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GENNAIO 2002

Argomenti Gennaio 2002

Emanuele Amici
Scandaloso TAR

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Linea C - Ancora barriere architettoniche lungo la via Casilina
Torre Gaia sul piede di guerra. Istituzioni assenti

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Sembra inutile gridare allo scandalo. Non accenna a trovare risoluzione, la drammatica questione creatasi con la costruzione delle sopraelevate "fuori legge" della Linea C, lungo la Casilina. Il caso emblematico è quello della futura stazione di Torre Gaia, già denunciato il mese scorso sul nostro giornale, dal presidente dell'associazione in difesa dei disabili della zona, il Signor Mario Delogu. Il fatto è che centinaia di abitanti della zona compresa tra via Bastianelli e via Casciani, con la chiusura del passaggio viario che li collegava direttamente alla Casilina, sono stati emarginati da tutto il resto del tessuto urbano. L'unica possibilità di passaggio dall'agosto scorso, risulta essere una vertiginosa sopraelevata per i pedoni, fuori norma sotto tutti i punti di vista. Eliminato un qualsiasi attraversamento a raso per le automobili e del tutto impossibile, è stato reso il passaggio per i disabili della zona, comprese persone anziane, per i quali è stata prevista l'installazione di un ascensore che tutt'ora non è esistente. Inutile a dirsi gli innumerevoli svantaggi recati agli abitanti del quartiere ridotto a lager a causa di una progettazione irrispettosa delle norme in materia di barriere architettoniche. Molte sono state le proteste avanzate alle autorità competenti nel tentativo di trovare una adeguata risoluzione agli evidenti disagi arrecati. Abbiamo chiesto al presidente dell' associazione per i disabili della zona, il Signor Delogu, di fare il punto della situazione. A che punto siamo arrivati, dopo più di sei mesi dall'installazione di questa insormontabile barriera architettonica, e dopo le numerose proteste sollevate dai cittadini? "Noi abbiamo continuato a chiedere a tutte le forze politiche, soprattutto quelle municipali, chiarimenti sul caso, e sembra che si stia verificando una certa sensibilizzazione alla problematica. Sono stati eseguiti dei sopralluoghi da parte di periti autorizzati che hanno confermato l'inadeguatezza e l'insufficienza di questa struttura e hanno riscontrato la necessità di aprire nell'immediato, un passaggio idoneo anche per i disabili. L'unico blocco che al momento permane è quello relativo alla parte tecnica. La Metro.ferro , l'ATAC e la STA, non intendono procedere in nessun altro modo.
L'ingegnere responsabile del cantiere, il Signor Vittorio Sebastiani, ritiene che sia inutile oltrechè pericoloso aprire un attraversamento a raso, come tra l'altro invece è stato fatto alla stazione in via Torraccio di Torrenova. La scusante che l'ingegner Sebastiani sostiene è quella dell'esistenza già prevista di due percorsi alternativi alla rampa di scale. Uno sarebbe quello in direzione Roma, che per inciso permetterebbe di raggiungere i servizi di fronte alle nostre case percorrendo più di due chilometri, e l' altro in direzione Pantano, oltre a non essere ancora agibile a causa di seri problemi di igiene e sicurezza, porterebbe a compiere comunque più di un chilometro". E' chiaro che per tutti, ma soprattutto per chi ha problemi motori o è anziano, fare più di due chilometri per raggiungere la farmacia sotto casa o andare alla fermata dell'autobus, a queste condizioni, risulta essere assolutamente proibitivo. Si tratta di uno degli ennesimi casi in cui i diritti dei cittadini sono stati violati per motivazioni che rimangono oscure o almeno che, fino al momento conviene rimangano tali. "Nessuno è contrario alla metropolitana, ci mancherebbe altro", specifica il signor Delogu, "siamo tutti coscienti che rappresenta per i cittadini un servizio fondamentale anche al fine di riqualificare le nostre borgate, ma riteniamo prioritario che si agisca secondo le leggi, cosa che fino a questo punto non risulta essere fatta". L'appello accolto dai politici, è rimasto muto alle orecchie dei responsabili dei lavori, a partire dall'ingegnere del cantiere che, "continua a sparare le date come se fossero dei numeri dell' enalotto". Per ora, la questione è stata rimandata all'aprile prossimo, ma il punto nodale non è tanto a quale giorno o anno, si arriverà a porre rimedio agli errori compiuti, ma che da ormai più di sei mesi, è stato impedito ad alcuni cittadini disagiati in particolare, di usufruire di qualsiasi servizio del territorio. "La legge prevede che non solo vengano abbattute tutte le barriere architettoniche ma soprattutto che non ne vengano costruite altre. Se non si dovesse iniziare a porre rimedio ai gravi disagi provocati ai cittadini, troveremo qualche via, anche legale, per tutelare i nostri interessi".

Silvia Cerrocchi