di quasi 5 sterline (cfr. QUI),
in Italia circa 15.000 lire. Che fare? Utilizzare le interfacce di altri
produttori ovviamente. Le Sandy ad esempio che secondo il S.E.I. dovrebbero
persino essere più economiche dei microdrives. Infatti a pagina
20 di MC Aprile 1984 troviamo proprio la pubblicità del kit Sandy,
interfaccia + drive 5"1/4 che recita "La
versione con capacità di memoria da 100k costa L. 610.000 + IVA".
Ma
non doveva costare meno del 1541 e persino dei microdrive? Si
badi bene che, questo si, è uno street price. Per confronto, a
pagina 12 di MC Ottobre 1984, Electronic Devices di Roma offre il 1541
a 530.000 lire IVA inclusa. Vero punto forte del kit Sandy : la velocità
di trasferimento, realmente sostenuta (ma con un punto a me oscuro trattato
più avanti). e per lo Spectrum si consigliavano ordinariamente stampanti a 9 aghi
formato A4. Le
quali, ovviamente, avevano lo stesso prezzo di tutte le stampanti 9 aghi
A4, non certo quello delle periferiche economiche Sinclair. In più
bisognava aggiungere, volenti o nolenti, l'onnimancante Interface 1 o
equivalente, sperando che la stampante da voi scelta fosse una seriale
(se era parallela dovevate comprare anche la centronics). [CUT] E Poi, la "mini stampante": la gloriosa Zx Printer
ne esce quantomeno insultata; [CUT] La
si può definire curiosa, simpatica, interessante, certamente non
"gloriosa". E va riguardata per quel che è: poco più
di un giocattolo. Immaginate una piccolissima stampante realizzata con
strettissimi criteri di economicità che stampa in una qualità
ridotta su una speciale carta argentata larga 10 centimetri (poco più
di una calcolatrice a rullo). Introdotta a seguito dello ZX81, agli inizi
del 1984 non è già più in produzione e sparisce dai
listini. Tuttavia si trova ancora sul mercato dell' usato e MC decide
di dedicargli una prova nell' ottobre del 1984. Per cominciare, poichè
ha un connettore a 21 poli invece di 28 impedisce l'uso contemporaneo
di altre interfacce e "obbliga a rimuovere
la stampante nel caso si vogliano adoperare altre interfacce esterne dotate
del connettore classico a 28+28 poli" (ovvero se si vuole
usare qualsiasi altra cosa che non siano TV o registratore, ad esempio
un semplice joystick, bisogna fare stacca-attacca-stacca-attacca...) inoltre
"il cavo di collegamento è [...] inferiore
ai 10 cm" in quanto essendo senza buffer un cavo più
lungo non funzionerebbe. Usa inoltre un metodo molto particolare per stampare
con il difetto che "la notevole quantità
di polvere nera prodotta dalla bruciatura della carta in breve tempo imbratta
tutta la stampante e provoca un notevole scadimento della qualità
di stampa" inoltre viene fatto notare come il tutto sia sensibile
ad eventuali imperfezioni del meccanismo di trascinamento, il quale è
"tutt' altro che perfetto" e comporta
che dopo un pò la stampa diventi "tremolante".
E'
quindi una stampante da hobbysti con un budget estremamente ridotto. Poco
più di un giocattolo appunto. Meglio orientarsi sulla Seikosha
GP50, sempre di dimensioni e prestazioni ridotte rispetto ad una 80 colonne,
ma ben superiori alla ZX printer. Comincia però a costare 300.000
+ IVA di listino. ...lasciando
intendere che per il 64 non fosse così ma tutto fosse sovraprezzato,
senza possibilità di scelta e magari neppure di qualità.
Noi pensiamo di aver dimostrato il contrario. Ovviamente l' analisi non
prova (e non vuol provare) quali fossero migliori ma solo riportare le
cose nella giusta prospettiva. Esistevano periferiche di tanti tipi per
entrambe le macchine e sopratutto nelle stesse fasce di prezzo e prestazioni.
E con il diffondersi di tali computer (lo Spectrum prima, il 64 poi) aumentano
le periferiche, spesso nostrane. Citiamo per il 64 digitalizzatori video,
digitalizzatori audio, interfacce MIDI, tastiere musicali, schede 80 colonne
video, kit di riconoscimento vocale, timer programmabili, paddles, tavolette
grafiche, penne ottiche, tastierini numerici, synth sonori esterni, sytnh
vocali, mouse, CP/M, modem da 300 a 1200 baud di varie marche, Quick Data
Drive (sorta di streamer veloce su nastro), programmatori di EPROM, Centronics
ed interfacce di ogni tipo e molto altro. Buona parte di questi oggetti
disponibili ovviamente anche per Spectrum. Come ultima curiosità,
alla fine degli anni '80 la Creative Micro Designs commercializza un hard
disk da 20 Mb per il Commodore 64. La
parte che segue è molto importante per
capire l' impostazione e l' atteggiamento utilizzato dal S.E.I. nella
sua trattazione. Si noti bene come egli prenda a spunto praticamente sempre
ciò che è riportato sul fascicolo del corso sponsorizzato
dalla Commodore e perfino dalla sua pubblicità che, proprio in
quanto pubblicità, è volta a spingere ed esaltare il proprio
prodotto (e cosa dovrebbe fare secondo voi una pubblicità, denigrarlo??).
Non c'è quasi mai un riferimento ampio alla stampa specializzata,
ed egli tralascia una serie di aspetti peculiari del C64 (ma forse perché
ne è ben conscio e preferisce soprassedere per non togliere appigli
alla trattazione). Prosegue sminuendo i punti forti degli avversari ed
enfatizzando quelli deboli astraendoli dal contesto della macchina completa
e con nessuna analisi storica. Direi che quell' Home Computer Course
ha generato un ottimo allievo !! Persino
sulle capacità sonore glissa abilmente cercando di farci capire
che lo Spectrum bene o male possa reggere il confronto con un chip sintetizzatore
dipinto come un qualcosa che in fondo non è un gran che. Qui
sotto vengono chiamati in causa la grafica, il sonoro e la CPU Aspetti positivi: "ottima e veloce gestione della grafica sullo
schermo. Effetti audio molto buoni". Secondo
me doveva fare il politico! Proviamo a riscrivere queste sentenze
con un pò di obbiettività in più : Il termine "ottima"
sembra voler intendere "questo computer ha un coprocessore grafico
dedicato 6567 VIC-II uno dei più avanzati nel settore
home con 47 registri interni (sarebbero 64 ma solo 47 utilizzabili)
ed un raster register, tutto smanettabile a piacere capace di grafica
bitmap con risoluzione massima di 320x200 (Spectrum 256x192)
capace di visualizzare 16 colori contemporanei su schermo (Spectrum
8, ed il trucco del comando BRIGHT non riesce certo a sopperire, le tonalità
sono quasi identiche), capace di gestire 5 modi grafici diversi
+ 3 modi "invalidi" non documentati ma settabili (Spectrum 2
con un leggera riduzione delle linee verticali se si usano i comandi grafici
da basic), capace di un modo testo da 40 colonne per 25 linee per 16 colori
(Spectrum 32x24x8) capace, oltre alla grafica bitmap, di gestire 8
sprites indipendenti con stretch X-Y e collision detection aumentabili
fino a 16 con un semplice trucchetto (un multiplexing temporale
usando gli interrupt ovviamente, cfr. gli ottimi articoli di Andrea De
Prisco su MC, ad esempio Maggio 1985) (ove lo Spectrum non dispone di
sprite-controller), possibilità di ridefinire set di caratteri
grafici custom, possibilità di hardware scrolling, capacità
di gestire direttamente 16k di DRAM (64k se accoppiato con uno dei CIA)
e di utilizzare una linea di interrupt (4 sorgenti interne di interrupt). Si
noti che il S.E.I. evita accuratamente di analizzare le caratteristiche
grafiche dello Spectrum. Più avanti lo faremo noi. Il
VIC-II era un chip grafico avanzato (per il 1982) prodotto dalla MOS Technologies
la cui destinazione prevista erano videogames e terminali grafici. Poichè
le vendite non andavano come sperato la Commodore decise di usarlo nelle
proprie macchine (per fortuna nostra !). Essendo un processore poteva
essere smanettato in tutti i modi possibili ed immaginabili (a differenza
dello Spectrum che non avendo un chip grafico vero e proprio doveva affidarsi
ad un array logico non specializzato che doveva fare un pò di tutto).
