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NEPAL, OGGI Galleria fotografica, notizie e commenti da una lotta scordata del nostro pianeta e del cammino di un POPOLO verso libertà e domocrazia Marco Banchelli membro onorario di SPORTS DEVELOPMENT NEPAL
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23 settembre 2008 E l'ex "primula rossa " dell'Himalaya incontrò il Presidente degli Stati Uniti d'America...
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18 agosto 2008 LA GRANDE LEZIONE DEL NEPAL: L'EX PRIMULA ROSSA DELL'HIMALAYA E' IL NUOVO PRIMO MINISTRO ! Come da sempre intuito e sostenuto da queste pagine, dopo l'elezione di Ram Yadav del partito di centro del Congresso, Puspha Kamal Dahal (PRACHANDA) il leader del movimento maoista, è stato nominato ed ha giurato da Primo Ministro. Il PRIMO della nuova REPUBBLICA.
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21 luglio 2008 ELETTO IL PRIMO PRESIDENTE A 52 giorni di distanza dalla nascita della Repubblica e dalla deposizione di Re Gyanendra il Parlamento del Nepal ha eletto oggi il suo primo Presidente. Si tratta di Ram Baran Yadav, 61 anni, Segretario generale del Partito del Congresso. Yadav è stato eletto con 308 voti contro i 282 di Raja Ram Prasad Singh del partito Maoista.
Così, dopo che sabato scorso nessun candidato aveva ottenuto la maggioranza richiesta, oggi, al secondo tentativo e grazie ad una particolarissima e nuova “alleanza” politica, si è avuto il momento storico in cui il Nepal ha un “figlio del popolo” a guida del Paese.
Ram Baran Yadav è nato nelle pianure del Terai, verso il confine con l'India, da una povera famiglia di agricoltori, ma non è rimasto a coltivare la terra. Grazie ai sacrifici della sua famiglia ed alla sua grande determinazione è riuscito a studiare ed a diventare medico.
Eletto in Parlamento con ottimo risultato elettorale personale è stato nominato segretario generale e confidente del Primo Ministro Girija Prasad Koirala di cui pare raccolga carisma e personalità politica.
Il giuramento è già stato fissato per mercoledì prossimo alle ore 15,00 nel Palazzo di Shital Niwas che dovrebbe poi divenire la residenza ufficiale del Presidente.
La prima frase che Yadav ha pronunciato è stata: “Questa è la vittoria della Democrazia, la vittoria di tutto il Popolo del Nepal”.
Si è poi recato al saluto d'obbligo al suo principale sostenitore Koirala e, un po' a sorpresa, al sacro tempio di Pashupatinath.
Il Re era direttamente una reincarnazione divina... un presidente certamente no, ma, sicuramente una visita al tempio di Shiva nella sua forma di pastore delle greggi, di sicuro esprime, pur nel grande cambiamento, un segno di devozione e continuità.
L'alleanza che ha portato Ram Baran Yadav all'elezione pare molto “varia”, dai Comunisti Leninisti ai Marxisti fino ai Lavoratori e Contadini e gli indipendentisti Madhesi, ed è soprattutto l'unica via che poteva tener fuori e sconfiggere i maoisti.
Il dubbio è come la prenderanno, loro. I vincitori delle elezioni che avrebbero voluto tutte le cariche... Da chi e come, verrà formato il prossimo governo? Il percorso certo che non poteva essere semplice, ma ci saranno ricadute di violenza ?
Un po' di timore c'è, inutile negarlo. Ma come non notare adesso, nell'incontro tra il nuovo Presidente, con tanto di tika in fronte e kata al collo, ed il leader maximo maoista Prachanda la loro soddisfazione ed il loro sorriso...
Sembrano sinceri: partiamo da qui !
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Nel giorno dell' EVEREST il grande annuncio: 29 maggio 2008 IL NEPAL E' UNA REPUBBLICA !
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Anche un po' di "viola" nei colori della nuova repubblica dell'Himalaya: DAL TETTO DI FIRENZE... AL TETTO DEL MONDO ! Il Viola Club Kathmandu festeggia a Firenze il 55° anniversario della conquista della montagna più alta del mondo, l'EVEREST. Molto importanti e graditi gli interventi di tutti gli ospiti ed amici che nel corso della giornata hanno partecipato di persona od in collegamento radiofonico all'evento organizzato come fosse stata una vera e propria avventura in Himalaya dal ciclo-nauta, Ambasciatore di Pace di Firenze, Marco Banchelli. Molto intenso l'intervento dell'ex calciatore di Juventus e Fiorentina, Moreno Torricelli che ha sottolineato i valori della passione e dell'amore nello sport come il più autentico dei carburanti per gli atleti e come deterrente di violenze ed eccessi. Soprattutto oggi, un giorno che ricorda anche la strage dello stadio Hysel, nella finale di Coppa Campioni tra Juventus e Liverpool del 1985. Ma anche le testimonianze di Takagi Yoshimasa dell'Istituto Soka Gakkai e Tiziana Ciassullo del centro Lama Gangchen di Milano sono state importanti, oltre che simpatiche. Dopo un brindisi presso l'edicola LE NEWS di Castello, lo speciale di "CICLISTIperCASO" dalla sede di TUTTORADIO di Via Bruni con Alessandra MAGGIO, si è poi concluso dal Piazzale Leonardo con l'incontro di Banchelli con il vice-presidente del Viola Club Kathmandu, Marcello Mariotti e con Silvano Fratoni dell' Associazione Centro Coordinamento Viola Club che ha consegnato al Viola Club alcuni gadget tra cui lo stupendo libro-raccolta di 40 anni di storia viola "Tifosi". E, in uno straordinario scenario reso ancora più particolare dall'atmosfera himalayana monsonica di oggi, con un collegamento telefonico con Kathmandu dove la direttrice della "Casa della Compassione", Sister Deepa ha raccontato in diretta la gioia della gente del Nepal per la nascita della Repubblica dopo quasi 240 anni di monarchia molto, molto assoluta. Una gran bella festa ed un modo assai particolare di dare il benvenuto allo stesso Alberto Gilardino, giusto da oggi nuovo protagonista del piccolo-grande sogno della Fiorentina... E da Firenze al Nepal ed al mondo , per voce e ferma convinzione di Marco Banchelli, comunque una "certezza": qualunque possa essere il percorso ed il travaglio degli uomini nelle vicende sportive come in quelle della vita, in Nepal ci saranno sempre una regina ed un re: l' HIMALAYA, regina assoluta della grandezza e del sacro della natura, e l' EVEREST, suo degno consorte e RE. Fino alla fine dei tempi...
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12 aprile 2008 ARRIVANO I PRIMI RISULTATI DELLE ELEZIONI... IL NEPAL ED I MAOISTI La sensazione che il gruppetto “Banchelli-Tosto” ha avvertito per le strade di mezzo Nepal nel corso delle varie tappe del viaggio non è stata smentita. Almeno non in questa prima fase di riscontro voti.
Gli ex-guerrieri e ribelli maoisti guidati dall'ex “primula rossa” dell'Himalaya Pushpa Kamal Dahal detto Prachanda, sono in testa!
Dopo le ultime ore di campagna elettorale e di vigilia con tensioni ed anche gravi incidenti che hanno causato una decina di vittime, le storiche elezioni del 1o aprile hanno avuto regolare svolgimento un po' in tutto il paese.
La percentuale votanti si è assestata sul 60% conclusivo che, per queste terre, è proprio una grande affluenza! Un piccolo record pare sia stato stabilito in una sezione di un villaggio a ovest di Pokhara dove si è avuto il 100%. Ma non solo.
I “23” aventi diritto infatti, avevano già ultimato il loro compito alle 7,10 del mattino! Praticamente dieci minuti dopo l'apertura del seggio... Sempre grande questo Nepal: dalle infinite montagne ai piccoli record!
Pare proprio che si stia delineando una vittoria dei maoisti che sono riusciti a cogliere consensi anche in alcuni collegi di Kathmandu. Il Partito del Congresso, che alcuni vedevano favorito, si deve al momento accontentare del maggior numero di preferenze assolute colte da Prakash Man Singh nel seggio n° 1 della capitale.
Mi torna in mente con grande intensità adesso la prima intervista che Prachanda rilasciò verso la fine del 2006 quando il suo pacifico ingresso nella valle di Kathmandu dette finalmente un volto ed una voce alla sua figura.
