Anteprima dai movimenti per il senso civico, per la collaborazione e l'autonomia comunale

Per il recupero del senso civico

Il Comune è il fondamento per lo sviluppo della democrazia.
Notizie dai movimenti e dai Comuni che riscoprono il loro vero ruolo
con la capacità autonoma di ricreare nuove vie di cooperazione,
e per ritrovare senso civico e un'etica responsabile.
Vedi anche: il Movimento per l'indipendenza/ www.gedankenfreiheit.ch
Un giornale per l'indipendenza, l'etica e la responsabilità: Discorso Libero: pdf
Diaporama didattico: Per il recupero del senso civico   e testo
Capire le "riforme" e gli abusi con Eros Ratti: quali "riforme"?

La resistenza civica del GLIC di Cadro:
La petizione! La consegna delle firme
Cadro e l'anima del Comune 
Quando la gente ragiona!
Dal sondaggio alla votazione coatta!
Carona per l'indipendenza
Il no di Grancia.. nel traffico
Muzzano: un affare..bloccato!
Paradiso , Carabbia e Villa Luganese
Rifletti e firma il sondaggio!
Barbengo: un gruppo civico
Lugano borgo di traffici
Civica ed equità:
Il fisco: una questione di equità
Le ragioni del no di Cadro
Per la collaborazione dei Comuni!
Il mito della città
Una pagina interna: Cadro
Indici:  in fondoargomenti

La globalizzazione contro il senso civico
Il primato dell'etica.. e pagine con passwordOltre le ragioni del no di Cadro: per una visione comune con la valle!Quale città? Miti facili che impediscono un vero sviluppo civico e di qualità della vita!
Comuni come SA società anonime o per azioni, 
la perdita del senso civico e la degenerazione 
della democrazia causata da una 
sconsiderata globalizzazione economica, 
il primato dell'etica sull'economia, 
le riflessioni sull'economia "stupida", 
questo e altro nelle pagine di civica interne 

Il Comune: guida all'impegno civico:
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Una legge da cambiare!
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Cadro: verde e qualità della vita da controllare localmente!

Mezzi semplici, non sempre di facile e sicuro accesso, le lettere ai giornali o pagine civiche su internet (diciamo con riserva e solo come complemento della vicinanza e attenzione alla popolazione), mostrano la capacità di riflessione e la cultura civica viva nella popolazione, a dimostrazione di una maturità superiore a quella degli stessi politici che la dovrebbero tutelare e rappresentare.
Ma questo è un pregio della democrazia diretta e del sistema federalista elvetico che tende allo sviluppo di una cultura democratica e di partecipazione non alla sua banalizzazione in altre forme più rozze. Ecco un'altro filone di riflessione, e un altro gruppo civico a Cadro!
Le ragioni di un no, valide per i comuni che condividono le stesse visioni e diritti...Si è costituito il GLIC Gruppo di lavoro interpartitico di Cadro !
Punto per punto le ragioni del no di Cadro!
La consegna delle firme: Cadro vive, stop Lugano!
La vittoria storica di Cadro: non di solo pane vive l'uomo!
Di seguito gli spunti in ordine cronologico per i lettori che desiderano farsi un'opinione su Cadro, con argomenti e spunti altrettanto validi per gli altri Comuni del luganese.
Lettere pubblicate e temi:
Ritrovate l'anima del vostro Comune
La qualità della vita val bene un moltiplicatore
Cadro: no alla fusione con Lugano
Fusione Cadro-Lugano: Cadro un Comune val bene il suo moltiplicatore!
Difesa dei diritti: gruppo di lavoro di Cadro per un Comune con la gente!
La consegna delle firme dei 2/3 dei votanti di Cadro contro l'aggregazione
Quando la gente ragiona
Per la collaborazione dei Comuni
Oltre il mito della città
Altre lettere e approfondimenti per soci e interessati:
All'interno approfondimenti per i gruppi di lavoro:
Le vie alternative a questa vecchia visione della "Grande città"
La partecipazione per costruire nuove forme di cooperazione
La pagina interna su Cadro
Una legge da cambiare!
ATICC per la collaborazione dei Comuni!

Il nuovo viene da lontano...dalle origini  RITROVATE L'ANIMA DEL VOSTRO COMUNE.

"Perché tante aggregazioni per Lugano?" è così che si doveva titolare la lezioncina dei liberali baldanzosi di Cadro. Ma è rischioso parlare della concentrazione di potere che si vuole creare, del pericoloso squilibrio per il Cantone, delle imprevedibili conseguenze per una popolazione che non ha Fondazioni di famiglia, e che si vuole beffare con promesse effimere da supermercato. La verità è che non avrete più il diritto di decidere sulle politiche che toccano voi, la vostra casa, i consumi essenziali, la vostra qualità di vita (quella che avete scelto senza pensare al moltiplicatore). Carona, Grancia, Barbengo, Cadro, Villa Luganese e poi il territorio della Valcolla..sono nuove tappe delle fusioni lampo a cascata, facilitate da una legge rozza e da una trafila che rende persino inutili le serate di propaganda pilotate, tanto i Comuni decidono, prima di sentire il vostro parere. Doveva servire per rafforzare i piccoli comuni. Invece da più potere ad un borgo, corroso da scandali e affari speculativi, megalomane, arrogante, sprecone e male organizzato ma cultore della sua burocrazia, e della sua immagine? In verità per rimettere ordine a Lugano  bisognerebbe scioglierlo e ricreare nuovi Consigli Comunali particolari, rafforzare i Comuni circostanti come Sorengo, Muzzano, Canobbio, Porza, Massagno e riunire la collaborazione e i servizi dell'agglomerato in una entità di tipo federato. Occorrerebbe appunto il contrario: più  partecipazione delle persone, più senso civico, più responsabilità, più serietà!
Michaela Lupi vi ha illustrato i veri motivi per cui Cadro è un Comune che funzionerà anche meglio di Lugano in futuro. Quella della signora Zanotta più esplicita vi dice, cari cadresi, che l'aggregazione con Lugano, ossia l'accorpamento, é una vera fregatura.
La qualità di vita, un'organizzazione comunale sobria seria e una gestione locale sono un vantaggio anche per gli artigiani e le piccole imprese. A Losanna, dove sul modello federalista vige una collaborazione intercomunale, proliferano anche le grandi società svizzere e la qualità di vita si vede. Che sia merito dei socialisti e degli ecologisti che governano? Da parte mia, come iniziatore dell'ATAC e redattore di Discorso Libero, posso spiegarvi come la politica delle aggregazioni a cascata sia il progetto più stupido e più antidemocratico mai visto in Ticino. Mi chiedo se sia stato ispirato forse dalla Cina attuale che avanza velocemente calpestando i più deboli e stravolgendo il territorio. Un modello da corsa per Lugano. Chi si assomiglia si piglia. Mah, stanno mercificando tutto. Il senso civico è caduto così in basso che nei nostri Comuni, municipali e consiglieri una volta eletti per gestire la cosa pubblica, fanno poi di tutto per scioglierla e sabotarla. Piuttosto cercate di ritrovare l'anima del vostro Comune, che sia quella rossa di Cadro o azzura di Massagno, senza badare ai giochetti di partito, alle vendette di clan o agli imbonitori. Sapete come si dice in dialetto di cosa fece quello che voleva fregare la moglie... Conservate il vostro diritto di decidere e per informarvi sappiate che ci sono ben altre persone ed occasioni.
A La Regione 3/6 aprile 2006 Gian Marino Martinaglia

Michaela Lupi: la qualità della vita val bene un moltiplicatore..

