30 anni d'imbrogli, ovvero l'ora della vergogna..
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L'ultimo libro sul doping Bruno Roussel Tour de vices
L'inchiesta che da il colpo di grazia parte da Lance Amstrong.. L.A. Confidentiel, les secrets de Lance Armstrong

Il ciclista francese Erwann Menthéour racconta la sua verità sul doping e ne svela i segreti."Il ciclismo deve ricostruirsi sulla verità"

La storia di Erwann non è esemplare, come ammette lui stesso: fatta di momenti esaltanti ma anche terribili, una verità da raccontare che sia utile ai giovani che se ne appassionano.
Seguendo le orme del fratello maggiore Pierre-Henry è sin da piccolo affascinato dal mondo dei campioni in bicicletta. Ne assapora le glorie e gli eccessi del dopo-stagione. E' il tempo di Fignon e Sean Kelly, delle feste di Brest nella ciclistica bretagna, dove tutto è concesso agli eroi su due ruote, che si sballano con Tintin e Tonton: i soprannomi di 2 anfetamine, il Pervitin e il Tonédron, assumibili per iniezione e facilmente eliminate dall'organismo.
Il padre è deciso a farne un campione, ma lo fa allenare duramente  per anni nella pratica del nuoto e dell'atletica, finché non resiste più al desiderio di darsi alla bici. Più cresce e più desidera assomigliare al fratello.
Intanto il fratello conosce un certo successo, anche se il suo carattere ribelle lo porta a crearsi inimicizie nei clan che contano. Dall'apoteosi ripiomba nell'anonimato a ritoccare il fondo, svuotato e demoralizzato. Ma l'amico corridore dalla tempra particolare, Pascal Jules,  darà a Pierre-Henry la forza di riprendersi e di capire solo dopo i 30 anni quanto amasse la bici ( il 12.10.1996 a Bordeaux stabilisce il record francese dell'ora con 52,543 km, la sesta performance mondiale sino a 1999 di cui scrive Erwann).
Goliardico e dallo spirito provocatore Erwann si prepara nel mondo dilettantistico al professionismo senza problemi di soldi, divertendosi. Grazie alla sua solida muscolatura diventa da juniores campione di Francia e poi campione mondiale a cronometro. A quel tempo pedalava ancora a "pane e acqua", anche se nell'ambiente non mancavano le anfetamine, come Captagon o Centramine, capsule che se assunte nel momento sbagliato obbligavano persino ad uscire ad allenarsi di notte per scaricarsi.
Erwann conosce quel sentimento di pienezza che rasenta il parossismo, sono sue parole, nel momento dello sforzo e del quale la sofferenza è parte integrante. E' un momento magico, in parole povere il limite della sofferenza si supera ed essa viene neutralizzata da una sostanza secreta dal nostro corpo: la famosa endomorfina.
E' un piacere che ho assaporato credo anch'io nello scalare un colle: ti viene la voglia di continuare e continuare e non sei stanco, hai raggiunto e superato un limite del corpo che solo tu conosci.

Campioni ci si costruisce..