C'era chi pensava perfino non esistesse... Ed invece c'era, eccome! Addirittura scelse come sede provvisoria il Planet Bhaktapur dell'amico Francesco, proprio quella dove pochi giorni or sono si è giocata la partita della Pace tra “tifosi” Fiorentina-Inter...
All'inviato del “L'espresso”, nel cortile interno del Planet, più o meno Prachanda diceva: "Il nostro Paese e la nostra gente hanno bisogno soprattutto di prosperità. Adesso siamo un paese molto povero e non perché ci manchino le risorse o le capacità, ma per colpa di chi ci ha governato finora.
Il Nepal, con le sue montagne, ha per esempio un grande potenziale in termini idroelettrici. Il turismo può diventare un altra importante fonte di benessere. Il Terai è una terra fertilissima. Insomma ci sono notevoli opportunità.
Ma abbiamo bisogno di sviluppo, di trasporti, di ricerca scientifica e tecnologica. Tra dieci anni, con un buon governo, potremmo essere uno dei paesi più ricchi del Sud-est asiatico. Il Nepal avrà un'economia mista, anche se non seguirà ciecamente il liberalismo occidentale. I capitali internazionali, se investiti nell'interesse del popolo nepalese, saranno i benvenuti”...
Pare proprio che queste parole siano adesso attese da conferme! Intanto, se ce ne fosse il bisogno, potrebbero comunque dare a chi avesse dubbi, qualche chiarimento e rassicurazione.
Il Nepal non dovrebbe chiudersi tra montagne e regimi dittatoriali. Anzi: sarà ancora e sempre più presente e aperto, pronto ad offrire a noi tutti il suo messaggio ed il suo contributo.
27 febbraio 2008 DAL TERAI ALLA VALLE DI KATHMANDU: ALTA TENSIONE Oramai da giorni va avanti uno sciopero generale nelle regioni basse del Nepal. Quelle confinanti con l'India, le terre del Terai. Il Fronte Democratico Unito dei Madhesi (UDMF) ha messo sotto scacco il Nepal proprio alla vigilia del momento più importante delle elezioni. Chiedono e vogliono, anche seguendo il recente esempio del Kosovo, autonomia ed indipendenza e paiono proprio decisi a non mollare... In questi giorni il Primo Ministro Koirala ed il leader maoista Prachanda stanno riunendosi per vedere di risolvere accontentando le richieste , ma non sembra semplice. Pare che i Madhesi, sostenuti in qualche modo da India e simpatizzanti della famiglia reale, stiano tentando di destabilizzare un ordine già precario di per sé, e riuscire ad ottenere il rinvio delle elezioni ed una recupero della stessa monarchia. C'era da immaginarselo che qualcosa sarebbe intervenuto a complicare ancora la salita verso la democratizzazione del Nepal. Il problema in ogni caso pare di una certa consistenza ed il caos ed il disagio pare aumentare ogni giorno soprattutto nell'isolata valle di Kathmandu. Energia elettrica, carburanti, prodotti di prima necessità sono sempre più razionati e la confusione ed i problemi, già a livello di guardia, potrebbero anche degenerare se dovessero perdurare anche solo per pochi giorni. Tiziana, rientrata la scorsa settimana, e Francesco da Bhaktapur con cui ho avuto modo di parlare per telefono, a voce confermano in diretta questo clima e la mia prossima "missione" di Pasqua viene a prendere nuovi connotati e significati. Di sicuro aumentano incertezza e preoccupazioni, per fortuna di pari passo al desiderio di continuare ad essere utili alla causa di tutto un popolo ed alla Pace. La partita di calcio della Fiorentina (quella vera) ed il Viola Club "più alto del mondo" possono ancora aspettare... L' Amore no. 14 febbraio 2008 VERSO PASQUA... Tra due mesi sarà gia passata un'altra Pasqua. Noi (Italia) avremo le prime proiezioni elettorali ed in Nepal già dovrebbero esserci i primi commenti al "loro" voto. La data pare confermata al 10 aprile ed oramai tutto sembra definitivamente avviato a questo fondamentale appuntamento. Curioso come le vicende dei Paesi, come quelle degli uomini, si intreccino. A volte... Spesso anche per estremi: loro hanno le più importanti, noi, molto probabilmente , se non le più inutili, le più "confusionarie" ! Chissà come vivrà questa Pasqua il Nepal dopo che Koirala già tanto ha concesso anche alla comunità cattolica. Dopo che il Natale è divenuto "festivo", forse seguirà la stessa cosa anche la Pasqua... Auguriamoci che la vera "FESTA", per TUTTI, possa mettere le basi e proseguire, dopo. Un paio di mesi, dovrebbero bastare... 28 dicembre 2007 CI SIAMO: IL NEPAL DIVENTA REPUBBLICA ! Oggi il Parlamento nepalese ha abolito con una schiacciante maggioranza la monarchia che dal 1769 reggeva il Paese. Con 270 voti su 371 l'Assemblea ha deciso di adottare per il Nepal la formula della 'Repubblica federale' che entrera' in vigore dopo le elezioni dell'assemblea costituente previste per aprile 2008. Al Primo ministro Koirala il titolo di "presidente provvisorio" che ufficiosamente e nella pratica gli apparteneva dall'Aprile 2006...
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19 ottobre 2007 DA PRACHANDA ALLA... FIORENTINA ! I maoisti sono usciti dal governo e le elezioni del 22 novembre sono state definitivamente rinviate... ma tutto procede! La crisi del petrolio e la coda di un monsone che quest'anno ha colpito con particolare violenza, danno disagio, certo, ma neppure loro possono evitare ciò che lentamente ma "inesorabilmente" pare segnato: la costruzione di una Pace duratura e la nascita della prima Repubblica dell'Himalaya... Ma la grande novità di oggi che riguarda il Nepal tocca molto da vicino anche l'Italia dello sport e Firenze e la sua squadra in particolare. C'è posta per il Presidente della Fiorentina Andrea Della Valle ! Una lettera che il Presidente Onorario del Viola Club KATHMANDU mi ha affidato con l'incarico di consegnare personalmente. Una lettera preziosa contenuta in un cofanetto che sa tanto di "tesoro"! E potrebbe anche esserlo, un tesoro. Una proposta ed un gesto che potrebbe avere un valore inimmaginabile per le terre dell'Himalaya e non solo... VIVA il NEPAL, quindi e... ALE' VIOLA !