Questo ha portato alla scoperta di diversi modi non documentati e allo
sviluppo di trucchi e tecniche anche ingegnose per ottenere da questo
chip molto di più di quanto la Commodore stessa avesse previsto. Tra
i modi ufficiali citiamo il bitmap 320x200 a 16 colori con 2 colori diversi
per macroblocco da 8x8 pixel (sfondo e soggetto, esattamente come nello
Spectrum ma con 15000 pixel in più) ed il
bitmap multicolor che a spese della risoluzione orizzontale (adesso 160x200,
poichè i pixel raddoppiano in larghezza) permette però di
utilizzare 4 colori per macroblocco di 4x8 pixel Questi
stessi modi sono disponibili per gli sprites creando così sprites
mono- bi- o multicolore, con in più lo scaling (ufficialmente solo
2x) e collision detection fra loro, col bordo o con testo/grafica bitmap. Tra
gli "effetti" speciali ottenibili (ma qui si entra nel campo
di una programmazione avanzata ed anche qualche nozione di ingegneria
non guasterebbe) ricordiamo il modo di sospendere la generazione del bordo
che il VIC II fa "blankando" l'area più esterna dello
schermo, in questo modo si rende visibile la grafica statica (presente
ma coperta dal bordo) estendendo l'area visibile. La tecnica FLI che in
modalità bitmap multicolor permette di assegnare un diverso
colore ad ogni pixel e di simulare tonalità di colore intermedie
(fino a 128 colori teorici, poichè con alcuni sembra riuscire
meglio che con altri) alternando pixel di due colori diversi generando
così un' interpretazione di fase completamente nuova (color blends).
La tecnica di sprite stretching che permette di superare la limitazione
imposta dallo stretching solo 2x degli sprite, permettendo un fattore
di scala qualsiasi. Ci sono molte altre tecniche possibili, ognuna con
vantaggi e svantaggi, alcune però richiedono un certo uso della
CPU e quindi limitano le possibilità della macchina. Per quanto
detto sulla grafica ed il VIC-II cfr. QUI
e sopratutto QUI
(attenzione che quest' ultimo ottimo articolo di Christian Bauer è
molto tecnico) La
grafica dello Spectrum era caratterizzata praticamente da due 2 sole
modalità (più correttamente 2 aspetti della stessa modalità)
ovvero il modo testo ed il modo grafica. Quest' ultimo è settato
fisso a 256x192 punti che è al tempo stesso la massima e la minima
risoluzione grafica ottenibile con un massimo di 8 colori su schermo e
di 2 colori per macroblocco di 8x8 pixel. Si badi che per il 1982 questa
è una buona modalità grafica sia per risoluzione che per
numero di colori. Con questa definizione però, per quanto prima
detto, la grafica del C64 non può che essere etichettata "ottima",
essendo superiore. La generazione della grafica (come tutto quello di
cui non si occupa la CPU del resto) è demandata alla ULA che è
un integrato generico e che non può essere programmato per ottenere
modi grafici diversi. Quanto detto spiega perché molti dei giochi
dello Spectrum graficamente si somiglino. Infatti a causa della limitazione
ad un solo modo grafico e a 2 colori per macroblocco si nota spesso come
diversi personaggi, nemici, oggetti o parti della grafica siano tutti
"monocolore", tipicamente su sfondo nero. Ad esempio l'eroe
è tutto giallo, la porta è tutta verde, il nemico è
tutto celeste ecc... altri effetti artificiosi si notano quando due oggetti
di colore diverso in movimento si accavallano ed uno tende a "colorare"
l'altro (colour clash). Analogamente un altro effetto ben noto si ottiene
tentando di realizzare "sprites" multicolore o grafica statica
multicolore: si nota spesso come in certe parti del disegno (dove la curva
di pixel separa due zone diversamente colorate come ad esempio monti-cielo)
i colori tendano a "traboccare" dove non dovrebbero, su piccole
aree squadrate. Per limitare questo effetto si tende a prediligere zone
di nero (o di bianco se lo sfondo è bianco ecc...) più o
meno ampie da interporre tra le diverse parti colorate, facendo si che
diversi giochi per Spectrum risultino abbastanza "vuoti" (ad
esempio quelli sulla falsariga di Atic Atac). Si noti che questa stessa
modalità è disponibile ed utilizzabile per giochi o programmi
anche sul C64 e con una risoluzione maggiore. Questo modo viene effettivamente
usato per diversi giochi, incluse molte avventure grafiche e buona parte
delle trasposizioni di giochi da Spectrum a C64 (praticamente quasi tutti
i suoi cavalli di battaglia degli anni 80) come Cauldron, Sabre Wulf,
The Hobbit, Pijamarama, Yogi the Bear, Booty, Skool Daze ecc... (a proposito,
ricordo di aver sbavato come un matto quando lessi la recensione di Skool
Daze per Spectrum, salvo poi dopo pochi mesi recuperarne una copia per
C64 hehe!!). Per ulteriori dettagli sulla grafica dello Spectrum cfr.
QUI Di
seguito ho accorpato e riorganizzato due parti che nella pagina del S.E.I.
risultano distinte ma che possono essere trattate insieme. Per l'ordine
esatto si veda la pagina originale del S.E.I. linkata all' inizio (la
sostanza non cambia) mentre "veloce" sembra voler MENTIRE sulla effettiva velocità
della CPU (un 6510 a UN solo megahertz, anzi, per essere precisi,
a 0,98 megahertz! ZERO VIRGOLA NOVANTOTTO!!! Un gran lumacone anche
per l'epoca!); Le varie periferiche interne del Commodore, tutte memory-mapped
(per non parlare di aree riservate alle cartucce esterne e altre
rogne nella gestione della memoria rimanente) richiedevano infatti che
continuamente si leggesse e scrivesse qualcosa in particolari locazioni
di memoria. Per questo era sufficiente un processore squinternato
come il 6510, dotato di ben tre (TRE!) registri a otto bit, magari
lento come questo (da 980KHz a 1020KHz, a seconda della versione europea
o americana). Per un'operazione banale come la sottrazione di due numeri
a 16 bit occorrevano non meno di sei o sette istruzioni macchina!
E'
incredibile dover sentire queste cose da un laureato in informatica. Oggi
chiunque ha un minimo di competenza sa che le prestazioni di un computer
non si misurano certo solo in termini di memoria e megahertz del processore
centrale, ma che un ruolo determinante lo gioca anche l' architettura
della macchina e ciò sarebbe ancor più vero se il predominio
dei PC intel compatibili non avesse appiattito l' hardware riducendolo
a supercpu tuttofare (circondate dal niente) che hanno bisogno della potenza
di calcolo della NASA per far girare Office... Incredibilmente
uno spiraglio lo hanno aperto i giochi, con l' arrivo di schede audio
e video che non si limitano ad aggiornare il display ma si decidono a
fare qualcosa per sollevare il processore dai calcoli. Per non parlare
delle console che montando chip dedicati alle varie funzioni riescono
a tenere testa anche per 5 anni al mondo del PC dove i processori e le
schede grafiche cambiano ogni 3 mesi... Il
S.E.I. omette dunque di valutare l' architettura multichip del C64 dove
la CPU è coadiuvata da QUATTRO coprocessori (il 6567 per
la grafica, il leggendario SID per il sonoro, i CIA 1 e 2 per la gestione
delle interfacce e di altre funzioni interne). Questo fa si che sia sufficente
un "processore squinternato" come
lo chiama lui per gestire il tutto con ottimi risultati, permettendo di
utilizzare una CPU più economica e di concentrare altre risorse
nell' implementazione di caratteristiche come la grafica, il sonoro, le
porte, l' interfacciabilità col mondo esterno. Questa è
la filosofia che farà del C64 il computer più venduto di
tutti i tempi, (altro che la pubblicità) e che sarà ripresa
ed ampliata nell' Amiga, forse il computer più innovativo di sempre.
