EDIZIONI A STAMPA
GOTIS DI ROSADE
rapsodie su villotte antiche per coro virile
Stampa: Firenze; G & P Mignani-Stampatori; 1931; 49 pp.
(Cori e Canti friulani a cura della Società Filologica Friulana G.I. Ascoli, Edizione sovvenuta dal Comune di Udine. Fascicolo I)
Contiene : Gotis di rosade I, II, III, IV, V
14 CANTI POPOLARI FRIULANI per coro virile
Stampa: Milano, Ricordi 1983;
n. ed. 129275; 72 pp.
Contiene le cinque rapsodie Gotis di rosade ed altri 9 brani dell’Autore, uno dei quali in italiano.
fonte:
Laura De Simone - Lucia Vinzi, Catalogo delle opere di Augusto Cesare Seghizzi, pp. 41 - 186;
in "Per una storia della coralità goriziana", AA.VV., edito dalla Associazione corale goriziana "C.A.Seghizzi", Gorizia 1995
GOTIS DI ROSADE IV
Testo originale in lingua friulana
1.
Tra i rizzòz e la barete,
Mi ài finît d'inamorâ ...
Tra la cjase e la murae,
Mi vês fat inamorâ ...
2.
Quan' c'o levi sù pa Cjargne,
Jo no levi mai di bant ...
3.
Se sintîs a dî, ninine,
C'o soi muart in chest paîs,
Mi dirês un deprofundis
Che us al torni in paradîs !
4.
Quatro nolis ta sachete,
Lis fantatis a miò comànt ...
5.
Se jo vês di maridâmi,
Un cjaliâr no ciolarês.
Lui l'é bon di bati suelis,
E àncie mé mi batarés ! ...
Cun chei quatri c'al guadàgne,
Nol mantén nàncie un poléz.
6.
Benedetis lis cjargnelis,
Benedéz i lôr paîs ...
Op la la ! Vive l'amor !
GOTIS DI ROSADE N. 4 (Gocce di rugiada)
libera versione in lingua italiana di Piero Marangon
1.
Tra quel riccio e 'l var capuzzo
Per li occhi foste al core ...
Tra la casa e 'l mur del brolo
Mi arresi e vinse Amore.
2.
Quand'andavo su per Carnia
Quanto dolce e più sicuro ...
3.
Se di me giunga mai voce
Che disfecemi tua terra,
Io ti chiedo una preghiera
Che in ciel ti renderò.
4.
Quattro noci nelle tasche
Ma pur gonne sol per me ...
5.
S'avess'io di maritarmi
'l calzolaio non vorrei;
Tutto dì e' cuce 'l cuoio
Cucirebbe pure me,
E non può ben ben fornire
La mi' voglia e 'l mi' desire.
6.
Benedette montanine
Benedetti quei fienili...
Oh la lì in allegria
Senz'affanni tuttavia !
NOTARELLE QUASI MUSCOLOGICHE
Questa volta voglio partire dalla conclusione della rapsodia per sottolineare alcuni elementi di preziosità e di arditezza elaborativa (considerati il contesto , il genere, l'utenza e gli esecutori dell'epoca,..). Si tratta del trattamento armonico riservato a "Benedetis lis cjargnelis". Alla sostanziale fissità e linearità delle parti del T1 e B1 (T1 é una sorta di pedale alla rovescia) si contrappongono le parti del T2 e B2 che procedono cromaticamente per moto contrario, sprigionando un interessante effetto contiguo di compressione-decompressione, che trova nello scoppiettante "Op la la" il giusto esito catartico ed il passaggio all'esaltazione finale dell'amore.
Vale la pena sottolineare, ancora, almeno un passo di questa rapsodia : "Se sintis ...". Collocato fra la vocalmente ardua ariosità di "Quan' c'o levi.." (si pensi alla posizione lata degli accordi centrali) e l'ironia un po' guascona dei bassi ("Jo no levi..") e l'eco della baldanza giovanile (beate le risorse di quell'età !) di "Quatri nolis" - non casualmente affidate al libero canto delle voci più gravi del registro tenorile e dei bassi , il testo verbale del "Se sintis a di ..." rappresenta compositivamente uno stacco di grande efficacia drammaturgica.
Per un attimo eliminiamo mentalmente tutte le "fuorvianti" indicazioni agogiche ed espressive della partitura (segno chiaro di prassi esecutive che non possono essere assunte come regola assoluta ) e leggiamo comparativamente il testo verbale e quello musicale. "Se sintis.." é un mormorio, una voce mesta che pian piano si espande fino a giungere all'orecchio dell'amata; alla voce quasi titubante del T1 fanno eco le altre confluendo rapidamente e compattamente nell'invocazione di una preghiera (apice armonico su "mi dires") che si apre alla solare conclusione armonica del "Paradis".
Signori, giù il cappello: Augusto Cesare Seghizzi ha colpito ancora nel segno !
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