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5 settembre 2007 Tante altre vicende sono accadute in questi ultimi mesi. Dalla cerimonia per Padre SHARMA (5 maggio), alle elezioni di giugno rinviate (al 22 novembre - ?), dalle intense emozioni di Pasqua fino alle tre esplosioni di domenica scorsa... Era dall'aprile 2006, dalla grande rivolta pacifica di tutto un popolo, che a Kathmandu non echeggiavano sinistri fragrori di bombe. INDUBBIAMENTE la strada verso la democrazia, la pace e la prospettiva di un futuro migliore, in Nepal come in ogni altra zona del mondo, è in salita... PRACHANDA, che con i suoi ex-ribelli è già da tempo entrato anche nel Governo provvisorio presieduto da Koirala, giusto ieri pare abbia lanciato una nuova proposta non da poco. Arrivare alla proclamazione della REPUBBLICA prima delle prossime elezioni. Infatti, qualunque sia la matrice delle esplosioni (movimenti indipendentisti del Terai, fedeli della monarchia), per arrivare in un clima più sereno possibile alle urne pare quasi inevitabile a questo punto l'allontanamento di certe figure. Del resto i numeri esprimono già chiaramente le scelte del popolo (l'80%) e la proposta di attendere l'Assemblea Costituente eletta, pare, a questo punto, del tutto inutile e forse anche natura di nuove e più intense tensioni. Il sovrano negli ultimi mesi ha perso un po' tutto: potere, palazzi, divinità (...). Anche in alcune cerimonie ufficiali il Primo Ministro KOIRALA ha svolto le sue "veci". La corona ha le ore contate ed oramai non resterebbe che un abbandono decoroso . Sarà possibile ? E' come se Gyanendra avesse adesso in mano un ultima "palla" da giocare, per perdere meglio, per lasciare almeno un minimo di ricordo dignitoso alle sue genti. Sarà in grado di comprenderlo ? Intanto si avvicina la festa di INDRAJATRA e chissà questa volta a chi porrà la tika sulla fronte la Kumari, la piccola Dea bambina di Kathmandu... 11 febbraio 2007 Ieri Papa BENEDETTO XVI° ha elevato la "prefettura apostolica" del Nepal a "vicariato" nominando Fr. Anthony SHARMA primo VESCOVO del NEPAL ! Naturalmente IMMENSA la gioia di tutti i cattolici ad iniziare dai "nostri" Fr PIUS e Sister DEEPA e Fr George e gli altri. Ma grande soddisfazione anche tra altre realtà del paese ad iniziare dai buddisti che ricordano la coincidenza dei primi padri cappuccini che giunsero in Nepal verso la metà del 1700. Tra loro Padre Orazio da Pennabilli (!) amico di Erus e con lui protagonista delle mitiche puntate di "TURISTI per CASO" di qualche anno fa. Pontefice di allora era il predecessore di nome dell'attuale, BENEDETTO XV° ! Curioso... casuale... e non certo poco! 15 gennaio 2007 ANCORA PIU' STORICO !!! I rappresentanti degli oramai sempre più "ex" rivoltosi maoisti entrano a far parte del nuovo parlamento provvisorio che accompagnerà (e guiderà) il Nepal verso le elezioni dell'Assemblea Costituente che dovrebbero tenersi nel prossimo mese di giugno. Dalit (gli appartenenti alla casta più bassa, quella dei così detti "intoccabili"), esponenti tribali, donne, anche un monaco buddista e un chierico islamico sono stati scelti dai maoisti per 10 degli 83 seggi loro spettanti sui 330 del Parlamento. Ed anche questo non è certo un aspetto di poco conto... GRANDE progetto per il nuovo ordinamento del Paese. Ma non solo. Pur (e certo) con una strada ancora non perfettamente in discesa, sembra che siano ancora attivi alcuni gruppi di rivoltosi dissidenti alla strada degli accordi, su ordine del capo supremp Prachanda, le truppe armate maioste hanno iniziato a deporre le armi sotto lo sguardo e la coordinazione dei rappresentanti ONU attualmente presenti in Nepal: GRANDIOSO ! E perdonate forse un eccesso di enfasi, ma come dire per chi ama da sempre e forse anche da prima (...) questa Terra e questo Popolo, la gioia e l'emozione è veramente enorme ! Prende ogni ora più valore anche la prossima testimonianza diretta prevista per la fine del mese di marzo. Un'occasione straordinaria per essere ancora più presenti e partecipi di un momento storico e di vicende che viste in un'ottica planetaria paiono ogni giorno sempre più uniche che rare... A presto... NEPAL ! NOVEMBRE 2006 Ci siamo !!! Quasi a sorpresa, dopo alcuni giorni di apparente "stallo", il leader-maximo PRACHANDA ha finalmente dato l'annuncio che tutte le persone di "buona volontà" attendevano: I MAOISTI ABBANDONANO LE ARMI E SI AFFIDANO COMPLETAMENTE E SENZA RISERVE AL PERCORSO DI DEMOCRATIZZAZIONE DEL NEPAL ATTRAVERSO GLI STRUMENTI DEL DIALOGO E DELL'ACCORDO CON LE FORSE POLITICHE PARLAMENTARI. Resta in sospeso il futuro della monarchia, almeno fino a quando il percorso della libertà, con elezioni previste per il giugno 2007, e la futura assemblea costituente decideranno in forma popolare le sorti del regno. Al popolo quindi, quello non armato, spetterà l'eventuale decisione di avviarsi verso quella che potrebbe essere la "Ia REPUBBLICA". Ma, come si dice: senza fretta... Adesso la fase primaria che pare essere imboccata con fermezza e decisione è solo una: la costruzione di uno stato democratico e di una Pace duratura. NAMASTE'... NEPAL ! 11 ottobre 2006 Potremmo oramai essere ad una svolta decisiva nel percorso del popolo del Nepal e del suo futuro. A giorni, forse a ore, dovrebbero tornare a riunirsi a Kathmandu i rappresentanti dell'Alleanza dei "sette partiti" con la delegazione ufficiale, guidata dal leader assoluto Prachanda, degli ex-rivoltosi maoisti. La riunione è stata interrota dal Presidente dell'Assemblea e Primo Ministro provvisorio Koirala per poter formulare un'ipotesi accettabile da tutti di quello che oramai è rimasto il nodo cruciale degli accordi: il destino della monarchia. I "maoisti" hanno infatti affermato che in caso di accettazione da parte dell'assemblea di avviare i procedimenti per la costituzione del nuovo stato libero e repubblicano del Nepal, loro sarebbero pronti a trovare soluzioni a tutti gli altri punti nel giro di un'ora ! Compreso ovviamente il punto smilitarizzazione, gestione armi e formazione delle nuove truppe e del nuovo esercito. Altro nodo che pareva cruciale, anche per le stesse Nazioni Unite, ma sulla cui priorità potevano benissimo esserci dei dubbi. Ed infatti... E' Re Gyanendra e quello che dovrebbe essere il suo successore, Principe Paras, che da sempre, praticamente dal momento seguente al giorno del "loro" insediamento nel giugno 2001, l'obiettivo primario dei rivoltosi. E non solo di loro. Troppi fatti oscuri, troppi dubbi a fare tante tristi certezze, insopportabili ipotesi di passato e di futuro a pesare gravemente ed irrimediabilmente sul destino di quella che oramai era divenuta l'ultima ed unica discendenza. Anche testimonianze dirette dal mondo cattolico del Nepal confermano, oltre ad un lento ma costante miglioramento delle condizioni di vita nel Nepal, la quasi impossibile evenienza di una permanenza della monarchia. Assemblea costituente, libere elezioni, ripresa economica e di immagine, ad iniziare dal turismo, paiono oramai lì, ad un passo. Probabilmente sono già in atto. E oltre dieci anni di guerra civile, di repressioni, dittatura e grandi timori sono come non mai vicini non solo ad una loro conclusione ma anche e soprattutto ad un progetto concreto di realizzazione e sviluppo. Non resta che stare ancora col fiato sospeso. Forse il tempo di una sola breve apnea... Settembre 2006 Un'altra estate sta passando. Anche in Nepal. E' stato un periodo piuttosto intenso. Il monsone "meteo" ha imperversato come da qualche anno non accadeva e frane ed inondazioni hanno interessato più zone del paese. L'altro monsone, quello politico, pur senza eclatanti scossoni ha proseguito tra alti e bassi il suo corso. Non sarà semplice il processo di democratizzazione e soprattutto non sarà semplicissimo dipanare la matassa delle armi degli ex ribelli maoisti e quella legata alla figura del re, che pare divida ancora il paese. Monarchia si o no ? La risposta degli ex-rivoltosi tanto chiara quanto di non semplice mediazione. Vedremo. Importante adesso è parlare, confrontare idee e proposte, anche scontrarsi ma non fermare ciò che il "mare" di aprile ha generato. Venerdì 22 si aprirà una tre giorni di conferenza molto attesa e su cui dovremmo direttamente ricevere informazioni da Monica da Kathmandu. Ma non solo, anche Alessandro Bossini (del "gruppo" CICLISTI per CASO) sarà presto per quelle strade che ben io conosco e potrà direttamente testimoniare dell'aria che respirerà... Intanto Padre PIUS ha inaugurato una nuova piccola chiesa, a Godavari. Doveva chiamarsi ISUNATH (Casa di Gesù), poi, per non offendere la popolazione induista, proprio all'ultimo momento, è stato deciso di chiamarla ISAHLAYA (Casa dell'Himalaya). Forse anche meglio !
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18 giugno 2006 STORICO ! Osservate bene l'immagine qui sopra... E' stata scattata venerdì sera e ritrae il "leader maximo" maoista Prachanda con i rappresentanti dell'Alleanza dei Sette Partiti ! Siamo a Kathmandu, e si era appena svolto l'incontro con il Primo Ministro KOIRALA !!! (Prachanda è l'unico con un braccio sollevato...). Pare proprio che siamo all'ingresso ufficiale nella vita politica e democratica del Nepal degli ex-ribelli (e "mai terroristi"...) maoisti ! Entro il 2007 dovrebbero essere indette ed organizzate le prime vere elezioni ma assai prima dovrebbe essere presa la decisione sul Re e la sorte monarchica del paese...
