1962
- 2002 L' UOMO RAGNO compie quarant' anni
Uno dei momenti più emozionanti, quando si lavora nei fumetti,
è la creazione di un supereroe. Talvolta le idee arrivano facili
e veloci, talvolta la cosa risulta più difficile che farci estrarre
un dente, ma non importa il modo in cui lo si fa, alla fine è sempre
una sensazione splendida. Riesco ancora a ricordare la mia emozione il
giorno in cui immaginai l’Uomo Ragno!
In collaborazione con il disegnatore Jack Kirby avevo già creato
i Fantastici Quattro e L’Incredibile Hulk. Dato che queste due collane
erano diventate molto popolari, decisi di ag-giungerne una terza. Ma come
sarebbe stata? Cosa avrei potuto creare di totalmente diverso da tutti
gli altri supereroi? Mi ricordo seduto alla mia scrivania, a guardare il
muro bianco di fronte a me, a pensare, pensare, pensare… finché
all’improvviso notai un piccolo insetto che camminava sulla parete!
Ma come avrei potuto chiamarlo? Uomo Insetto? Non suonava abbastanza
eroico. Uomo Zanzara? Non abbastanza drammatico! Uomo Mosca? Troppo da
ragazzini. Uomo Ragno? Wow! Ci siamo! Suonava perfettamente! Avevo trovato
il nome!
La fase seguente era capire che tipo di persona sarebbe stata. Dato
che volevo che fosse il più diverso possibile da ogni altro supereroe
decisi di farne un teenager che frequentava il liceo. Poi, nel tentativo
di renderlo il più umano possibile, pensai che avrei dovuto dotarlo
degli stessi problemi e delle stesse preoccupazioni di ogni ragazzo normale.
Avrebbe dovuto darsi da fare per avere degli appuntamenti con delle ragazze
(anche se aveva superpoteri non signi-ficava che tutte le donne dovessero
adorarlo!), avrebbe dovuto preoccuparsi di guadagnarsi da vivere (mi ero
sempre chiesto perché gli altri supereroi non avessero mai problemi
di soldi; a-vevano l’albero dei soldi o cosa?) e, malgrado fosse più
forte di un uomo normale, sarebbe stato ugualmente vulnerabile. Gli avrebbero
potuto sparare, avrebbero potuto pugnalarlo, bru-ciarlo, avvelenarlo o
affogarlo. Avrebbe potuto avere un attacco d’allergia mentre combatteva
contro un criminale o storcersi una caviglia o soffrire di gonfiore ai
piedi o doversi preoccupare della forfora, dei foruncoli o tutte le cose
a cui potevo pensare! In breve doveva essere uguale a me e te, fatta eccezione
per la capacità di arrampicarsi sui muri e dondolarsi con la sua
ra-gnatela!
Beh, siamo stati fortunati, l’idea ha funzionato. Oggi Spidey è
diventato uno degli eroi più popolari del mercato ed è conosciuto
in tutto il mondo. La sua presa sul pubblico è così forte
che non importa quanto ogni altro sceneggiatore venuto in seguito, come
Conway, Wein, Wolfman, ecc, l’abbia modificato per adeguarlo al suo stile,
tra gli appassionati dei fumetti ri-mane sempre il numero uno. E di questo
fatto io e Spider vi saremo sempre eternamente grati!
Excelsior!
Stan Lee*
I fumetti di Spider Man sono stati pubblicati in Italia da varie case editrici: l’Editoriale Corno negli anni Settanta e nei primi Ottanta, la Labor Comics con una fugace apparizione nel 1986, la Star Comics dal 1987 fino ai primi mesi del ’94. Oggi gli albi dell’Uomo Ragno sono pubblicati direttamente dalla filiale italiana della Marvel.
* Introduzione al saggio di Francesco di Meo, L’UOMO
RAGNO TRA REALTÀ E FINZIONE, Phoenix, (1), 1994
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