Nel «Mattino della Domenica» del 5 Marzo u.s. ho letto un articolo che trattava della possibile aggregazione di Cadro con la città di Lugano. In paese si è formato un gruppo interpartitico, il cui rppresentante è il signor Fabio Schnellmann. Nell'intervista da lui rilasciata ai Mattino vengono elencati alcuni vantaggi che deriverebbero da una aggregazione, primo fra tutti un moltiplicatore delle imposte più basso di quello attuale. Su questo credo che nessuno abbia da obiettare, ma è interessante notare che negli ultimi anni molte famiglie (stanche di vivere in città) si sono trasferite a Cadro, nonostante il moltiplicatore sia del 95%. Evidentemente il comune è attraente, perché è una zona verde, e ci sono i servizi principali utili alla gente, fra i quali: mezzi pubblici, scuole dell'infanzia, scuole elementari, casa anziani, ufficio postale, banca, farmacia, medico. La mia famiglia abita qui da una quarantina d'anni e ben si ricorda gli sforzi intrapresi dai precedenti sindaci, in modo particolare da Antonio Rossini, per avere un comune nel quale ora si vive bene. Schnllmann parla di miglioramento dei servizi qualora si entrasse a far parte di Lugano; a questo proposito il leghista di Cadro Elio Fontana, anche' egli intervistato, porta come esempio la pulizia delle strade che nel fine settimana non è effettuata, a differenza della città. Per quello che mi concerne non ho mai dovuto scavalcare mucchi di immondizia per recarmi in centro paese (abito in periferia) di sabato o domenica, e oltretutto noi «cadresi» non siamo certo maleducati da buttare le nostre cianfrusaglie sulle strade. Leggo anche di vantaggi per il servizio neve. Che strano che vi sono decine e decine di luganesi che si lamentano di marciapiedi ingombri e
strade poco praticabili anche dopo parecchi giorni dalle precipitazioni nevose! Va bene che l'erba del vicino sembra più verde ma non esageriamo. Nello stesso articolo si legge anche un intervento del municipale luganese Beltraminelli il quale dichiara che è di buon auspicio una eventuale fusione. Certo, un paese ben organizzato come Cadro interessa
senz'aitro la città non fosse che per gli spazi verdi ancora disponibili per future costruzioni, e qui sarebbe interessante vedere come potrebbe cambiare il piano regolatore. Penso che per quanto riguarda le aggregazioni solo i comuni con pochi servizi ne traggano vantaggi, come lo è stato ad esempio per Davesco Soragno, il quale finalmente ora avrà un accogliente centro scolastico. Purtroppo la «grande Lugano» non ha saputo migliorare l'offerta di trasporti pubblici a favore di questo ex comune: alla sera non vi è nessun autobus della TPL da e per la città dopo le ore 20.00. E stata introdotta una linea Davesco -Lugano, via Ponte di Valle, che in un primo momento aveva suscitato gli entusiasmi degli
abitanti della zona, subito persi guardando gli orari: corse dal lunedì ai venerdì, con capolinea a Cornaredo, esclusi sabato, domenica e la fascia serale! Davvero un'occasione sprecata per migliorare un servizio utile, considerando inoltre che la maggior parte delle sale cinematografiche della regione si trova proprio a Cornaredo. Oggi si pensa che la soluzione a tutti i problemi siano le aggregazioni, ma non dimentichiamo che se la città si espande avrà anche maggiori costi rispetto agli attuali e il moltiplicatore ai 75% potrebbe incominciare ad salire verso l'alto.
Il gruppo interpartitico di Cadro ha un obiettivo ambizioso: entrare a far parte di Lugano entro il 2008. Mi sorge spontanea una domanda: se questi signori hanno così tanta fretta di diventare «cittadini» perché non cominciano con il trasferirsi proprio a Lugano? Troppo lontano? C'è sempre Davesco-Soragno, così non ci si perde di vista e si potrà sempre rimanere ...buoni vicini!
Michaela Lupi, Cadro 10.3.2006 CdT

Cadro, no alla fusione con Lugano

In una lettera apparsa a suo tempo in questa rubrica è stato chiaramente dimostrato che l'aggregazione di Cadro a Lugano non è conveniente per la popolazione in quanto a lungo termine il moltiplicatore di Cadro tenderà, a calare, mentre. come dimostrano le notizie di questi giorni, qùello di Lugano tenderà ad aumentare.
Inoltre Cadro rischierebbe seriamente di perdere quelle caratteristiche che hanno spinto molte persone ad investire in una casa in paese e che, rischierebbero di veder calare il valore della loro proprietà se Cadro, come probabile vista la tendenza finanziaria negativa a Lugano, diverrà un quartiere secondario non molto pregiato utilizzato da Lugano solo per aprirsi la strada ad una assurda fusione con la valcolla, mentre parti integranti dell'agglomerato come Paradiso e Massagno resterebbero inspiegabilrnente corpi estranei. Premesso questo bisogna chiarire una volta per tutte che l'argomento principale dei pochi fautori della fusione, che è il debito pubblico di 14 milioni, non rappresenta affatto una preoccupazione in quanto con un gettito di imposta pari a cfrca 4,5 milioni è come se un privato cittadino.
con un entrata di 100.000 Fr all'anno avesse un debito ipotecario di 300.000 Fr. (quindi tre volte le entrate come nel caso del Comune di Cadro), cioè una situazione assolutamente sotto controllo. Infatti il debito va sempre proporzionato alle dimensioni e alle entrate del Comune, in questo senso il debito per abitante è assolutamente tranquillizzante. Quanto sopra  dimostra che gli interessi che spingono pochi furbi buontemponi a proporre la fusione  sono altri, ma non corrispondono certo agli interessi del paese di Cadro. Quindi, come già detto su questo giornale da altri abitanti di Cadro: attenti alle fregature e nel dubbio è sempre meglio aspettare perché le fusioni, anche con altri Comuni come Sonvico Villa, saranno eventualmente sempre possibili anche in futuro, ma una volta aggregati alla città e constatati gli svantaggi non sarà più possibile tornare indietro.
Maria Francesca SiIvagni Cadro  - Corriere del Ticino 8.4.2006

Atri approfondimenti: nelle pagine interne e altri testi su Cadro




Quando la gente ragiona!
Un'aggregazione mai voluta né pensata a Cadro..

Piccola cronistoria: dopo il primo fiasco, si tenta con la petizione.

A Cadro non si pensava certo all'aggregazione con Lugano, si coltivavano anzi progetti di collaborazione locali che all'inizio coinvolsero anche Davesco, poi accorpato in tutta fretta a Lugano con le solite promesse finanziarie.
E' la fretta l'elemento chiave su cui si punta per impedire di reagire e di riflettere. Ma a Cadro non ha funzionato!
La serata del 5.4.2006 che i pro Lugano dopo le prime pressioni avevano organizzato con tanto di invitati favorevoli e con le premesse affinché l'idea potesse attecchire fu un fiasco solenne! Col titolo "Perché un'aggregazione" era stata promossa dalla locale sezione liberale di Cadro sotto la denominazione "gruppo di lavoro a favore dell'aggregazione Cadro-Lugano". Tiravano le fila, e si capì poco dopo che lo facevano in barba a qualsiasi considerazione o remora sul reale conflitto di interessi, alcuni dipendenti della città di Lugano.
Fra essi qualche consigliere che, bontà della popolazione di Cadro che ne ha accolto l'elezione, interpretava al meglio il suo ruolo civico e di servizio in un Comune che diciamolo subito non ha problemi di sopravvivenza!
Purtroppo i partecipanti alla serata furono nella stragrande maggioranza contrari.
Ah che democrazia a Cadro!!

Nel frattempo dai giornali spunta la notizia delle cifre rosse anche a Lugano e del suo "moltiplicatore" fiscale destinato a salire.. o forse a scendere a seconda del caso mah? La propaganda non si ferma certamente..
Del resto Cadro e altri Comuni hanno visto esempi di manipolazione, tagli e omissioni di informazione..

La stampa appoggiò subito la tesi delle fusioni.
Il CdT del 7.4.06 ha titolato "Cadro preso dalle fusioni. Dibattito tra fautori e contrari a Lugano".
Ha omesso di specificare che l'ex sindaco di Breganzona ora quartiere di Lugano, ha messo in luce le debolezze dell'aggregazione sperimentate colà. Contro di lui gli altri 3: il reponsabile degli Enti locali (la sezione burocratica che invece di promuoverli cancella gli Enti locali), un consigliere comunale di Lugano (non tifoso dell'Ambrì) e l'ex sindaco di Davesco che ha tentato di spiegare i vantaggi di questo nuovo quartiere...La gente di Davesco che pensava di andare in bus più comodamente a Lugano, pardon in centro, li conosce bene; le loro tranquille case cominciano ad essere aggredite e riportate in zona "speculativa" con le conseguenze finanziarie, la perdita di qualità della vita note e il bavaglio sulle future decisioni locali...
Il promotore delle fusioni - dipendente di Lugano, non cadrese ma trasferitosi per chissà quale motivo - con candida faccia di tolla ha commentato che erano presenti i contrari mentre i favorevoli sono stati a casa pacificamente.
Il Giornale del Popolo del 5.4.06 è stato più obiettivo ed ha evidenziato la netta opposizione.
"I servizi li abbiamo già. La fusione non ci serve per questi motivi .. Non abbiamo fretta di salire sul treno condotto da Giudici e diretto in Valcolla" é stato uno dei commenti riferiti.

