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Don Graziano Muntoni, stimato vicario parrocchiale in Orgosolo (Giovanni Paolo II) «Quale dono grande ci ha fatto il Signore. Pensate... con la Sua venuta ci ha reso tutti fratelli perché figli dello stesso Padre» Dal testamento spirituale
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Don Graziano Muntoni: il sacerdote della ferialitàDon Graziano ad un camposcuola per ragazzi Don Graziano Muntoni dal 24 dicembre 1998 (giorno del suo barbaro assassinio) non è più. E' ormai fuori dalle nostre dimensioni di spazio e tempo e proprio per questo avvertiamo che ci appartiene in maniera straordinaria. Quando si è presso Dio si è di tutti, si è ovunque. Per questo lo sentiamo vicino e "vivo come non mai". La sua vita sacerdotale è stata ordinaria. Mai nessun fatto eclatante. Un sacerdote come tanti, tantissimi altri di Sardegna e del mondo. Una vita donata a Cristo nella ferialità, nella normalità. Non era un eroe, nè tanto meno voleva diventarlo. Questa normalità si è infranta il 24 dicembre 1998, poco dopo le 6.30. Anche quel giorno, vigilia di Natale, don Graziano si stava recando nella sua chiesa parrocchiale per celebrare l'eucarestia. Ma quella mattina, dietro l'angolo, c'è qualcuno che lo attende. Un "fratello", immerso nel buio più fitto dell'odio. Un solo sparo e quindi la fuga. Dove è mai possibile fuggire? Dove nascondersi? Non esiste qua sulla terra un luogo che possa celare un simile delitto. Impossibile dimenticare. Impossibile tacere a se stessi la verità. La sorella Caterina, rimasta in casa, sente il colpo, ma non ci bada. E' tranquilla, finché don Mattana non bussa alla porta per dirle che suo fratello sta male. Solo allora Caterina capisce, piange e accorre. Vede Graziano che giace, tocca Cristo deposto sulla nuda terra. E' incredula. Non comprende, non trova un perché. Dal profondo sgorgano in lei le parole:"Che cosa avete fatto a mio fratello?" E' grande, immenso il dolore di questa nuova Maria. Ma sulle labbra di Caterina, donna forte nella fede, subito spunta il perdono, sino a chiamare l'assassino fratello, e lo invita a passare dalla morte alla vita. attraverso il pentimento sincero. Ritorna con la mente alle parole pronunciate dal fratello il giorno prima durante la novena di natale, a quella sorta di Testamento spirituale. Essa lo sente ora suo come non mai e lo offre alla comunità di Orgosolo, ad ogni uomo e donna di buona volontà. Pure lei,insieme a Graziano, ripete: «Quale dono grande ci ha fatto il Signore. Pensate: con la Sua venuta ci ha reso tutti fratelli perché figli dello stesso Padre». Sì, siamo figli di un Dio che il Signore ci ha insegnato a chiamare Padre. Osiamo crederlo. Osiamo viverlo. Don Graziano non è morto invano. La testimonianza del suo sangue versato va accolta come un invito forte a costruire una società che in forza del Vangelo bandisce la violenza e l'odio per costruire la civiltà dell'amore. A noi tutti è chiesto di raccogliere il suo messaggio e di lavorare per una umanità che cresca nella fraternità. Grazie, Graziano, nuovo martire del 2000.
WEBMASTER DEL SITO: don Ignazio Serra e don Giuseppe Pani parroci dell' Arcidiocesi di Oristano
Questa pagina è stata aggiornata il 02/06/99
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