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1 giugno 2006 SPERANZA DI LIBERTA', DEMOCRAZIA e PACE Alla vigilia del 60° anniversario della Festa della Repubblica d'Italia prosegue con slancio il processo di rinnovamento e rinascita del Nepal e del suo popolo. Nelle ultimissime ore il Parlamento ha proclamato i "21" morti dei diciannove ultimi giorni di rivolta pacifica popolare MARTIRI. Un altro grande e significativo passo verso un futuro di concordia e riappacificazione. In questo percorso rimane ancora da sciogliere il "nodo" RE. Pochi giorni fa, durante una manifestazione pubblica indetta per la prima volta da dieci anni dal partito maoista, i circa 200.000 partecipanti sono arrivati molto vicini al Palazzo Reale. Non è accaduto niente ma la richiesta appare logica e conseguenza di tutto quanto vissuto negli ultimi anni: Re Gyanendra deve lasciare il Nepal! Incertezze o risposte inadeguate potrebbero portare ancora ad incontrollabili reazioni. Buone nuove anche dalle scuole (immagine/articolo a fianco) autentica BASE di costruzione PACE per il Nepal come per l'Italia e tutti gli alti paesi e popoli.
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30 aprile 2006 ... quasi mancano le parole ! VINCE IL POPOLO, VINCE IL DESIDERIO DI LIBERTA' E PACE Koirala "giura" prima del nostro Prodi (!), l'Alleanza ha già i nuovi ministri, i maoisti annunciano un nuovo cessate il fuoco di tre mesi. Per il momento Gyanendra rimane... ma tutto pare avviato come neppure le più rosee delle previsioni avrebbero potuto immaginare. Adesso è FESTA: il domani può arrivare !
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25 aprile 2006 (San Marco) Il MARE dell' HIMALAYA... Nei miei tanti viaggi nelle terre e nelle montagne del Nepal e nei loro racconti in circoli e scuole della Toscana e dell’Italia, spesso mi capita di osservare e sottolineare quella che era come una piccola mancanza di quei luoghi.
In mezzo a tanto di tutto, dai templi alle feste, dalle nevi eterne alle jungle, in Nepal mancava il mare…
E’ con una quasi infinita emozione, con brividi e commozione e con altre mille non meglio definibili sensazioni, che in queste ultime ore osservo come adesso in Nepal ci sia anche questo: il MARE !
Ed è il mare più grande e più significativo che un Paese possa avere, il mare fatto da migliaia e migliaia di esseri umani, da un intero Popolo che ha deciso di avviarsi insieme verso libertà e democrazia.
Non sarà certo semplicissimo, forse neppure breve, ma l’onda che questo mare genera si fa di ora in ora sempre più grande.
Attraverso la mia diretta esperienza di questi ultimi anni, dai primo segnali del 1996 in cui il malumore iniziava un nuovo percorso fino al giugno 2001 in cui Re Birendra, con tutta (o quasi…) la sua famiglia, veniva assassinato, ho sempre avuto ben più di una sensazione che anche il Nepal sarebbe cambiato.
Che non poteva essere più giusto vivere e testimoniare di poveri sorridenti e fieri (magari “approfittandone” noi stessi) e continuare poi nella pratica a far finta di niente. A non tentare di accompagnare quelle genti verso le più elementari e normali delle aspirazioni.
Ogni giorno o quasi i miei amici mi hanno informano di come si evolveva la situazione. Oggi la rete “internet” e le sue potenzialità consente di essere al corrente sulle vicende del Nepal e del mondo, in modo più completo da un monitor che non direttamente sul posto, se solo si vuole.
E le immagini che dalle varie località ho da sempre avuto modo di vedere mi hanno “rassicurato” in ogni momento che il mare sarebbe prima o poi arrivato anche là…
Provo anche un certo orgoglio a sentirmi amico di questo popolo che sfida coprifuoco e tirannia con grande forza e decisione ma anche e sempre con i soliti medesimi sorrisi e la grande voglia di crescere in Pace.
L’esercito non reagisce come potrebbe (?). Auguriamoci a questo punto che non lo faccia mai. Sparare per offendere sulla marea umana produrrebbe carneficina e non feriti.
Ed anche questa era una sensazione che tanti mi riportavano: quando il “momento” sarebbe arrivato, molti, anche delle forze governative, sarebbero stati con il popolo.
Le offerte di Re Gyanendra adesso non possono più essere sufficienti. Lui, suo figlio erede al trono Paras, del resto mai minimamente amati, hanno troppo tirato ed esasperato ed oramai non offrono una benché minima affidabilità.
Paiono ben allineate certe posizioni dei partiti dell’Alleanza e dei capi rivolta maoisti, ma in questo momento la scena non è per loro.
Dalla “BBC” immagini sono arrivate e rimbalzate finalmente anche sulle nostre RAI e Mediaset e quasi ogni giorno ci sono aggiornamenti e sviluppi, tutto il mondo può ora vedere e seguire questa vicenda e magari rendersi anche conto ed avere conferma di queste mie considerazioni e forse anche un po’ sentirsi parte di questa onda di libertà di questo straordinario, incontenibile mare dell’Himalaya…
6 aprile 2006 NEPAL: alta tensione in attesa di giorni decisivi xml:namespace prefix = o />Anche nell’unico regno induista del nostro pianeta si prospetta un’autentica “settimana santa” ! Dopo essere entrati nell’undicesimo anno di lotta civile (lo scorso 13 febbraio) il Nepal si appresta a vivere momenti che potrebbero essere fondamentali come non mai per il suo futuro. Dal 6 al 9 aprile è stato indetto uno sciopero generale che vede congiunti nella protesta sia i sette maggiori partiti, recentemente unitisi in una vera e propria coalizione denominata S.P.A. (Seven Party Alliance), sia i rivoltosi armati maoisti che hanno ripristinato “un cessate il fuoco” unilaterale per agevolare la partecipazione della popolazione. Il Sovrano Gyanendra, che pare temere molto questa ennesima prova di unione, come risposta, ha vietato a tempo indeterminato ogni forma di manifestazione ed istituito nuovamente il coprifuoco nelle ore notturne all’interno della Valle di Kathmandu. Ma non solo. In vari distretti di tutto il paese sono stati bloccati tutti i mezzi di trasporto pubblico in modo da evitare flussi di persone verso xml:namespace prefix = st1 /> xml:namespace prefix = st1 />la capitale. E questo soprattutto per la giornata di sabato (8 aprile) dove dovrebbe aver luogo la manifestazione più importante: un assembramento di genti e di proteste contro il totalitarismo del Re e per il ripristino della libertà e democrazia mai visto prima. Nelle ultime ore si hanno voci di altri arresti sia tra i leaders politici dell’Alleanza che tra giornalisti dissidenti. Pare che il numero possa essere anche di qualche centinaia. Di sicuro invece, ci sono stati numerosissimi arresti di avvocati, medici e giornalisti che partecipavano ad una manifestazione di liberi professionista che si è tenuta ieri “sfidando” il divieto governativo. Intanto è stato definitivamente rinviato il grande “Concerto” da me organizzato ed in programma proprio per il giorno di Pasqua dalla Chiesa di Patan. Purtroppo, anche se la guerriglia mai ha direttamente interessato turisti e viaggiatori in maniera grave, i prossimi giorni in Nepal non sono sembrati proprio i più idonei né alla sicurezza né alla causa del progetto stesso. Auguriamoci che presto ci possano essere le condizioni adatte e che le note dell’electro-folkband dei NOFLAIZON di Campobasso possano levarsi a rappresentare l’Italia nel “nuovo” cammino del popolo del Nepal. Anche al segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan, che ha inviato nelle ultime ore un ulteriore invito al dialogo tra le parti ed al ripristino della democrazia, non resta, come a tutti noi che abbiamo a cuore il Nepal e la libertà e la democrazia e la dignità umana, di attendere, e non con poca apprensione, i prossimi imminenti sviluppi. 