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Chiuso e sgomberato
da un anno. Senza recinti e in prossimità di un marciapiede dove
transitano centinaia di persone al giorno. In via Kennedy, ogni giorno,
si rischia la vita, eppure, la Giunta di centro-sinistra che guida la
città, non ha ancora provveduto alla demolizione dell'immobile.
Intanto, la Casa delle Libertà sta per presentare numerose interrogazioni
rivolte al Sindaco, il quale, però, più che pensare al probabile
crollo, sembra ancora in difficoltà per la vicenda ASP.
Al Consiglio Comunale del 28 Dicembre 2001 è stata presentata un'interrogazione
alla quale ancora non è stata data risposta, che sarebbe dovuta
essere scritta, dato che il firmatario era quel giorno assente. Vi raccontiamo
in breve la storia, dal momento che risale al 2000. In Viale Kennedy,
al civico 99, vi è una palazzina risalente agli anni sessanta che,
nel corso degli anni, è stata sottoposta ad una elevazione di altri
due piani. Senonchè, oltre un anno fa, avvenne il crollo interno
di un solaio che provocò evidentemente grosse lesioni ed a causa
del quale fu quindi accertata la non agibilità e la conseguente
non abitabilità dell'immobile.
Ovviamente ci fu lo sgombero delle persone residenti nell'edificio, le
quali manifestarono si, ma pacificamente, e con striscioni che chiedevano
aiuto al Comune al fine di attirare l'attenzione. Tutto ciò accadeva
nel 2000. Da allora, dall'amministrazione comunale di Ciampino, queste
persone hanno ottenuto alloggi nel comprensorio di cui è proprietario
Cavicchi, in Via della Stazione di Ciampino. Nel frattempo la perizia
edile ha stimato in circa dodici miliardi il costo del restauro della
palazzina, per una quota pro-capite di circa 60/70 milioni, altrimenti
l' edificio dovrebbe essere demolito. Nel non far nulla, nell'intervento
che non c'è mai stato da parte del Comune di Ciampino in un senso
o nell'altro, il danno che ne viene all' amministrazione del nostro Comune
non è da poco.
Infatti questa paga ogni mese 16 milioni alla pensione di Cavicchi, cifra
ingente se sommata negli anni. La Regione poi, dal canto suo, ha stanziato
dei fondi per il risanamento dell'immobile, ma a tutt' oggi il problema
rimane insoluto. Come li', al n.99 di V.le Kennedy, rimane l'edificio
completamente chiuso, inagibile ed inaccessibile per chiunque, anche per
gli ex-abitanti i quali, già all'epoca, per rientrare nelle loro
case, magari per prendere gli effetti personali, dovevano essere accompagnati
dalle forze dell'ordine. La domanda che ci siamo posti, però, è
questa: quanto ancora dovrà rimanere li', in quello stato, magari
anche esponendo al pericolo i passanti?
Van
C.
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