David Giovanni Leonardi, Orchestrazioni dal repertorio pianistico fra Beethoven e Ravel

Università degli Studi di Pavia
Scuola di Paleografia e Filologia Musicale

David Giovanni Leonardi
Tesi di Laurea in Musicologia

"Orchestrazioni dal repertorio pianistico tra Beethoven e Ravel
Lineamenti storici"

Relatore: Prof. Albert Dunning

Data di Discussione: 11.07.01

Abstract:

La dissertazione, concepita in forma classicamente storiografica e strutturata per aree geografiche e culturali secondo le più ampie convergenze temporali, si è sviluppata attorno ad un catalogo di composizioni pianistiche che hanno subito in tempi posteriori uno o più processi di orchestrazione.

Il catalogo, opera aperta e dai contorni necessariamente parziali, ha richiesto diversi anni di lavoro ed è scaturito da una ricerca attraverso i più aperti terreni di informazione, fornendo la base per un approfondimento storico dei più rilevanti apporti alla prassi compositiva in oggetto da parte delle figure di spicco della vicenda musicale classica, romantica e contemporanea. In tal senso Ludwig van Beethoven e Maurice Ravel rappresentano non tanto gli estremi di un percorso artistico di cui si sono voluti lambire pure territori appartenenti alla più recente contemporaneità, quanto due momenti altamente simbolici di tale prassi, legati rispettivamente alle origini ed all1apogeo della produttività compositiva artisticamente più rilevante fra quelle legate all'ambito della "trascrizione" e della "rielaborazione" musicale.

Ne è scaturito un quadro storico generale, arricchito da circa un centinaio di esempi musicali, nel quale si è posto in luce tanto l'interrelazione tra il pensiero pianistico ed il pensiero orchestrale nelle concezioni stilistiche, strutturali e formali delle epoche e delle personalità musicali considerate, quanto alcune problematiche più strettamente cronologiche, terreno fertile per ulteriori e più approfondite indagini che, considerata la vastità delle prospettive e delle tematiche trattate, non hanno potuto ancora trovare una risposta definitiva.

SOGGETTI:

I. I precursori da Beethoven al Romanticismo

- La Marcia funebre dalla Leonore Prohaska di L. van Beethoven alle origini di un percorso

- L'Aufförderung zum Tanz di C. M. von Weber riletto da H. Berlioz, un evento propulsivo

- Il problema delle fonti riguardanti le due versioni delle Légendes di F. Liszt

- Pianismo sinfonico e virtuosismo nella Wandererfantasie di F. Schubert riletta da F. Liszt

- Le Rapsodie ungheresi di Liszt ed il rapporto del compositore con i collaboratori

- Il progetto non realizzato dell1orchestrazione dei Ritratti storici ungheresi

II. Progettualità e forma attorno e dopo Brahms

- Le Danze ungheresi di J. Brahms, espressione stilistica e strutturale di potenzialità sinfonica

- Sintesi dei contributi critici e prospettive conclusive sulle Haydnvariationen op. 56 di Brahms

- I cicli di Variazioni di Reger con particolare approfondimento delle Beethovenvariationen op. 86 e della loro radicale ricostruzione formale in veste orchestrale

III. Il laboratorio compositivo di Grieg e Dvorák

- La produzione sinfonica di Grieg nel costante rapporto con i modelli pianistici

- L'Impromptu op. 5 di J. Sibelius e la sua rilettura orchestrale sintetico-analitica

- L'apprendistato sinfonico di Dvorak e le relazioni con J. Brahms ed, in particolare, con le Danze ungheresi, modello per le Danze slave.

- Evoluzione dello stile orchestrale di Dvorák nelle Legendy e nella Suite op. 98

IV. La scuola russa tra assimilazione e funzionalità

- Cajkovskij interprete di Mozart. La Suite n. 4 op. 61 "Mozartiana" e le sue fonti

- L'orchestrazione da pagine di F. Chopin in funzione coreografica: M. A. Balakirev, A. K. Glazunov ed altri compositori impegnati nel progetto "Chopiniana". Collaborazione ed interscambio di influssi stilistici e materiale compositivo tra M. P. Musorgskij, A. K. Ljadov, A. K. Glazunov e S. M. Ljapunov

V. Continuità e innovazione nella scuola francese

- La tecnica d1orchestrazione come vertice della cultura e della didattica musicale francese: G. Bizet, E. Chabrier, G. Faurè, J. Ibert, V. d1Indy, G. Pierné e compositori minori

- Il contrastato ruolo dell'orchestrazione negli esordi compositivi di C. Debussy e successive esperienze: rapporto con E. Satie e con i collaboratori H. Büsser e A. Caplet

VI. Apogeo di un metodo compositivo in Ravel ed epigoni

- Una prassi privilegiata nell'officina compositiva di Ravel: un rapporto di completa assimilazione reciproca tra linguaggio pianistico e linguaggio orchestrale

- Gli epigoni del virtuosismo orchestrale raveliano: E. Ansermet e F. Schmitt

- Esperienze "raveliane" della giovane scuola francese: D. Milhaud e J. Françaix

VII. Le culture iberica e sudamericana nel rapporto con i modelli

- L'influsso francese sulla tecnica compositiva della scuola spagnola.

- I. Albeniz ed i suoi orchestratori: E. F. Arbos ed i fratelli Hallfter.

- Il "caso" della Rapsodia española di Albeniz e le sue versioni: C. Hallfter, G. Enescu e A. Casella

- M. de Falla ed i suoi Homenajes

- H. Villa-Lobos e la duplice versione della Bachiana brasileira n. 4

VIII. La «generazione dell'Ottanta» fra storicismo e tecnicismo

- La riappropriazione di una cultura strumentale nella scuola italiana: G. Martucci

- O. Respighi, vertice di una tecnica orchestrale ed i suoi terreni di lavoro: J. S. Bach, G. Rossini, S. Rachmaninov e le origini di Vetrate di Chiesa, con particolare riguardo ai giudizi della critica

- Alfredo Casella e l1eperienza parigina: Islamej e Rapsodia española di Albeniz

- Un'ipotesi cronologica ed alcuni spunti comparativi in merito alle orchestrazioni di Islamej di Balakirev: Ljapunov modello per Casella?

- Pagine di guerra, Pupazzetti, A notte alta: Casella verso il neoclassicismo

- Vittorio Gui orchestratore di Franck, epigono di una tradizione

IX. I Quadri di Musorgskij ed altri territori di sperimentazione

- Un itinerario stilistico comparativo tra quattro orchestrazioni dei Quadri: M. Ravel, L. Funtek, Gorcakov e V. Askenazij

- L'orchestrazione di alcuni capisaldi della letteratura pianistica: A. Schoenberg, C. Rubbra e F. Weingartner rileggono Beethoven e Brahms

- Esponenti della scuola inglese: A. Bax, B. Britten, E. Elgar

X. Una prassi aperta nel cuore del Novecento

- Il repertorio didattico pianistico quale modello per l'orchestrazione: B. Bartok, I. Stravinskij e S. Prokofiev.

- Esperienze minori in ambito ungherese: L. Weiner, collaboratore di Bartók e G. Darvas: il loro rapporto con la musica di Liszt

- La letteratura per 2 pianoforti proiettata nell'universo sinfonico: il "caso" Gershwin e le Variazioni da Paganini di W. Lutoslawski.

- Implicazioni con la tecnica dodecafonica alle soglie della contemporaneità: i cicli di Variazioni di V. Ullmann, L. Dallapiccola e A. Copland.



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