13 febbraio 2006 Lettera aperta al Presidente della Repubblica d'Italia CARLO AZEGLIO CIAMPI Caro Presidente Perdoni se mi rivolgo a Lei con questo tono confidenziale, ma sono certo di non farle né un torto né uno sgarbo. Anzi confido proprio che lo possa gradire. Ho sentito un irrefrenabile impulso nel doverlo fare proprio in queste ore di Olimpiadi, di grandi investimenti e grandi attese, di qualche timore e tanta sorveglianza, di festa e di contestazione, di sport e di montagna… Ecco, la montagna. Autentico simbolo naturale universale di tutti i giochi olimpici invernali. E quando parlo di montagna a me vengono immediatamente alla mente le vette più straordinarie, imponenti e “sacre”: l’Annapurna, il Manaslù e le altre intorno, fino all’Everest. Tutta l’infinita catena dell’Himalaya, la “dimora delle nevi”. Sicuramente saprà che delle 14 vette più alte del mondo che superano gli 8.000 metri d’altezza, ben 8 si trovano nel piccolo (e disastrato) Regno del Nepal. Conosco bene quelle montagne e quei sentieri, teatro di grandi imprese sportive legate all’alpinismo. Negli ultimi venti anni ho avuto modo di avvicinarle in tante “tappe” con la mia bicicletta, ma devo confessarle che le mie piccole-enormi imprese avrebbero avuto ben poco valore se non fossi divenuto amico e mi sentissi di amare senza alcuna riserva il Nepal e tutte le sue genti. Loro non hanno mai vinto una medaglia olimpica, né invernale né estiva. Tra l’altro credo proprio che non saranno neppure rappresentati a Torino. Pensi che sono talmente “sfortunati” che gli impianti sciistici, se realizzati, dovrebbero sorgere ben oltre i 4.000 metri d’altezza… Ma anche se ciò di per se non fosse un’impresa, lo sci e lo sport invernale in genere è molto, molto lontano dalla loro realtà quotidiana. Tutto pare terribilmente lontano in un paese senza libertà e democrazia. In Nepal, giusto oggi, 13 febbraio proprio mentre le nostre olimpiadi sono in pieno svolgimento, ricorre un tragico anniversario: dieci anni di guerra civile. Una lotta tra i così detti rivoltosi “maoisti” e forze governative che ha causato oltre 12.000 vittime e 4.000 “scomparsi”, compresi ovviamente civili e bambini. Di sicuro anche in Nepal non avranno accolto il suo invito ad interrompere le ostilità per i “giochi”. In Nepal la gente neppure sa che ci sono, purtroppo… Ma la cosa più grave per cui sono a scriverle è che neppure noi sappiamo che c’è il Nepal ! O meglio, che c’è questa situazione degenerata, un isolamento geografico e mediatico, un potenziale terreno di probabile nuova dittatura, di sicura battaglia e di continuo non-rispetto dei più fondamentali diritti dell’uomo. In questo momento di festa e di sport per l’Italia, un’Italia che io stesso mi sento di aver rappresentato nella mia esperienza per le strade del mondo, dopo queste considerazioni, sono a rivolgerle un invito come primo cittadino del nostro paese e come garante di libertà, giustizia e democrazia. Un invito a RIVOLGERE un appello personale al Re del Nepal, Gyanendra affinché accetti il dialogo e le trattative che, sia i sette partiti d’opposizione (pare l’80% dell’elettorato) sia lo stesso leader maoista Prachanda, gli stanno chiedendo da mesi e mesi. Il Sovrano dovrebbe arrivare a capire che oramai la sua politica ed il suo estremo tentativo di risoluzione hanno fallito. Che se ama il Nepal ed il suo popolo non può far degenerare ancora di più la situazione e scatenare un conflitto ancor più grave e definitivo. Oltre ad incalcolabili ulteriori lutti, darebbe un colpo terribile alla già non semplice situazione di paese povero del mondo. La prego, accolga quest'invito che le rivolgo anche a nome di tutte le genti del Nepal, che mi sento di rappresentare, e sicuramente anche delle nostre genti d’Italia e di tutti coloro a cui stanno a cuore le vicende del mondo e la pace. E se un appello non basta, lo ripeta. Lo ripeta ogni giorno. Lo ripeta al Re del Nepal come a noi, ed ai nostri leader che in questo stesso periodo rischiano, come dire, di non darci il migliore degli esempi… Io sono fermamente convinto che la Pace nel mondo sarà possibile costruirla quando tutti ci sentiremo protagonisti: non tanto sui campi di battaglia ma nella vita di ogni giorno, nel dialogo e nel reciproco rispetto. La ringrazio per l’attenzione e, qualunque sia l’esito di questa mia richiesta, mi permetta di ringraziarla per questi intensi e non semplici sette anni nei quali, come nostro Presidente, ha dato sempre, e soprattutto, dimostrazione pratica e vissuta di equilibrio ed esempio.
20 gennaio 2006 A PROPOSITO DI UN SERVIZIO ANDATO IN ONDA IERI, su RAI 3. NELLA NOTTE da un'e-mail-commento inviata ad amici... ... dal NEPAL ! Certo. Anch’io ho visto lo special “questa notte”, quello dove si parlava anche di Kathmandu… XML:NAMESPACE PREFIX = O /> Ed anch’io ne sono rimasto sconvolto. Ma non per i tuoi motivi. Non solo. Via via che mettevo a fuoco il taglio del servizio e la conoscenza del giornalista del Nepal e dei suoi tanti e gravi problemi, svariate cose e particolari mi venivano rapidamente alla mente. PRIMO: il tempo di realizzazione. Pensa che sono praticamente sicuro che quello andato in onda ieri è stato un “aggiornamento “ realizzato minimo nell’ottobre scorso, ma forse anche prima! Già da novembre dicembre infatti le temperature certamente non consentivano ai protagonisti di essere ripresi, intervistati, conosciuti con l’abbigliamento leggero ed estivo che avevano ! E questo già fa perdere molto sull’ATTUALITA’… (sarebbe come per le ultime dall’Iraq o da ogni altra parte del mondo, ci dessero un notiziario della scorsa estate !!!). Ed infatti non hanno parlato né del cessate il fuoco né della tregua interrotta con la ripresa di armi e bombe (altro che sassi…) SECONDO: le torture… Io non ho mai incontrato “torturati” (che comunque ci sono, come ci sono in ogni guerra e come sicuramente sono da annoverare tra le esperienze più gravi e squallide del genere umano), e neppure i miei amici (ricchi o poveri, governativi o non) me ne hanno parlato in maniera così drammatica. Dal filmato pareva che ad ogni angolo si potessero vedere… ed infatti hanno inserito ex-lebbrosi e portatori di vari handicap, che invece si incontrano spesso, ma che non hanno a che fare con la guerra civile! TERZO: gli appelli dei familiari degli scomparsi… Pensa che tra le parole della traduzione che hanno messo in bocca ad un padre in cerca della figlia ci sono state anche quelle in cui più o meno chiedeva pietà e quanto meno, pensando che sia stata uccisa, di riavere il corpo su cui piangere... Bene (o male!): ma lo sai che in Nepal i corpi non si “conservano”? Neppure quelli dei cristiani (di cui vengono messe in piccole urne alcune ceneri). In Nepal, come del resto in India, i cadaveri vengono cremati e non seppelliti ! Quindi i pianti MAI avvengono su tombe o in cimiteri che non ci sono... QUARTO: per fortuna certi “massaggi” (anche se ci sono centri di Ayurvedica “seri”) si sono di gran lunga ridotti negli ultimi anni (certo anche per la diminuizione del flusso turistico ?!?) e comunque siamo stati noi stessi, turisti non preparati, a sconvolgere una loro straordinaria forma di vera e propria cultura del corpo. Invece MAI ho incontrato ragazze che si prostituivano nei bar, ad esempio. Almeno non nei bar che io frequento ! E posso assicurarti che il dramma della prostituzione maschile e femminile, della pedofilia e di tutto ciò che gira intorno è MOLTO ma molto più drammatico in altre zone dell’Asia e del mondo (Italia e Firenze comprese !!!). QUINTO: non me ne vengono altri se non un commento generale. Un servizio fatto ad arte proprio (e solo) per impressionare ! Come la TV pare indirizzata a realizzare sempre più… Certo che i discorsi sulla democrazia erano molto giusti. Ma come dire, tutto quel pietismo, quel senso quasi gratuito di orrore ricercato (hanno mostrato anche vittime di scontri senza alcun rispetto né per loro né per noi) certo non fa bene né all’informazione corretta né al Nepal. Perché vedi in Nepal qualcosa si potrebbe fare, anche “noi”. NOI, Europa, ONU, Italia, "Noflaizon", Marco e … E questo non si è avvertito nel servizio. Purtroppo. La speranza di soluzione dei problemi del Nepal e del mondo viene anche da noi, certo. Senza una piena responsabilità, coinvolgimento e percorso comune dell'intera comunità internazionale oggi (e ancor più domani) non si va da nessuna parte. Continua a starmi vicino che qualcosa comunque FAREMO. Anche da soli! Ti assicuro che il Nepal non è quell’orrore che hanno mostrato ieri in TV dove, come tu ben osservi, "hanno mostrato solo la parte peggiore", e questo proprio per continuare a generare ed alimentare angoscia e terrore in “noi” spettatori. Farci sentire male e soprattutto impotenti… Il NEPAL è anche un paese ricco di splendori di natura e arte, di cultura e fascino, di grande dignità. Un Paese che ha voglia di crescere e di tornare ad offrire serenamente al mondo quello di cui è testimone e di cui tutti avremmo tanto bisogno. Il NEPAL adesso ha bisogno soprattutto di essere sostenuto, non certo e non solo commiserato. Non lasciamolo "solo": è come un Amico, un Amico VERO, di quelli che anche se si pensa di non conoscere direttamente, comunque e sempre è da aiutare, allungare la mano, stargli vicino. 