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GENNAIO 2002

Argomenti Gennaio 2002

Emanuele Amici
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Il TAR non conosce i sacrifici di chi fa politica

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Anche il sottoscritto è stato vittima di una beffa: ricorso non accolto e spese compensate. Come dire: il ricorso non è sbagliato ma non ti posso dare ragione. In caso contrario, come sempre avviene in questi casi, le spese sarebbero state a carico del perdente. Evidentemente, quel Giudice, aveva poca voglia di far riaprire le schede qualche sezione. Eppure ce ne erano i motivi. Undici verbali completamente in bianco, tre sezioni sparite nel nulla senza nè tabelle nè verbali. Facendo una media di seicento voti a sezione, significa che ben 1800 cittadini è come se il 6 maggio scorso non fossero andati per niente a votare. E qui sta tutto il controsenso di una decisione che ha dell'incredibile e dell'assurdo allo stesso tempo.
Da oltre cinquant'anni, si fanno campagne per dire che il voto è l'unica occasione di riscatto per il cittadino e che il nostro Paese si basa proprio su questi principi. Ebbene, dopo simili sentenze, resta difficile credere ad una sola parola di simili menzogne. La verità è che la gente non conta nulla e che questa è una finta democrazia alla quale, purtroppo, siamo chiamati a chinarci senza poter fare nulla. Chi glielo spiega, a queste duemila persone, che quel giorno hanno votato ma è come se non lo avessero fatto? Ad ammetterlo fu proprio il magistrato durante le sue faticose e lunghissime (…) operazioni di riepilogo: "nulla si può fare dinanzi a queste mancanze". Ora: era giusto o no ricorrere al TAR? Era giusto o no chiedere la riapertura di quelle schede? Era lecito o no aspettarsi altre sentenze? Le Aule al Tribunale sono affogate di questioni quasi ridicole. Si passa da un passo carrabile ad una concessione edilizia nel volgere di pochissimi minuti. E in venti secondi, quel Giudice, ha ritenuto respingere ciò che più di sacrosanto era da accogliere. Senza rispetto per chi fa politica e chi alla politica vuole credere ancora malgrado tutto. Senza la minima responsabilità nei confronti dei cittadini che la prossima volta faranno bene ad starsene a casa con la propria famiglia anziché affidarsi ai Presidenti di seggio incapaci, ridicoli e sottosviluppati. Personalmente ricorrerò al Consiglio di Stato, perché questo è un affronto bello e buono, e perché ritengo, essendomi posizionato primo dei non eletti per 11 voti, di avere la possibilità di ribaltare quanto frettolosamente decretato da alcuni uomini di poca volontà e indubbia coscienza.

Emanuele Amici