Sentiamo cosa dice Paolo Nuti nell' editoriale di MC Marzo 1986 riflettendo
sulle possibilità dell' Amiga, appena arrivato, di arginare o meno
il fiume degli IBM Compatibile "L' imminente
arrivo sul mercato del Commodore Amiga, il più potente e certamente
il più avanzato computer mai realizzato nella storia dell' home
e del personal, rimetterebbe infatti in discussione, secondo alcuni, tutti
i giochi [CUT] la sua indiscutibile superiorità deriva da tre co-elaboratori
specializzati nella grafica, nel suono e nell' input-output. In grande
stile la stessa filosofia che ha reso vincente il C64"
ma per le sue caratteristiche di espandibilità, di essere una macchina
aperta e allo stesso tempo complessa, tale da permettere all' appassionato
di raggiungere ogni sua feature essa è adatta sia al ragazzino
che la usa come una console sia allo "smanettone" di turno che
ne sviscera tutti i più intimi segreti. Mi piacerebbe davvero riunire
la serie di articoli di Andrea De Prisco dedicati al C64, allo stesso
tempo tecnici eppure semplici. Vi ripropongo le sue parole da MC Ottobre
1984 "Il Commodore 64 potrebbe essere eletto
senza troppi sforzi il computer da smanettatore per eccellenza. Grazie
alla sua architettura e per come è stato partorito da mamma Commodore
si presta molto bene a modifiche di vario genere da quelle hardware a
quelle di livello più morbido, software. E' una macchina aperta
come si suol dire" e molte caratteristiche
non compaiono neppure sul manuale (bisogna invece rivolgersi ai libri
e alle riviste) spingendo l'utente ad affacciarsi al mondo del linguaggio
macchina. E ancora "Il sistema 64, macchina e relative periferiche
collegate ha molto dei computer più seri, i <<veri>>
computer" punto debole, nota Andrea, è ovviamente la
lentezza dei trasferimenti mentre "punto forte
è invece l' architettura interna, in particolar modo la gestione
del video da parte dell' integrato 6567 [CUT] la tendenza attuale è
quella di far fare meno roba possibile al microprocessore per lasciarlo
dedicare maggiormente ai programmi dell' utente".
Non sembrerebbe poi così male rispetto a chi lo aveva dipinto come
un ferrovecchio... Nello Spectrum invece c'era un mostruoso Zilog Z80A che correva
all'impressionante velocità di 3,5 MHz, che non solo è tre
volte e mezzo la velocità del processore usato nel Commodore, ma è
da considerare ulteriormente maggiorato poiché lo Z80 era dotato
di una quantità immane di complesse istruzioni macchina (per esempio la
sottrazione di due numeri a 16 bit è contenuta in un'unica istruzione)
e un ricco set di registri (22 registri a 8 e 16 bit). Questo
è uno dei due veri punti forti dello Spectrum: la CPU (l'
altro è il basic avanzato). Potenza di calcolo allo stato puro.
Purtroppo anche il più potente motore Ferrari senza adeguate ruote,
freni, trasmissione e non ultima la carrozzeria, difficilmente vi farà
sentire su una vera Ferrari. Il problema dello Spectrum è tutto
quì. Se togliamo i banchi RAM/ROM, restano la CPU e il "maggiordomo
tuttofare" (tipicamente la solita ULA Ferranti). Niente altro. Il
computer finisce li. E non può essere altrimenti visto che per
tenere il prezzo basso bisogna scendere a compromessi e risparmiare su
tutto, avendo concentrato le forze sulla CPU e sulla quantità di
RAM. Da sottolineare che non bisogna farsi trarre in inganno, lo Spectrum
è una macchina ad 8 bit, i registri a 16 bit, spesso divisi per
ottenerne due da 8, vengono usati per i calcoli interni ma l' accumulatore
e la memoria sono ovviamente ad 8 bit. Mi
preme adesso affrontare un' aspetto che ritengo fondamentale e troppo
spesso non correttamente valutato. A qualche osservatore potrebbe
sembrare che il 6510 inserito nel C64 riesca a pararsi il "posteriore"
grazie all' architettura della macchina e ai coprocessori che lavorano
parallelamente a lui. L' argomento è assai complesso ma per la
sua importanza merita un approfondimento maggiore. Ho già detto
e non ho paura di ripetere che oggi solo uno sciocco comparerebbe due
processori esclusivamente sulla base del clock e del numero di istruzioni
interne. Se fosse questo l' unico metro di giudizio non si spiegherebbe
come i processori RISC riescano a tener testa a processori CISC che, tra
l' altro, corrono molto più veloci. Non si vuole certo quì
asserire che il 6510 rientri nella categoria dei RISC e che lo Z80 sia
un CISC, tale differenziazione, se mai esiste, è a livello embrionale
(un opinione in più su RISC e CISC con un minimo riferimento anche
al 6502 potete leggerla QUI).
Tuttavia un' analisi delle prestazioni non può prescindere da come
sono stati concepiti questi due chip e rivelerà non solo che per
la maggior parte dei task generici o specifici un 6510 a 1 Mhz riesce
tener testa ad uno Z80 clockato a 3 Mhz ma che in diversi casi riesce
perfino a fare meglio. E non si tratta di magia, ma solo del contesto
in cui è inserito e sfruttato il chip in base alla sua ingegnerizzazione.
Si badi che da qui in poi i vari coprocessori non c' entrano niente, siamo
al confronto delle sole CPU. Lo Z80 ha il pregio di poter utilizzare nativamente
un' artimetica a 16 bit grazie alla lunghezza e al numero dei registri
interni. Possiede inoltre un set molto più elaborato di istruzioni
che possono tornare utili in particolari situazioni. Ma quest' ultimo
vantaggio, che potrebbe sembrare abissale, è mitigato dalla legge
del 20-80 secondo cui tipicamente una CPU passa l' 80% del tempo ad eseguire
solo il 20% delle istruzioni disponibili, ovvero le più usate.
Questo non basta certo a colmare il divario di un clock più veloce
ed un set ridotto di registri (sebbene il 6510 abbia tutti gli strumenti
per eseguire onestamente i suoi compiti compresi due interrupt di cui
uno mascherabile, una linea DMA ed una porta extra di I/O da 6 bit). Ma
la prospettiva cambia radicalmente quando ci si rende conto che il 6510
è un chip progettato attorno al concetto di un accesso veloce alla
memoria con la possibilità per alcune istruzioni di operare direttamente
dalla RAM ed un set di modalità di indirizzamento che lo Z80 non
possiede;
e laddove il numero di variabili cresce rapidamente ed i registri dello
Z80 ben presto si saturano il 6510 non può che uscire vincitore.
Da questo punto di vista oltre al clock dovremmo considerare anche paramentri
come la velocità di accesso alla memoria o la larghezza di banda
del BUS (parametri nemmeno accennati e che non vanno neppure presi in
valore assoluto ma considerando come lo specifico processore si relaziona
con loro). Al contrario lo Z80 mostra la sua potenza finché le
operazioni da fare sono interne al processore, sfruttando proprio l' elevato
numero di registri. Molto viene quindi a dipendere dal tipo di applicazione
e dall' abilità del programmatore. E' significativo far notare
come J. Crenshaw, in un' articolo dedicato allo Sweet 16 (quella parte
dell' interprete basic di Steve Wozniak che si occupa dell' aritmetica
intera a 16 bit nell' Apple II) che trovate QUI
ricordi: "To me, the 8080 and Z80 always seemed
to be superior chips to the 6800 and 6502. The 8080 had seven registers
to the 6800’s two (plus two index registers). The Z80 added another seven,
plus two more index registers. Nevertheless, I can’t deny that, benchmark
after benchmark, BASIC interpreters based on the 68s consistently outperformed
those for the 80s." e nella pagina dedicata al CBM3016
un programmatore ed appassionato di hardware autore di QUESTO
sito annota: "In comparison to its strongest
opponent, the Zilog Z80, the 6502 is a memory-oriented CPU, thus executing
some of its operations in system RAM instead of CPU-registers (the Z80
and its ancestor, the Intel 8080, are so-called 'register-oriented' CPUs).
That's why the 6502 and its derivates (6510, 8500, 7501, 8501 ...), although
being clocked at about 1 or 2 MHz in CBM's 8 bit designs, are not significantly
slower than the Z80 is at 4 MHz (e.g. in Schneiders CPC464)".
