Energia nuclare: minaccia od opportunità ?
Già, energia nucleare, minaccia od opportunità. Su questo tema ci si è a lungo dibattuti, e tutt'ora la contesa è aperta. I sostenitori di una o dell'altra posizione portano dati e documentazione a sostegno delle proprie idee. Ma come stanno veramente le cose ?
Proviamo qui di seguito, semplificando all'estremo, ad analizzare la situazione. Questo vuole essere solo uno spunto di riflessione, e non ha certo la pretesa di essere esaustivo.
Occorre prendere in esame i tre principali attori della questione, ossia l'energia nucleare, i combustibili attualmente utilizzati (quelli di origine vegetale, quali petrolio, carbone e relativi derivati) e le cosiddette fonti di energia naturale (vento, sole, ecc.). Attualmente la stragrande maggioranza dell'energia che la popolazione mondiale utilizza per far muovere le proprie vetture, illuminare le città, ecc. è prodotta dal petrolio e i suoi derivati, che se hanno il vantaggio di preservarci da catastrofi nucleari, hanno però l'atroce responsabilità di causare l'effetto serra, responsabile a sua volta dell'innalzamento della temperatura del pianeta, con conseguenti catastrofi ambientali che provocano ogni anno migliaia di vittime, nonchè danni per miliardi di dollari un po' in tutto il mondo (ed in particolare in quei paesi della fascia equatoriale già poveri di per sè). Senza inoltre tenere in considerazione tutti quegli inquinanti quali polveri sottili, benzene, ecc.
Un altra considerazione è di natura prettamente politica-economica, ed esula dai problemi ambientali. L'utilizzo del petrolio ci pone nella condizione di dipendere totalmente (o quasi) dai paesi produttori, essenzialmente arabi. Ma questo non è il luogo adatto per approfondire l'argomento.
Le centrali nucleari, al giorno d'oggi, forniscono una percentuale molto limitata dell'energia che giornalmente di occorre, e a fronte di emissioni nell'atmosfera pari a zero (e quindi niente effetto serra, niente polveri, ecc.) ci lascia il problema dei materiali di scarto che, parlando di centrali nucleari, non possiamo certo affidarli alla discarica comunale. Invero, ci pare comunque che il problema delle scorie di scarto sia ben più gestibile, nel suo complesso, dell'effetto serra vero e proprio. Gli attuali sistemi di stoccaggio di queste scorie (che vengono sistemati in contenitori speciali chiamati casks) garantiscono la gestione di questi rifiuti per periodi di tempo molto lunghi. Ad esempio, negli USA, la ‘discarica’ per rifiuti nucleari presso il monte Yucca, prossima ad entrare in funzione, garantisce la sicurezza della zona per 10.000 anni. Le radiazioni dureranno molto più di questo periodo, ma è ragionevole pensare che nel 12002 qualche scoperta scientifica che risolva il problema sia stata fatta…
Il problema semmai è un altro, ed è rappresentato dal grado di sicurezza che ci offrono queste centrali (anche alla luce della minaccia terroristica).
Tutti noi ricordiamo il disastro di Chernobyl, nell'ex Unione Sovietica, avvenuto una quindicina d’anni fa, e le sue tragiche conseguenze. A questo proposito è doveroso però ricordare come vi siano forti discordanze sui reali effetti di quell’incidente. Da una parte abbiamo i dati diffusi da alcune associazioni ambientaliste, come ad esempio Greenpeace, ripresi poi da alcuni partiti politici, secondo cui i morti sarebbero stati decine di migliaia (tra quelli deceduti nei primi giorni e quelli negli anni successivi per i tumuri alla tiroide). E dall’altra parte abbiamo l’Onu, che attraverso il comitato scientifico Unscear ha analizzato gli effetti dell’incidente tre volte, a 10, 15 e 20 anni da quel fatidico giorno. Ebbene, ogni indagine ha sempre confermato che i morti effettivi furono solamente 59, e non ci fu affatto un incremento reale dei tumori alla tiroide. Il rapporto 2005 dell’Unscear, infatti, conferma che il numero totale delle vittime attribuili all’incidente di Chernobyl “non è stato le decine o centinaia di migliaia di cui si è favoleggiato, ma è inferiore a 60”.