Il padre vuole un figlio più campione del precedente. Sa quello che fa, e il "piccolo" capisce senza particolari problemi né remore che anche lui dovrà un giorno iniziare a prendere qualcosa. La teoria è mentenersi puliti per esplodere al momento giusto grazie alla maggiore efficacia dei primi dopaggi.
Già nei dilettanti Erwann conosce quella cui dedica un capitolo del libro: la mafia bretone. Corse truccate e "Bonjours les combines", potere dei veterani di categoria e onnipresenza del doping che falsa i valori ed i rapporti fra i corridori: non occorrono più le migliori gambe ma il miglior "dottore".
Per ramassare i premi e controllare le corse si forma il gruppo di corridori più navigati che domina alla fine il campo. Erwann ne fa parte, già diciannovenne, per le sue doti di cacciatore di premi speciali e per la sua conoscenza dei novelli potenziali corridori da controllare. A questo punto entra in scena il doping che fa la differenza. E' come un rito iniziatico: tutti ne sentono parlare, ma i più anziani ne celano i segreti quasi a mistificarlo, la tentazione cresce e così pure la voglia di far parte del circolo di eletti.All'inizio il neofita crede di poter pedalare pulito e grazie al suo organismo fresco recupera e rivaleggia con qualli "caricati". Ma con l'aumento della frequenza delle corse e dell'intensità dell'allenamento il fossato fra lui e quelli "curati" aumenta.
Così nell'ambiente cameratesco di una corsa a tappe possono iniziare i primi approcci con qualche "preparatore", il termine coniato dagli italiani che come dice Erwann "hanno il senso della formula".
Gli si propone dapprima: vitamina B12, ferro, acido folico o ATP per i muscoli. Sono prodotti senza effetti particolari ma somministrati per via endovenosa: si infrange così una prima barriera psicologia rappresentata dalla famosa "puntura". La terapia aiuta nel recupero ed è efficace mentalmente perché rimotiva il ciclista e, dice Erwann, ne associa il suo sentimento di riuscita a questa sorta di sapere "druidesco".
Indi si può passare al banale corticoide, una compressa di Solupred, che aiuta nel recupero. All'inizio si sentono i benefici e in seguito non si rifiutano dosi maggiori e prodotti più pesanti. E' una spirale implacabile dentro la quale tutti finiscono per cedere e prima o poi ognuno si ritrova solo davanti allo specchio con una siringa in mano.
Le anfetamine sono il dopaggio di base grazie al loro effetto stimolante: diminuiscono il dolore e aumentano la voglia di pedalare, ma sono riscontrabili facilmente nelle urine. Per questo o si ricorre a stratagemmi vari per evitare i controlli (simulazione di cadute, ricorso all'infermeria, vizi di forma, p.es. Erwann evita di firmare il foglio di partenza essendo caricato di  Centramine ad una corsa nella quale poi va in fuga ma in odore di controllo simula crampi..) oppure si prendono prodotti dall'effetto ritardante (p.es. Kenacort retard 40 mg, si tratta di Triamcinolone, un corticoide antiallergico o contro le tendiniti ma anche un "euforizzante" che consuma un po' di grasso e muscoli). L'effetto di questi prodotti è psico-stimolante e dura 2-3 settimane, senza essere riscontrabile al momento della gara. I rischi di un uso frequente sono l'essiccazione delle ghiandole surrenali ed uno stato di fatica prolungato (come ebbe a dire Bernard Thévenet).
[recensione di Gian Marino Martinaglia del libro "Secret Défonce di Erwann Menthéour - JC Lattès 1999 ISBN 2-7096-2039-1] ------continua-------
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"Massacro a catena"

Ha passato una vita nel silenzio e negli imbrogli del ciclismo professionista ed infine si è deciso a raccontare la sua storia. Ma c'è voluto un episodio particolarmente drammatico scuoterlo fino alla nausea e far scoppiare il bubbone. Eppure a conclusione della sua confessione rimane un forte sentimento di malinconia, la sensazione che - come dice - il tran tran di camper pieni di fialette, di alimenti truccati, vetture anonime pronte ad attendere i corridori all'hotel.. continuerà impunemente.
E i corridori a imparare non la vita da sudare e gioire per la vittoria sofferta, ma quella dell'imbroglio, tutti contro tutti, solidali nell'inganno collettivo: ma infine tutti ingannano sé stessi, giocano con la loro salute e si fanno manipolare dalla squadra. Sono le parole del massaggiatore della Festina Willy Voet, che 8 volte su dieci sa riconoscere da segni impercettibili chi è "caricato" e chi no. Sono le parole di chi ha annotato minuziosamente nei suoi quaderni le ricette dei ciclisti: un vero e proprio scadenzario del tipo in uso nelle cliniche mediche, con alla fine il ricapitolativo delle dosi delle varie sostanze, dalle quali si potrebbe desumere di ...essere di fronte a veri e propri malati cronici!
Ma siamo nel mondo del ciclismo, del vertice verso cui la nostra "sana e sportiva" società sospinge i giovani.
Lo sport professionistico è l'apice dello sport, lo condiziona al punto di dubitare se ancora possa esistere uno sport puro. Gli accessori, gli interessi, le passioni sono tali da annullare l'unica vera motivazione che nasce dall'esclamazione entrata nel linguaggio comune: "lo faccio per puro spirito sportivo".
Capite in che guaio ci cacciano questi sportivi? Quale altro spazio e termine dovremmo ora coniarci?
Siamo all'obiezione sportiva!

Recensione del libro "Massacre à la chaîne - Révélations sur 30 ans de tricheries" di Willy Voet
 

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"Tour de vices"

Sono trascorsi 3 anni dall'affare Festina, un'aria calma sembra calata sul mondo del cilcismo, ma nulla è cambiato. Dietro le cortine fumogene, le istanze dirigenti si sono prodigate soprattutto per disinnescare una bomba che avrebbe rovinato i loro interessi comuni... Così si presenta questa nuova denuncia che mette in causa l'inerzia e la connivenza ai più alti livelli. Perché Bruno Roussel ha vissuto a fianco della sfera di chi decideva e ora ne rivela i retroscena: che si tratti della Societé du Tour de France, l'Union cycliste international (UCI) o la Féderation française de cyclisme...
Continuate a leggere per capire la consistenza della beffa e la montatura che disonora lo sport della bici.
Tenete presente che il doping fa parte di tanti altri sport, ma è da quello che amiamo di più, la bici, che vogliamo estirpare e forse dovremmo agire pesantemente sul business che vi ruota attorno e perché no riportare la bici al degnisssimo ruolo di sport dei poveri...[Gian 7/2001]

Recensione del libro "Tour de Vices" di Bruno Roussel - Hachette Littératures 2001 98 FF/14.94E

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"Le cyclisme est pourri...!"