La parola finale ai benchmark che sembrano evidenziare come ognuno dei
chip si comporti meglio in specifiche situazioni. Cito da un' articolo
che trovate QUI:
"The 65xx is based around fast access to memory,
in particular zero page, and its index registers. Algorithms which involve
scattered memory accesses do very well, as do programs which make heavy
use of branching and subroutines. The ability to add, compare, etc. directly
from memory (ADC $C002 : CMP $D020) means that algorithms involving large
amounts of variables, tables, pointers, etc. will perform much better
on the 65xx. Absolute operations (ADC #$21) are significantly faster (2
cycles on 6510 vs. 7 on Z80). Algorithms involving relatively few variables
bog down in comparison." vi invito a leggere l' intera
pagina di questo estratto per maggiori delucidazioni, compresi diversi
benchmark in situazioni dove il 6510 risulta più veloce. Io
non so quanto il S.E.I. abbia realmente riflettuto su questi aspetti,
certamente ha attuato una analisi molto superficiale e non certo da un
punto di vista ingegneristico. Non temiate dunque che il vostro 6510 sia
realmente un processore squinternato. In realtà lo Z80 è
molto meno "mostruoso" di quello che può apparire ed
il divario non è così netto come si vorrebbe far credere.
Il vostro 6510 sa come difendersi. Ma se proprio volete avere uno Z80
nel vostro C64 basta che installiate la cartuccia Commodore CP/M (contiene
uno Z80). Altro sul 6502/6510 può essere trovato QUI.
Uno dei siti più popolari dedicato al 6502 è QUI. quanto
al SID, il device sonoro, aveva sì effetti audio "molto" buoni,
ma erano buoni solo per i giochini! Il "64" era un macchina per giocare
che pretendeva però di sembrare un computer professionale! Ed
eccoci al SID. Esamineremo accuratamente quell' oggetto che produceva
ciò che il S.E.I. chiama "effetti" buoni solo per i giochini.
Qui il castello di carte che ha costruito (già malconcio a dire
il vero) non può che crollare miseramente. Non è facile
riuscire a far capire l' impatto sul mondo dell' home computer che ha
avuto la realizzazione di processore SID. Con la sua implementazione all'
interno del 64 nasce ad esempio la "demo scene", ovvero la realizzazione
di demo grafico-musicali sempre più complessi che proseguirà
sull' Amiga prima e sul PC poi e con la quale si faranno le ossa tanti
giovani programmatori. Nasce l' idea che con i computer si può
anche fare musica. Nascono schiere di appassionati che riusciranno a tirare
fuori l' impossibile da questo chip. Nasce la competizione che porterà
all' implementazione di capacità sonore sempre più sofisticate
nei computer. Tutti i possessori di un 64 ricordano fieramente le capacità
audio del loro computer, le musiche di tanti nomi famosi (a cominciare
da Rob Hubbard, adesso direttore tecnico audio della Electronic Arts,
a cui trovate dedicata una pagina QUI)
ognuno con un suo stile caratteristico risvegliano tanti ricordi ed hanno
veramente aggiunto una dimensione in più alla nostra macchina. Si
consideri che nel 1981 il sonoro dei computer (di qualsiasi fascia) è
praticamente inesistente. La maggior parte dei computer ha solo una voce
con una singola forma d'onda variabile unicamente in frequenza e durata.
L' uscita audio è collegata quasi sempre ad un altoparlantino interno.
Praticamente le capacità sonore di un PC speaker. I pochi chip
audio in giro hanno possibilità molto limitate. Gli unici oggetti
in grado di fare qualcosa sono le console destinate ai videogiochi come
l' Atari VCS e l' Intellivision, e pochissimi home computer che tentano
di competere anche nella fascia dei videogames. Incredibilmente, uno dei
più avanzati da questo punto di vista è il VIC-20, con 4
voci sonore indipendenti (3 onde quadre + 1 di rumore). La Commodore affida
lo sviluppo del chip sonoro ad un team guidato da Robert Yannes, un giovane
ingegnere appassionato di musica elettronica (che, lasciata la Commodore,
fonderà poi la Ensoniq. Musicisti, vi dice niente questo nome?).
Yannes ha uno scopo dichiarato: realizzare un chip che possa anche essere
usato in sintetizzatori professionali. Le uniche limitazioni imposte dalla
Commodore sono il tempo e l' area del chip. In 4 mesi il SID è
pronto. Incorpora 3 oscillatori per 3 voci indipendenti con scelta tra
4 forme d' onda diverse per ogni voce (sinusoidale, triangolare, pulse/quadra,
rumore), 3 modulatori di ampiezza e 3 generatori di inviluppo con parametri
programmabili (attack, decay, sustain, release), modulazione d' anello,
risonanza, filtri programmabili (passa basso, alto, banda ed elimina-banda).
L'output può essere collegato direttamente a qualsiasi apparato
con ingressi A/V. Per una breve rassegna delle caratteristiche vedi QUI.
E' interessante notare, come lo stesso Yannes ammette in una intervista
del 1996, che se avesse avuto a disposizione più tempo avrebbe
aggiunto più feature al chip rendendolo ancora più potente.
Possiamo solo immaginare cosa sarebbe stato il SID e le ripercussioni,
ancora più profonde, sullo sviluppo dei computer di allora e di
quanto ad essi collegato. Due aspetti che si vogliono far notare è
come la mancanza di tempo impedì sia il raggiungimento di un rapporto
S/N maggiore, sia la multiplazione degli oscillatori che finirono per
mangiarsi buona parte dell' area disponibile impedendo l' implementazione
di altre voci. Avete capito bene: il SID avrebbe dovuto avere più
di 3 voci (!!!). Citiamo direttamente dalle parole di Robert "I
thought the sound chips on the market (including those in the Atari computers)
were primitive and obviously had been designed by people who knew nothing
about music" ed
ancora "As I said previously, I was
attempting to create a synthesizer chip which could be used in professional
synthesizers". L'
intervista, realizzata 15 anni dopo la progettazione del SID, la trovate
QUI.
La rivista americana BYTE ha incluso il SID tra i migliori 20 chip
mai realizzati (cfr. QUI).
Ricordo che all' epoca non era infrequente leggere di articoli su musicisti
semi-professionisti che annoveravano tra i loro strumenti anche un C64
o che realizzavano alcune parti utilizzando più C64 sincronizzati
fra loro. Gli Heaven 17, uno dei più famosi gruppi new wave inglesi
degli anni 80 (ricorderete Let Me Go, qualche anno fa rifatta in versione
rap "With this ring... Let me go"), hanno persino realizzato
un pezzo sperimentale col C64 registrato su un flexi disc di plastica
trasparente, oggi molto raro. Molte periferiche musicali economiche
per computer nascono col C64, interfacce midi, tastiere dedicate,
sound machines esterne ecc.. ricordiamo ad esempio quelle ottime della
SIEL, la CMK49 e la Sound Buggy (cfr. MC Aprile 1985). La strada era tracciata
per i futuri MSX, Amiga e Atari ST. Oggi
il SID è da tempo in pensione, eppure ci sono ancora migliaia di
suoi fan nel mondo che continuano a comporre musica e portare avanti progetti
amatoriali incentrati su di esso come ad esempio la realizzazione di una
scheda PC SID-based (cfr. QUI)
o la competizione nostrana SIDWINE (cfr. QUI)
per la miglior composizione annuale, i SID-player software per PC e l'enorme
archivio che raccoglie tutte le musiche del SID, dalle più orrende
alle più belle. Se volete sapere come suona il SID fateci un salto,
io vi consiglio di scaricare le canzoni degli Audial Arts, per me tra
le migliori. Il player per Windows è QUI,
per altri sistemi QUI
(come si vede è un progetto open source) e l' archivio High
Voltage SID Collection è QUI
(comprende anche una breve storia del SID). Si
badi bene che con lo Spectrum niente di tutto questo è possibile,
siamo lontani anni luce. Le possibilità sonore dello Spectrum sono
quelle di un 286. Faccio notare inoltre l' ennesima contraddizione del
S.E.I.: riguardo al sonoro dice "Il "64"
era un macchina per giocare che pretendeva però di sembrare un computer
professionale!"
ma i computer "professionali" avevano capacità sonora
quasi nulla, dal punto di vista dell' audio il 64 era il più professionale
di tutti ! Aspetti negativi: "nessuno di rilievo". [CUT] E di questo arnese facile a rompersi (posso presentare numerosi
testimoni davanti a un notaio), mmm...
non so cosa potrebbero testimoniare loro. Io, come già detto, ho
5 Commodore 64 e 3 drive 1541 che vanno per i 20 anni e tutti funzionano
perfettamente. Il C64 non è certo indistruttibile ma sicuramente
è un computer robusto e compatto. Si guasta allo stesso modo in
cui si guastano tutte le cose costruite dall' uomo. Il mio 64 originale
è stato usato ed abusato ed ancora funziona. Solo una volta, circa
10 anni fa, ci fu sostituito un integrato minore che era andato. Il drive
1541 è stato sfruttato come uno schiavo e non si è mai lamentato,
funziona ancora perfettamente, così come il 1530. Forse il S.E.I.
si riferisce a basi probabilistiche, ovvero essendovi molti più
integrati nel C64 è più probabile che uno malfunzioni, o
magari voleva dire che essendo stati prodotti oltre 20 milioni di C64
è più probabile trovarne uno guasto... con alimentatore-stufa (aggiungo altri testimoni), e
questo sarebbe un difetto? Certo che ha un alimentatore-stufa, è
lui che deve fare il lavoro sporco! (vedi riquadro accanto). con un Basic dell'età della pietra, una gestione della "grafica"
(!?) da far innervosire chiunque, una lentezza pari solo a quella
delle sue periferiche... ebbene, aspetti negativi, NESSUNO DI
RILIEVO?!? [CUT] Hehehe!!