I soliti sondaggi...e gli abusi attorno ad una legge malfatta

Il membro della commissione aggregazioni a Lugano (o "accorpamenti") dichiarò di attendere l'esito del sondaggio... Un sondaggio o una petizione di 1/10 di cittadini - all'inizio non meglio specificati e poi divenuti di prassi "aventi diritto di voto" - dovevano bastare per iniziare a sciogliere un Comune, in realtà è ben più difficile sciogliere un'associazione!
Si accontentassero almeno di qualche facilitazione! Gli abusi, come dimostra Muzzano o Cadro non mancano.
Tuttavia a Cadro si fece presente che la raccolta secondo il testo di legge doveva avvenire in almeno due Comuni.
Ma, come vi spieghiamo più avanti, non bastò a fermare la più stramba VOTAZIONE COATTA del 2007.
A proposito del sondaggio è bene specificare che è piuttosto facile, un po' dovunque, raccogliere le firme anche di un esiguo numero non rappresentativo di favorevoli (vedi nuovi arrivati, disinformati, arrabbiati con la gestione locale che piuttosto di impegnarsi preferiscono vederla scomparire ecc.). Questi possono costituire una valida spinta a realizzare uno studio di aggregazione, che porta poi allo scioglimento di Comuni ancora sani e vivi, secondo il percorso appositamente "facilitato dal Cantone".

La Legge sulle aggregazioni del 16.12.2003, alquanto rozza e stringata, è antidemocratica e "fuori dallo spirito federale". Studiata per rafforzare o salvare i piccoli comuni viene ora "abusata" dall'agglomerato di Lugano (che spera forse di essere sfacciatamente emulato). E' lo stesso borgo ad allestire uno studio di aggregazione (vedi "Le ragioni del no di Cadro") per espandere in sostanza il suo territorio ed accentrare il potere decisionale, annettendo facilmente i Comuni circostanti attraverso un iter facilitato. Ricordiamo che in ultimo, dopo una votazione non decisiva ma consultiva, esso prevede anche la contestata ed antidemocratica fusione coatta cioè forzata dal Cantone (decisione del Gran Consiglio) contro il parere della popolazione di quel Comune.
Repetita iuvant!

La solita trafila confusa e antidemocratica di cui beneficiano i frettolosi "fusionisti"!
L'interpretazione della legge sulle aggregazioni, che presenta lacune e cattive formulazioni, facilita l'abuso e lo snaturamento dello spirito che, si spera, fu genuinamente alla base del rafforzamento dei Comuni.
Fra i mezzi a disposizione dei "distruttori" dei comuni - parliamo ora di Comuni sani, con popolazioni di alcune migliaia di abitanti e coi conti che si possono tranquillamente risanare (lo stesso Cantone Ticino non brilla certo per la capacità di gestire le sue finanze) non c'è solo il sondaggio o la raccolta di una minima percentuale di firme di abitanti. Benché l'art. 4 reciti "di almeno 2 Comuni interessati", si noti che a Lugano non si è mai raccolta una firma (secondo la legge almeno 5000 cioè 1/10 degli abitanti raggiunti nel 2006). Per avviare la macchina delle annessioni il borgo più danaroso della Repubblica e Cantone del Ticino fa tutto da sola: prepara lo studio, convince Municipi o induce il tema facendo leva su "nobili sentimenti civici" quali il tornaconto personale dovuto al risparmio fiscale (ma le entrate di cui beneficia sono discutibilmente a suo esclusivo appannaggio). Il Cantone non è mai stato coinvolto negli studi di aggregazione ma ha permesso praticamente che si votasse su studi preliminari.
Per indurre una trattanda dedicata all'aggregazione in modo spedito si ricorre, come si è tentato a Cadro, a stratagemmi palesemente in contrasto con la LOC ("trattande extra LOC") fintanto che nessuno interpone ricorso o reclamo - cosa da fare sempre e fin dove è necessario - e fintanto che il Cantone rimane assente!
Ora con Cadro si apre una nuova interessante interpretazione: per avviare una procedura d'aggregazione e quindi indire una votazione sullo studio fatto da Lugano, senza approvazione del Municipio di Cadro e con una popolazione nettamente contraria, basta la sola istanza del Municipio di Lugano!
UN VERO SOPRUSO!

Il Tribunale cantonale amministrativo sconfessa il CdS e il Municipio di Muzzano
Alcuni cittadini di Muzzano hanno contestato l'istanza del Municipio di presentare domanda di aggregazione don Lugano. Il Consiglio di Stato ha dato ragione al Municipio di Muzzano sostenendo che rispettava perfettamente le norme della legge sulle aggregazioni. Ma il nuovo ricorso contro il CdS presentato al Tribunale cantonale amministrativo ha capovolto il 21.5.2007 questa interpretazione!
Finalmente si apre una contestazione che sposa in pieno le tesi di Eros Ratti, già capo ispettore dei Comuni: le procedure di aggregazione non possono prescindere dal rispetto del quadro giuridico comunale (LOC)!

>>Vai a:  Come si scioglie un Comune e argomenti per il no di Cadro

E quando anche il Municipio se ne accorge!

A Cadro, il Municipio è stato ingannato con la scusa della visita - nel senso che da Cadro si doveva scendere a Lugano - per discutere di collaborazione.
Si è capito subito una volta sul posto che si trattava invece dell'annessione di Cadro a Lugano. Necessitano nuove metrature di terreno per una politica essenzialmente "economica e di potere" della quale è tutto da dimostrare e da verificare se ne potranno beneficiare non solo gli abitanti dei nuovi acquistati ex.comuni, ma gli stessi del borgo lacustre, quelli plagiati dalla propaganda e dalle cortine fumogene che si elevano dai paraggi dei pomposi cantieri in lungo e in largo.

Ora il Municipio si accorge di tutta questa fretta e manifesta apertamente la sua opposizione all'aggregazione con Lugano, ma la macchina infernale e la propaganda lavorano.
Lavorano anche per mano diretta di suoi dipendenti residenti da poco anche a Cadro, con i piedi immeritatamente posizionati nel Consiglio Comunale di un paese che dovrebbero difedere, cui invece scavano la fossa!
La gente di Cadro, quella che vi è nata e che ci ha vissuto come quella che ha scelto il Comune e l'apprezza, si accorge di ciò che si sta sacrificando e che trae origine praticamente addirittura prima del Cantone o del villaggio di pescatori che c'era in riva al lago quando la Castellanza di Sonvico e la Valcolla pulsavano.
Sa bene che non si sta certo in una situazione "disperata" (non si sono sciolti i Comuni nemmeno durante le due Guerre in cui si poteva supporre la necessità di decisioni accentrate e veloci, anzi a ben vedere a promuovere le fusioni ci furono proprio regimi dittatoriali come fu il caso dell'Italia fascista per citare un paese vicino - fonte internet).
Mentre i partiti fanno i loro giochi sempre meno trasparenti, la politica delle aggregazioni, specialmente di quelle di cui stiamo parlando, riguarda tutta la gente.
Tocca i suoi diritti, di partecipare e di continuare a dire la propria addirittura sui BENI PUBBLICI, primo fra tutti il COMUNE.
Per questo le critiche sono trasversali e civiche!

Perciò è importante che si mobiliti e che capisca che occorre un risveglio civico.
Ciò farà bene anche ai partiti che oggi non sanno neanche più riconoscere le loro idee originarie e la loro vera fonte di ispirazione, tanta è la confusione che li cattura attorno a mirabolanti teorie economiche.
Del resto se fossero così bravi maestri di sviluppo, quelli dei borghi megalomani, li sapremmo inviare proprio nei paesi giusti, là dove lo sviluppo è ancora un miraggio, un mito.
Naturalmente ci sono altre serie considerazioni da fare sul tipo di organizzazione sociale ed economica che la popolazione deve poter scegliere di mantenere e migliorare, altro che il "loro" progresso!

