catullo2 delirio

A me sembra che quello sia uguale a un dio, anzi, mi sembra addirittura che sia superiore agli dei , se mi e`consentito dirlo ; colui che sta seduto davanti a te , senza turbamento(incessantemente) , ha la possibilita`di guardarti e di ascoltarti. Tu che sorridi dolcemente ,e questo fatto mi strappa dall'interno , in tutti i sensi , a me infelice; infatti , appena ti ho visto , o Lesbia , messuna parola piu` in gola.
La lingua mi si blocca , una fiamma si sprigiona sotto i flebili arti e le orecchie rimbombano di un suono tutto loro , gli occhio vengono coperti da una duplice notte. L'ozio , o Catullo ti e`dannoso , tu salti e gesticoli un po ' troppo nell'ozio, che ha rovinato in passato sia dei sovrani sia citta`al massimo prosperita`.
 

il passero di Lesbia

passero , delizia della mia fanciulla , con il quale e`solita giocare , che e`solita tenere in grembo , al quale, affamato lei e`solita porgere la punta del dito e suole provocarne le beccate pungenti; quando, alla mia desiderata , cosi`splendente , piace fare un gioco , non so di che tipo , ma gradito e di piccolo conforto al suo dolore per alleviarlo. O passero , potessi giocare io, come lei, con te ed alleviare le tristi preoccupazioni dell'animo.
 

la morte del passero

piangete o Veneri e Cupidi (donne e uomini sensibili all'amore) e tutti vuoi che avete il cuore gentile: e`morto il passero della mia ragazza , delizia del mio amore , che lo amava piu ` dei suoi occhi. Infatti era dolce come il miele e conosceva la sua stessa padrona , altrettanto bene quanto una fanciulla conosce sua madre, non si staccava dal suo grembo , e saltellando tutto intorno ora qua , ora la` , pigolava continuamente solo a Lesbia (alla sua padroncina); passero ora va per quella strada tenebrosa , la` dove negano che qualcuno possa ritornare.
Voi siate maledette , tremende tenebre dell ' Ade , che divorate le cose belle;voi mi avete sottratto un cosi`tanto grazioso(animaletto). Oh, disgrazia! Per opera vostra gli occhietti della mia ragazza si arrossano per il troppo piangere.