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Quando le terre in cui il generale Morgan Bernhardt stanziava con l'esercito non diedero più le ricchezze ch'egli stesso cercava, li radunò e presto partirono per nuovi territori, attraversarono distese di terreni infiniti sino ad arrivare ad una catena montuosa invalicabile, la costeggiarono per giorni e finalmente vi trovarono una grotta che ne faceva da passaggio, alla fine di essa il rumore del calpestio dei cavalli e il nitrire degli stalloni ne provocò il crollo. Molte le reclute ed i soldati che ne perirono sotto le macerie, i pochi superstiti si avviarono feriti in cerca di un posto ove poter curarsi e alloggiare. Passarono i giorni i piu' gravi perirono durante il viaggio, i feriti erano sempre piu' deboli coloro che si occupavano delle medicazioni, anch'essi feriti, non potevano far di più con le sole loro forze.Le scorte erano andate perdute nel crollo e la fame e la sete iniziava a far sentire il suo peso. Giunsero alle porte di una città, il generale chiese alloggio in quelle mura, ma per risposta fu beffeggiato osservando le condizioni degli uomini e donne dietro ad esso. Il generale si voltò osservo a lungo il suo esercito, sentì il peso delle sue ferite guardò negli occhi i suoi soldati con rabbia sguainò la sua spada seguito dagli altri e vi fu uno scontro sanguinario con le guardie di questa città, furono abbatuti e la città presa dal generale.... Vaphitar era dei G.B.A ora! La popolazione fu resa schiava del generale, ed indi doveva lavorare per esso. Nel frattempo si scoprirono le abilità di alcuni nani nel forgiare le armi e armature e furono presi come loro fabbri di fiducia. I mesi passarono veloci, dal fronte giunsero notizie che il re della capitale vicina rivoleva la sua città. Vi fu una battaglia per riprendersela ma l'escercito gba ormai era in piene forze, furono respinti gli eserciti reali. Vaphitar fu messa a ferro e fuoco e coloro che erano in schiavitù portati nella città che con le loro stesse mani avevano costruito sotto ordine di Bernhardt: Esermir! Una città protetta dalle montagne a est e da mure solide ed invalicabili, il palazzo del generale domina l'intera città. Li il generale si autoproclamò barone di Esermir e diede il comando di generale alla sua guardia del corpo scelta il generale Danthrag Pentragon e via via la città si organizzò per divenire un piccolo stato, la legge che vi vige quella del barone, simile alla legge del taglione; ma questa è un'altra storia. Esermir restò per molti anni in mano ai Grudge, che riuscirono a trasformarla anche in luogo di commercio con l'introduzione del mercato cittadino. Ma più passava il tempo e più gli screzi con Yves e i suoi uomini crescevano. Inutile furono i tentativi che fecero entrambe le parti a giungere ad un accordo che giovasse ad entrambe le parti. Cruciale fù il giorno cui si presentarono a Esermir i maggiori esponenti di Thyatis, in cerca di concludere un accordo. La proposta che portavano erano un insulto per i GBA, che non pensarono due volte a cacciar via in malomodo dalla propria città tutti i thyatissiani che vi erano giunti. Dopo quel giorno Yves iniziò a preparare il suo esercito per conquistare Esermir, e nel frattenpo vi furono alcuni attacchi isolati dai Grudge alle porte della capitale umana, portando paure, dolori e insicurezze fra gli uomini di Yves. Il giorno in cui i soldati del Re, assieme agli elfi, si trovarono alle porte di Esermir per conquistarla, trovarono i mercenari preparati allo scontro, affiancati da alcuni barbari e dalla presenza di alcuni drow, giunti fin lì grazie ad un accordo di tipo commerciale. Gli uomini del Re erano numericamente superiore alla difesa di Esermir, ma nonostante ciò l'organizzazione tatica dei mercenari metteva serie difficoltà ai loro avversari. Nonostante tutti gli sforzi però, alla fine umani e elfi riuscirono ad aver la meglio e prendersi Esermir. I mercenari senza ormai una dimora andarono temporaneamente a vivere nei villaggi barbari grazie all'ospitalità dei barbari stessi, ma non durò molto e se ne andarono ad una nuova destinazione ove poter pianificare la loro vendetta e allo stesso tempo dedicarsi alla loro divinità preferita... il Dio denaro. |
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Il clangore della battaglia si era ormai sopito. Kyra aveva combattuto eroicamente con i suoi compagni, poi un dolore sordo, il freddo, le voci sempre piu' lontane, indistinte poi il buio... Le grida e i lamenti dei ferite si erano spenti a uno a uno. La notte era quieta ora e il tempo pareva come sospeso.La luna, tinta di sangue e affaticata, splendeva sopra l'indistinto orizzonte, e il distante il grido di un uomo, attraversò come un brivido il cuore della notte . Il terreno era ricoperto dall'eroico sudario degli uomini massacrati. Andrew Greame uscì dalle mura, fra le braccia Kyra ferita, alla ricerca di un gba superstite a cui affidarla e salvarle la vita, sapeva che non poteva restare fra loro per ricevere delle cure, sarebbe stata trattata come una criminale,pur essendo ambasciatrice, ma aveva levato la mano contro l'esercito alle mura, e lui non voleva questo. Sapeva che i gba si sarebbero presi cura di lei, poichè vi tenevano molto. |
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