La stampa asseconda
e la propaganda degenera in demagogia...

Il Municipio di Cadro è contrario all'aggregazione, tuttavia si fa prendere da questo iter imposto e assecondato da qualche politico che simpatizza per "la via arrogante e pressante"!
E' avvenuto anche il contrario con Municipi favorevoli a sciogliersi - che l'hanno poi spuntata - e popolazione contro la cancellazione del proprio Comune in una corsa quanto mai confusa verso fumose "riforme".
Qui siamo nel terreno del "rozzo iter ticinese" che non è per nulla trasparente né democratico.
Nel Canton Vaud non si avvia nemmeno lo studio senza accordo completo di tutte le parti, e per finire se uno solo dei Comuni con la sua popolazione dice no in votazione, il progetti cade! Ma nel Canton Vaud esiste una legge che prevede ben altro in materia di collaborazioni fra i Comuni, fra i servizi, fra Comuni che partecipano ad associazioni diverse di valle e di agglomerato...
La stessa città di Losanna - una vera città con cui il borgo disorganizzato e fatto solo di facciate che è Lugano non regge e non reggerà nemmeno in futuro neanche se sulla carta contasse 80'000 abitanti -  quale agglomerato è il frutto di collaborazioni fra molti Comuni e non un accorpamento con potere "centralizzato" nel puro stile italiano che si stenta a schiodare in Italia!
Il Comune ha quindi un suo sacrosanto e civico diritto di esistere, specie se vitale e se c'è qualcuno che ci lavora. Di questo e dei fumosi argomenti "economici" ne parliamo all'interno del sito. Qui sotto la lettera del municipale socialista Gabriele Pedrazzi.


Fusione Cadro-Lugano:
Cadro, un Comune val bene il suo moltiplicatore!

Il titolo cambia l'argomento è lo stesso. L'amico Franco Galli, sul CdT, per ben due volte esprime un suo giudizio sulla fusione e sulla serata informativa del 5 aprile scorso non badando a spese in fatto di aggettivi (bella, onesta, illustrativa ecc.). A mio modesto parere quella serata, frequentatissima, non ha portato assolutamente nulla di nuovo e di costruttivo su questo importante tema.
Se ne sono sentite di tutti i colori. È stato detto, da un relatore della grande Lugano favorevole alla fusione, che finalmente i nuovi quartieri hanno potuto avere la scuola montana, quella bianca, quella verde e anche i corsi di nuoto. Si sono persino glorificati i futuri servizi che il comune potrà godere. Tutto ancora da dimostrare. Se questi sono gli argomenti seri e illustrativi per procedere nella direzione dell'aggregazione, meglio tagliarsi le vene.
Per ben due volte, l'amico Franco, colpevolizza i socialisti dunque anche quelli non presenti, di non essere favorevoli alla fusione anche se quelli «doc» l'hanno detto a chiare lettere.
Conosco molte altre persone di altro credo politico pure contrari ma forse i socialisti ce l'hanno scritto in fronte quindi meglio metterla sul colore politico e banalizzare il discorso piuttosto che portare argomenti seri e rendere i cittadini consapevoli dell'importante scelta che un giorno probabilmente dovranno fare. Che il nostro comune possa entrare nelle mire della grande Lugano non mi stupisce, non solo per allargare la base economica e spalmare su un numero maggiore di contribuenti i loro investimenti milionari (si parla di ca. cinquecento milioni di franchi) ma soprattutto per mettere le mani su importanti beni che Cadro possiede, come il piano della Stampa tanto per fare un esempio. Dei cittadini di Cadro, dei loro interessi, della loro qualità di vita, delle loro scelte nessuno ne parla. Vogliamo veramente diventare un anonimo quartiere di Lugano. Se questo deve essere, vogliamo magari riflettere un momento e valutare i pro e i contro. Se non funziona, non ci sarà nessuna possibilità di ritorno. Qualche municipale di Lugano come pure la commissione della gestione non per nulla ha lanciato un segnale invitando il municipio a controllare le spese e attuare una politica delle aggregazioni più oculata. Il pozzo di San Patrizio non esiste per nessuno. Caro Franco, queste sono le domande che gli oltranzisti da te definiti si pongono, il cadreghino non centra.
Il moltiplicatore e quant'altro portati quali argomenti a favore, ai Cadresi «doc>) non interessano e poi, per definizione, il moltiplicatore è una variabile.
Gli amministratori di Cadro, anche quelli non socialisti, pur non essendo grandi economisti hanno saputo attrezzare il nostro comune di quelle infrastrutture necessarie per lo sviluppo del paese. Sono stati fatti degli errori, ma certamente non e mancata la progettualità. Mi sembra che tu sia nato a Cadro e certamente ti ricorderai delle vecchie scuole al «Canton di Liron», le strade erano poche, ecc.
Nel frattempo il test al quale tu fai riferimento è stato recapitato a tutti i fuochi. Un vero capolavoro. Ancorché legittimo esso è anonimo, offensivo nei confronti di chi ha amministrato e amministra tuttora il comune, del personale, lacunoso e tendenzioso nell'informazione. Manca totalmente di obiettività. L'aggregazione è una cosa seria e non mi sembra questo il modo migliore per affrontarla. Un minimo di onestà intellettuale ci vuole.
Il fatto che il consorzio depurazione acque generi dei costi è ineluttabile ma che questi costi siano poco verificabili sembra piuttosto pesante. Fino a prova contraria, il consorzio depurazione acque è sempre stato amministrato da persone incensurabili, oneste che dedicano e hanno dedicato molto del loro tempo libero.
E vero che il municipio di Cadro su invito di quello di Lugano per studiare una futura collaborazione (questo era il contenuto dell'invito) si sono incontrati ed ha aderito alla proposta di procedere (a spese della città) a uno studio di fattibilità in materia di aggregazione.
Ma è altrettanto vero che il municipio di Cadro ha ribadito la sua posizione contraria ad un'aggregazione.
Tanto per parafrasare qualcuno a te molto vicino, caro Franco, cerchiamo di non farci fregare da un manipolo di buontemponi, perché i Cadresi sapranno sicuramente progettare anche per i prossimi quarant' anni. Sebbene municipale a Cadro, questa mia presa di posizione è del tutto personale e non vuole coinvolgere gli altri quattro colleghi.
Gabriele Pedrazzi, Cadro CdT 4.5.2006

>>Vai a:  Gli argomenti del Gruppo di lavoro interpartitico di Cadro
>>Scarica: Il Giornale del GLIC di Cadro N.ro 1
>>Scarica: Il Giornale del GLIC di Cadro N.ro 2
>>2 No alla Variante 95 e all'annessione: No alla distruzione del verde del Piano di Magadino e di Cadro
>>No a Lugano, scarica e firma:
La petizione di Cadro o il sondaggio critico di Villa Luganese
Approfondimenti: nelle pagine internealtri testi su Cadro


Gruppo Consiglieri Comunali della LISTA INDIPENDENTE a Carona

Celine Herbst. Educatrice di prima infanzia. A Carona dalla nascita
Rubik Sommerhalder. Dottorando all`Istituto di Biologia Integrativa, ETH-Zurigo, e studente di
Giurisprudenza all`Università` di Zurigo. A Carona dalla nascita.
Bruno Sommerhalder. Amministratore di Impresa Edile in Carona. Sindaco di Carona nella LISTA
INDIPENDENTE dal 1992 al 2000. A Carona dal 1956,
SONO CONTRARI ALLA FUSIONE CON LUGANO
Vi sono molteplici forme di collaborazione tra Comuni  e anche Carona può  trovare una forma di
collaborazione attiva, senza fusione e senza perdere:
il diritto di decidere del presente e del futuro del Comune,
il diritto di eleggere i propri rappresentanti e di essere eletti,
il diritto di decidere della propria pianificazione del territorio,
il diritto di collaborare con altri Comuni,
il diritto a un servizio pubblico vicino a casa , cancelleria, ufficio tecnico e altri,
il diritto di proteggere il proprio territorio e la propria popolazione da mire espansionistiche da parte di agglomerati già saturi in cerca di area di svago e area verde da cementificare,
il diritto di evitare scempi edilizi, problemi di criminalità e droga come nella grande Lugano,
il diritto di evitare l`apatia politica ben nota ad altri QUARTIERI già aggregati,
il diritto di avere quasi più candidati che elettori, in caso di elezioni Comunali,
il diritto ai giovani a partecipare alla vita politica e non essere un nessuno come in altri Comuni gia`aggregati a Lugano, con tutte le problematiche ben note.
Per questo e tante altre informazioni che seguiranno prossimamente, noi gridiamo il nostro NO al tentativo di smembrare e svendere la nostra simpatica comunità, solo  per gli interessi economici momentanei di pochi che hanno già tanto.
Carona non è una SA da smembrare-razionalizzare-privatizzare-ristrutturare e quant`altro. Queste cose
si possono fare altrove forse, ma non a Carona.

