Moltissime persone amano (e noi per primi) fare lunghe passeggiate in montagna o in collina. Le escursioni tra boschi e vette ti mettono direttamente a contatto con la natura, regalandoti sensazioni che, per chi sa apprezzarle, sono impagabili. Ma per preservare questi luoghi, e permettere così di usufruirne anche le generazioni future, è necessario seguire alcune regole di buon comportamento.
A tal fine elenchiamo qui di seguito alcuni ‘consigli’, che dovrebbero comunque essere già noti a chiunque sia appassionato di natura.
Ma è bene forse ricordarli…
1) RIFIUTI: raccogliete quelli che trovate
Già. Riportare i propri rifiuti a valle è scontato (ci mancherebbe altro, vero ?!), ma la nuova frontiera è capire che bisogna agire in prima persona, dando l’esempio, per migliorare la montagna. Perciò, nello zaino portate anche una sportina che utilizzerete per riportare a valle la maleducazione di chi vi ha preceduto.
2) MINERALI, INSETTI E FIORI: lasciateli dove sono
Ogni elemento ha una propria funzione in natura, nel luogo dove risiede. Provate ad immaginare se ogni turista si portasse via una mazzetto di fiori (che tra l’altro durerebbe pochissimo), o facesse la collezione di insetti e minerali ! La montagna si ridurrebbe ad una superficie lunare nel giro di una settimana.
3) ATTENTI AL FUOCO !
Evitate di accendere fuochi, se non nelle apposite aree attrezzate. Un gesto di disattenzione può provocare un disastro ecologico, uccidere centinaia di animali, nonché mettere a repentaglio la vita di altre persone. Ci pensano già i piromani a fare tutto questo, non metteteci anche voi…
4) ANIMALI SELVATICI: lasciateli in pace
Gli animali selvatici hanno già le loro brave preoccupazioni quotidiane (sfamarsi, riprodursi, sopravvivere) che ci manca solo il turista di turno che li vuole immortalare in una foto da meno di un metro di distanza. Se li incontrate, non tentate né di avvicinarli né tanto meno di dar loro da mangiare: diventerebbero troppo confidenti con l’uomo, alterando il loro comportamento naturale.
5) SENTIERI: non abbandonateli
Prendere delle ‘scorciatoie’:
-) rovina la cotica erbosa
-) provoca solchi entro cui la pioggia s’incanala ed erode il terreno
-) rovina, nel caso di calpestio dei prati da sfalcio, il taglio del fieno (ed il contadino non ne
sarà felice)
-) correte il rischio di smarrirvi.
6) RUMORI MOLESTI: evitateli
Avete mai provato ad appartarvi, in alta montagna, in assoluto silenzio ? Dopo pochi minuti inizierete ad udire rumori a cui prima non facevate caso: il rombo di un jet ad alta quota, il chiacchericcio degli escursionisti in arrivo, lo sbattere delle racchette sui sassi, persino il rumore dei loro passi sul terreno. Questo vi da la misura (ancorché parziale) di quanto possa essere disturbato dai nostri rumori un animale selvatico. Non portiamo radio, non urliamo (anche perché potrebbero essere scambiate per richieste di aiuto), parliamo con un tono di voce quanto più possibile limitato.
7) ABBIGLIAMENTO: evitate colori ‘flash’
Sempre nell’ottica di arrecare il minor disturbo possibile ai padroni di casa (gli animali), indossate abiti di colore scuro/opaco, privilegiando colori naturali come verde e marrone, ed evitate colori come giallo, rosso, azzurro, ecc.
Sebbene molti animali selvatici non abbiano la nostra stessa percezione dei colori, indossando abiti più ‘mimetici’ diventeremo relativamente invisibili. Invisibilità che aumenterà, tra l’altro, la possibilità di avvistamenti degli animali stessi.
Non c’è niente, infatti, che dia il senso di montagna violata come una fila di puntini multicolori lungo un sentiero.

Visto e considerato che stiamo ragionando su normali escursioni, e non scalate in solitario del K2, per gestire eventuali emergenze sarà sufficiente portarsi nello zaino un capo d’abbigliamento di colore ‘flash’. Solo nel caso di passeggiate da soli si potrà, al limite, derogare al presente ‘consiglio’.
Pensierino finale
In sintesi, è necessario rendersi conto che andando in montagna noi andiamo a casa d’altri.
Entriamo in punta di piedi, in silenzio. Sediamoci in un angolino, gustiamoci il paesaggio ed andiamocene senza farci notare.
Senza lasciar traccia del nostro passaggio che non sia l’impronta dello scarpone.
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