20 dicembre 2005 Sono rientrato da pochi giorni da una mia nuova "missione" in Nepal. Nell'avvicinarsi del Natale aggiorno queste pagine con le mie ultime riflessioni da Kathmandu, con la grande Speranza che la saggezza umana magari anche accompagnata da preghiere, meditazioni e Amore possa portare ai migliori sviluppi... Intanto per chi legge, per il Nepal, per l'Italia e per tutti BUON NATALE e BUON ANNO 2006 ! Dalla COMPASSIONE alla GIOIA Kathmandu, 5 dicembre Il termine del cessate il fuoco in scadenza per il 3 dicembre è stato prorogato ancora di un mese. Re Gyanendra ha quindi la possibilità di tentare quantomeno di finire in bellezza. Accettando le condizioni che i colloqui tra maoisti e leader dei "7" maggiori partiti gli hanno presentato per indire libere elezioni e, soprattutto, rispettarne i risultati eviterebbe il riprendere nuovi e, probabilmente, maggiormente devastanti scontri. Se ama il suo Popolo ed il Nepal più della sua corona e del potere questa sarà forse un'occasione irripetibile di dimostrarlo. La sensazione è che solo Re Gyanendra in questo momento possa decidere se avviare il Nepal verso un futuro incerto ma tutto da costruire o farlo piombare nelle tenebre più fitte. Intanto io, per l'ultima tappa di questo mio nuovo viaggio, sono tornato in mezzo agli amici più cari... La Casa della Compassione è nata circa 10 anni fa per accogliere giovani adolescenti recuperate dal mondo della prostituzione, soprattutto nella vicina India. A gestirla sono le suore dell'Adorazione del Sacro Sacramento guidate dalla sempre più infaticabile Sister Deepa. Adesso la "Casa" ha allargato il proprio raggio d'azione e, oltre ad offrire scolarizzazione ad un gruppo di ragazzi della zona Patan, ha recentemente isituito anche una sezione orfanotrofio. Oggi anche da questo luogo di viva solidarietà assume un particolare significato anche il saluto per tutta la missione cattolica del Nepal che ho avuto l'onore di recare da parte del Cardinale Silvano Piovanelli insieme a delle pubblicazioni fotografiche sul pontificato di Giovanni Paolo II: "Per mezzo di questo ambasciatore di pace che affronta in bicicletta le strade più alte del mondo, giunga l'espressionedella mia profonda comunione in Cristo, il riconoscimento sincero della vostra testimonianza evangelica e l'assicurazione della mia preghiera. Il Signore vi faccia sentire la forza della sua presenza. Vi mando la mia benedizione, mentre io domando la vostra. SILVANO Card. PIOVANELLI " Dalla Casa della Compassione torno adesso con una commossa e sentita risposta sia per il Cardinale Piovanelli, sia per la Fondazione FRANCESCO CAFFE' di Firenze che, seguendo il proprio motto "dalla gioia al bene", da alcuni anni mi affianca nell'opera del sostentamento spese della Casa. Ma soprattutto torno con la straordinaria sensazione addosso di aver ricevuto più che di aver dato. Ed è sempre più forte... NAMASTE' ! 3 ottobre 2005 Con IMMENSO piacere riporto "integralmente" quella che di sicuro è la posizione ufficiale internazionale più completa e documentata. FINALMENTE anche la "nostra" Europa esprime con fermezza la sua posizione... Strasburgo 29 settembre 2005 RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO SULLA SITUAZIONE IN NEPAL xml:namespace prefix = o /> xml:namespace prefix = o /> Il Parlamento europeo – vista la sua precedente risoluzione sul Nepal del 23 febbraio 2005 in cui veniva condannato il colpo di stato del Re Gyanendra e lo si invitava a revocare lo stato di emergenza e a ripristinare i poteri parlamentari e le istituzioni democratiche, – vista la dichiarazione del 6 settembre 2005 con cui la Presidenza, a nome dell'Unione europea, accoglieva il cessate il fuoco da parte del presidente del Partito comunista nepalese (Maoista) PCN(M), Prachanda – vista la visita in Nepal del Consigliere speciale del Segretario delle Nazioni Unite, Lakhdar Brahimi, tenutasi nel luglio 2005, – vista la visita della Troika dell'Unione europea, prevista per il 4-6 ottobre 2005, – visto l'articolo 115, paragrafo 5, del suo regolamento, A. considerando che, il 1° febbraio 2005, il Re Gyanendra, con un atto incostituzionale, ha sciolto il governo, assunto i poteri e dichiarato lo stato di emergenza, B. considerando che, dal colpo di stato del re, è stata registrata in Nepal un'escalation di violenza e che i poteri dell'Esercito reale nepalese non sono soggetti ad alcun controllo in assenza di un governo eletto, C. considerando che il colpo di stato reale ha rafforzato la posizione dei gruppi di ribelli maoisti, che contano più di 15.000 adepti e che controllano molti settori del territorio nepalese, D. considerando che un'alleanza a sette, che raccoglie la maggior parte dei principali partiti politici che detengono, nel loro insieme, più di 190 sui 205 seggi del parlamento disciolto, chiede il ripristino della Camera dei rappresentanti del 1999 e l'avvio negoziati di pace con i maoisti, E. considerando che, nel maggio 2005, si sono svolte, a Nuova Delhi, riunioni tra i rappresentanti delle parti e che, nell'agosto xml:namespace prefix = st1 /> xml:namespace prefix = st1 /> xml:namespace prefix = st1 /> xml:namespace prefix = st1 /> xml:namespace prefix = st1 />2005, l'alleanza a sette si è dichiarata disposta a nominare un gruppo congiunto per negoziati formali, F. considerando che una recente manifestazione per la pace, tenutasi a Katmandu e a cui hanno partecipato 30.000 persone, ha chiesto la fine del lungo conflitto che ha provocato circa 12.000 morti, G. considerando che il Nepal, con una popolazione di 23 milioni di persone, è tra i paesi più poveri e meno sviluppati al mondo: circa il 42% della sua popolazione vive al disotto della soglia di povertà, l'80% della popolazione vive in zone rurali e il tasso di disoccupazione è pari al 47%, H. considerando il persistere di violazioni dei diritti umani fondamentali, tra cui le violenze nei confronti di esponenti dei partiti democratici, la detenzione di attivisti politici e dei diritti umani, l'arresto di 140 giornalisti durante manifestazioni a favore della democrazia e le limitazioni alla libertà di espressione per i sindacalisti, I. considerando il persistere della censura nei confronti dei mezzi di informazione e di gravi violazioni dei diritti umani, tra cui la tortura, la detenzione, le deportazioni, i sequestri e gli omicidi commessi dalle forze di polizia, dall'Esercito reale nepalese, nonché dai ribelli maoisti e considerando che centinaia di attivisti politici e dei diritti umani, giornalisti e sindacalisti rimangono in stato di arresto, J. considerando che il Nepal registra il numero più elevato di "sparizioni" rispetto ad ogni altro paese al mondo e l'impunità è un fenomeno molto diffuso; considerando che il rischio di una crisi umanitaria aumenta con l'aumento degli sfollati all'interno del paese, K. considerando che i diritti più fondamentali dei bambini vengono quotidianamente violati da tutte le parti coinvolte