Approfondimenti: nelle pagine interne e altri testi su Carona


Barbengo: un gruppo civico si oppone all'aggregazione

E' nato un gruppo a Barbengo contro l'accorpamento di questo Comune a Lugano.
Giovani e meno giovani, consiglieri e persone del posto che si mobilitano per la causa civica, per una questione di interesse pubblico, contro la macchina che cerca di plagiare le menti e "forzare" le tappe di un iter già predisposto in modo furbo per sciogliere alla svelta questo ennesimo Comune vivo!

Approfondimenti:  pagine interne su Barbengo e dintorni Pagina aperta su Barbengo


Da Lugano a Grancia la strada è tutta in salita

Questo è il titolo dell'articolo apparso sul Giornale del Popolo del 22 marzo 2006.
Anche a Grancia si è organizzata una serata "informativa" e un sondaggio sul tema dell'aggregazione.
Un tema che evidentemente non interessava al Municipio che si spiega è contrario."Considerando l'attuale autonomia finanziaria e gestionale, non è il momento di aggregarci con alcuna entità, tantomeno con Lugano. Un po' di tempo fa il mio collega Giorgio Giudici mi ha chiesto come ci stiamo muovendo: gli ho risposto che al momento non pensiamo ad alcuna fusione. Giudici ha risposto che se non dovesse succedere nulla entro breve spingerà il Cantone ad imporre la fusione coatta e certe frasi non mi vanno giù. Io ho risposto che ci devono solo provare: la fusione coatta la facciamo in casa del sindaco! Non mi sembra il momento dunque di parlare di fusioni". Così si è espresso il sindaco di Grancia Francesco Regazzoni che ha spiegato come si profilino in tutti i casi solo svantaggi!
Uno di questi è l'apertura dei commerci anche la domenica, visto che Lugano è diventata artificiosamente" città di confine (si può entrare ormai nel suo territorio anche dalla cima del monte Sighignola oppure via lago dal museo Doganale).
Il traffico già caotico sul pian Scairolo colpirebbe 7 giorni su 7 gli abitanti di Grancia.
Malgrado l'evidente opposizione, l'articolo termina dicendo che alla serata informativa erano presenti solo una cinquantina di abitanti su 400 per cui occorre attendere il sondaggio.
Eh già, purtroppo in Ticino la Landsgemeinde non esiste!
Commentato dal GdP del 22.3.06


Muzzano: un affare!

In questo Comune il cui territorio confina con il sedime dell'areoporto di Agno, su un terreno che appartiene a Lugano, non si parlava di fusioni, ma all'improvviso ecco uscire quest'idea dell'aggregazione con Lugano che ha sorpreso anche politici attivi nel Comune.
E' già capitato in altri comuni che ad "innescare" la miccia si faccia carico qualche singola persona, a volte è bastato un sindaco o un municipale che si recano in visita a Lugano.
Poi concorre la propaganda a mezzo stampa. La stessa che puntualmente amplifica ed esagera questa voglia di "sciogliere i Comuni". C'è persino chi si augura un'accelerazione?!
La Rivista di Lugano del 19.5.2006 è dedicata quasi interamente a Cadro. Che onore!
Sta passando in rassegna tutti i Comuni adiacenti la "cittadella", casualmente...
Sullo stesso numero si legge il trafiletto "A Muzzano migliorano le finanze - Per eventuali aggregazioni rimane Lugano". Si apprende che è stata scartata l'ipotesi di Sorengo e il Municipio ritiene maturi i tempi per decidere.. ma se non se ne parlava nemmeno?
Intanto, dopo quest'accelerazione un gruppo civico reagisce...
Muzzano si allontana l'aggregazione con Lugano,
arriva un nuovo effetto sospensivo.
E anche il Municipio della Città annulla la serata informativa.
Si fa sempre più in salita per Lugano la strada verso l'aggregazione con Muzzano. Appare difficile che l'operazione possa concludersi entro questa legislatura. Di sicuro, slitterà la scaletta prevista dal Municipio di Muzzano nel bollettino numero 4. Ieri, il Servizio dei ricorsi del Consiglio di Stato, in merito al ricorso presentato dal Legislativo, ha confermato l'effetto sospensivo nei confronti della decisione del Municipio di avviare la procedura di aggregazione con Lugano. Effetto sospensivo già concesso nei giorni scorsi, quando il Servizio si è espresso sul ricorso inoltrato dal consigliere comunale Oliver Korch e sottoscritto da otto colleghi. (cfr. laRegioneTicino di giovedì 16 novembre).
Ora il Municipio di Muzzano, o meglio la sua maggioranza, ha 15 giorni di tempo per fornire le proprie osservazioni. Successivamente sarà il Consiglio di Stato a decidere nel merito. In ogni caso, i tempi si allungano. Intanto, il Municipio della città ha annullato la serata informativa prevista giovedì 30 novembre. Allo stesso modo, la procedura è, di fatto, sospesa a tutti livelli. Sono inoltre ancora pendenti un ricorso inviato al Consiglio di Stato dal Municipio di Muzzano contro le risoluzioni prese dal Consiglio comunale (ma mai ufficialmente pubblicate) nella seduta straordinaria di martedì 31 ottobre. C'è pure da segnalare, da parte dell'Esecutivo del paese, la formalizzazione al governo cantonale di un'istanza d'intervento nei confronti del municipale Benedetto Antonini che, nel corso della burrascosa seduta, aveva osato leggere la lettera inviata dal Municipio di Collina d'Oro. Una lettera in cui si contesta duramente quanto è stato pubblicato dalla maggioranza dell'Esecutivo di Muzzano nel bollettino numero 4. Bollettino oggetto peraltro anche del ricorso del Consiglio comunale di Muzzano, su cui si esprimerà nel merito il Consiglio di Stato. Come noto, il pomo della discordia tra Esecutivo e Legislativo è la decisione presa a maggioranza (tre contro due) di avviare la procedura di aggregazione con Lugano, senza consultare il Consiglio comunale e senza dare seguito alla risoluzione adottata nel febbraio del 2004. Una risoluzione che chiedeva espressamente al Municipio di Muzzano di presentare uno studio approfondito per chiarire vantaggi e svantaggi di un'aggregazione con i comuni limitrofi. Quale premessa prima del voto sul messaggio in questione, lo stesso sindaco Gianluigi Vannini (fratello del sindaco di Villa Luganese) aveva dichiarato che solo con la realizzazione di uno studio approfondito sarebbe stato possibile avviare un dibattito sull'aggregazione con argomentazioni serie e ponderate. Cosa che, secondo la maggioranza del Legislativo non è stata fatta. Proprio per questa ragione è scattata la reazione del Consiglio Comunale, tradottasi in due ricorsi. Ricorsi presentati, spiega il consigliere comunale Oliver Korch «perché il Municipio non ha rispettato la decisione del Legislativo innescando un problema di democrazia. I ricorsi non sono da intendere contro Lugano, né contro le aggregazioni, ma contestano l'avvio della procedura deciso dal sindaco e da altri due municipali. Nell'interesse di Muzzano e dei suoi cittadini, prima di avviare la domanda di aggregazione è imperativo avere a disposizione tutte le informazioni sulle svariate possibilità che permettano di trovare il partner ideale. Informazioni che forniscano l'opportunità di avviare il dibattito con il Consiglio comunale e di conseguenza indire un sondaggio presso la popolazione ».
È dello stesso parere l'ex direttore della Sezione enti locali Eros Ratti, secondo cui, «in casi del genere è meglio aspettare. Ritengo sia stato un errore, o perlomeno una forzatura la decisione del Municipio di Muzzano di avviare la procedura di aggregazione con la Città prima di conoscere il parere del Legislativo ed eventualmente della popolazione. Il fatto che la decisione sia stata presa a maggioranza è un altro segnale che va a favore del Consiglio comunale. Muzzano non è un Comune di montagna, non ha difficoltà finanziarie, né problemi a reperire persone che si impegnino nella Cosa pubblica».
Alfonso Reggiani - da La Regione su internet - Notizia del 09/01/2007
A Muzzano una raccolta di firme contro l'aggregazione con Lugano
LUGANO gennaio 2007 / fonte internet:
Un gruppo di cittadini di Muzzano ha lanciato un'istanza per bloccare l'aggregazione con Lugano.
Alcuni cittadini stanno infatti raccogliendo le firme con le quali chiedono di avviare d'ufficio uno studio approfondito per chiarire vantaggi e svantaggi di una fusione con i comuni limitrofi.
Muzzano aggregazione annullata
Ecco infine il titolo che annuncia che Il Tribunale cantonale amministrativo ha sconfessato il CdS (questo la Televisione Svizzera nel filmato visibile su internet non l'ha riportato limitandosi a citare il Municipio) e il Municipio di Muzzano accogliendo il ricorso presentato.
Il Consiglio di Stato aveva dato ragione al Municipio di Muzzano sostenendo che rispettava perfettamente le norme della legge sulle aggregazioni. Ma il nuovo ricorso contro il CdS presentato al Tribunale cantonale amministrativo ha capovolto il 21.5.2007 questa interpretazione!
Finalmente si apre una contestazione che sposa in pieno le tesi di Eros Ratti: le procedure secondo la legge sulle aggregazioni non possono prescindere dal rispetto del quadro giuridico comunale (LOC)!
Approfondimenti:  Una legge da cambiare!

