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OLTRE L'ORIZZONTE

IPERTESTO DELLA CLASSE 2^ C IGEA ANNI SCOLASTICI 1998/1999/2000

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  L’OR

-OLTRE L’ORIZZONTE-

Itinerari di astronomia

Ipertesto, realizzato dalla classe 2^C IGEA anno 1998/99/00

dell’ITC Bodoni di Parma.

Questo progetto si inserisce nello studio di ecosistemi a crescente complessità iniziato in altre classi del biennio negli anni scorsi.

Un unico grande organismo che vive e respira, del quale l’uomo e tutte le altre specie viventi sono le cellule e i tessuti, gli ambienti naturali sono gli organi. Quando l’astronomo James Lovelock pensò per primo alla Terra in questi termini, chiamò quell’organismo Gaia ( dal nome della dea greca della Terra).

L’idea che la biosfera del nostro pianeta potesse essere interpretata come un unico essere vivente, in cui i sistemi biologici collaborano per il bene comune venne osteggiata negli anni 80 da una corrente di pensiero diffusa nelle università inglesi e americane, che faceva capo ai biologi evoluzionisti che sostenevano che l’evoluzione non è altruista e si basa sulla capacità dei singoli organismi di diffondere i loro geni con la riproduzione. Secondo questa visione Gaia non poteva esistere perché quelli che possono sembrare equilibri naturali per il bene comune sono in realtà somme caotiche di specie che si contrastano. Ora però all’università di Oxford il concetto di Gaia è stato rispolverato. Gaia è costituita da Biosfera, Idrosfera a Atmosfera e Litosfera.

Tutto ciò che accade sembra essere intimamente legato, secondo meccanismi ignoti. Apparentemente ognuno fa per sé. In realtà, pur senza saperlo collabora con Gaia.

"Se Gaia è un sistema di organismi che vivono in simbiosi, secondo leggi stabilite" afferma Andrei Watson della East Anglia University "dovremmo trovare le sue sorelle vicino a stelle mature, che abbiano quindi permesso ai pianeti vicini di generare ecosistemi complessi. Gli organismi vivono in un insieme di sistemi. La Via Lattea è un sistema a spirale come altre galassie. E in tutto questo, che ruolo svolgono gli uomini?

Essendo la specie dominante della Terra, possono essere considerati i neuroni di Gaia? Oppure rappresentano gli agenti di malattia?

Distruggendo la biodiversità dimostriamo di non conoscere il sistema in cui viviamo".

Le nostre osservazioni, ogni movimento psicologico, ogni nostro ragionamento, determinano scariche in circuiti neuronali diversi, il numero delle unità funzionali è paragonabile al numero dei corpi celesti nell’Universo.

Il cervello umano è costituito da oltre 100 miliardi di cellule.

Ogni cellula è collegata ad altre con oltre 20000 sinapsi.

Ogni sinapsi è costituita da più bottoni.

Occorrerebbero 32 milioni di anni per contare con il ritmo di 1 al secondo tutte le sinapsi.

I nostri sensi, l’intelligenza umana vengono interpretati come un sistema adattivo che non sceglie regole una volta per tutte a priori ma le modifica nel corso delle conoscenze.

Il computer elabora la molteplicità dei dati che gli vengono forniti dall’esterno, mediante una serie di programmi fissi, non possiede la plasticità e l’adattabilità della mente dell’uomo e neppure la sua memoria che è 10 miliardi di volte maggiore.

Tuttavia ci consente di memorizzare in mezzi o materiali più stabili del nostro cervello le nostre idee, i concetti, le immagini, i memi, cioè le entità culturali che possono essere trasmesse e propagate da un individuo all’altro.

La costruzione di un ipertesto multimediale, con la sua fase di progettazione di costruzione, con la definizione degli obiettivi intermedi e finali, con l’individuazione di nodi, link per la navigazione ci ha consentito di comprendere, esplorare e collegare concetti, idee e metodologie e ci ha fornito gli strumenti per affrontare anche in futuro lo studio di problemi e fenomeni di interesse scientifico.

Nella costruzione di questo ipertesto le informazioni sono state raccolte, selezionate, ordinate, classificate e associate.

In seguito si è rielaborato il materiale, integrandolo anche con alcune immagini, cercando di rendere i testi prodotti interessanti e scorrevoli in modo da rendere piacevole la lettura.

Tutto ciò è stato possibile grazie al lavoro collegiale e interdisciplinare e all’attiva partecipazione della classe, che ha saputo dimostrare grande interesse per il tema.  Il lavoro di gruppo, la condivisione di idee e opinioni e l’apprendimento di nuove e moderne nozioni hanno fatto maturare in ognuno di noi la curiosità e l’entusiasmo per il lavoro di ricerca.

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