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Cos'è un Hammond :

Breve descrizione dell'Organo Hammond :

"The Hammond Organ", l'Organo Hammond, il mitico, l'unico, l'inimitabile, il più grande strumento con i tasti bianchi e neri che sia mai stato inventato, prende il nome dal suo inventore, Lawrence Hammond appunto, un orologiaio che nel lontano 1934 costruì uno strumento capace di sostituire gli enormi e costosissimi organi da chiesa, senza immaginare però il successo che questa meravigliosa macchina avrebbe avuto negli anni a venire. Lo puoi distorcere prendere a calci o accoltellare se vuoi, lui sarà dolce, aspro, etereo o graffiante a seconda delle tue esigenze e della musica che ci suoni, e darà sempre un suono così avvolgente ed elettromeccanico (attenzione non elettronico) da essere subito riconoscibile tra 1000 strumenti....:))). Questo primo organo elettrico della storia, genera il suono tramite le 91 "ruote foniche", dei dischi poligonali che ruotano azionate da un motore vicino ai pick-up, degli avvolgimenti che, come nella chitarra elettrica raccolgono le oscillazioni per trasformarle in suoni, i volumi delle ruote vengono poi regolati tramite i "drawbars" (termine intraducibile), dei tiranti a gruppi di 9, che sono un'altra delle caratteristiche fondamentali dell'arte di suonare questo strumento, a questo punto il gioco è fatto, o quasi, infatti il suono caratteristico è dato in gran parte dal "Rotary Speaker", il "Leslie", inventato da un operaio di Lawrence Hammond, tale Don Leslie, è un amplificatore composto da un tamburo rotante davanti ad un altoparlante per le basse frequenze, e da una coppia di trombe rotanti per le alte frequenze, in parole povere il suono dell'Hammond è vivo, si muove e muove l'aria!!! :P

 

Questo è un Hammond B3

Questi sono i Drawbars

Questo è un Leslie 122


La storia dell'organo elettrofonico di Lawrence Hammond (1895-1973)

QUESTO è LAWRENCE HAMMOND

Strumento elettroacustico a tasti sviluppato nel 1934 da Lawrence Hammond (Chicago) il quale nel 1929 aveva fondato la sua società a Evanston, Illinois, per la costruzione di strumenti musicali fra i quali, oltre all'O.H., erano il "Novachord", il "Solovox" e apparecchi di riverberazione. Genera note mediante dischi metallici rotanti (ruote foniche), che passano davanti ad elettromagneti che prelevano il suono e lo applicano ad amplificatore ed altoparlante. I bordi dei dischi sono sagomati secondo una mezza sinusoide avvolta sulla periferia. Il numero dei denti é in rapporto di 1:2n (n=giri/1') poichè sul bordo la sinusoide è ribaltata tutta in fuori quindi si ha un periodo ogni 2 denti. Ciascuna ruota fonica è esplorata da una bobina magnetica cosicchè tutte le frequenze sono costantemente disponibili. Le ruote girano a velocità diverse l'una dall'altra per rispettare le frequenze di ottave. Per le note basse si utilizzano 12 ruote da due denti, successive 4,8,16,32,64,128,192 e per finire a 256 denti per le note alte; il tutto però non copre per esteso le cinque ottave. Infatti la ruota fonica da 256 denti arriva soltanto alla penultina ottava alta mentre la ruota fonica bassa da due denti arriva soltanto alla penultima ottava bassa, per cui le rimanenti ottave finali si ripetono,mentre le ruote foniche centrali coprono tutta la tastiera per esteso,camuffando le due ottave ripetentisi. Il motivo di tutto ciò risale al 1934 quando la tecnologia meccanica non era in grado di creare più di 256 denti, mentre per le note basse non si possono creare meno di due denti. Il buon funzionamento dell’organo è quindi garantito solo se la velocità di rotazione delle ruote è rigorosamente costante affinchè il suono non sia strascicato (ad es. come un vecchio giradischi) e lo strumento sia sempre accordato. La casa costruttrice ha, per molti anni, ottenuto un funzionamento regolare dotando l’organo di un motore sincrono la cui velocità di regime è rigorosamente multipla della frequenza di alimentazione e quindi costante. E' infatti curioso ricordare come questo tipo di motore fosse tipicamente impiegato nella costruzione di orologi elettrici dei quali L.Hammond era stato un noto produttore. Questo tipo di motore presenta però l’inconveniente di non potersi avviare autonomamente, bensì deve essere lanciato da un altro motore (asincrono) analogo a quello della pompa della lavatrice e di alcuni altri elettrodomestici. Nella produzione più tarda della casa americana troviamo gli organi dotati di motore autoavviante con tutte le semplificazioni che ne conseguono (vedi appendice A). Tutto questo è l’oscillatore Hammond, affascinante anche dal punto di vista della tecnologia meccanica e non solo di quella elettronica. L’esecutore controlla l’altezza delle note premendo i tasti per scegliere le frequenze e miscelandole con le slitte. Questo produce il tipico suono Hammond di ottave espanse. Le ottave sono più larghe di quanto teoricamente necessario, ma suonano naturali solo se espanse. Il suono si forma poi in modo additivo per mezzo di slitte (drawbars) che l'O.H. ha reso note e che simulano i piedi delle canne sub 16', 51/3', fondamentali 8', 4', 22/3', 2' brillante, 13/5', 11/3', 1'. Queste consentono di variare il volume dei cori (consistenti di oscillazioni sinusoidali) in otto gradini tra lo zero e il massimo. Come già detto si tratta di formazione additiva. A sinistra si trovano le slitte 16' e 51/3' di color marrone; a destra si allineano quelli degli altri registri, in ordine di altezza tonale. Quelli per le ottave sono bianchi, quelli per le aliquote neri; (le aliquote sono registri per amplificare una determinata armonica: quinta, terza o settima). Non su tutti i modelli sono incorporati gli altoparlanti, e l'amplificazione, ovviamente valvolare, è decisamente buona: quando capita di sentire un suono distorto è perché è saturo l'amplificatore del cabinet, e, a volte, questo effetto è ricercato. Il tipico Hammond Sound è la conseguenza di una sintesi musicale che viene completata con altri fattori caratterizzanti: la percussione, udibile sull'attacco delle note, una piccola intermodulazione e l'utilizzo di diffusori rotanti tipo Leslie. E’ del 1955 l’introduzione del circuito della Percussion e del relativo registro di attivazione sui modelli B-3 e C-3. Jimmy Smith fece così della "third percussion" l’elemento caratterizzante del suo jazz senza lasciarla mai più, mentre, molti anni più tardi, Keith Emerson la esalterà con vere e proprie muraglie di amplificatori. Queste in sintesi le caratteristiche generali che caratterizzano lo strumento in pressoché tutti i modelli in cui è stato costruito. C'è da aggiungere che l'O.H. ha nel suo lay-out alcune caratteristiche vicine a quelle di un organo liturgico: la pedaliera, piatta e non concava e di 25 note contro le classiche 32 nel caso dei modelli più grandi e ridotta ad un'ottava sui più piccoli (gli ''spinet models''); il vibrato e il vibrato-chorus (quest'ultimo è di tipo meccanico ''scanner'' solo sui modelli più pregiati); qualche timbro presettato (una serie di preset analogici sui più grandi) che esclude l'uso delle drawbars fra cui uno pieno di armonici molto vicino ad un vero organo ad aria; altri oggetti ottimamente funzionanti sono i riverberi: tipicamente a molla e con smorzamento regolabile in continuo per la pedaliera, con lo smorzamento regolabile generalmente su tre posizioni ( I, II, I+II) per i manuali.