E Villa Luganese? Un Comune non contiguo..indovina come va a finire?

Villa Luganese non confina nemmeno con Lugano.
Si mette in votazione la sua annessione a Lugano,
senza alcun dibattito e informazione  subordinandola
al fatto che sia annesso anche il Comune di Cadro,
che non ha mai studiato né voluto l'aggregazione con Lugano.
Ora le opposizioni sono evidenti non solo a Cadro ma anche 
a Barbengo e a Carabbia, mentre per Muzzano il
Tribunale amministrativo cantonale ha sconfessato 
ed annullato la decisione del Consiglio di Stato 
e del Municipio che voleva l'annessione!

Interessante notare come a Villa Luganese, con cui Cadro e Sonvico avevano iniziato a discutere, si fa promotrice tramite il sindaco (fratello del sindaco di Muzzano) di un'aggregazione con Lugano pur non confinando nemmeno.
A risvegliare il buon senso civico ci ha pensato il Gruppo per Villa autonoma..
Il Gruppo interpartitico di Cadro ha voluto favorire una presa di coscienza presso gli amici e le amiche di Villa Luganese, che non sono informate su quanto sta succedendo e che si preoccupano delle sorti del loro Comune. Il giornale informativo del Gruppo di lavoro interpartitico di Cadro con riflessioni generali utili è stato recapitato anche a Villa Luganese, assieme a un sondaggio sui pareri critici in appoggio al costituito gruppo per Villa Luganese autonoma, che ha distribuito con i pochi mezzi una sua informazione; il GLIC anche qui da tutta la sua disponibilità a collaborare!
Scarica con un clic!  Il Giornale del GLIC di CADRO
No a Lugano!   firma il sondaggio critico di Villa Luganese!

IL no di Paradiso, falso comune indipendente....

Paradiso come Massagno, Porza, Savosa, Canobbio è rimasto fuori dagli accorpamenti a cascata e a macchia di leopardo finora portati avanti da Lugano.
Intanto si fa strada l'idea della collaborazione intercomunale, ben salutata da Eros Ratti in un suo articolo su La Regione del 10.11.2006.
Ma né Paradiso, né Massagno, per citare un altro presunto soggetto comunale, portano avanti seriamente questo discorso. Molti punti oscuri gravano su questi Comuni che ad es. non collaborano seriamente con altri soggetti comunali indipendenti ma assecondano in modo acritico e poco costruttivo i progetti megalomani di Lugano (vedi quartiere di Cornaredo, galleria inutile Vedeggio-Cassarate, vedi svendita della rete acqua potabile di Paradiso alla società per azioni AIL con relative implicazioni..).
Paradiso dice enfaticamente il suo no alla fusione con Lugano, per bocca del sindaco Ettore Vismara, che in un'intervista a La Regione Ticino ha così dichiarato: "Non voglio certo fermare la storia, ma non credo neppure che la storia debba per forza marciare ai ritmi dettati da Lugano."
E ancora il sindaco di Paradiso: "La storia non marcia ai ritmi dettati da Lugano"
infine: "Non voglio certo fermare la storia, ma non credo neppure che la storia debba per forza marciare ai ritmi dettati da Lugano. Se credessi che per Paradiso sia più vantaggioso andare con Lugano non ci penserei un secondo. Per il momento però non è così. Un giorno o l'altro succederà, ma sarà una cosa fatta bene e non di fretta. E poi, mi scusi, ma se la Svizzera se ne sta fuori dall'Europa (e mi sembra una scelta ben più gravida di conseguenze) Paradiso potrà ben star fuori da Lugano".
SONO DISCORSI ENFATIZZATI PER NASCONDERE LA FACCIA DI FALSI COMUNI INDIPENDENTI E SI DIMOSTRANO CIVICAMENTE IMMATURI, COME ALTRETTANTO IPOCRITI SONO COLORO CHE USANO FACILI SLOGAN ANTI EUROPEI E POI TI COSTRUISCONO DENTRO LA SVIZZERA LA PEGGIORE EUROPA GLOBALIZZATA.

Carabbia: “meglio star soli che...”

Anche nel Comune di Carabbia, che confina con Grancia e Carona, si è costituito un gruppo contrario all'aggregazione con Lugano. Questo dimostra come la necessità di una riflessione più approfondita e la visione che si fa strada attorno ad interessi "diversi" dalla zona urbana  viene condivisa da sempre più Comuni attorno a Lugano. Si inizia a meditare sul metodo adoperato per convincere, o meglio plagiare se così si può dire, e concludere in un lampo ogni annessione.
Se il metodo è così poco democratico o trasparente cosa ci aspetta in seguito?
Ogni Comune ha diritto di voce e di rispetto. La sua vitalità civica e il suo senso di responsabilità ne fanno un pari attore nella discussione attorno ai temi che riguardano il bene comune!
Non esiste "polo" economico che sovrasti trasparenza e rispetto delle istituzioni che a fatica si guadagnano nel mondo un assetto democratico. Del resto le attività economiche ticinesi, per quanto enfatizzate e caricate di fantasiose aspettative sono perfettamente realizzabili in un quadro istituzionale sano. Non è la cancellazione di Comuni responsabili a rendere più efficiente l'economia.
Non sarà invece vero che rende più facile l'organizzazione centralizzata di sprechi e pratiche poco trasparenti?
Approfondimenti: nelle pagine interne e pagina interna su Carabbia

>>Vai al sito di Carabbiaindipendente



Calma e riflessione sono indispensabili!

Speriamo che queste informazioni minime sui Comuni, diano almeno la possibilità ai nuovi arrivati e a coloro che si sono fatti la casa "fuori" dai centri, di apprezzare il valore civico dell'indipendenza e la possibilità di partecipare alla vita politica comunale che con le grandi fusioni purtroppo scompare con enormi svantaggi rispetto ai piccoli effimeri ed ingannevoli regali, che diventano vere fregature in seguito.
Moltiplicatori più bassi? Ci sono altri costi ed altri modi per prelevare soldi ai cittadini: dalle stime, agli affitti, ai costi di acqua e luce monopolizzati (da aziende "private" che fanno persino pubblicità quando non è necessaria, come le aziende industriali di Lugano AIL..), ai servizi ed uffici pubblici sempre più distanti e "burocratizzati", ai mezzi di trasporto che non diventano più a buon mercato o più comodi (vedi per es. Davesco)...
Beni pubblici: L'aumento del costo dell'acqua potabile con Lugano!
Pagine interne:
Capire le cosiddette "riforme" con Eros Ratti
Il benvenuto di Eros Ratti alla collaborazione intercomunale

Lugano, quale città?