Ci pare quindi legittima qualche perplessità sui dati forniti da alcune associazioni ambientaliste.
Indipendentemente da tutto ciò, bisogna comunque ammettere che il grado di sicurezza rispetto ad allora è aumentato considerevolmente. Se è infatti vero che attualmente rimane ancora il cosiddetto errore “non prevedibile” (le centrali intrinsecamente sicure ancora, purtroppo, non esistono), è anche vero che l’errore umano (proprio quello che successe a Chernobyl, dove i tecnici sovietici "spremettero" il reattore oltre ogni limite) è stato eliminato.
Le fonti di energia alternative forniscono a tutt'oggi una percentuale dell'energia complessiva mondiale assolutamente insignificante. Ed il problema di queste fonti è proprio questo: attualmente non è pensabile sostituire il petrolio col sole, il vento, ecc., a meno che tutti quanti mandiamo in pensione autovetture, aerei, e ci compriamo un sacco di candele per illuminare le nostre case la sera. Provate ad immaginare quante energia è necessaria per illuminare una città di medie dimensioni... Recentemente uno studio del governo islandese ha dimostrato che sarà possibile far camminare tutte le autovetture dell'isola con l'idrogeno, mandando in pensione le benzine. Peccato che ci siano due intoppi: il tempo (occorrerebbe non meno di mezzo secolo per attuare il progetto) ed i costi (l'idrogeno è parecchio costoso rispetto alle benzine).
Anche nel nostro paese, l'attuale Governo si è visto fortemente criticare un progetto di centrali eoliche proprio da una parte di alcuni ambientalisti. L'impatto ambientale degli impianti (di grandi dimensioni) non sarebbe sufficientemente ripagato dalla scarsa produzione elettrica ricavabile dagli impianti stessi.
Riepilogando.
Petrolio, carbone e derivati.
VANTAGGI: nessuna minaccia nucleare.
SVANTAGGI: effetto serra, dipendenza economica dai paesi arabi, senza contare poi che ogni anno qualche petroliera si spacca in due, con le conseguenze che tutti conosciamo.

Energia nucleare.
VANTAGGI: zero emissioni inquinanti nell'atmosfera (e quindi niente effetto serra), fonti illimitate.
SVANTAGGI: scorie di scarto delle centrali, minaccia di potenziali incidenti nucleari.
Fonti alternative naturali.
VANTAGGI: inquinamento zero, rischi vari correlati pressochè zero, fonti illimitate.
SVANTAGGI: insufficenza di queste tecnologie nel sostituire le attuali fonti di energia (sia per quantità di energia prodotta che per continuità di produzione garantita), e conseguente scarsa economicità delle stesse.
Le fonti di energia naturali sono il futuro, sicuro e sano, ma attualmente sono assolutamente insufficenti a coprire il fabbisogno energetico mondiale. Per capirci, potrebbero anche bastare, a patto che il cittadino accetti di mettere un maglione in casa nei mesi più freddi, accetti qualche black out ogni tanto, accetti autovetture con meno "sprint", ecc. Fintanto che non si svilupperanno nuove tecnologie per sfruttare appieno queste risorse, che fare ? Una alternativa ci sarebbe: ridurre drasticamente i consumi energetici mondiali. Molto pragmaticamente e realisticamente, non la prendiamo nemmeno in considerazione...
L'innalzamento della temperatura del pianeta continua imperterrito a causare catastrofi. Anche solo guardando l'Italia, la siccità che sempre più frequentemente attanaglia il nostro paese è ormai sotto gli occhi di tutti. Il significato del termine "desertificazione" è ormai chiaro anche ai più sprovveduti: è terra che si trasforma in sabbia. E la desertificazione sta colpendo il nostro paese, dal sud al nord, inesorabilmente. E quando piove, invece, abbiamo alluvioni ed allagamenti. Un po' come gettare una secchiata d'acqua in faccia ad un assetato...
Occorreranno decenni (nella più rosea delle previsioni) perchè le fonti ecologicamente compatibili possano dare un reale contributo al consumo energetico mondiale. Ma l'effetto serra ci consente tutto questo tempo ?
27/01/2007