Stereoscopia
LA FOTOGRAFIA STEREOSCOPICA
Suggerimenti per l'uso
di Roberto Quaggio
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STEREOSCOPIA: CONCETTO DI BASE
L'osservazione binoculare consente di apprezzare oltre che la lunghezza e la  larghezza anche la profondità e la distanza degli oggetti.
La distanza media interpupillare dell'essere umano é di 63.5mm

INFINITO STEREOSCOPICO
La distanza corrispondente all’ “infinito stereoscopico” varia da persona a persona ed è stata stimata tra i 50 ed i 700 metri. Questo perché, al di là di una certa distanza di osservazione, i valori dell’angolo di parallasse diventano molto piccoli rendendo quindi impossibile apprezzare l’effetto profondità.

MODI DI PRODURRE EFFETTI STEREOSCOPICI

AGGIUNTIVO PRISMATICO
La fotocamera tradizionale munita di apposito dispositivo prismatico posto anteriormente all’obbiettivo consente di convogliare su due mezzi fotogrammi accostati due immagini riprese da direzioni leggermente diverse, generalmente da distanza interpupillare.
Comodo da usare, poco ingombrante, ormai quasi impossibile da trovarsi, l’aggiuntivo stereoscopico non ha mai riscosso un grosso successo tra i fotoamatori; forse perché non veniva proprio regalato, o forse perché si prestava solo a riprese troppo standardizzate fornendo solo piccoli fotogrammi verticali (per l’appunto: due mezzi fotogrammi 24 x 36).

FOTOCAMERA STEREO CON DOPPIA OTTICA
Si tratta di una macchina che nasce attrezzata con due obbiettivi e due otturatori gemellari aventi interasse ottico simile alla distanza interpupillare. Solitamente quest’apparecchio registra su pellicola in striscia due fotogrammi distanziati fra loro.
Possiede tutti i vantaggi del sistema con aggiuntivo prismatico, in più produce fotogrammi a formato intero (solamente però di tipo orizzontale o quadrato).
Comporta l’acquisto di apposite fotocamere (ormai reperibili solo nel settore antiquariato).

USO DI DUE APPARECCHI GEMELLATI
E’ realizzabile utilizzando fotocamere correlate da obbiettivi uguali e fatte funzionare simultaneamente.
E’ piuttosto semplice, per chi si destreggia un po’ nel fai da te, effettuare l’assemblaggio di due fotocamere identiche su un'unica sbarra/supporto.
Si provvederà al sincronismo di esposizione mediante l’utilizzo di uno scatto flessibile sdoppiato (più comodo quello pneumatico); oppure, tramite radiocomando, ci si potrà avvalere di due comandi elettromagnetici.
Il metodo delle fotocamere gemellate è molto valido, aldilà delle considerazioni legate al raddoppio del costo delle attrezzature, in quanto consente la ripresa di soggetti in movimento (anche veloce: se si ricorre all’ausilio del flash), ed inoltre non vincola l’operatore ad un’unica Base Stereoscopica (però purtroppo non permette riprese con una piccola B. S.).

USO DI UNA SOLA FOTOCAMERA
E’ possibile ottenere stereoscopie utilizzando la tecnica della singola fotocamera e effettuando due esposizioni.
Il procedimento richiede lo spostamento adeguato della macchina, tra uno scatto e l’altro, di un valore pari alla Base Stereoscopica.
Il sistema non consente riprese di soggetti in movimento, dato l’intervallo di tempo che intercorre tra le due esposizioni.
Se tale spostamento verrà effettuato “a mano libera” bisognerà fissare nella mente alcuni punti di riferimento, in modo da poter inquadrare allo stesso modo la prima e la seconda immagine.
Risultati un po’ meno legati all’empiricità si potranno ottenere attrezzando il cavalletto con un piano di scorrimento orizzontale, provvisto di graduazione millimetrica e bolla, dove poter spostare l’apparecchio fotografico. Quest’attrezzo presenta il vantaggio di essere molto economico ed auto-costruibile.
 

