LENDICOMICS - ALTRI MONDI - La fantascienza illustrata e il fumetto fantastico - Rovigo Pescheria Nuova  
 
ALTRI MONDI La fantascienza illustrata e il fumetto fantastico
ALTRI MONDI
 La fantascienza illustrata e il fumetto fantastico 
ALTRI MONDI La fantascienza illustrata e il fumetto fantastico


PRESENTAZIONE

Le ricorrenti querelles relative alla “morte del romanzo” non hanno mai nemmeno sfiorato la letteratura fantascientifica. La quale, avendo le sue radici nella narrativa popolare, per un verso si è ramificata in molti rivoli tematici, per un altro le sue opere sono spesso, per una consolidata tradizione, illustrate. E anche gli illustratori sono a loro volta classificabili in “correnti”, cioè caratterizzati da stili diversi. “Altri mondi” ne presenta tre significative sfaccetta-ture.

Karel Thole, un olandese poi naturalizzato italiano, è considerato uno dei massimi maestri a livello internazionale. È un artista, autore soprattutto di migliaia di copertine, che ha saputo fondere, in funzione di atmosfere fantascientifiche, varie correnti artistiche, approdando a uno stile assai personale che è stato definito iperrealismo surrealista.

Giuseppe Festino, milanese, è invece più concretamente legato alle tecniche illustrative tradizionali, utilizzate però in immagini dalle accentuate suggestioni oniriche o, viceversa, dal solido contenuto tecnologico.

Una via ancora diversa è quella seguita dal veronese Roberto Bonadimani, autore esclu-sivamente di fumetti fantascientifici, unico in Italia. Con questi tre nomi - e l’esposizione delle loro copertine, delle tavole e di un lungo racconto - la Mostra alla Pescheria Nuova esibisce modi diversi e ugualmente significativi di approccio visuale ai differenti “mondi” della fanta-scienza.
di Gianni Brunoro

Roberto Bonadimani
Nato il 27 aprile 1945 a Sona (VR), vive e lavora a Verona. Autodidatta, è grande appas-sionato di fantascienza. I suoi primi disegni sono pubblicati con l’editore milanese Sansoni dal 1973 al 1974. Nel 1975 incontra Gianfranco Viviani dell’Editrice Nord che pubblica su “Cosmo Informatore” i suoi lavori, raccolti poi nel volume Cittadini dello Spazio. Bonadimani entra co-sì di prepotenza nel grande mondo dei lettori di fantascienza “letteraria” e viene accolto con entusiastico favore. Il suo stile personale, perfettamente riconoscibile, è nato da una ricerca paziente e costante che continua ancora. «Perfettamente padrone di un segno sicuro, ben modulato e di buona morbidezza grafica, Bonadimani è un incessante creatore di nuovi spira-gli sui più differenti universi, che la sua fervida fantasia rende vividi, a modo loro credibili e spesso suggestivi.» (Gianni Brunoro).
«Meticoloso e accurato nel disegnare gli sfondi, siano questi spazi siderali, macchine tec-nologiche o rigogliosi paesaggi. I suoi alieni non sono mai dei mostri gratuiti, ma sono sempre in armonia col proprio mondo, così come i robot non sono solo un insieme di ingranaggi.» (Franco Fossati)
Nel 1976 riceve a Ferrara il premio Italcon quale miglior fumettista italiano di fantascienza per Eram il sogno. A Bruxelles, nel 1978, gli viene assegnato l’Eurocon per Il dono. Riceverà ancora l’Italcon, a Stresa, per Rosa di Stelle (1979/80) e a Borgomanero per Anyhia l’amazzone (1980). Nel 1998, al Salone dei Comics, gli è stato conferito un meritatissimo premio alla carriera.
Roberto Bonadimani continua tuttora a scrivere e disegnare le sue storie, ad esporre e a tenere corsi di fumetto.

INCUBO HYNN-PHAER (storia inedita)
di Roberto Bonadimani

Il pianeta Dyse, abitato da sole donne, è nuovamente minacciato dallo Sterminatore, crea-tura aliena che periodicamente passa e “ruba” agli esseri viventi i loro pensieri e la loro cultura, costringendoli a una nuova e faticosa risalita verso la civiltà. Ma questa volta le dysiane sono pronte: una volontaria, la giovane Daneth, lo aspetta nello spazio e gli rovescia addosso tutto il suo odio, sconfiggendolo.
Ma lo Sterminatore trascina con sé nello spazio (e nel tempo) la ragazza, e quando lei riu-scirà a tornare su Dyse, il pianeta è profondamente cambiato, la grande città di Pra-Dyse è una rovina, tutta l’umanità sembra scomparsa e l’unico accenno di vita umana è Veeh-Gyll, un robot che ha il compito di guidare Daneth al risveglio del suo popolo, messo in animazione so-spesa e nascosto nella fortezza di Hynn-Phaer.
Il compito sembra facile, ma il troppo tempo trascorso, molto più lungo di quello preventiva-to dalle Nomater (le Reggenti), ha suscitato nelle cyborg messe a protezione della fortezza un insano desiderio di dominio. Per fortuna altre cyborg hanno conservato l’originaria direttiva.
Per Daneth arrivare alla Regolatrice e ripristinare il dominio delle Verefemmine sarà un’altra missione pericolosa che cambierà per sempre la sua vita.
 