nel conflitto, L. considerando che l'UE ha condannato i ribelli maoisti nepalesi per aver utilizzato bambini soldato, 1. si compiace per la dichiarazione di cessate il fuoco da parte del PCN(M) e per i primi passi effettuati dalla coalizione includendo i ribelli maoisti, al fine di ripristinare i processi democratici in Nepal; 2. chiede un'azione urgente da parte delle autorità nepalesi in vista dell'imminente visita della Troika; chiede loro di partecipare attivamente alle riunioni per consentire una proficua discussione, al fine di promuovere il processo di pace e ripristinare la democrazia, con la guida e l'incoraggiamento della comunità internazionale; 3. invita il Re Gyanendra a garantire la piena sovranità delle autorità democratiche parlamentari; 4. chiede alla comunità internazionale di istituire un Gruppo di contatto, formato dalle principali parti nepalesi e da organizzazioni internazionali (UE, USA, India e ONU) per coordinare l'azione internazionale nei confronti del Nepal; propone che il Parlamento europeo nomini un relatore speciale incaricato di seguire la situazione; 5. si compiace per l'iniziativa delle Nazioni Unite di inviare un relatore speciale e di istituire un Ufficio per i diritti umani, incaricati di monitorare attentamente la situazione dei diritti umani in Nepal; 6. chiede che il Gruppo di contatto, formato dalle principali parti nepalesi, organizzi un seguito alla Conferenza internazionale di Londra del 2002, in cui vengano definiti i principi e i valori necessari a sostenere il processo di pace in Nepal e che riunisca tutti gli attori principali della comunità internazionale, il Re Gyanendra, i gruppi ribelli maoisti e i principali partiti politici; 7. chiede al Consiglio e agli Stati membri di continuare la sospensione dell'aiuto militare; chiede che tutti gli aiuti al Nepal vengano controllati e che vengano imposte sanzioni per mantenere la pressione sul governo reale al fine di ripristinare la democrazia ed esplorare tutte le vie che conducano a colloqui di pace; 8. invita la Commissione e le amministrazioni degli Stati membri ad esaminare attentamente tutta l'assistenza allo sviluppo diretta in Nepal e a controllare che essa sia utilizzata per il suo scopo precipuo di alleviare la povertà e per affrontare le cause che stanno alla base del conflitto nel paese; 9. rileva che le elezioni comunali si terranno nell'aprile 2006; chiede lo svolgimento contemporaneo di elezioni parlamentari; chiede all'UE di inviare una missione di osservazione per controllare le elezioni; invita tutti i partiti politici a partecipare pienamente alle elezioni; 10. condanna con forza la violenza in tutte le sue forme e da qualsiasi parte essa provenga, sottolinea la necessità di rispettare i diritti umani e le libertà fondamentali in Nepal e chiede, pertanto, sia al Re che ai maoisti di firmare accordi in materia per eliminare gli abusi; 11. prende atto della liberazione di taluni prigionieri politici, ma rimane fortemente preoccupato per il fatto che altri leader politici, studenti e attivisti dei diritti umani siano ancora prigionieri; 12. sottolinea che ogni restrizione in materia di libertà dei mezzi di informazione deve essere revocata immediatamente e che tutti i prigionieri politici detenuti dovrebbero essere liberati o accusati; 13. chiede al Re di favorire il rientro di 30.000 contadini Kapilvastu, sfollati a causa del violento conflitto; 14. ribadisce la sua ferma richiesta al governo nepalese di ripristinare l'Ufficio di assistenza ai profughi tibetani a Katmandu e di consentire all'Ufficio di rappresentanza del Dalai Lama di riprendere le attività, fornendo servizi di assistenza ai rifugiati tibetani come partner dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati; 15. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, a Re Gyanendra, ai governi dell'India e degli altri Stati membri dell'Associazione per la cooperazione regionale dell'Asia del sud , al Segretario generale delle Nazioni Unite e all'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti dell'uomo.
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9 settembre 2005 In attesa delle emozioni, un'immagine di Massimiliano dal Torong La (un passo ad oltre m 5.400 di quota). Massimiliano è il II° da sx, insieme ad alcuni amici e, sotto il suo braccio, al mio carissimo "fratello" JITBHADUR...
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5 settembre 2005 "TRE MESI" DI NOVITA' E SPIRAGLI DI LUCE... Massimiliano è già tornato in Italia ! Tutto bene. Nel senso che sia il trekking che le ultime ore a Kathmandu sono filate per lui aenza intoppi anche se pure Massimiliano ha avuto modo di constatare da assai vicino "quanto poco sia amato il re" (...). In attesa di ricevere da lui, con calma a questo punto, racconti e riflessioni, vi aggiorno sulle ultimissime. Da ieri i maoisti hanno indetto un "cessate il fuoco" unilaterale della durata di tre mesi. E questo nell'avvicinarsi delle grandi feste induiste dell'anno (Dhasain - Thiar) ma anche e soprattutto a poche ore di distanza dall'invito rivolto loro dai sette partiti dell'opposizione parlamentare, a riprendere con rinnovato slancio qualcosa più di un semplice tentativo di dialogo ed accordo. Anche la comunità cattolica sottolinea con sollievo, piacere e grande speranza questi ultimissimi segnali. Offre eventualmente la sua collaborazione e disponibilità e soprattutto (come TUTTI) auspica che non solo i prossimi tre mesi scorrano senza interruzioni o ripensamenti , ma che siano da solida base per una prossima e duratura Pace.
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Oggi, in Nepal come in Italia e nel resto del mondo è FERRAGOSTO. A Massimiliano come a Jitbhadur, Thoola e loro famiglie, a tutti gli amici di "GIRO, GIRO... MONDO!" ed anche a tutti gli altri, una "cartolina" particolarissima...
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Massimiliano è al suo primo viaggio in Nepal. In queste pagine seguiremo nella maniera più integrale ed originale possibile come appare questo straordinario paese agli occhi di chi si dovesse trovare lì, in questo momento, normalmente... nel bel mezzo dei problemi e di una crisi che da troppo non trova sbocchi e soluzioni. Cosa riuscirà a trasmetterci Massimiliano ? Cosa riuscirà a comprendere ? E come troverà Kathmandu, i templi, le genti, il TREKKING e tutto il resto ? Aspettiamo con curiosità gli aggiornamenti, chissà, magari ogni tanto incrocerà anche qualche vecchia conoscenza... Massimiliano Tinelli: "IL MIO PRIMO NEPAL" 27 luglio 2005 - sera Sono veramente grandi amici i due, a Marco sta molto a cuore Jeetbhadur e famiglia e l'ha dimostrato con fatti concreti, anch'io nel mio piccolo ho e sto contribuendo alla mia maniera. Al 1998 Marco e Jeet erano andati per montagne, colli e quant'altro ben 11 volte, insomma il nostro amico nepalese sembra proprio uno di cui fidarsi. Mi racconta che Marco pedala "duro", quando non si puo' invece, prende la bici a tracolla e sgambetta "duro". Marco e' veramente un personaggio qui, lo conoscono in tanti - o almeno dicono cosi'- ed e' una bell'immagine per la nostra Italia un poco malaticcia. Jeetbadhur ed io ci mettiamo d'accordo che il 28 Luglio partiamo per l'Annapurna Circuit, per ora andiamo a casa sua passando tra fango e sorrisi di bambini in "divisa" scolastica. Guardando alle loro divise mi viene in mente che un qualsiasi bambino nepalese tra i 7 e gli 8 anni ha indossato la cravatta piu' volte di quanto l'abbia fatto io fin ora. Arriviamo a casa sua, una stanza piu' piccola del mio bagno, l'accoglienza pero' e' da ospite di rango reale. E bravo Jeet, ha una gran bella famiglia, i due bambini -Dinesh e Sarita- sono simpatici, sorridenti, belli e svegli al punto giusto, la moglie non mi sembra da meno. Dopo qualche minuto capisco che forse non sono i soli ad occupare questa stanza, nella palazzina vivono parecchie famiglie e negli "appartamenti" del boss campeggia il telefono "pubblico" ...ecco spiegato il via vai quando gli telefono. Mi offrono un bel te' bollente, parliamo di scuola, trekking e il desiderio di Jeetbhadur di venire in Italia. Gli dico che la' per lui sarebbe peggio, forse, qui almeno se la situazione paese tornasse ad essere quello che era anni addietro, le sue qualita' di guida farebbero vivere lui e la sua famiglia in modo degno. Finito il te' Dinesh, suo padre ed io ci avviamo all'Acap a prendere il permesso per il trekking, 2.000 rupie nepalesi, ovvero sui 30 dollari americani. Usciamo dagli uffici e ci mettiamo d'accordo di vederci domattina alle otto alla Guesthouse - alle 7 invece il telefono della mia stanza annuncera' il suo arrivo piu' che mattutino. E' ora di pranzo e mi fiondo all'Helena's, ed ecco serviti i miei primi "momo" al pollo. Sono dei grandi ravioloni con ripieno abbastanza piccante, per la ricetta cercate su Google o qualcosa del genere. Qual'e' la maggiore attrazzione di Kathmandu? Durbar Square sicuramente, allora devo proprio andarci anche di giorno. L'idea e' quella di andare diritto alla meta, ma lungo la strada mi fermo a curiosare piu' di una volta, tra cui Un altare votivo fatto con delle monete inchiodate; mi spiegano che sono state messe li' da chi guarisce dal mal di denti.Prima di entrare nella piazza mi fermo a fotografare i dettagli lignei di un negozio, faccio una foto e il tipo mi fa entrare e spiega la rave e la fava sui "thangkas". La parola significa dipinto e sono fatti tutti sul cotone. Ce ne sono di tutti i colori, prezzi e qualita', il trade union e' il sincretismo religioso tra divinita induiste e buddhiste -almeno quelli che mi ha mostrato, a suo dire dipinti da monaci tibetani. Continuero' tra tre settimane, domani vado a fare trekking....aspettatemi 27 luglio 2005 Ho messo la sveglia alle 8, ma alle 6.50 suona il telefono in camera; cavolo e' Jeetbhadur, o meglio il portiere mi avverte che la mia guida mi sta aspettando nella lobby. Mi vesto e scendo, Jeet e' seduto, non ci siamo mai visti ma capiamo al volo chi e' chi. Jeetbhadur e' piccolo, molto piu' piccolo di mio padre che e' ben un metro e sessantanove....quindi il vino che ha dentro sara' sicuramente buono mio caro babbo. Mi sembra molto timido, ma come prima cosa mi guida a fare colazione a "Le Bistro'" e ovviamente parliamo di Marco Banchelli, il "ciclista per caso"... 26 luglio 2005 L'illuminazione e' veramente al lumicino, c'e' un'atmosfera da tempi antichi, quando il proprio mondo non andava al di la' delle piazze, le colonne d'Ercole oltre le quali vi erano solo le fantasie piu' fantastiche, il "Prete Gianni" su tutte. Mi perdo nella piazza e mi aggancia un ragazzo sugli scalini di uno dei templi. Mi bombarda di domande, ma non lo sto a sentire granche', sono troppo preso da quello che mi gira intorno. Dopo un po' riprendo i sensi, diciamo cosi', mi incammino verso la Guest House e dall'uno al due mi ritrovo coinvolto in una discussione sul futuro del Nepal; una svizzera, un nepalese ed io. Ogni giorno ci sono dimostrazioni in piazza, chissa' dove pero', noi occidentali non ci cozziamo quasi mai dentro. Il popolo nepalese vuole il ritorno alla democrazia, Il Re cincischia e i maoisti non si sa bene da dove vengono e da chi sono stati messi in piedi. Il ragazzo nepalese dice che e' l'India a menare il gioco, vuole il Nepal. Continua dicendo che c'e' un vecchio accordo con la Cina, ai cinesi il Tibet e agli indiani il Nepal. Sara' cosi'? I due giganti asiatici si sono riavvicinati negli ultimi tempi, quindi sembra proprio sia giunto il momento di rispettare il vecchio accordo...e poi? C'e' gia' un precedente, Il Tibet, allora voi potenti della Terra che non ascoltate niente e nessuno, sollevate il Nepal dall'ergastolo in cui avete gettato il Paese dei Lama. Non lo faranno, ma non si sa mai! Mangio il mi primo Dhal bhaat e poi a nanna, non c'e' il coprifuoco, ma qui alle 10 la vita e' con la luce spenta. 25 luglio 2005 Sono a Kathmandu e il primo impatto mi trasmette una grande serenità. Poca gente sull'aereo della JET Airlines che mi ha portato qui, le pratiche di visto sono veloci e il bagaglio ancora di piu. Esco e due persone con i sorrisi tipo “Durbans” e un cartello verde con scritto Kathmandu Guest House, mi fanno grandi segni e si avvicinano a me e Marika. Un’ olandese che ha lavorato per un anno in una scuola di un villaggio qui vicino. Era nei volunteer corps, insegnava ai bambini in cambio di vitto e alloggio. Ci caricano sul camioncino e siamo già all'uscita dell'aeroporto dove ci imbattiamo nel mio primo checkpoint. Poi un capannello di gente ferma poco lontano. Non so cosa fanno, nessuno me lo sa dire. Forse aspettano qualcosa o qualcuno! Kathmandu mi scorre ai lati, com'è diversa dalla caoticissima Delhi!xml:namespace prefix = o /> Il tempo di sistemarmi in albergo e già mi perdo, tra strade dove mi abborda chiunque per vendermi qualunque cosa. Si vede troppo quando uno è appena atterrato in un luogo! Ma in fondo non è che un piccolo e neppure troppo seccante pedaggio. Giro senza meta con la sensazione che qui sia tutto tranquillo, lontano dalle Cassandre che dipingono il paese nella morsa sempre più stretta di un contenzioso politico-militare sempre più sanguinoso e lontano dalla fine. I miei pensieri vengono interrotti da una pioggia a catinelle, mi rifugio sotto l'ombrellone di una bakery e mangio delle paste oneste. Il ragazzo che lavora in questo Internet Point da dove sto scrivendo si chiama Dilip. Gli faccio alcune domande: “no problem”, mi ripete anche lui: i "turisti" possono andare dove vogliono e nessuno gli fa nulla, i nepalesi invece devono stare in campana. Dilip si apre un poco e mi sbatte in faccia che se lo fermano i maoisti gli chiedono chi e' dove va e cosa fa li e quant'altro. I governativi, invece? Uguale! E allora qual'e la differenza? Lui e fortunato. Mi riferisce che ha già visitato la maggioranza dei distretti del Nepal senza incorrere in nessun problema serio. Quando lo fermano gli fa vedere il suo ID da studente, che pare il suo passpartout per una vita senza troppi guai. Comunque il governo pare stia dando un gran giro di vite alla realtà maoista e la PACE sembra piu vicina di prima (parole sue). Ma forse è la sua giovane età ed un grande ottimismo a farglielo pensare (parole mie), una specie di inviato speciale che finora ha vissuto tutto questo solo dalla "tranquilla e civile" Italia. Namaste'
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6 luglio 2005 FRATELLI E SORELLE Il tempo passa e tutto pare non mutare. Nelle ultime ore sulla vetta dell'Everest è arrivato perfino un "bramino", ma il timore e la censura sembrano ancora inarrivabili "vette" da conquistare ed abbattere. Quantomeno nella forma così opprimente con cui vengono ancora vissute e sopportate dal popolo del Nepal. Ci sono timide proposte di dialogo sia da l'una che dall'altra parte, ma ancora diritti e libertà vengono quasi sistematicamente ignorati e calpestati. Pare che siano tutt'ora sottoposti a controllo sia telefoni che posta elettronica ed anche la tradizionale corrispondenza continua a subire pesanti perquisizioni... Adesso il "mondo" è sconvolto dalle mucillagini che pare affliggano anche i laghi dell'Himalaya ! Si, si, proprio come quelle dell'Adriatico... a me pare tutto quasi impossibile ! Per fortuna che in mezzo al vuoto ed alle notizie non-notizie ed a non buoni presentimenti arrivano ogni tanto voci e messaggi di giovani amici. Come quello del caro Dinesh, nato in un imprecisato giorno dell'inverno '91, che a mia figlia "unica" Claudia rispondeva giusto qualche giorno fa: "... non preoccuparti se non hai fratelli e sorelle! Mia sorella Sarita è anche tua sorella come io sono tuo fratello..." Per fortuna ci sono i bambini, le loro aspettative, la loro speranza, la loro fiducia, il loro amore.
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Ma queste immagini sembrano di "terrorismo maoista" ?
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