ALTRI METODI

Esistono anche alcune particolari apparecchiature specialistiche che consentono di effettuare stereoscopie realizzando quattro o più riprese contemporaneamente. Sono strumentazioni che non sono alla portata del fotoamatore ed inoltre obbligano l’impiego di procedimenti particolari adatti alla lettura delle immagini. Per questi motivi, ad anche per la scarsa reperibilità della documentazione da cui attingere notizie fruibili, ci limiteremo a prestare attenzione alle regole più comuni.

B.S.: LA “BASE STEREOSCOPICA”

Si definisce con questo termine la distanza esistente tra i due punti di ripresa nella stereofotografia. Tale distanza dovrebbe essere compresa tra i teorici 63 e 65mm tipici della distanza interpupillare; in questo caso però, nelle riprese di soggetti posti a meno di 150cm, si può manifestare un’apparente esagerazione della sensazione di profondità (iperstereo).
Per contro, con soggetti lontani (solitamente si ritiene oltre i 150m, ma io penso anche al di sopra dei 100m) è difficile apprezzare un soddisfacente effetto tridimensionale (ipostereo).
Un’altra considerazione va poi fatta quando compaiono nella stessa inquadratura oggetti posti a distanza notevolmente diverse (esempio: primo piano ad 1m e via via altri oggetti fino all’infinito); questa condizione può creare qualche difficoltà nell’osservazione della foto.
Per contro bisogna dire che le regole della profondità apparente ben si applicano anche alla foto stereoscopica, quindi è spesso consigliabile avere diversi piani  di profondità nell’inquadratura, al fine di potenziare la sensazione scenica.
Quando dovremo riprendere una scena ricca di piani di profondità sarà bene prestare particolare attenzione nella scelta della B.S. e del diaframma.
 
DIMENSIONE OTTIMALE DELLA BASE STEREOSCOPICA

Solitamente viene adottata una formula piuttosto semplice da ricordare: per cui se ne desume che un soggetto posto ad una distanza di 600 mm dovrebbe essere ripreso con una Base Stereoscopica (B.S.) di 30 mm (600:20 = 30).

Un’altra formula, più precisa della prima, utile nel ricavare la B.S. quando nella foto vi sono oggetti posti a varie distanze è:

        DIST  =  distanza soggetto lontano (in millimetri)
        dist = distanza soggetto vicino (in millimetri)
 
        FATTORE = Focale obiettivo in uso / Focale obiettivo standard

ESEMPIO: per una foto da realizzarsi con ottica da 85 mm su una reflex 24 x 36 con soggetto lontano  posto a metri 9 e soggetto vicino a metri 1.2 bisognerà trasformare tutto in millimetri e calcolare:

metri 9 = mm 9000
metri 1.2 = mm 1200
FATTORE = 85 : 50 = 1.7

NITIDEZZA

E’ auspicabile avere una nitidezza totale dell’area inquadrata infatti, se nella foto vi è un oggetto sfocato, gli occhi cercheranno di correggerlo, senza però riuscirvi e creando quindi un certo senso di disagio.
 
MACRO E MICROFOTO STEREO

Nelle riprese macrofotografiche per trovare la B.S. ci si può avvalere delle formule sopra citate.
A volte diventa forse più comodo spostare il soggetto, invece di spostare la fotocamera. Naturalmente tale movimento dovrà essere uguale come numero di mm a quello che si sarebbe attuato muovendo la fotocamera.
L’operazione di mantenere ferma la macchina e muovere il soggetto si potrà effettuare solo se lo sfondo si presenterà perfettamente uniforme e con un unico soggetto inquadrato.
Per realizzare tali spostamenti possibile adottare un piccolo piano micrometrico (eventualmente autocostruibile).
Nel caso di riprese microfotografiche, la tecnica del movimento del soggetto può divenire indispensabile, a patto di usare un microscopio monoculare avente moderato numero di ingrandimenti.
Chi avrà la possibilità di acquistare un adeguato microscopio stereoscopico risulterà indubbiamente avvantaggiato e otterrà risultati dall’esito meno incerto, ovviamente dovrà anche attrezzarlo di due corpi reflex.