Ricordo di esser stato molto fiero quando lessi sul fascicolo del mio
amico quel "nessuno di rilievo"!! Oggi, considerando che si
tratta del 1983, avrei citato la lentezza delle periferiche esterne ed
il basic obsoleto. Poco dopo però per entrambi questi problemi
arriveranno semplici soluzioni. Commenti: "può essere usato sia per lo svago che per applicazioni
serie, grazie ai molti accessori". Spudorato SPOT pubblicitario:
dato che accontenterebbe piccoli e grandi, compratelo subito, e compratelo
con tutti gli accessori (tutti costosissimi perché originali Commodore).
Sulla
grafica e sulle periferiche, come visto, lo abbiamo già smentito.
Si noti come il S.E.I. insista sempre sugli stessi punti, in particolare
le periferiche e il basic: se lo Spectrum ha qualche deficienza allora
fa notare che però si può usare/fare/ovviare così
e cosà e si può comprare la periferica x e y e bla bla bla...
se però sono le macchine Commodore a presentare un punto debole
allora o non c'è soluzione (= c'è ma non la prospetta) oppure
c'è ma i POVERI commodoriani DEVONO usare/comprare/fare questo
e quell' altro... (forse
era la testa del tuo amico ad essere ENORME
e vuota, visto che parla di una macchina di cui non sa niente) e che come unico consiglio c'è quello di "espanderlo" per utilizzarlo
più "seriamente"...! Allora
all' epoca stavamo spesso insieme io il mio amico A ed il mio amico B.
L' amico A era appassionato di videogiochi e computer ed aveva il Vic-20,
a B piacevano i giochi ma non sapeva niente di computer e non gliene importava
più di tanto. Ricordo quando A mostrando a B il fascicoletto che
aveva comprato gli disse che, come vedeva, la differenza tra il VIC-20
ed il 64 era solo la memoria... Quando B venne da me a riferirmi questa
cosa risi solennemente de "Il Mio Computer" :-)
Aspetti positivi: "prezzo molto contenuto per un computer a colori.
Molto software disponibile (soprattutto giochi)". ...e
VU-3D. In realtà oltre alla piccola suite rilasciata dalla Sinclair
insieme allo Spectrum le applicazioni ci sono e se non ci sono fioriscono
col diffondersi della macchina. Tuttavia floppy-drives ed interfacce varie
per lo Spectrum non si diffonderanno mai veramente così come i
programmi commerciali su disco. Lo Spectrum resterà forzatamente
legato per sempre alle cassette, soffrendo della mancanza di applicazioni
sviluppate appositamente su floppy che avrebbero potuto rivelarsi ben
più versatili delle controparti su nastro. Questo è vero
in generale, con una certa eccezione della Gran Bretagna (patria dello
Spectrum) dove i microdrive avranno una buona penetrazione (così
come il drive Opus Discovery mentre le altre interfacce simili dureranno
poco) ma la vendita delle cartucce sarà sospinta in buona parte
anche dal QL (almeno finchè questo avrà un mercato). Facendo
una semplice analisi statistica sul materiale contenuto nell' archivio
di WorldOfSpectrum si vede che le applicazioni ammontano a circa il 20%
del software totale (il resto sono giochi, adventures, demo ed educativi).
La fortuna degli home computer (C64 compreso), almeno in Europa, la faranno
si le applicazioni ma, sopratutto, i giochi. Aspetti negativi: "tastiera non molto affidabile. Effetti
audio appena udibili. Talvolta ha problemi nel caricamento di programmi.
Si scalda molto". Eh
no, quì proprio non ci siamo. La tastiera è sempre stata
uno dei punti deboli dello Spectrum, il fatto veniva riconosciuto già
all' epoca. perché mai si dovrebbe dare un premio ad una soluzione
economica e di compromesso attuata col solo scopo di risparmiare sul costo
finale della macchina? Certo, la tua non ha mai smesso di funzionare (lo
hai ancora lo Spectrum?) mentre quella dell' unico tra i miei amici che
avesse lo Spectrum (lui lo ha ancora) non funziona più. 0% contro
100%. Chi ha ragione? Ovviamente nessuno, serve qualche riflessione in
più. D' altra parte se ti affacci su Ebay.co.uk e dai un' occhiata
alle aste per gli Spectrum vedrai che un buon 15-20% presenta dei problemi
che spesso riguardano la tastiera. L' articolo che recensisce lo Spectrum
sul magazine inglese "Personal Computer World" del giugno 1982,
e ne canta le lodi incondizionate, fa notare che "The
'proper' keyboard is a distinct improvement on its predecessors (ZX80
e ZX81), but it still doesn't achieve - or try to achieve - the
quality of an IBM". Anche
"Your Computer" di giugno parla molto bene del nuovo nato, tuttavia
definisce tiepidamente la tastiera in gomma come "the
closest Sinclair Research has come to a "real" keyboard".
In genere la tastiera viene definita dalla stampa un "improvement"
(miglioramento) rispetto allo ZX81 ma nessuno si sbilancia. Solo "Sinclair
User" ne parla bene, ma visto il nome della testata c'era da aspettarselo...
La maggior parte dei problemi alla tastiera dello Spectrum nascono dalla
infelice scelta di utilizzare una tastiera a membrana (cfr. QUI,
e se avete uno Spectrum con questo problema vi sono i suggerimenti per
tentare una riparazione). Nel gennaio del 1986 esce un articolo molto
polemico con Clive Sinclair sulla rivista inglese Your Computer, una delle
più vendute e popolari dell' isola britannica. La tastiera viene
apostrofata senza mezzi termini come "terribile"
e "malefica". Si
tratta ovviamente di una enfatizzazione (l' articolo vuol colpire Sinclair
e le sue scelte, non le povere macchine) ma fa capire come non fosse proprio
amatissima e, a parer mio, fosse soffertamente vissuta come un handicap
della macchina laddove con pochissimo sforzo e costo in più si
sarebbe potuto risolvere. Come dire "Ci hai dato lo Spectrum che
è un ottimo computer e può essere usato proficuamente in
varie applicazioni. Clive, ti costava tanto metterci una tastiera di qualità?
Il prezzo in più l' avremmo pagato volentieri". In particolare
non piace il fatto che questa soluzione verrà portata avanti esclusivamente
per la sua economicità anche nello Spectrum Plus (Internamente
uguale al 48k ma più costoso) dove i nuovi tasti in plastica nascondono
ancora la tastiera a membrana, e perfino nel QL (geniale macchina a 32
bit ma mutilata da scelte miopi in fase di progettazione e primo clamoroso
flop della Sinclair). Per avere una tastiera paragonabile (e probabilmente
anche superiore) a quella del VIC-20 bisognerà aspettare il 1987
e gli Spectrum +2 e +2A.
E poi, effetti audio "appena udibili"? E tutte le sgridate dai genitori
per aver fatto troppo fracasso? E
questa dovrebbe essere una prova? Il S.E.I. voleva forse dire che il fracasso
lo facevano i figli con gli amici tutti concitati dal giochino di turno,
non certo il computer. Degli Spectrum che ho, 6 sono il modello con tasti
in gomma e 2 sono degli Spectrum Plus. Li ho provati tutti con diversi
giochi e non c'è niente da fare. L' altoparlantino è troppo
piccolo e la maggior parte dei giochi ha un volume troppo basso che rende
disagevole l' ascolto. Il tutto peggiorato dal fatto che l' altoparlante
è situato sotto il case, bisognerebbe tenere lo Spectrum capovolto.
