Prete Liprando

Prete Liprando

1967
Testo di Dario Fo - Musica di Enzo Jannacci

Presentazione.
«Landolfo, cronista del 1100, ci ha tramandato uno dei fatti più importanti della storia del Comune di Milano: la cronaca del giudizio di Dio, protagonista Prete Liprando. Abbiamo cercato di musicarla con un  certo impegno, e la dedichiamo a tutti quelli, e sono tanti, che pur essendo testimoni di fatti importantissimi, determinanti l'evoluzione della civiltà, neanche se ne accorgono».

Prete Liprando
ben visto dai poveri cristi
andò dall'arcivescovo Teosolano in Sant'Ambrogio
«Sei ladro e simoniaco» gli disse «venduto all'imperatore,
quel porco!»
«Cosa?!» rispose l'arcivescovo infuriato
«come ti permetti prete, sono ex-combattente
ho fatto la prima crociata
e anche la terza
la  seconda no perché ero malato...».
Prete Liprando rispose: «Lo so,
più d'una città hai saccheggiata, lo so,
più d'una città tu hai insanguinata
e ora Milano tu vuoi inchiodata
vederla prostrata!»
«Liprando, a sto punto esigo il giudizio di Dio.
Dovrai camminare sui carboni s'intende ardenti
le fascine di legna quaranta, quaranta,
s'intende le pago io,
se tu ne uscirai per niente arrostito
io me ne andrò solo via da questa città
solo e appiedato».

Prete Liprando
domani alla calata del sole
affronterà il giudizio di Dio
in piazza Sant'Ambrogio!

Quaranta fascine furono approntate in una catasta
la gente veniva fin da Venegono e da Viandrate
«Indietro, su, non spingete,
perdiana, c'è fumo... non lo vedete?...
ma io non vedo niente, non vedo un accidente
son venuto da Como per niente...».

«Tornate tutti a casa,
non se ne fa niente,
Il papa da Roma ha proibito,
lo spettacolo è finito!».

«E io lo faccio lo stesso - disse il prete Liprando
ma le fascine quaranta io non ce l'ho».
La gente portava le fascine da Viandrate,
facevano un sacco di fumo,
la gente  tossiva, tossiva piangeva
ma non si muoveva, che popolo pio!,
voleva vedere il giudizio di Dio.

Ecco il giudizio,
Liprando è già pronto,
dov'è?, è la in fondo!
è bianco, ha paura,
oh com'è magro
ha i piedi spogliati,
che piedi lunghi!

La brace è rossa e rosse son tutte le facce
son tutti con gli occhi sbarrati
anch'io li ho sbarrati
però non vedo niente.
È entrato dentro ai carboni senza guardare
in mezzo è tutto sudato
ma non è bruciato
tre donne son svenute
una ha partorito ma in buona salute
«dai, non spingete!», «ma io non vedo niente!»
ecco, è arrivato, Dio l'ha salvato
gloria a Liprando che Milano ha salvato
l'arcivescovo è scappato
gloria a Liprando
ecco è cascato, s'è mezzo massacrato
gloria a Liprando
e io non ho visto niente
non ho visto un accidente
sono venuto da Como per niente!


Canzoni di Dario Fo Dallo spettacolo "22 canzoni", di Enzo Jannacci, 1967.


Incisioni:

- Enzo Jannacci in teatro

- Enzo jannacci: E allora... concerto

- Milano canta (Enzo Jannacci)