MODI DI OSSERVAZIONE DELLE STEREOSCOPIE

COPPIE STEREOSCOPICHE SU CARTA

In passato le immagini stereo venivano quasi sempre presentate sotto forma di stampe montate in coppia. Piuttosto importante era l’accuratezza con cui dovevamo essere allineate le due stampe, ma indubbiamente critica era la distanza tra la mezzaria delle due foto quando queste dovevano essere osservate senza l’interposizione di sistemi ottici.
 
OSSERVAZIONE ATTRAVERSO IL VISORE

Il visore può essere adatto all’osservazione di coppie stereo su carta, oppure adeguato alla visione di diapositive. In questo secondo caso sarebbe auspicabile possedere alcune regolazioni che consentano di aggiustare almeno la posizione di uno dei due telaietti, questo per compensare le imprecisioni di inquadratura esistenti tra le due diapositive.
 
ANAGLIFI

Con questo termine si identifica un’immagine stereo ottenuta stampando due fotogrammi con colori complementari (es. rosso e verde oppure magenta e cyan) sullo stesso foglio, per poi osservarla tramite occhiali con lenti colorate (es. rosso e verde).
Il principio si basa sul fatto che al momento dell’osservazione, ogni occhio riuscirà a percepire solo il colore complementare a quello della lente che gli sta davanti. Ai due occhi le immagini appariranno monocromatiche.
Con questo sistema sono state prodotte anche alcune pellicole cinematografiche.
 
PROIEZIONE DI COPPIE STEREO

Esistono o sono esistiti proiettori realizzati appositamente per l’osservazione delle immagini stereo a colori.
Noi prenderemo però in esame un sistema di proiezione realizzabile utilizzando una coppia di normali proiettori per diapositive.
Bisognerà procurarsi due filtri polarizzatori da poter posizionare davanti ai due obiettivi dei proiettori (sarà quindi utile costruire due portafiltri da poter fissare sulle ottiche). L’orientamento dei filtri è essenziale: questi dovranno avere il loro punto di estinzione incrociato di 90°.
A questo punto si provvederà ad indirizzare le due immagini sullo schermo, questo dovrà essere metallizzato e possibilmente avere un buon indice di riflessione.
Tutti gli spettatori saranno dotati di adeguati occhiali con montate due lenti polarizzanti orientate in modo opportuno (cioè rispettando l’angolazione scelta dai proiettori).
Il motivo per cui ognuno potrà percepire l’effetto tridimensionale sta nel fatto che le immagini, uscendo dai proiettori, attraversano una prima volta il filtro polarizzatore facendo in modo che il loro fascio di luce si disponga orientato su giusto piano.
Lo schermo, avendo superficie metallica non scomporrà nuovamente la polarizzazione, per questo ad ogni occhio giungerà solo la foto giusta e sarà quindi in grado di ricreare l’effetto stereoscopico.
Il maggior vantaggio di questo sistema risiede nel fatto di poter rivedere le proprie foto ingrandite e a colori, con unica limitazione data dal calo di luminosità dovuto all’assorbimento dei filtri impiegati.
 

L’augurio che rivolgo a tutti è quello di imboccare il sentiero della foto stereoscopica. Questo sentiero non è poi così tortuoso ed in compenso è ricco di piacevoli sorprese.

Alcune delle informazioni riportate in questa pagina sono state estratte e riassunte da:
LA FOTOGRAFIA PER TUTTI
Enciclopedia edita da De Agostini / Kodak
 


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