Meglio le cuffie allora, oppure comprare un box sonoro amplificato (L.
38.000 all' epoca) o costruirselo. MC di Aprile 1984 ci aiuta proprio
in questo allettante compito, notando come uno dei difetti dello Spectrum
sia "il basso volume ottenibile dall' altoparlantino
interno che gli inglesi definiscono con una cera ironia <<quiet>>
cioè silenzioso. A dire il vero definirlo altoparlante è
quasi eccessivo, trattandosi di poco più di un cicalino piezoelettrico" Dite piuttosto che il ronzatore piezoelettrico può generare solo un'onda
quadra... ma poi dovreste ammettere che con quello ci avevano fatto perfino
sintesi vocale e canzoni a più voci...! Per
quanto riguarda la sintesi vocale posso testimoniare che è vero.
Senza andare a scomodare sintetizzatori esterni (come il Cheetah, peraltro
disponibile anche per C64) posso confermare che sono riuscito a recuperare
almeno un gioco per Spectrum che ha alcuni effetti di sintesi vocale,
(ovviamente, fanno quello che possono, siamo nel 1983). Per quanto riguarda
la polifonia sono scettico ma posso sempre essere smentito. A meno che
non si tratti di una tecnica di multiplexing temporale in modo da dare
l' illusione di più voci o di una sorta di campionamento, può
darsi che il S.E.I. si riferisca ai giochi sviluppati per Spectrum 128
e +2. Bisognerà infatti aspettare il 1986 perché uno Spectrum
sia dotato (finalmente) di un chip sonoro al livello del SID (nella fattispecie
Yamaha AY-3-8910 lo stesso degli MSX). Peccato che il 128 non se lo comprerà
nessuno e bisognerà attendere il 1987 ed il +2A. Quale che sia
la verità, si tratta comunque di artifici che spremono il massimo
possibile ottenendo l' ombra di cose che sul C64 erano all' ordine del
giorno, compresa la sintesi vocale via software (già dal 1983-1984
con giochi come Impossible Mission od il vecchio voice synth SAM, con
quel tipico timbro robotico e gli accenti sempre troppo lunghi o troppo
corti, usato anche in alcuni dischi di musica dance made in Italy) ed
un canale digitale per l' utilizzo di campionamenti. Cito ad esempio l'
ottimo Digidrums che trasformava il 64 in una drum machine programmabile
(I suoni erano digitali, non si trattava dei tipici rumori del SID) Per
il resto l' ho già detto e lo riconfermo qui senza paura di essere
smentito: le capacità sonore dello Spectrum erano quelle di
un 286. Né più né meno. Con la differenza che
stavolta non ci sono interfacce o periferiche per migliorare le cose e
se ci sono ben pochi le useranno. Questo non significa che non sia possibile
collegarci un interfaccia MIDI e tentare qualche esperimento di sequencing
(e forse è anche stato fatto) o magari persino un synth esterno
ma questo mondo riguarderà sostanzialmente a partire dal 1987 gli
Spectrum +2 e +2B a 128k prodotti dalla Amstrad. E sinceramente il Music
Maker appare assai primitivo davanti a The Music Studio o The Music Shop
dove usando il joystick a mo' di mouse si può fare drag-and-drop
di un' intera notazione musicale direttamente sul pentagramma, ovviamente
con polifonia 3 voci, suonare direttamente o stampare il tutto. (altro che Amiga!) Qui
glisso per pietà dell' anima tua. "PROBLEMI" nel caricamento di programmi? Ma dico, scherziamo?
Le cassette a rischio erano quelle esposte al sole, o di bassa qualità
contenenti programmi "turbo"! Non
avendo avuto uno Spectrum all' epoca non saprei dire ma non credo vi fossero
particolari problemi nel caricamento, per quel poco che vidi dal mio amico
non ne ricordo. Il S.E.I. però fa qualche ammissione a denti stretti
in casi particolari, devo quindi pensare che qualche problema qualcuno
l' avesse sperimentato. Tuttavia il deterioramento delle cassette esposte
al sole è cosa comune e non è certo attribuibile allo Spectrum.
Succede anche con le cassette musicali figuriamoci con cassette dati dove
la perdita di qualche bit può compromettere tutto il programma.
Lo Spectrum potrebbe forse essere leggermente più a rischio a causa
della maggiore velocità di trasferimento che gli permette di infilare
più dati nella stessa striscia di nastro. E se andaste a controllare come se la cava il "nessuno di rilievo"
qui a sinistra, scoprireste che non solo il suo registratore è due
volte e mezzo più lento di quello dello Spectrum in condizioni normali,
ma anche che è spaventosamente meno affidabile: era normale amministrazione
vedere che una cassetta registrata con registratore originale Commodore
fosse illeggibile dal registratore originale Commodore del vicino di casa
e talvolta perfino dal registratore che l'aveva incisa! Questa
parte ci porta alla trattazione del registratore a cassette. Che il Datassette
Commodore fosse più lento dello Spectrum è un fatto. Quello
che semmai bisogna appurare è l' entità del divario. Un
20% non costituisce un argomento valido, un 100% si. Se per il VIC 20,
stante la ridotta dimensione dei programmi, i tempi sono ancora accettabili,
per il C64 la cosa potrebbe dare assai fastidio. Secondo quanto riportato
nel depliant promozionale della Sinclair intitolato "How
the Spectrum compares to other computers" (dove
però non compare il C64 ma, probabilmente, solo perché la
brochure era stata stampata prima della presentazione effettiva dello
Spectrum e dobbiamo quindi rifarci ai dati del VIC-20) il dato relativo
al VIC è 300 Baud, quello allo Spectrum 1500 Baud. Personalmente
credo che il valore sia un pò gonfiato, direi che cmq 1200 Baud
ci dovrebbero stare, e, a quanto sembra, è 4 volte la velocità
del Datassette (o almeno della porta a cui è collegato). Un' analisi
completa non potrebbe a questo punto prescindere da un esame dei formati
di modulazione usati, la costellazione dei segnali ecc... Tuttavia un
test su alcuni programmi per Spectrum mostra i seguenti tempi di caricamento
(in minuti): Music Maker (3:10), Tasword 2 (4:30), Uridium (5:00), Skool
Daze (6:00). Questo significa che gli equivalenti C64 dovrebbero arrivare
anche fino a 30 minuti di caricamento!! Sinceramente, per esperienza personale
mi sembra un valore esagerato. Il S.E.I. riporta una ratio di 2 volte
e mezzo (forse basata su esperienze personali) che alla prova dei fatti
appare molto più plausibile. Tuttavia un ulteriore esempio è
costituito dalle famose cassette pirata tipo "Special Program":
poichè si tratta di cassette da 46 minuti, i 23 minuti del lato
C64 contengono 5 giochi + introduzione ed editoriale che fornirebbe un
dato pari a circa 4 minuti per gioco, valore direi buono. Se l' utente
per
quanto riguarda i propri programmi può utilizzare il Turbo
Tape 64, che l' autore di WavPrg (un soft per la creazione di immagini
.tap per emulatori) definisce "the standard
Turbo Tape 64, a loader that proved fast and reliable since 1983"
non è invece ben chiaro cosa accade con i programmi originali pre-registrati
su nastro. Quello che sembra saltar fuori è che ogni software house
utilizzi i propri custom loader, i più efficenti ed affidabili
diventano poi anche i più usati ed i formati conosciuti ammontano
ad una ventina. In pratica all' inizio viene subito caricato un turbo
loader più o meno efficente che probabilmente utilizza i propri
formati di modulazione variando il tipo e la quantità degli impulsi.
