Fiume
Fiume

" Nihil de nobis sine nobis"
"Nulla che ci riguardi sarà fatto senza di noi
"

(il popolo di Fiume)

Fiume Città del Quarnaro, situata sulla costa nord-orientale dell'Adriatico. Fiume (che oggi i croati chiamano Rijeka) conta circa 132 mila abitanti (fiumani). Sorge alla foce dell'Eneo. Il centro storico, al quale si accede attraverso la porta della torre di città, ha un aspetto tipicamente veneto. Vanta anche monumenti romanici: il duomo, con campanile del 1377, l'Arco romano e notevoli resti di mura romane. Sede di università, è il più importante porto della neo repubblica di Croazia. Oltre al traffico portuale anche l'industria rappresenta la risorsa economica della città.
Oggi nel Quarnaro il gruppo etnico italiano conta circa settimila connazionali di cui oltre seimila della Comunità Italiana di Fiume, gli altri di quelle di Lussimpiccolo e Cherso, ma si conta che prima del Trattato di Parigi del '47, gli italiani fossero circa cinquantamila, quasi il 70% della popolazione residente in città.
E' la città di Antonio Grossich e Leonardo Manzi.

STORIA
Fiume è la romana Tarsatica, importante punto di difesa al limite orientale della penisola. Riuscì fin dall'alto medievo a difendersi dalla pressione slava. Porto e centro fiorente di scambi con la costa marchigiana, aveva assunto il carattere di città italiana. Passò nel 1466 agli Asburgo. La città conobbe nuove fioriture nel seicento e nel settecento, soprattutto dopo che Carlo VI la dichiarò porto franco nel 1717 e la collegò con l'Ungheria mediante una strada che attraversa il Carso.
Lo sviluppo economico e commerciale della città continuò nell'ottocento; contemporaneamente però la crescente immigrazione di elementi croati, serbi, ungheresi e bosniaci poneva delicati problemi di equilibrio di nazionalità e soprattutto contribuiva a tener desto il sentimento di italianità, alimentato all'inizio del novecento dall' associazione "Giovane Fiume".
QUESTIONE DI FIUME - Contesa territoriale sorta al termine della prima guerra mondiale.
Fiume fu assegnata dal patto di Londra alla Croazia il 26 aprile 1915, per volontà della Russia che si era opposta alle richieste italiane. Si aggravò così il problema della nazionalità della città. La battaglia diplomatica per la città quarnerina, sostenuta dalla delegazione italiana con a capo Vittorio Emanuele Orlando e S. Sonnino, fu aspra e agitata. Già il 15 ottobre 1918, il deputato fiumano Andrea Ossoinack al parlamento di Budapest dichiarò: "Ritengo mio dovere di protestare qui alla camera, in faccia al mondo, contro chiunque volesse assegnare Fiume ai croati, perchè Fiume non soltanto non fu mai croata ma anzi fu italiana nel passato e tale rimarrà nell'avvenire".
Il 29 ottobre gli ungheresi abbandonarono la città e tutto il popolo si riversò invocando l'Italia. Il presidente americano Wilson proponeva la spartizione dell'Istria, lungo la linea Monte Maggiore - Arsa e la costituzione di Fiume città libera ma trovò la durissima opposizione del Consiglio Nazionale (che, presieduto da Antonio Grossich, aveva già proclamato: "Fiume unita alla sua madrepatria Italia") che respingeva qualsiasi altra soluzione diversa da quella dell'annessione al Regno d'Italia.
In seguito ai gravi incidenti scoppiati nel luglio del 1919 tra le truppe del corpo di occupazione interalleato e i fiumani (che provocarono alcuni morti) la conferenza di Parigi decise lo scioglimento del Consiglio Nazionale e della Legione dei volontari fiumani. Ma il 12 settembre 1919 Gabriele D'Annunzio e i suoi legionari entrarono in Fiume al grido "O Fiume o morte!" e crearono la cosiddetta "Reggenza Italiana del Carnaro". L' occupazione di Fiume da parte di D'Annunzio e dei legionari (circa 9000) durò oltre un anno.
Il 12 novembre 1920 si costituiva Fiume in stato libero e indipendente, dopo trattative fra i governi italiano e jugoslavo, mentre pochi mesi più tardi D' Annunzio e i legionari sgombrarono la città, affidando i poteri a un governo provvisorio presieduto dal filo-italiano Grossich il quale preparò libere elezioni vinte poi dagli autonomisti di Zanella. Il risultato fu aspramente contestato. Fiume passò all'Italia dopo il patto di Roma del 27 gennaio 1924. Oltre alla città, divenne italiana anche l' isola di Cherso. Fiume, Cherso e la già italiane isole di Lussino e Unie andarono a formare il Quarnero italiano.
Nel corso della seconda guerra mondiale la città fu occupata dai tedeschi nel 1943 e poi dagli jugoslavi nel 1945. Quest' ultimi si resero protagonisti di gravissime violenze nei confronti degli italiani. Il trattato di pace di Parigi (febbraio del 1947), che assegnava alla Jugoslavia la città e la pulizia etnica (assassinio di tantissimi italiani) provocarono l'abbandono di gran parte della popolazione di lingua italiana.
Nel 1991, dopo la dissoluzione della Jugoslavia, ci fu a Fiume una manifestazione di italianità e nel 1998 Zagabria negò il ripristino della bandiera della città perchè usata da un' organizzazione filo-italiana, il "Libero Comune di Fiume in esilio".

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