Alessandro Arbo: AUGUSTO CESARE SEGHIZZI

Alessandro Arbo
AUGUSTO CESARE SEGHIZZI
Edizioni Studio Tesi
Pordenone, 1992



a.arbo@libero.it

Indice

Cronologia V
Bibliografia IX

Il padre musicista 4
L’incontro con la cultura e la società isontina 12
Organista nelle chiese goriziane 21
Le prime composizioni di musica sacra 24
Inni popolari e romanze 32
L’incontro al Caffè Europa 37
Nel movimento ceciliano 43
Lo spettatore Carlo Michelstaedter 51
Maestro di cappella in duomo 57
Nell’esercito di Francesco Giuseppe 66
Maestro di musica nel campo profughi di Wagna 69
Il ritorno a Gorizia italiana 78
L’incontro con la poesia di Marin 87
Le villotte friulane 91
L’ora di musica 99
L’ultimo viaggio a Lussino 103
Fonti iconografiche 110
Indice analitico 111

PRESENTAZIONE

Augusto Cesare Seghizzi è uno dei più noti e apprezzati composi tori ed elaboratori del canto popolare friulano. Alla luce di una ricca documentazione, supportata da un’attenta analisi della produzione musicale inedita, in questo volume vengono ripercorse le tappe della vicenda umana e dell’affermazione artistica del musicista; sono evidenziati i suoi legami con la cultura isontina a cavallo dei due secoli, quando il cardinale Missia e l'arcivescovo Sedej si facevano promotori del rinnovamento del canto liturgico, mentre in ambito filosofico spiccava la figura di un giovane intellettuale, Carlo Michelstaedter. Viene ricordata, infine, l'amicizia con il germanista Ervino Pocar e con il poeta Biagio Marin, di cui Seghizzi ha musicato alcune liriche.

Nella Gorizia di fine Ottocento il giovane Augusto si fa conoscere come maestro istruttore dei cori del Teatro e come maestro di cappella. Insegnante di musica nelle scuole cittadine e concertista nelle accademie vocali e strumentali organizzate dai sodalizi artistici e culturali locali, svolge un'intensa attività di compositore che si ri volge, oltre che ad alcune gradevoli pagine d'operetta, soprattutto al genere sacro e alla rielaborazione di canti popolari della tradizione friulana.

Numerosi sono i mottetti, le messe, gli oratori, che rivelano una sincera vena creativa, riscuotendo successo di pubblico e di critica. Durante la guerra Seghizzi si trasferisce a Wagna di Leibnitz, dove organizza e dirige un coro e una piccola orchestra di profughi, con i quali si esibisce a Graz e a Vienna. Rientrato a Gorizia, divenuta italiana, elabora i motivi popolari da cui nascono le rapsodie Gotis di rosade, opera che gli vale la maggiore celebrità, e dirige il coro dell'Alpina Goriziana, con il quale ottiene significativi riconoscimenti in varie manifestazioni nazionali.

Ed è proprio da alcuni membri di questo coro che è nata, a quasi trent'anni dalla sua scomparsa, avvenuta nel 1933, l'idea di organizzare a Gorizia l'importante Concorso internazionale di canto corale a lui dedicato.

Pagina Web a cura di Italo Montiglio



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