Pierre Ballester, 44 anni è giornalista sportivo dal 1981. Corrispondente permanente a Londra dell'Agence France Presse, reporter preeso Le Sport (1988), L'Équipe (1989-2001), Prix Blondin du Tour (1994) ha seguito 10 Tour e dal 1998 si è occupato di doping ciclistico.
David Walsh, irlandese di 48 anni, è "Chief sports writer" del Sunday Times di Londra, giornalista sportivo dell'anno in Gran Bretagna a tre riprese e autore di libri premiati.
"Se la sua storia è vera, è il più grande ritorno nella storia dello sport. Se è falsa è la più grande truffa!" dice Greg LeMond in una intervista al Sunday Times nel luglio 2001.
"Emma O'Reilly ha trascorso 5 anni alla US Postal, massaggiatrice personale ed apprezzata da Lance Armstrong, non può più dire che il ciclismo sia ammirevole sapendo ciò che sa. L'US Postal è una squadra come le altre, col suo programma medico, i suoi dottori, i suoi soigneurs, il camion dei prodotti, i suoi corrieri, le siringhe intravenose, buste nere e bianche...Ha visto tutto ma ha obbedito all'omertà. Ora è pronta a rompere il silenzio perché il professionismo ciclistico è marcio fino alle ossa. No, non ha l'ambizione di rivoluzionare questo sport, ma spera almeno che avverà presto una implosione!"
"Basta, fai male al ciclismo, meglio che te ne vai, piccolo corridore.. Fuck you!" Così è attaccato da Armstrong il francese Christophe Bassons - che ritroviamo i altre testimoninze come uno dei pochi puliti - , pecora nera che si esprime contro il doping e per questo emarginato e umiliato nel gruppo. Gruppo non diverso dai "pecoroni" del Tour 2004 quando Filippo Simeoni, testimone nel processo contro il dottor Ferrari, è stato messo in riga dal "padrone Lance"... Ritroviamo altre testimonianze di compagni di Armstrong, il quale alla fine si ritrova "come amico il solo Giorgio raffigurato sugli amati dollari", come dirà qualcuno.
L'era EPO ha stravolto il ciclismo e disgustato campioni come Greg LeMond, ritiratosi nel 1994 dopo aver vinto 3 Tour  de France. E proprio nel 1994 la squadra Gewiss-Ballan di Argentin, Furlan, Berzin  domina con ritmi per gli altri insostenibili, grazie ai "consigli" del medico Michele Ferrari, che fu assistente del professor Conconi allorquando questi praticava il doping sanguigno su diversi sportivi italiani (ancora negli anni 80) e che giudica l'EPO non più pericolosa di un succo d'arancio.. Ma l'EPO va accompagnato con una panoplia di prodotti per essere efficace: ormoni della crescita, vitamine, acido folico, corticoidi, steroidi, anabolizzanti... ogni prodotto ha il suo ruolo e messi assieme sono micidiali "come il revolver assemblato con pezzi innocui da Goldfinger". Ci sono prodotti intriganti come l'Actovegin (ricuperato dai rifiuti gettati da un'auto dell'US Postal nel 2000 da giornalisti troppo curiosi..) o il Neupogen (un fattore di crescita non rivelabile che agisce da booster sanguigno e che rientra con l'EPO fra i prodotti che potevano curare il cancro del texano). E c'è chi come Greg Strock, giovane talento americano, fa causa alla Federazione ciclistica americana perché si ammala di un parvovirus correlato al cancro ai testicoli e ritiene causato dal dopaggio inconsciamente subito... Leggete e traete voi le conseguenze.
E' un'inchiesta che tenta ancora una volta di penetrare nei menadri di un ciclismo permeato di omertà e di coperture che sembrano arrivare fino ai livelli più alti del Tour e dell'UCI. E lo fa con dissertazioni competenti sui parametri beta-hCG, VO2 max, Watt inverosimili oltre i 420 nelle crono i salita.. e sui prodotti che si celano dietro le ormai inspiegabili prestazioni fisiche.
Se ne ricava un'immagine che personalmente mi fa sconsigliare oggi di praticare il ciclismo agonistico come pure di seguirlo come appassionati per dedicarvi invece alla ricostruzione dello sport della bici al di fuori del cicuito del business! Ben inteso naturalmente va considerato sotto questi aspetti negativi tutto lo sport in genere. Buona lettura!
[Gian 8/2004]

Recensione del libro "L.A. Confidentiel, les secrets de Lance Armstrong" di Pierre Ballester e David Walsh
Édition de La Martinière - 2004 ISBN 2-84675-130-7 20.-E - www.lamartiniere.fr
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