ALTRI MONDI Roberto Bonadimani
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Giuseppe Festino
È nato a Castellammare di Stabia (NA) il 22 settembre del 1943. Trasferitosi al nord tra-scorre un periodo di tirocinio presso lo staff delle Produzioni editoriali Dami a Milano, dove fre-quenta anche i corsi serali dell’Accademia di Brera. A parte una brevissima escursione in campo musicale, è l’illustrazione a tenerlo occupato. Tra i suoi maggiori committenti: la De A-gostini, la Minerva Italica e l’Editrice Moderna.
Nel 1976 collabora con la rivista Robot e, in seguito, con il mensile Alien. Sempre per l’editore Armenia, illustra I libri di Robot e I libri della Paura, mentre altre sue opere compaiono
sulla rivista francese Fiction.
Nel 1979 conosce Wolfgang Jeschke, curatore della collana di fantascienza pubblicata in Germania dalla Verlag. Dal 1980 in poi collabora con diverse redazioni della Mondadori, da Confidenze a Zerouno, da Topolino a Epoca, da Segretissimo al Giallo. Per Urania realizza al-cune copertine mentre per i Classici fornisce una dozzina di illustrazioni, e si occupa della se-zione “Varietà” della rivista.
«Giuseppe incarna perfettamente, nel campo dell’illustrazione, quel ‘realismo fantastico’ [...] è un uomo d’oggi che vive con la mente proiettata nel futuro e ci informa delle sue antici-pazioni attraverso le splendide “fotografie” che sono le sue illustrazioni. [...] Il trionfo della computer grafica lo ha lasciato del tutto indifferente, attaccato com’è al suo ruolo di artigiano che crea da sé senza il supporto di macchine, di software, di programmi per la gestione delle immagini. Lui vuole ancora il rapporto diretto, a tu per tu, con la carta, l’inchiostro, i colori; il piacere manuale di forgiare qualcosa che esce dalla sua fantasia e si traduce in disegno senza alcuna mediazione informatica. » (Vittorio Curtoni)
 

ALTRI MONDI Giuseppe Festino
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Karel Thole
Nasce il 20 aprile 1914 a Bussum, in Olanda, piccolo centro residenziale situato a una ven-tina di chilometri da Amsterdam. Frequenta la Scuola Statale di Disegno dal vero di uno dei più prestigiosi musei d’Europa, il Rijksmuseum. Nel 1958, si trasferisce con la famiglia a Milano. Comincia a lavorare con Rizzoli e poi, dal 1960, stabilmente con Mondadori dove illustra le co-pertine della collana di letteratura fantascientifica I Romanzi di Urania. È qui che, in brevissi-mo tempo, l’arte del maestro olandese s’impone al grande pubblico italiano. L’attività illustrati-va di Thole non si limita alla fantascienza, ma spazia dalla narrativa tradizionale alla documen-tazione storica, dalle illustrazioni di racconti gialli e del terrore a quelle dei romanzi.
«A lui interessava un altro mondo interiore e fantastico e il passato, quello dove il futuro e il passato s’incontrano in lande desertiche, tra ruderi e orrori primordiali, tra occhi sbarrati e boc-che spalancate in urli disumani. A lui interessavano gli spazi metafisici di De Chirico, le atmo-sfere sospese di René Magritte, le contaminazioni di Max Ernst, le deformazioni di Dalì: inseri-va tutti questi ingredienti figurativi nel suo shaker personale, agitava, mixava con energia e dalla sua fantasia usciva un “iperrealismo surrealista” che è la sua inconfondibile cifra artistica. […] » (Franco Damerini)
Ai suoi estimatori, Thole suggeriva enigmatico: “Riguardatevi attentamente le mie copertine di Urania. Vi potreste divertire, potreste scoprire nel disegno tante stranezze che vi erano sfuggite a prima vista”. “Comunque” - precisava - “per me una bella copertina, una copertina riuscita è quella che fa colpo e contiene pochi elementi, tutti essenziali e facilmente assimilabi-li”.
Karel Thole viveva nella tranquillità di Cannobio sul Lago Maggiore, dove si è spento ottan-taseienne il 26 marzo 2000.
 

ALTRI MONDI Karel Thole
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ALTRI MONDI - La fantascienza illustrata e il fumetto fantastico - Pescheria Nuova - ingresso mostra
Pescheria Nuova, sede della mostra
"ALTRI MONDI" La fantascienza illustrata e il fumetto fantastico
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