Vieni in città, che stai a fare in campagna...!E' necessario superare i facili miti, della "Grande città", per poter continuare a costruire un vero benessere di qualità e col diritto di decidere
 
Ma si può considerare una città Lugano?
Quali servizi può veramente vantare a beneficio della regione?
E cosa fa per il resto del Ticino, per le sue zone periferiche sempre più indispensabili a "sacricare" le tensioni accumulate durante la settimana lavorativa in spazi sempre meno "vivibili"?
Quale concetto di sviluppo "sostenibile" (un termine comunque controverso ed abusato a scopo di marketing) perseguono i politici e i cosiddetti pianificatori di Lugano, e di riflesso del Cantone?
In Svizzera può chiamarsi città un agglomerato con oltre 10'000 abitanti
Ma è una definizione diciamo statistica. Se si immagina la città come un luogo con servizi comodi e poco cari, verde, qualità della vita, piacere di vivere, luoghi pubblici ampi e a disposizione di bambini, anziani, biciclette... diritto di decidere e di incidere sulla vita nel proprio quartiere.. "Lugano città" non regge il confronto con vere città svizzere, come Losanna, sorte e sviluppate con un concetto ed una mentalità di città!
Lugano è un borgo proliferato grazie ai soldi e alla piazza finanziaria in maniera assolutamente incontrollata. Un discorso a parte meriterebbe la mancanza di un'equa distribuzione di questi proventi a vantaggio di tutto il Cantone, specie adesso che è stata cancellata la solidarietà intercomunale e che Lugano pretende di avere tutto per sé.
Visto l'impoverimento "indotto" nei piccoli Comuni (a causa dei tagli cantonali, del ribaltamento di oneri, della privazione dei proventi generati da risorse locali come l'energia idroelettrica prodotta su territori di piccoli comuni come Bignasco o in Valle Verzasca della cui diga Lugano è comproprietaria, ecc.),  ci si potrebbe chiedere se, al contrario, Lugano non abbia forse già sprecato abbastanza in loco privando le valli e le periferie del Cantone di finanze preziose per uno sviluppo più armonioso?
A Lugano si pensa veramente ai servizi,
si ha sotto controllo la situazione (per quanto in fondo sia un piccolo territorio!)
si collabora con gli altri Comuni?...
Il traffico ne è una delle tante prove.
Tutte le considerazioni "pianificatorie" sono tentativi di sbrogliare una matassa di nodi sviluppata senza capo né coda. Con il Piano dei Trasporti Luganese si obbligano i Comuni a partecipare ai costi in base ad una chiave di calcolo complicata. I risultati: si tratta per lo più di costi stradali, quelli che negli ultimi anni sono stati inficiati dallo scandalo dell'asfalto pagato a peso d'oro.
Benché il concetto dei trasporti si riduca al privilegio dell'auto privata, neppure le strade sono state pensate! Figuriamoci i trasporti pubblici.
Nuovo quartiere di Cornaredo.. fa e disfà l'è tüüt lauràa!
Questo magazzino qui devi spostarlo di là... sembrano cantare i pianificatori!
Si sta costruendo in modo pomposo, con spreco di asfalto e ghirigori stradali pericolosi, una galleria di un paio di km che si poteva realizzare 20 anni fa per accedere all'autostrada.
Il portale è slittato più a nord, è stato rialzato sprecando ulteriore terreno nella zona già intasata del portale di accesso autostradale di Lugano Nord che mostra tutta la sua complicata struttura di cemento.
Secondo voi hanno pensato a qualche combinazione efficiente delle varie intersezioni? A cosa servono i cosiddetti pianificatori? E come viene "pensata" la sicurezza di questi cantieri?
L'uscita è slittata verso il Piano della Stampa guarda caso...sarà una gran comodità per chi scende da Tesserete e deve "rivoltare" a nord per uscire dal "buco".
Rimane il fatto che ora la galleria attualmente in costruzione è discutibile e poteva essere tramutata in altri interventi più utili ad una migliore organizzazione dei trasporti pubblici.
Progetti in tal senso sono stati avanzati anche decine di anni fa quando ancora si era in tempo...
Quale collaborazione?
Lugano in realtà non pare ragionare "assieme" ai suoi Comuni vicini, né ha dato prova di saper organizzare un piccolo borgo, figuriamoci ora che si crede una città.
Tutto è cresciuto per conto proprio a danno del verde, della vivibilità, delle aree pedonali, delle belle ville demolite, della popolazione di Lugano sempre più invasa da compratori di "immobili" e speculatori dove le case diventano "articoli" da mettere in vetrina e quindi slegati da ogni logica di pianificazione per gente che si stabilisce nella regione...
Chiedetevi a chi interessa il mercato edilizio?
Quante famiglie possiedono la casa o l'appartamento, quante pagano l'affitto?
A chi appartengono molti palazzi e territori luganesi?
A chi giova la concentrazione di potere e delle decisioni?
I trasporti pubblici da elettrici sono stati trasformati in mezzi a combustibile! (una scelta anti ecologica che si vorrebbe giustificare tecnicamente ma che in altre città svizzere resiste proprio perché i mezzi pubblici sono stati resi efficienti. A Lugano anziché migliorarli, si continua a creare parcheggi e autosili in centro (basta pagare).
Si facilitano: "i visitatori del casinò" o gli "studenti motorizzati benestanti", le macchinone estere che con arroganza si fermano sul lungolago in zona vietata, il popolo dei colletti bianchi da un certo livello in su e così via. A proposito in altri Cantoni i proventi del Casinò sono proventi cantonali e non a beneficio in questo caso doppi di Lugano (che è pure azionista della società di gestione nell'occhio di critiche e inchieste sui traffici di denaro sui quali vi invito ad informarvi).
I servizi vantati sono appunto questi: il Casinò (che altrove viene ubicato intelligentemente fuori dai centri), il cinema (magari non megalomani e centralizzati ma più "economici" e distribuiti), lo stadio di hockey (che non è neppure sul territorio di Lugano)...
In realtà gli altri servizi necessari alla gente sono dislocabili nei Comuni (negozi, uffici pubblici, rete internet, farmacie, studi medici ecc.).
Per non parlare del "servizio indispensabile" che le valli, le montagne ed i paesi offrono ai cittadini "stressati" e che rischiano di essere semplicemente "mercificati" e rubati come ultima risorsa ai Comuni sempre più impoveriti da un sistema di controllo economico "effimero" ed "arrogante".
L'Università di Lugano anziché decentrata ed accessibile è stata posta in zona centrale poco adatta alla frequentazione in auto, del resto è cara 4 volte il Politecnico Federale di Losanna (un tantino più rinomata) ed è quindi usata come fosse un "supermercato" della formazione.
Se volete attraversare Lugano in occasione di una partita di hockey (per il calcio nonostante il dispiegamento di fari e gradinate gli animi si sono un po' smorzati), constaterete come si permetta al pubblico di parcheggiare selvaggiamente senza riuscire a controllare o limitare il flusso di auto quando nel resto della Svizzera ci si reca alle partite coi mezzi pubblici e si trova una certa organizzazione.
Siamo in presenza di una megalomania diffusa che punta su un'economia effimera di facile guadagno che potrebbe crollare come un castello di carte.
C'è evidentemente chi sostiene e vuole imporre (per es. con le fusioni dei Comuni) tali modelli ma nel frattempo può permettersi tranquillamente dimore in altri siti ameni e nel caso la qualità non fosse più soddisfacente non avrebbe problemi a lasciare un borgo decaduto.
Parlando del progetto delle fusioni: l'andamento a macchia di leopardo degli accorpamenti perseguiti da Lugano rispecchia l'assoluto disordine che regna in questo borgo "dopato". I segni di decadenza sono così tanti e diffusi che chi vi é immerso non se ne accorge.
Chi sente la mancanza di un verde ormai scomparso, o della possibilità di influenzare una qualche decisione quando questa possibilità non esiste più?
Chi abita a Lugano fa tifo per la "grandeur", sentimenti solleticati in tempi di crisi, di decadenza e mancanza di altre prospettive a lungo termine, di bisogno di sicurezza... ciò che non si sente in un ambiente sano e sviluppato con la collaborazione della società civile e di molte sue componenti quali sono i Comuni, le associazioni, gli intellettuali e la cultura.
A Lugano la cultura è di "consumo" e specchietto per le allodole a fini di marketing.
L'Università della svizzera italiana, ancorché stravolta a livello europeo da "pseudoriforme in senso economico partite da Bologna" (riconducibili alla mercificazione della formazione), è dedicata alla comunicazione e al marketing: le finzioni del nostro tempo che permettono di vendere ciò che non serve o non si vuole comprare. Non si tratta quindi di un vero centro del pensare e della ricerca orientata a "creare" e a produrre beni duraturi, utili, esportabili. Siamo sempre nel contesto della "bolla" speculativa di cui si sono già sperimentati alcuni evidenti segni a livello mondiale nel 2002.
Contro questa monocultura della "stupidità" l'antidoto è un modello lungimirante, partecipato e diversificato che limiti gli effetti nefasti della globalizzazione.
Fonti: una visone dell'attuale situazione macroeconomica e delle implicazioni locali la potete perfezionare leggendo gli articoli pubblicati regolarmente dall'economista Alfonso Tuor, che si definisce liberale in senso "liberale-laburista" (socialista) nella sua bella intervista "Lo Stato che fu" su "L'aria di Domani" del 5.5.2006.
>>Vai a:  Oltre il mito della città!
Approfondimenti nelle pagine internealtri testi su Cadro

