| E' ormai difficile, all'alba del 2007 trovare bands dedite ad un puro thrash/heavy metal di stampo ottantiano... molto spesso, a torto, l'etichetta di thrash band è associata più a gruppi che presentano cantati gutturali e ritmiche propriamente death, che poco s'intonano con la filosofia che ha accompagnato agli esordi il movimento musicale americano che più d'ogni altro ha scatenato una vera e propria rivoluzione nel panorama metal mondiale. I Deliria, ciechi alle evoluzioni sonore che hanno contraddistinto l'ultima decade, continuano imperterriti a proporre quello che può realmente essere definito come thrash metal, nell'accezione più nostalgica del termine, incuranti delle nuove mode ed evoluzioni, il tutto farcito da una possente dose di melodia ed epicità difficile da ritrovare nelle band dalle quali ricavano ispirazione. Che dire? Tutti i nomi portanti possono essere citati come ispirazione e modello dei 5 ragazzi pugliesi, a partire dai Metallica, per poi passare attraverso Megadeth, Testament, Anthrax...e personalmente, anche se leggendo la biografia del gruppo non ho trovato riferimenti, è molto forte il sentore degli Heathen, con quelle composizioni che strizzano l'occhio a soluzioni meno immediate e ad arrangiamenti ricercati in ogni singolo particolare. I brani proposti in questo mini cd sono 7, con durate medie di 5 minuti a brano, che non stancano l'ascoltatore anche se in alcuni casi personalmente avrei tagliato e diminuito la tempistica... Si parte con "Blind", a ribadire immediatamente i concetti esposti precedentemente, ovvero che a farla da padrona è l'heavy metal anni 80 senza compromessi; fra ritmiche serrate e mid-tempos che scandiscono una passione per le parti di chitarra solista, nonchè un ottimo supporto da parte della sezione ritmica (da notare l'eccellente prova del batterista Alex, mentre le parti di basso di Andro sono decisamente a volume troppo limitato per poter dare un giudizio oggettivo, senza dare spazio all'apporto fondamentale di questo strumento...). Si prosegue con "Attack", brano che si aggrappa fortemente allo stile dei Pantera, per poi aprirsi a sonorità che ricordano i Metallica del mio amato "...And justice for all". Ecco "Fuck the Garda", dal nome piuttosto insolito (non ho avuto modo di leggere il testo, sarebbe curioso conoscere il "messaggio" che i nostri vogliono inviarci...n.d.a.) ma dalla struttura decisamente più elaborata dei restanti brani, forse il pezzo più maturo dell\'intero miniCD; da notare un curioso bridge centrale dalle sonorità quasi psichedeliche. La titletrack "C.F.T.A." si presenta come una ballad, addentrandosi in lidi classic metal nelle fasi del suo sviluppo. "The Rescuer" e "The Land of Hatred" ritornano su sonorità più propriamente thrash (con il riff iniziale del secondo che ricorda troppo un brano dall'ultimo lavoro in studio dei Testament...); stesso discorso per la conclusiva "Malleus Maleficarum", che con gli innumerevoli spunti inseriti all'interno conclude degnamente "Calling from the Abyss". I Deliria non inventano nulla di nuovo, ma sanno riproporre con coerenza e una certa dose di personalità clichès ormai noti alle masse da anni. Personalmente non posso che assicurarvi, e parlo a voi defenders, che questo lavoro è all'altezza delle vostre aspettative, quindi se potete procuratevelo... keep on thrashin'!!!!! |