Da "Il Gatto in Noi"
... Le testimonianze indicano che i gatti furono addomesticati dapprima in Egitto. Gli egizi immagazzinavano il grano, che attirava i roditori, che attiravano i gatti. (Non vi sono prove che sia accaduta la stessa cosa presso i maya, benchè nelle loro terre vi sia un certo numero di gatti selvatici). Questo tipo di ragionamento secondo me non è corretto. Sicuramente la storia è un'altra. I gatti non hanno cominciato con l'essere cacciatori di topi. Donnole, serpenti e cani sono molto più efficaci come agenti anti-roditori. Io avanzo l'ipotesi che i gatti nascano come compagni psichici, come spiritelli del focolare, e che non hanno mai deviato da questa funzione...
...Fa le fusa e insieme dorme, Fletch, stende le zampette nere per essere in contatto con le mie mani, gli artigli ritratti, giusto un tocco gentile per assicurarsi che io sia lì, accanto a lui che dorme. Probabile che mi veda in sogno. Si dice che i gatti non distinguano i colori: un granuloso bianco e nero, un'argentea pellicola guizzante piena di strappi mentre lascio la stanza, poi torno, vado fuori, lo prendo su, lo metto giù. Chi potrebbe fare del male a una simile creatura? Allenare il proprio cane ad ucciderlo! L'odio per i gatti riflette uno spirito gretto, stupido, volgare, bigotto. Con questo Spirito Gretto non ci può essere compromesso...
...Il gatto non offre servigi. Il gatto offre se stesso. Naturalmente vuole cura e un tetto. Non si compra l'amore con niente. Come tutte le creature pure, i gatti sono pratici...
...Voi che amate i gatti, rammentate che i milioni di gatti che miagolano nelle stanze del mondo ripongono ogni loro speranza e fiducia in voi, così come la mamma gattina alla Casa di Pietra appaoggiò la testa sulla mia mano, e Calico Jane mise i gattini nella mia valigia, e Fletch saltò in braccio a James, e Ruski corse verso di me gorgogliando gridolini di gioia...
...Contesto l'implicito presupposto che a un gatto si possa fare un favore uccidendolo... oh, pardon... voglio dire "mettendolo a dormire". Un'alternativa semplice ce l'abbiamo se ci volgiamo ai paesi arretrati che non hanno Humane Societies. A Tangeri i gatti randagi s'arrangiano da soli. Mi viene in mente di Tangeri un'eccentrica, anziana signora inglese. Ogni mattina andava al mercato del pesce e, riempita una borsa di pescetti da pochi soldi, faceva il giro degli spiazzi vuoti e degli altri posti dove si radunavano i gatti randagi. Ho visto accorerre, mentre lei si avvicinava, anche una trentina di gatti.
Bé, perchè no? Il denaro che si spende ora per rinchiudere e uccidere i gatti potrebbe benissimo essere usato per mantenere dei ripari con distributori di cibo. Naturalmente, i gatti andrebbero castrati e vaccinati contro la rabbia...
... Questo libro sul gatto è un'allegoria, in cui lo scrittore vede passare in rassegna la sua vita passata in forma di sciarada gattesca.
Non che i gatti siano marionette. Tutt'altro. Sono esseri che vivono e respirano, ed è una cosa triste quando si stabilisce un contatto con qualsiasi altro essere: perchè vedi le limitazioni, il dolore e la paura, la morte finale. Il contatto significa questo. E di questo mi accorgo quando tocco un gatto e mi ritrovo con le lacrime che mi scorrono sul viso.
William S. Burroughs (1986)
...Randagio...
...figlio di un cartone abbandonato di fronte ad una porta sconosciuta,
figlio di un sacchetto scagliato in un corso d'acqua,
figlio della strada,
figlio di una colonia,
figlio di un cortile di paese.
...i miei colori ed il mio aspetto urlano forte la mia origine:
l'ignoranza di chi mi ha abbandonato...
la faciloneria di chi non ha sterilizzato La mia mamma...
ma i miei occhi sono fieri e dolci...
ma i miei occhi sono alteri ed affettuosi...
Mi prendo questo spazio in mezzo a voi...
mi prendo una possibilità di riscatto,
mi prendo la speranza di un futuro...
in questo modo chi si occupa di me può farlo con dignità ed orgoglio,
in questo modo chi si occupa di me può farlo con passione ed allegria,
le sue mani sono amorevoli,
le sue mani sono abili ed esperte,
le sue mani chiedono un soldino ma solo per nutrirmi e curarmi,
le sue mani chiedono l'aiuto di tutti ma non conoscono nessun guadagno.
Vi ringrazio... e CON TUTTO IL CUORE... ma non per la vostra pietà...
vi ringrazio perchè qui posso chiedere anch'io:
una casa dove dimenticare il mio passato, un tappeto su cui giocare,
una ciotola a cui affezionarmi,
una mano da cercare,
il battito di un cuore su cui addormentarmi.
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"Ma le stelle disegnate in cielo
non saranno forse le impronte
di zampette di tanti gatti e gattini
che si rincorrono felici?"
Anonima 2004 (Pescara)
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Fedeli fino in fondo all'amore per il loro compagno felino furono per esempio il Petrarca, che fece incidere sulla lapide del suo gatto la frase "Sono stato la più grande passione, seconda solo a Laura", e il saggista francese del XVI secolo Michel de Montaigne, che scrisse: "Quando gioco con la mia gatta chi può dire se si diverte più lei a scherzare con me o io a giocare con lei?". Anche Ernest Hemingway era un vero amante dei gatti.
La seguente poesia è stata scriita da un bambino di 9 anni
"IL GATTO"
Il gatto è un animale che ha due zampe davanti,
due zampe dietro,
due zampe sul lato sinistro e
due zampe sul lato destro.
Le zampe davanti gli servono per correre
le zampe dietro gli servono per frenare.
Il gatto ha una coda che segue il corpo. Essa finisce improvvisamente.
Egli ha dei peli sotto il naso,
rigidi come fili di ferro. E' per questo che egli è dell'ordine dei "Filini".
Ogni tanto desidera avere dei piccoli.
Allora li fa: è in quel momento che diventa una gatta.
(Compito di un bambino di 9 anni pubblicato su "Le Figaro" il 6 maggio 1952,
pubblicato in Italia da Amica e dalla guida "Cani e gatti" del secolo XIX)