IL VERO SCANDALO E' LA DEGENERAZIONE DEL FISCO

Fra scandali e frettolose riforme è il Cantone il vero fallimento della politica di un territorio certamente costruito e sviluppato, ma che non per questo è da ridurre sotto il potere di un nuovo grande unico "clan" politico: parliamo dell'idea di dominarlo sotto 3 o 4 burocratici Municipi (ma soprattutto quello di Lugano) e di escludere dalla partecipazione un enorme bagaglio di esperienza e di capacità anche poco costoso che anima i Comuni ticinesi basati su un modello federale partecipativo esemplare come quello svizzero! Il fisco è uno degli esempi di come sta funzionando male il cantone...
Quale sarà l'esito del "fiscogate", la fiducia dei cittadini non è scemata solo a causa di questa poco trasparente faccenda, che ha comunque provocato una reazione forte da parte del governo.
Se, assieme alla corale indignazione, il consigliere Gendotti già chiamato in causa, uomo di valle, dal carattere genuino, saprà cogliere in questa vicenda il vero bandolo della matassa che ha imbrigliato il fisco ticinese, si potrà iniziare a ragionare in un altro senso, recuperando non solo la fiducia ma anche la coscienza civica necessaria per valorizzare finalmente le vere risorse, non quelle da nuova "bolla speculativa" e da Ticino dopato (in riferimento alle giuste critiche che esprime ad esempio Alfonso Tuor).
Il funzionamento del fisco in questo senso è una delle facce di questa politica arrogante e di esaltazione della speculazione che tende ad investire tutti i settori dell'amministrazione e del governo.
E' in questi ultimi anni che s'instaura nel fisco un'impressionante quanto subdola disparità di trattamento.
Si favorisce i ricchi, che come si vede, godono di ampie possibilità di dissimulare beni e redditi.
Si spremono poveri e ceti medi, chi vive nella propria abitazione, i pensionati, gli artigiani, le famiglie modeste, attraverso una burocrazia che li conduce in una spirale infernale. Così un reddito modesto viene aumentato d'ufficio specialmente se si trova nella fascia non imponibile; allo stesso modo una stima modesta viene "adeguata " al mercato speculativo circostante. Un valore locativo si può addirittura correggere a discrezione (come se fisicamente le case delle famiglie modeste e le ville dei ricchi non potessero convivere!), nel contempo si invitano i locatori ad aumentare gli affitti e così via.. Dai poveri ai  lavoratori precari  si pretende che vivano con un minimo deciso dal fisco. Le deduzioni utili alle famiglie benestanti se applicate a redditi bassi finiscono per insospettire il tassatore che si accanisce contro coloro che non rientrano nei suoi parametri. Le sue decisioni influiranno poi su ulteriori diritti di sussidio o imposizioni di tasse.
Ecco che questo "fiscogate" ci apre gli occhi sull'assurdità di questi concetti: a livelli milionari i parametri sono così fluttuanti da permettere di creare le fondazioni di famiglia ma molto più in basso le conseguenze sono ben altre!
I tenori di vita smodati, chi vive sopra le righe, gli affitti sproporzionati e da lucro (una fonte di reddito evidentemente poco considerata), gli investitori edili senza scrupoli, i professionisti dal guadagno facile, sono i veri tassatori, coloro che determinano i parametri entro i quali tutti devono correre.
Il fisco, sulle cui regole e basi va fatta chiarezza ed inversione di rotta,  è stato oltretutto in grado di distruggere la capacità di discernimento e di ragionamento dei suoi funzionari.
Nella loro società "parametrizzata" non c'è posto per il povero, il precario, il disoccupato, il piccolo artigiano, la famiglia modesta, il proprietario della casa in cui vive, la coppia in pensione, l'anziano con qualche bene: meglio che venda la casa, che trovi qualsiasi mezzo per aumentare i suoi redditi o che cambi aria...
Gian Marino Martinaglia - La Regione 15.4.2006

Gli argomenti delle pagine civiche:

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ATICC: associazione per la collaborazione dei comuni
Il manifesto per la collaborazione dei Comuni
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Articoli di riflessione civica e aspetti costituzionali:
Capire le riforme con Eros Ratti
La vera via creativa alla cooperazione fra i Comuni: accordi e collaborazioni
La guida "dimenticata" in 4 tomi dedicata al Comune
Libri dedicati al primato dell'etica sull'economia
Riflessioni e guida per i movimenti civici
Fusioni: Comuni come SA
Federalismo minacciato: chi minaccia il federalismo svizzero?
La Svizzera è un modello per l'Europa,
in Ticino invece si punta alla concentrazione del potere.. il modello dello spreco!
per impedire vere alternative di sviluppo partecipato e sostenibile
Fusioni pericolosa confusione
Prendiamo esempio da Vaud: niente fusione coatta preventiva!
Fusione coatta e limiti giuridici
La storia di un referendum
L'esito del referendum: il tempo ci darà ragione!
Comuni e situazioni locali:
Vogliono disegnare un Ticino più adattao a fare affari: chi? e per chi?tesi: spunti sulle ragioni del fallimento di Media Leventina, Medio Malcantone e Verzasca
No alla Grande Verzasca:
Dalle tesi: spunti sulle ragioni del fallimento di Media Leventina, Medio Malcantone e Verzasca
Aquila: fusione come impedimento allo sviluppo regionale
Campello (Carì) e Media Leventina: no alla disgregazione
Bignasco e il referendum
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Lugano pigliatutto: Cadro l'anima della gente e il Municipio contro l'arroganza.
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Elettricità e acqua: Le risorse dei Comuni "deboli"
Il Cantone ribalta i suoi oneri sui Comuni
La proposta del Comune di Quinto sui proventi dalle case secondarie
Il voltafaccia di CORETI e ACUTI, difensori "criticabili" dei Comuni rappresentati
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L'arringa in favore del modello svizzero di aiuti in regioni montane LIM
Zone periferiche abbandonate a sé stesse? Ossia come l'adeguamento all'Europa spinto dagli ultraliberisti capeggiati da "Avenir Suisse" minaccia e stravolge la politica regionale in Svizzera!
Il Comune di Riemenstalden vuole restare autonomo!
L'alternativa al modello ultraliberista capeggiato da "Avenir Suisse"
Contro le fusioni e la perdita del senso civico
La "politica della concorrenza" deve sottomettersi alla "politica vitale"
Il libro dell'economista sangallese Peter Ulrich chiede un'economia mondiale basata sull'etica!
Esperienze di un'associazione ticinese per l'autonomia dei comuni:
Un aiuto per tutti i gruppi civici spontanei:
Documenti: Conferenza stampa  20 Tesi / Prese di posizione
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Comuni sostenuti: mappa  /  comuni  e  link altri siti
Associazione:  Statuti  /  Storia di un referendum
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