Tipicamente quindi l' utente finale che acquista software su cassetta
non è costretto a sorbirsi caricamenti biblici, ma la durata è
di pochi minuti. Diversi turbo tape esistono pure per lo Spectrum anche
se bisognerebbe quantificare l' aumento di prestazioni ottenibile su un
formato che già infila 1500 simboli in pochi cm di nastro. Ciò
non significa che i vantaggi non siano ottenibili (basta complicare il
formato, modificare gli impulsi, ridurre le durate ecc...) ma l' utilizzo
di un media non specifico e di per se poco tecnologico come normali audiocassette
diventa critico, aumentando le possibilità di malfunzionamento
(ed è forse a questo aspetto che il S.E.I. incosciamente si riferisce
citando i problemi con i programmi turbo). Alcuni loader esistono anche
per lo Spectrum sebbene in misura minore stante la già accettabile
velocità di caricamento. Si possono sperimentare in qualche gioco
osservando come cambi il comportamento dello Spectrum rispetto al normale
caricamento da nastro (ad esempio i toni audio sembrano avere una frequenza
più alta). Nel C64 lo sviluppo di soluzioni ingegnose per risolvere
il problema della lentezza ha portato alla creazione di circa 30 loader
diversi con molte varianti. Non
mi sento assolutamente d' accordo col S.E.I. quando invece tratta il problema
dell' affidabilità. La lentezza del Datassette è dovuta
anche al fatto che i dati sono encodati due volte all' interno del segnale
garantendo un' ottima affidabilità. All' epoca avevo diversi amici
col VIC 20 e non ricordo particolari noie. Per quanto mi riguarda il mio
datassette tra poco compirà 20 anni e funziona ancora perfettamente,
ho caricato senza problemi dei giochi per VIC 20 proprio di recente. Lo
staramento della testina può verificarsi ma era un evento occasionale,
risolvibile con un semplice cacciavite. Ciò che invece difficilmente
funziona è la copia delle cassette con normali registratori; per
"doppiare" un nastro serve un HW dedicato (generalmente un intefaccia
x 2 registratori o un doppio registratore apposito). Sebbene i nastri
preregistrati adottino quindi un panorama di soluzioni che evita caricamenti
lunghi e noiosi come invece inizialmente prospettato, ritengo che l' uso
del Turbo Tape 64 (per quanto ottimo) sia disagevole per l' utente e che
quindi lo Spectrum presenti un vantaggio pratico su questo punto,
seppur non abissale. Per quanto mi riguarda, questo è l' unico
vero svantaggio concreto del C64 al quale non vi sia un rimedio più
che semplice (come invece accade per il turbo disk, dove il discorso è
ben diverso). Per quanto detto fin qui e per una panoramica (anche tecnica)
sui vari loader si veda la documentazione allegata all' ottimo Final Tap.
Il programma può essere scaricato QUI. E infine: "si scalda molto". Ma per caso avete provato lo Spectrum
solo ad agosto nel Sahara? E il Commodore lo avete provato solo a Natale
al Polo? Ma via...! No.
Più semplicemente li hanno provati nella stessa stanza. Tutti gli
Spectrum che ho scaldano, sia l' alimentatore che la macchina, chi vuole
può venire qui a verificare. Già appena collegato la temperatura
comincia a salire alla svelta e dopo un' ora la situazione è stabile
ma "scottante". Inoltre il case, molto piccolo, non aiuta certo
la dissipazione del calore. Lo testimonia il fatto che, a differenza dei
modelli precedenti, la ULA è saldata alla scheda poichè
montandola su zoccolo, come nello ZX81, si tosterebbe ben bene. Da "Personal
Computer World" del Giugno 1982 "The reason
the ULA isn't socketed is because it gets darned hot - putting it on the
PCB allows the heat to dissipate better". Personalmente quando
è acceso ho un po' paura a tenerlo su un ripiano unico e preferisco
fare in modo che spunti parzialmente fuori in modo da avere il vuoto almeno
sotto la zona dove si innesta lo spinotto dell' alimentazione, che è
quella che brucia di più, sperando in una sorta di "raffreddamento
ad aria".Per quanto ho potuto vedere il calore emanato dal C64 è
più contenuto e si concentra più che altro nella parte centrale
inferiore. Le maggior estensione della scheda ed il case di dimensioni
generose favoriscono una migliore dispersione del calore. Con lo Spectrum
Plus (ne ho provati 2) le cose migliorano ma solo leggermente grazie ad
un case un poco più grande e ai piedini che permettono di sollevarlo
di un paio di centimetri. Ciò
che invece scalda parecchio (in entrambe le macchine) è l' alimentatore.
poiché è stato chiamato in causa dal S.E.I. nell' altro
riquadro mi tocca spendere due parole pure su di esso (uff...). L' alimentatore
dello Spectrum è un normale alimentatore da parete compatto da
9V e 1400 mA. Premetto che non ho indagato questo aspetto all' interno
dello Spectrum tuttavia non posso credere che una scheda con una manciata
di chip riesca ad assorbire quasi un Ampere e mezzo quindi probabilmente
c'è una linea a 9V sulla porta esterna per alimentare le periferiche
come i microdrive o forse la ZX Printer. Non posso nemmeno credere che
la logica funzioni a 9V quindi molto probabilmente da qualche parte dentro
lo Spectrum ci sono dei regolatori monolitici per ridurre la tensione,
magari ancorati ad una zona metallica dello chassis. Questo spiegherebbe
il perché di tutto il calore che lo Spectrum sprigiona. L' alimentatore
del C64 invece fornisce due linee di tensione già separate a +5V
CC e 9V CA. I nove Volt servono ovviamente per i lavori pesanti, tipicamente
per alimentare il motore del registratore mentre i +5V sono per la logica
e per alcune linee delle periferiche (Il 1541 ha il suo alimentatore).
Questo significa che i regolatori stanno dentro all' alimentatore
il quale può scaldare quanto vuole tanto è ben lontano dal
computer, è protetto da un fusibile accessibile dall' esterno ed
è sovradimensionato per precauzione (quello che ho sottomano adesso,
del C64G del 1986, assorbe 18W). E laddove serva una tensione più
corposa, ad esempio per alimentare gli amplificatori audio del SID, i
12 Volts possono essere generati localmente semplicemente rettificando
i 9V AC e sommandoli ai 5V CC. Le dimensioni sono circa doppie rispetto
a quelle dell' alimentatore Sinclair. Commenti: "è una scelta eccellente per il principiante, per la
facilità d'uso". Per
come la vedo io, se è una scelta eccellente per il principiante
significa che è ottima o molto buona per chi principiante non è.
Semmai oltre alla facilità d' uso avrebbero dovuto citare anche
qualche altra feature. Tuttavia non capisco perché scaldarsi tanto
per una pubblicazione a fascicoli di 20 anni fa che avranno completato
si e no in 3 persone...
Commodore 64
Sinclair Zx Spectrum
La prima menzogna è sulla memoria: è l'unico dei 16 computer recensiti
con 64k RAM, ma non si dice che appena acceso il Commodore 64 scrive
"38911 bytes free". Poco più della metà della RAM? Che fine hanno
fatto gli altri VENTISEI kbytes di memoria? Semplice: ci sono
ma non ci sono...! Ci sarebbero alcuni kbytes in più se uno smette
di usare il Basic, e forse si riesce a sfruttare anche qualche altro
byte remoto, ma "64" è il nome commerciale del computer,
NON la memoria disponibile totale! Memoria standard: "16 o 48 Kbyte; espandibili
fino a 48 Kbyte".
Sarebbe da precisare che il modello da 16k era la versione economica dei
primissimi tempi, e già dal 1984 si trovavano in giro solo modelli da 48k...!
E poi, dei "48 Kbyte", tolta la memoria video (peraltro tutta bitmapped,
indirizzabile pixel per pixel!) e la breve area delle variabili di sistema,
restano disponibili all'utente poco più di 41,5 kilobytes contigui
(mentre alcuni compilatori sfruttavano in più come area dati anche i quasi
sette kilobytes della memoria video), dunque surclassando abbondantemente
il concorrente vanesio e sbruffone...!
Seconda serie di mezze verità: salvo il TV e i joystick, si tratta di
unità "proprietarie", cioè prodotte dalla stessa Commodore e vendute
a peso d'oro.
C'è poi da specificare che l'unità 1541 era nota per la sua allucinante
lentezza giacché trasferiva un solo bit alla volta! Il più
banale dei "turbotape" dello Zx Spectrum SURCLASSAVA AMPIAMENTE
la velocità del costosissimo floppy drive originale Commodore!
Insomma, per lo Spectrum c'era una valanga di periferiche economiche (ad
eccezione del microdrive, una trovata di sir Clive geniale ma costosa
e poco affidabile).
