I gatti, che vivono in gruppo, sono gli unici felini che, insieme ai leoni, presentano un'organizzazione sociale. Un'unità sociale di base è rappresentata dalle femmine che cooperano fra loro per l'allevamento dei cuccioli. Trai i maschi adulti esiste una gerarchia che è determinata da combattimenti, che creano soggetti di alto e di basso rango. Questi gruppi sono definiti colonie e sono composti da un numero variabile di soggetti maschi e di femmine. In età adulta e nel periodo dell'accoppiamento, i soggetti maschi si spostano e cercano di inserirsi in altre colonie, mentre le femmine rimangono nella loro colonia. Le fonti alimentari sono fornite dall'uomo; Questo determina orari precisi per l'assunzione del cibo e un contatto sempre maggiore con l'uomo. Sicuramente il gatto domestico (Felix Catus) è l'animale che nell'ambiente urbano è riuscito ad adattarsi e a creare un luogo favorevole al suo insediamento. La presenza dei gatti nelle nostre città crea problemi di natura igienico-sanitaria e di rapporto uomo-animale, perchè la riproduzione avviene in maniera incontrollata. Fatta questa premessa diventa indispensabile attuare tutte le metodologie possibili per prevenire il rischio del diffondersi di zoonosi (malattie trasmissibili all'uomo) e per tutelare il benessere di gatti liberi.
GATTO RANDAGIO: Un randagio è per definizione un soggetto privo di proprietario e di dimora fissa, non è quindi corretto parlare di randagismo riferendosi ai gatti perchè anche se essi non hanno un proprietario, hanno sempre un preciso riferimento territoriale.
GATTI DOMESTICI: 1 Gatti sinantropici (A.Gatti esclusivamente di casa B.Gatti urbani randagi C.Categoria intermedia A e B); 2 Gatti rurali; Gatti inselvatichiti.
GATTI SELVATICI Tabella 1-Tipologia dei gatti su base etologica (elaborato da:Linea Guida Gatti OMS/FAO Centro di Collaborazione per la Ricerca e la Formazione in Sanità Pubblica Veterinaria, Roma, in corso di pubblicazione).
GATTI DOMESTICI: gatti appartenenti alla sottospecie Felis silvestris catus che è stata sottoposta al processo di domesticazione; da distinguere dai gatti appartenenti alle altre due sottospecie Felis silvestris silvestris (gatto selvatico europea), e Felis silvestris libyca, var.sarda (gatto selvatico africano, var.sarda), tutt'ora felini selvatici. Le tre sottospecie insieme costituiscono la specie Felis silvestris. I gatti "domestici" a loro volta si dividono in:
1. GATTI SINANTROPICI: gatti domestici, appartenenti alla sottospecie Felis silvestris catus, che condividono l'ambiente di vita con gli esseri umani.
1.A GATTI ESCLUSIVAMENTE DI CASA: gatti che vivono entro le mura domestiche, che dipendono da un punto di vista alimentare da un "padrone", e che non hanno contatti con l'esterno. L'attività predatoria è nulla, per cui possono essere definiti "gatti dipendenti dagli esseri umani" per quanto riguarda le risorse trofiche.
1.B GATTI URBANI: gatti che vivono liberi per le strade urbane e che non dipendono strettamente da un "padrone"; alla loro alimentazione provvedono generalmente persone amanti degli animali che distribuiscono il cibo nei luoghi colonizzati dai gatti; altre fonti di approviggionamento del cibo sono rappresentate dai rifiuti trovati nei depositi di immondizia, mentre molto saltuaria è l'alimentazione tramite predazione. Anch'essi possono essere definiti "gatti dipendenti dagli esseri umani" per quanto riguarda le risorse trofiche. I gatti appartenenti a questa categoria vengono spesso chiamati "randagi".
1.C CATEGORIA INTERMEDIA TRA A e B, ovvero gatti che vivono fra le mura domestiche ma che hanno accesso all'esterno: gatti che vivono all'interno di una casa, che dipendono da un punto di vista, alimentare da un "padrone", ma che hanno la possibilità di frequentare l'ambiente esterno (giardino di casa, strade urbane, ecc.). Possono quindi avere contatti con i gatti urbani (cat. A.1.B.), ed alimentarsi saltuariamente con il cibo reperito nei luoghi dove vivono questi ultimi o nei depositi di immondizie o, anche se raramente, con piccole prede catturate nel territorio. Possono essere definiti comunque "gatti dipendenti dagli esseri umani" per quanto riguarda le risorse trofiche. Sarebbe utile diffondere ulteriormente l'abitudine di munire tali gatti di un collarino per facilitarne il riconoscimento.
2.GATTI RURALI: gatti domestici (quindi appartenenti alla sottospecie Felis silvestris catus) che vivono liberi nell'ambiente rurale nei dintorni delle fattorie. Da un punto di vista alimentare i gatti rurali dipendono in parte dal cibo fornito dagli esseri umani che vivono nelle fattorie, e in parte dai proventi dell'attività predatoria. Per questo possono essere definiti "gatti semidipendenti dagli esseri umani" per quanto riguarda le risorse trofiche.
3. GATTI INSELVATICHITI: gatti domestici, appartenenti all sottospecie Felis silvestris catus, che vivono liberi nell'ambiente rurale, tornati allo stato selvatico e che quindi hanno perso qualunque tipo di rapporto di dipendenza o convivenza con l'uomo. Si alimentano esclusivamente delle prede cacciate da loro stessi, e possono essere definiti "gatti indipendenti dagli esseri umani" per quanto riguarda le risorse trofiche.
GATTI SELVATICI: gatti appartenenti ad una delle due sottospecie Felis silvestris silvestris o Felis silvestris libyca, var.sarda. Essi vivono liberi nell'ambiente montano o più in generale silvestre (sono stati avvistati anche in zone marine come la Maremma toscana o la pineta di Castel Porziano nel Lazio) e sono indipendenti dagli esseri umani per quanto riguarda le risorse trofiche.