![]()
Menzogna colossale! Cosa significa "ottima e veloce"? Il
termine "ottima" sembra voler intendere "questo computer ha uno
sprite controller per facilitare la creazione di giochini";
Se poi vi ostinate a comprare il Vic-20, sappiate che come unico "difetto"
ha la "poca" memoria (3583 bytes disponibili all'accensione! aveva ragione
quell'amico mio che lo chiamava "enorme tastiera vuota"!)
Insomma, viene presentato come il computer dei poveracci a caccia di giochini
a colori. Viene NEGATA qualsiasi seria applicazione, trascurando
volutamente il fatto che nonostante la limitazione del registratore a
cassette, già uscivano splendidi software di archiviazione, foglio elettronico,
etc (chi non ricorda i vari Vu-File, Vu-Calc, etc?).
Battuti tutti i record! Quattro righe di aspetti negativi
da tenere in massima considerazione (mica critiche sdolcinate come quei
vari "manuale non sempre chiaro").
Tastiera "non affidabile"? Meritava il premio della tecnologia, vista
la soluzione economica ed efficiente. E nonostante i tasti "gommosi" si
riusciva a giocare per ore con quei giochini d'azione che un millisecondo
di ritardo sulla tastiera ti avrebbero fatto perdere il record! (e comunque,
nonostante i feroci maltrattamenti cui l'ho sottoposta per anni di giochi,
wordprocessing, programmazione, non ha MAI smesso di funzionare!)
Spudorata DENIGRAZIONE: sarebbe solo per il principiante, per il
poveraccio, per chi è di bocca buona e si accontenterebbe di qualsiasi
bidone. Da notare che molti dei computer recensiti non disponibili
in Italia hanno avuto commenti assolutamente favorevoli (per esempio:
"un apparecchio ben costruito", "di ottima fattura", "molte caratteristiche
interessanti", "immagini nitide", etc). E lo Spectrum sarebbe solo "per
il principiante"? VERGOGNA! Quanto alle periferiche ci vorrebbe
molto spazio per far notare l'enorme quantità di periferiche "non originali
Sinclair" disponibile sul mercato...
[CUT]
Credevi che fosse finita? Alla pagina successiva, ultima di copertina, ecco la pubblicità del Commodore 64. Come se ormai non fosse fin troppo chiaro lo scopo della pubblicazione di quell'enciclopedia a fascicoli...!
|
(qui sotto, un estratto dalla pagina pubblicitaria) Probabilmente si tratta della pubblicità pre-natalizia a fronte del taglio dei prezzi nel 1983. Quella dell' 84 è praticamente la stessa, cambia solo l' intestazione e poco altro.
|
MENZOGNE SPUDORATE alternate a richiami generici ("sofisticato", "approfìttane"). Potente? ma come, con una CPU del paleolitico che andava a velocità ultraridotta... Professionale? eh, sì: fu la Commodore a dire che il Vic-20 era un "PERSONAL computer" e che il 64 fosse un "PROFESSIONAL computer"... gli home sarebbero ovviamente i computer della concorrenza! Sulla CPU abbiamo già chiarito la superficiale posizione del S.E.I. Nella pubblicità del 1984 il C64 non è etichettato come "professional computer" ma come "personal computer", la dizione "professionale" appare tra i vari aggettivi nel corpo della pubblicità ma non mi pare assolutamente che la Commodore denigri gli altri computer definendoli semplicemente "home". Invero la Commodore spinge il proprio prodotto con un ottima sezione marketing senza mai introdurre paragoni neppure velati con la concorrenza. Per quanto può valere la polemica (sterile e un po' deludente) innestata dal S.E.I. su questo punto, si fa notare come la Sinclair nella brochure illustrativa dello Spectrum intitolata "Professional Power" scriva: "Professional power . . . more capacity . . . personal computer price! [...] move straight into the colourful world of ZX Spectrum professional-level computing [...] Professional performance for only £125" Del resto non può che essere "professional" un computer che sul più bello può arrestarsi a tradimento con un indesideratissimo "SYNTAX ERROR" (il TERRORE di tutti i commodoriani, anche i più incalliti!), e vallo a trovare un "errore" in mezzo a tutti quei caratteri strani, lettere in campo inverso, sbarrette e semirettangolini...! (Il S.E.I. si riferisce al check automatico della sintassi implementato nell' interprete basic dello Spectrum. Ne parleremo più avanti quando tratteremo il basic). E poi, il 64 produrrebbe effetti tridimensionali: a tutt'oggi non ci è dato di sapere QUALI effetti "tridimensionali"! È una BUFALA talmente colossale che neppure i più sfegatati sessantaquattristi hanno mai osato ripeterla in mia presenza! Ma quali effetti vuole che siano? Sono gli istogrammi tridimensionali, i grafici in wireframe ed i giochi in grafica vettoriale o 3D isometrica, esattamente come sullo Spectrum (tipo Knight Lore per intenderci). O forse lui si aspettava l' alpha-blending o il dynamic-lighting? Mah... tuttavia, vi invito ad eseguire su un C64 (su un emulatore si potrebbe sospettare qualche trucco) il demo SECOND REALITY degli Smash Designs (ma solo come punto di partenza; più avanti darò qualche link a demo più recenti per mostrarne l' evoluzione) vincitore della competizone The Party 1997 (mille novecento novanta sette). Il dump, insieme a tanti altri demo, lo trovate QUI. Ne vale la pena, fosse solo per la colonna sonora. O forse era un modo per nascondere le loro SERIE difficoltà
di ottenere contemporaneamente sullo schermo le lettere MAIUSCOLE
e le MINUSCOLE? Niente male per un computer "professionale"...!
Ma stiamo scherzando? Basta impostare le minuscole premento SHIFT+C= e dopo premere SHIFT+carattere per ottenere una maiuscola. Possibile che sia questo il livello di conoscenza del C64 da parte del S.E.I. ? Un'incredibile memoria di 64k? Questo è lo slogan più usato dai sessantaquattristi, quantunque sia clamorosamente FALSO: con tutti i trucchi più intelligenti, era impossibile spremere più di 48-50k (abbondantemente spezzettati) al sistema! Come visto, senza alcun trucco si hanno 38+4=42k (basic + 4k per routines in LM) con un semplice trucco 38+8+4=50k (solo LM, scaricando il basic) e con i trucchi più intelligenti da 54k in su. Riguardo allo spezzettamento (da basic la memoria utente è un blocco di contiguo 38k, la memoria utente dello Spectrum un blocco contiguo di 41k) a livello di microprocessore si veda quanto già detto sul 6510. Mi limito a citare di nuovo "Algorithms which involve scattered memory accesses do very well". Ma ancora non si capisce cosa c'entri l' ambiguità della pubblicità in un confronto ragionato con lo Spectrum (che mostra come le capacità di memoria sono comparabili). E poi "64k" erano "incredibili" solo rispetto alle pubblicità dei computer
concorrenti! Impossibile Mission è stato uno dei giochi più popolari del C64, almeno nei primi anni della sua storia, così come molte altre produzioni della Epyx, software house nota per i famosi "omini della Epyx", ovvero per il dettaglio nella realizzazione del moto degli "omini". Non è un gioco a numero di vite ma è un gioco a tempo. Avete 6 ore per completare la missione. Ogni volta che venite "fulminati" o precipitate nei pozzi perdete 10 minuti. E, credetemi, alla fine il tempo vi starà stretto. Restare nei corridoi a gironzolare non vi aiuterà, dovrete tuffarvi nell' azione! Oggi, dopo anni di videogiochi, riesco a finirlo in un' oretta ma all' epoca per un ragazzo di 12 anni era veramente una sfida. Il trucco è restare con abbastanza tempo così da poter usare l'orientazione automatica per i pezzi del puzzle. I
"giochini tutti uguali" comprendono
gran parte dei migliori titoli per Spectrum, il parco software del C64
alla fine degli anni 80 veniva stimato in oltre 10.000 titoli. Riguardo
al "sofisticato videogioco", le
prestazioni ed i giochi del C64 superavano ampiamente quelle delle console
più gettonate dell' epoca quali l' Atari 2600 e l' Intellivision
(già con qualche anno sulle spalle), mentre solo alcuni tra i giochi
del Colecovision avevano una qualità comparabile (il NES arriverà
qualche anno dopo). Forse il S.E.I. avrebbe gradito anche sul suo Spectrum
qualche "sprite [...] agitato"
e qualche "effettino sonoro casuale"
? |